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Estratto dal libro “Perchè Einstein non Portava...

Foglietto illustrativo: che cosa potete aspettarvi da questo libro e che cosa potete (o non potete) fare con il suo aiuto

Estratto dal libro “Perchè Einstein non Portava i Calzini” di Christian Ankowitsch

Quando andate in farmacia e comprate una scatola di compresse, al suo interno troverete il bugiardino, dove c'è scritto a che cosa servono le pillole e quali effetti collaterali possono avere.

Perché non lo mettono anche nei libri? È un'ottima domanda. Così ho deciso di rompere il ghiaccio, anche se il mio foglietto illustrativo non si basa su approfonditi studi clinici, ma è il semplice tentativo dello scrittore di informare il lettore sulle proprie intenzioni.

Dunque, che cosa potete aspettarvi da questo libro? Esso vi offrirà una sorprendente spiegazione su come noi esseri umani sentiamo, pensiamo, decidiamo e agiamo.

La teoria centrale è la seguente: il nostro cervello non lavora in modo indipendente e autoreferenziale, come si è sempre affermato. Viceversa, è influenzato in modo determinante dal nostro corpo, dall'ambiente esterno e da situazioni concrete (e a sua volta il cervello influenza questi elementi in uno scambio continuo).

Concretamente significa, per esempio, che troviamo soluzioni migliori se gesticoliamo o che abbiamo idee vincenti quando ci troviamo in una stanza con il soffitto alto.

Questo libro vi offre inoltre numerosi spunti per migliorare la vostra vita grazie a strategie semplici, di facile attuazione, efficaci, rapide ed eleganti. Si potrebbero anche chiamare «astuzie», anche se questo termine non suona bene.

Molti di questi suggerimenti riguardano il corpo; per esempio, se ridete senza motivo vi sentirete più felici e se avete una postura eretta vi sentirete più sicuri di voi stessi. Possono sembrare suggerimenti banali e persino scontati, e un po' lo sono. Eppure funzionano e sono scientificamente provati.

Sicuramente non sono frutto della mia fantasia, ma sono documentati da fonti sicure e attendibili. Da parte mia, ho cercato di presentare l'argomento nel modo più divertente possibile. Nelle note sono specificate le fonti delle teorie e dei consigli dati. Ma non preoccupatevi: non sarete costretti a leggere pagine e pagine stampate in caratteri microscopici per poter seguire il filo del discorso. Le note sono solo una garanzia di autenticità, se avete qualche dubbio in merito. Vale comunque la pena dar loro un'occhiata perché possono contenere informazioni interessanti.

Voglio dire ancora una parola ai lettori, che tante volte ho immaginato di trovarmi di fronte durante la stesura di questo libro: me li figuravo mentre si divertivano a capovolgere le loro convinzioni intuitive, provando e riprovando, e mentre abbandonavano l'idea che l'intelligenza dipendesse da un cervello ben allenato. Questa convinzione, pur essendo molto diffusa, è assolutamente falsa, per il semplice fatto che il nostro cervello non è un muscolo che possiamo allenare in palestra.

Il nostro cervello è un organo altamente complesso, un maestro delle connessioni, il cui lavoro è enormemente influenzato dal nostro corpo. Per compiere un simile miracolo valgono leggi diverse da quelle che funzionano per un semplice bicipite.

I suggerimenti forniti in questo libro sono concepiti per lettori in buona salute. Non bastano invece per risolvere problemi più seri! Per esempio, anche se ho dimostrato che saltando dal trampolino si possono ridurre gli stati depressivi, sarebbe assurdo sperare di curare definitivamente la malattia in questo modo. Per riuscirci, è necessario l'intervento di un professionista: i libri non bastano, è meglio rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza o a un medico.

A questo punto, non mi resta che augurarvi una spassosa e proficua lettura.

Il vostro dottor Ankowitsch

P.S.: Qualcuno potrebbe chiedersi come mi è venuta l'idea di scrivere questo libro. Ebbene, molti anni fa lessi un breve articolo sulla «Neue Zurcher Zeitung»,- in cui si diceva che la nostra intelligenza non dipende soltanto da quanto siamo bravi a far di conto, ma anche dalla posizione delle nostre braccia, e che il nostro corpo la dice lunga su come ci sentiamo, pensiamo e agiamo.
Da allora quell'idea non mi ha più abbandonato. Senza rendermene conto, ho iniziato a fare delle ricerche raccogliendo articoli di giornale, studi e libri che affrontavano la questione del rapporto fra il corpo e la mente. Ancora oggi conservo articoli sull'argomento e salvo pagine Internet che promettono risposte stupefacenti. Lo faccio anche se il libro è finito, chissà, non si può mai sapere.

Perchè Einstein non Portava i Calzini

Perchè Einstein non Portava i Calzini

Lo sapevate che può bastare una breve passeggiata per favorire l'attenzione e sviluppare idee originali? Che chi ride, anche senza motivo, diventa di fatto più allegro? Che le idee vincenti ci vengono più facilmente in una stanza con il soffitto alto e che, se abbiamo in mano una tazza calda, siamo più bendisposti verso le persone intorno a noi?

Questo succede perché il nostro cervello non lavora in modo indipendente e autoreferenziale, come si è sempre affermato, ma è influenzato in modo determinante dal nostro corpo, dall'ambiente esterno e dalle situazioni concrete.

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Christian Ankowitsch

CHRISTIAN ANKOWITSCH nato in Austria, dopo gli studi universitari e il PhD, è stato redattore del settimanale tedesco «Die Zeit».

Attualmente vive a Berlino, dove è giornalista e scrittore di successo.

Dal 2011 conduce la trasmissione letteraria «les.art» alla televisione austriaca e dal 2013 presenta il prestigioso Premio Ingeborg Bachmann.

 

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