Torna su ▲
Avvento 2016
Idee Regalo

Estratto dal libro “Kriya Hatha Yoga di...

Leggi un estratto dal libro di M. Govindan "Kriya Hatha Yoga di Babaji"

Estratto dal libro “Kriya Hatha Yoga di Babaji” di M. Govindan

Per il suo Kriya Hatha Yoga, Babaji ha scelto diciotto posizioni con numerose variazioni tra le molte migliaia di posizioni dello Hatha Yoga classico. Queste diciotto asana lavorano su tutte le parti del corpo efficacemente e sono complementari agli obiettivi delle altre fasi del suo yoga.

Idealmente, dovrebbero essere apprese ed eseguite prima di procedere alla pratica del pranayama e della meditazione.

Sono fatte per rimanere una pratica importante tra le tante che accompagneranno l'individuo per tutta la vita, perfino durante gli stadi finali dello sviluppo e della trasformazione spirituale.

Nell'eseguire le diciotto posizioni, bisogna tenere presentì i seguenti principi:

1. Eseguire le posizioni per gradi, per evitare di stirare i muscoli arrivando troppo in fretta allo stadio finale; se un punto vi risulta troppo difficile, tornate alla fase precedente. La capacità di praticare le fasi più difficili si svilupperà gradualmente. Nella pratica delle posizioni non esiste la competizione. Indipendentemente dal grado di flessibilità, tutti ne beneficiano in modo equivalente, a condizione di praticarle regolarmente e al meglio delle proprie capacità.

2. Eseguire le posizioni a coppie: ogni posizione ha una sua contro-posizione, per cui i muscoli stirati nella posizione precedente, vengono rilassati nella successiva. Per esempio, le posizioni n.3 e n.4 vanno insieme, così come la n.5 e la n.6, ecc. Questo riduce il tempo da dedicare al rilassamento dopo ogni posizione, e fa sì che il corpo si sviluppi in modo equilibrato. Se non avete il tempo di eseguire la serie completa di posizioni, fatene solo alcune, ma sempre accompagnandole con la contro-posizione.

3. Siate coscienti della vostra respirazione. Respirate con frequenza naturale quando eseguite le posizioni, non trattenete mai il respiro. Servitevi dell'espirazione per dirigere il prana nelle zone di tensione. La qualità della respirazione é legata all'attività del corpo-mente; deve essere regolare e fluida. Se sentite che la vostra respirazione è forzata, ritornate alla fase precedente o uscite dalla posizione completamente.

4. Rilassatevi dopo ogni posizione per almeno trenta secondi o per lo stesso tempo per cui l'avete mantenuta. Il rilassamento è lo scopo primario delle posizioni. Ogni asana è un diagramma corpo-mente che dirige la circolazione del sangue, della linfa e del prana e le tossine verso gli organi di eliminazione. Osservare un tempo di rilassamento dopo ogni posizione ha degli effetti benefici sulla salute.

5. La maggior parte delle posizioni hanno una fase statica e una fase dinamica chiamate "kriya", fatte di movimenti lenti. Cominciate dedicando una frazione di minuto alla fase statica e almeno una mezza dozzina di ripetizioni a ciascun movimento, per poi aumentare gradualmente il tempo e le ripetizioni. I movimenti massaggiano gli organi interni, favoriscono la circolazione e preparano il corpo a ricevere un flusso di energia (prana) più intenso. Effettuare le posizioni in maniera progressiva, seguendo ogni fase, vi permetterà di accrescere la vostra flessibilità.

6. Concentratevi sul corpo fisico, sulle sue sensazioni e tensioni. Rilassate i muscoli che non sono direttamente interessati a mantenere la posizione. Eseguite le posizioni lentamente e deliberatamente, come un osservatore. Meditate avendo come oggetto il corpo e le sue reazioni fisiche, mentali e vitali. Non lasciate che la mente vaghi su altri pensieri.

7. Praticate ogni giorno almeno alcune delle posizioni, se non tutte e diciotto, preferibilmente al mattino o alla sera (o entrambi), prima della respirazione e della meditazione.

8. Degli studi clinici hanno dimostrato che, se le posizioni sono praticate lentamente e dolcemente, rispettando i tempi di rilassamento, possono curare numerosi disordini funzionali. Mantenete ogni posizione per uno o tre minuti senza forzare. Potete rimanere più a lungo in una posizione se desiderate curare un disturbo specifico o rilasciare delle tensioni profonde. Se il corpo comincia a tremare, uscite dalla posizione. Lo scopo è di mantenere una posizione senza sforzo.

Kriya Hatha Yoga di Babaji

Kriya Hatha Yoga di Babaji

Queste 18 posture furono selezionate da Babaji tra un corpus di migliaia posture un sistema efficace attraverso il quale il corpo fisico ringiovanisce e viene preparato per le successive fasi dello Kriya Yoga.

L'immortale maestro himalayano è la prova vivente di tale efficacia.

Acquista ora

 

Marshall Govindan (Satchidanada)Torna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Marshall Govindan (Satchidanada)

Marshall Govidan Satchidanada ha praticato il Kriya Yoga di Babaji in maniera intensiva a partire dal 1969.

Ha studiato e praticato il Kriya yoga in India per cinque anni con Yogi S.A.A. Ramaiah,e l’ha aiutato durante 18 anni a fondare 23 centri di Kriya Yoga nel mondo. Durante questo periodo, ha praticato il Kriya Yoga di Babaji in media 8 ore al giorno e in questo modo ha raggiunto la Realizzazione del Sè. Mentre era in India,ha studiato la lingua tamil e gli scritti dei Siddha dello Yoga tamil. Nel 1980 ha aiutato a riunire e pubblicare le opere complete di Siddha Boganathar. Nel 1986, ha diretto la costruzione di un istituto di recupero e cure consacrato alla terapia Yogica, nel tamil Nadu, in India. Nel 1988, Babaji Nagaraj, il fondatore del Kriya Yoga, gli ha chiesto di cominciare a insegnare.

Nel 1991 ha scritto il best seller “Babaji e la tradizione del Kriya Yoga dei 18 Siddha” pubblicato attualmente in 9 lingue. Nel 1992 ha fondato l’Ashram del Kriya Yoga di Babaji a Saint-Etienne-di Bolton, nel Quebec. Lì si organizzano corsi e ritiri durante tutto l’anno.

Nel 1995, va in pensione, dopo avere lavorato 25 anni come economista e verificatore informatico per la maggiore agenzia nel Quebec,il movimento corporativo Desjardins. Può cosi dedicarsi a tempo pieno all’insegnamento e alla pubblicazione delle opere nel campo dello Yoga. Da allora ha viaggiato intensamente per tutto il mondo e ha guidato circa 50 gruppi di studio in più di 20 paesi. Ha fondato degli ashram a Pondichery e a Bangalore e un ordine laico di insegnanti del Kriya Yoga: l’Ordine degli Acharyas del Kriya Yoga di Babaji, un organo educativo non a scopo di lucro, riconosciuto legalmente negli Stati Uniti, nel Canada e in India. Dal 1989 con corsi intensivi e ritiri ha personalmente iniziato più di 6000 persone al Kriya Yoga di Babaji.

Nel 1999, ha avuto la grazia di ricevere il darshan di Babaji Nagaraj, presso il suo ashram, a Badrinath, nell’Himalaya.

Egli co-dirige una equipe di eruditi in un importante progetto di ricerca sull’insieme delle opere letterarie dello Yoga dei Siddha tamil.

E’ diplomato presso l’Università “George Washington”, e il Collegio degli affari stranieri della Università di Georgetown.

 

 

I vostri commenti - Scrivi un commento!

Nessun commento presente

Scrivi un commento!