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Estratto dal libro “Autostima alla riscossa”...

Leggi alcune pagine tratte dal libro di Germain Duclos "Autostima alla riscossa"

Estratto dal libro “Autostima alla riscossa” di Germain Duclos

Senza istruzione, non c'è futuro per i giovani. Essa è la garante dell'eredità che vogliamo loro trasmettere. Sottintende progetti collettivi e lo sviluppo dell'umanità. Veicola, nel tempo, i valori, le ideologie, la cultura e le conoscenze.

La maggior parte delle persone concorda nel considerare che l'istruzione debba occupare un posto centrale nella società. Tuttavia l'individualismo, le ambizioni personali e anche la corsa al denaro e al rendimento occupano spesso nelle nostre esistenze uno spazio più grande dell'istruzione, di valori altruistici come l'aiuto reciproco, la cooperazione e l'impegno in cause umanitarie. Occorre essere coscienti del fatto che l'istruzione si confonde con la vita. Occorre mettere tutte le nostre energie nel suo sviluppo. È la nostra garanzia di un mondo migliore.

La società dovrebbe puntare molto sull'istruzione, fare di essa il suo più grande investimento e resistere alla tentazione di ridurre i fondi stanziati per questo settore. Tocca a tutti quanti controllare che le risorse finanziarie statali siano indirizzate verso servizi per i giovani. Inoltre, ci si deve occupare prima di tutto di coloro che si consacrano ai giovani, cioè ai genitori e agli insegnanti.

Sviluppare l'autostima è la formula vincente per il futuro dei nostri giovani. Infatti l'autostima ha un impatto sulla qualità degli apprendimenti scolastici, sulle attività sportive e manuali. Viceversa, la qualità degli apprendimenti in un ambito importante agli occhi del giovane ne influenza l'autostima. Oggi sappiamo che esiste una correlazione significativa tra l'autostima e la riuscita a scuola.

Le esigenze scolastiche sempre maggiori sono di ostacolo all'autostima, penalizzando i giovani con difficoltà di apprendimento e che incorrono in fallimenti. Si è anche proceduto alla contrazione degli investimenti, privando questi giovani di valide risorse aggiuntive per la loro riuscita scolastica. Inoltre, in un contesto in cui si esalta l'eccellenza ed è diffuso un atteggiamento elitario, i giovani con difficoltà di apprendimento e svalorizzati non trovano il loro posto. Così, il ritardo scolastico ingenerato dalle difficoltà di apprendimento, le bocciature e la mancanza di sostegno al bambino, sia nell'ambiente familiare sia a scuola, mi appaiono le cause principali dei fallimenti e del senso di inferiorità in troppi bambini.

La scuola deve giustificare la sua esistenza mediante il successo che fa vivere ai giovani grazie all'acquisizione degli apprendimenti che serviranno loro nel futuro. È importante sottolineare che il fallimento di un giovane è nello stesso tempo un fallimento della scuola e una fonte di inquietudine per i genitori. Gli specialisti nella rieducazione - e non solo nel recupero - devono aiutare in modo efficace i bambini in difficoltà e sostenere i docenti.

È opportuno che gli insegnanti seguano gli alunni prima dei programmi. Paragonando ciascun alunno a se stesso, ogni docente ne rispetta il ritmo di apprendimento nella prospettiva di un progresso individuale e continuo. L'autostima in uno studente è spesso frutto di autovalutazioni positive riguardo alle sue competenze negli apprendimenti, ma anche alle forze e alle qualità che il suo insegnante gli riconosce. Molti studenti sono lesi nel loro diritto di imparare a causa della rigidità dell'insegnamento. Anche se i docenti sono qualificati per quanto riguarda gli approcci didattici, l'insegnamento può migliorare se si adatterà ai diversi stili cognitivi degli alunni della classe.

I genitori, da parte loro, devono puntare sul processo di apprendimento e ridurre l'importanza che assegnano ai voti e alle conoscenze memorizzate velocemente.

Nella società moderna accordiamo molta importanza ai successi per sviluppare l'autostima. Molti adulti ritengono che i giovani si sviluppino in modo sano grazie alla competizione e al confronto con gli altri relativamente ai successi scolastici, sportivi o artistici. Confondono così la dignità umana o il valore dell'"essere" con le prestazioni.

Troppe persone credono che un giovane possa stimarsi solo se fornisce un buon rendimento, e in particolare se è migliore degli altri. Così si introduce la competizione nelle attività parascolastiche e scolastiche. Nella competizione si hanno dei vincenti, ma anche molti perdenti, la cui autostima si indebolisce. A scuola ogni bambino si sente soprattutto obbligato ad acquisire apprendimenti secondo scadenze prestabilite da dirigenti e gestori.

Invece, sviluppare l'autostima è più di questo: si tratta di un contributo alla salute mentale, sia nel bambino sia nell'adulto. Il nostro equilibrio psicologico e il nostro senso di sicurezza interiore, che sono alla base della nostra stabilità, sono influenzati dall'autostima, che è un importante fondamento della personalità. In una prospettiva di prevenzione e per investire nell'umanità, genitori, insegnanti, la società tutta devono essere innanzi tutto sensibilizzati all'importanza dell'autostima nel futuro dei nostri giovani. Sarà così possibile evitare le conseguenze disastrose della mancanza di autostima di cui parla Josiane de Saint-Paul:

La mancanza di autostima ha conseguenze profonde in tutti gli ambiti della nostra vita, sulle decisioni che prendiamo, sugli amici che scegliamo, sul tipo di rapporto che stabiliamo con gli altri o sulle relazioni sentimentali. Inoltre, ha ripercussioni sulle nostre aspettative e sui risultati che otteniamo, e anche sul nostro atteggiamento complessivo nei confronti dell'esistenza. Danneggia anche l'ottimismo, l'energia e la gioia di vivere.

Favorire l'autostima nei figli è la più bella eredità che i genitori possano lasciare per il loro futuro. Grazie a una buona autostima i bambini riusciranno a credere nelle loro capacità e sentiranno di avere un buon controllo sulla loro vita. Più tardi, una volta diventati adulti, potranno a loro volta trasmettere questa eredità ai loro bambini.

Autostima alla riscossa

Autostima alla riscossa

Questo libro offre ai genitori una guida preziosissima per orientarsi in un argomento di grande importanza: la sicurezza di sé.

In questo volume l’autore spiega alcune regole per coltivare l’autostima del bambino: dargli degli obiettivi realistici (per evitare che si scoraggi); ancorarlo ai suoi successi (per rafforzare la memoria dei traguardi raggiunti può essere utile un “calendario dei successi”); criticarlo ma in modo costruttivo; sostenerlo, fare il tifo per lui (evitando però l’errore di sovrastimare le sue capacità); fargli coltivare i suoi talenti (scoprire le sue vere passioni, senza pregiudizi).

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Germain Duclos

Germain Duclos, ortopedagogista e psicoeducatore, è autore di numerose pubblicazioni sull'educazione, lo sviluppo e l' autostima dei bambini e degli adolescenti.

Ha pubblicato il volume L'autostima passaporto per la vita ( 2007) e due opera di cui è coautore L'autostima degli adolescenti (con D. Laporte e G. Ross, 20103) e Autonomia e responsabilità (con G. Duclos, 2008).

 

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