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Estratto dal libro “Mollo Tutto e Vado...

Leggi un'anteprima del libro di Francesco Narmenni "Mollo Tutto e Vado all'Estero"

Estratto dal libro “Mollo Tutto e Vado all'Estero” di Francesco Narmenni

A cosa serve questo manuale

Ogni volta che un paese vive un periodo diffìcile, l'emigrazione aumenta e non è certo complicato comprenderne il perché: se le condizioni di vita peggiorano e decine di migliaia di persone si ritrovano senza lavoro, l'ultima possibilità di sopravvivenza risiede nel cercare condizioni migliori altrove. Tuttavia quella degli "esodati" (per usare un termine delicato e attuale) non è l'unica categoria di persone che scappano all'estero; ne esistono almeno altre tre, ognuna armata di ottime motivazioni.

La prima è quella dei ragazzi appena diplomanti o laureati che in qualche modo hanno difficoltà a trovare lavoro in Italia e quindi cercano all'estero terreno fertile per costruire il proprio futuro, l'altra è quella di chi non riesce più a vivere in una società diventata opprimente e alienante, per cui cerca, in un paese straniero, condizioni di vita più umane e stipendi adeguati. L'ultima è rappresentata dai pensionati, bestie sempre più rare che, percependo un'entrata mensile non sufficiente, si trasferiscono in quei luoghi dove la vita costa meno e dove possono percepire una pensione più elevata per via di una minor tassazione.

Ognuna di queste categorie ha una certa probabilità di successo e la necessità di seguire strade diverse, ma il loro intento è il medesimo: uscire da una situazione che non garantisce buone prospettive, allo scopo di elevare qualitativamente la condizione di vita e trovare maggior felicità.

Quando ci si trova in queste situazioni, cioè quando il movente è una sorta di fuga da condizioni non soddisfacenti, il rischio comune è quello di fare un salto nel buio, di vivere questa scelta come l'ultima opportunità, una sorta di "o la va o la spacca", convinti che ripartendo da zero tutto sarà più facile. In questo particolare stato psicologico si rischia di compiere errori che possono compromettere l'intero processo, precludendosi ogni possibilità di successo.

Le statistiche parlano chiaro: se valutiamo l'intera percentuale di italiani che tentano il trasferimento, ci rendiamo conto che quelli che ce la fanno sono solo una minima parte; la stragrande maggioranza rientra in patria prima di tre anni. L'elevata percentuale di fallimenti è dovuta al fatto che, generalmente, si prende sottogamba una scelta che nasconde moltissime incognite e svariati aspetti negativi.

Per quanto io possa stimare una persona che trova il coraggio di andare all'estero, non posso esimermi dal definirla "sprovveduta" qualora non elabori con attenzione e precisione un piano d'azione sul breve e lungo periodo.

Di recente ho parlato con alcuni amici che hanno tentato di trasferirsi all'estero senza successo, rientrando dopo pochi mesi. Alcuni hanno scelto di spostarsi con l'intera famiglia, altri, essendo single, si sono mossi in totale autonomia. In entrambi i casi è emerso come il fallimento derivasse dalle troppe aspettative riposte in un paese mitizzato da racconti e articoli letti in Rete, ma rivelatosi assolutamente inadatto alle esigenze di persone abituate a tenori e stili di vita ben diversi. Le statistiche, poi, mostrano chiaramente come la stragrande maggioranza delle persone (quasi il 95%) si trasferisca non in paradisi tropicali dove condurre una vita semplice ed economica, ma in quelle zone del mondo dove il lavoro è al centro dell'esistenza, come gli Stati Uniti o l'Europa.

Questi numeri dovrebbero farci quantomeno riflettere sulla realtà che si nasconde dietro le storie di giovani avventurieri scappati dalle metropoli per vendere cocktail sulla spiaggia, casi isolati di pochissimi fortunati, che purtroppo riecheggiano in TV e su noti portali specializzati in "trasferimento all'estero", illudendo migliaia di lettori sull'apparente semplicità con cui tale scelta può essere eseguita. È colpa di questo meccanismo, votato al solo scopo di "fare notizia" e attirare pubblico se, tra le fila di chi rischia tutto per cambiare vita, sono presenti più casi di fallimento che di successo.

Ecco quindi spiegato il ruolo di questo manuale, una guida pratica per evitare a tutti coloro che vogliono emigrare di compiere quegli errori (tipicamente sempre gli stessi) che possono minare il successo di questa delicata operazione. Vorrei che la mia esperienza fosse d'aiuto a chi come me ha sempre sognato di poter dormire cullato dal canto dell'oceano, inseguendo un'eterna estate, mentre la vita scorre serena e lo stress diventa un ricordo lontano.

Per tutti questi motivi non mi sono limitato a dare informazioni storiche, consigli di carattere organizzativo e tecniche psicologiche per affrontare il cambiamento. Ho ricercato, sintetizzato e tradotto tutte le norme e le leggi di quei paesi stranieri che le persone ritengono più interessanti, informazioni essenziali per affrontare nel miglior modo possibile uno dei passi più diffìcili che si possa compiere.

Queste nazioni non necessariamente corrispondono a quelle in cui gli italiani si trasferiscono con maggior successo, anzi, sono perlopiù i luoghi dei nostri sogni, quelli in cui immaginiamo di poter essere felici e spensierati per sempre. Come vedremo però, in alcuni casi si riveleranno mete piuttosto insidiose.

Mollo Tutto e Vado all'Estero

Mollo Tutto e Vado all'Estero

Sulla base della propria esperienza personale, Narmenni, noto blogger, illustra quali sono le strategie e gli accorgimenti da mettere in atto per crearsi una vita migliore in un altro paese, evitando gli errori che molti commettono quando decidono di andarsene dall'Italia.

Contiene un percorso a tappe da seguire e anche il riassunto e la traduzione delle leggi di molti tra i paesi più interessanti in cui oggi conviene trasferirsi.

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Francesco Narmenni

Francesco Narmenni è un blogger affermato e un musicista appassionato.

Fino a qualche anno fa era un comune impiegato. Oggi ha smesso di lavorare e vive tra l’Italia e le isole Canarie grazie alla sua grande passione per la scrittura e la musica.

Il suo blog www.smetteredilavorare.it è un punto di riferimento per tutti coloro che intendono cambiare vita; propone soluzioni per distaccarsi dal sistema attraverso un approccio scientifico ai problemi della vita e una grande attenzione ai rapporti umani.

 

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