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Estratti dal Libro "La Bibbia non è un Libro...

Estratti dal Libro "La Bibbia non è un Libro Sacro" di Mauro Biglino

…questo lavoro che non mi sento di definire un libro, bensì una ‘conferenza fatta alla tastiera’ anziché al microfono.

Un excursus su vari temi compiuto con l’intento di evidenziare la questione di fondo che concerne il nostro rapporto con quel libro su cui mi pongo la seguente domanda: i detentori della conoscenza hanno raccontato ciò che veramente contiene?

La risposta è per me scontata:

assolutamente no.

Non si sono limitati a non raccontare, ma sono andati ben oltre e hanno deliberatamente e spudoratamente inventato ciò che non c’è.

Ecco il motivo della scelta di un titolo così assertivo e all’apparenza provocatorio.

In questa ‘conferenza fatta alla tastiera’ si trovano anche risposte a critiche e osservazioni che i rappresentanti delle diverse, e spesso contraddittorie, dottrine hanno rivolto alle ipotesi contenute nei miei precedenti lavori che più avanti saranno citati.

Un percorso che parte dal primo versetto della Genesi per arrivare a riflettere, sia pure per il momento molto sinteticamente, sull’inganno finale: da Adamo a Gesù dunque…

 

…in questi tre anni di esposizione pubblica dei miei studi, ho notato che i critici di professione hanno un atteggiamento strano, molto curioso e, quanto meno, poco coerente: se ascoltano o leggono un’affermazione che collima con le loro idee non chiedono la fonte e non pretendono che sia contestualizzata.
La accettano così come viene formulata, senza porre ulteriori questioni, anche se quella affermazione potrebbe risultare essere la stupidaggine del secolo.

Se invece ascoltano o leggono una tesi o un’ipotesi che non collima con le loro idee, o peggio che le mette in seria discussione, immediatamente ne chiedono la fonte, introducono il concetto di allegoria o metafora, applicano la contestualizzazione giustificatrice ecc. ecc…

…Quindi, prima ancora delle traduzioni, abbiamo già tante bibbie possibili ma, soprattutto apprendiamo che tutte queste bibbie, con le loro innumerevoli varianti, sono dichiarate indiscutibilmente vere da coloro che vivono all’interno delle tradizioni che le accettano.

Queste prime indicazioni sarebbero di per se stesse sufficienti per farci comprendere che la Bibbia in cui dobbiamo credere dipende dal periodo storico e dal luogo geografico in cui nasciamo, ossia che non esiste un ‘assoluto’ perché c’è sempre qualcuno che decide per noi, indicandoci dogmaticamente quale deve essere la verità e dove la si trova…

 

…È dunque evidente che noi possediamo solo ‘una’ delle bibbie possibili.

Dico ‘una’ perché le bibbie possibili sono potenzialmente più numerose di quanto si possa immaginare: sono più numerose di quelle indicate sopra, perché a queste si aggiungono tutti quei testi che nei secoli sono stati fatti scomparire ma che risultano citati nella Bibbia ufficialmente accettata; testi conosciuti dagli autori antichi che li ritenevano validi e attendibili al punto da usarli come fonti o come rimandi per i lettori del tempo…

 

Date queste premesse, c’è ancora necessità di parlare di inganno?
Ma, soprattutto, vale ancora la pena di occuparsene?

La risposta è , in entrambi i casi.

Innanzitutto perché questo è comunque il libro dal quale sono tratte tante pretese verità assolute: su di esso si basano intere e variegate teologie, ideologie nazionaliste, elaborazioni esoteriche, correnti mistiche ecc. ecc.

Da questo insieme di testi, così prodotti, derivano le costruzioni dei mondi spirituali (Dio, angeli, demoni...) che invece, e lo affermo con netta determinazione, in quel libro non sono presenti, come vedremo tra breve.
Su quel libro sono inoltre costruite ideologie che condizionano politicamente, culturalmente, socialmente e umanamente anche gran parte della storia moderna e contemporanea.

Le innumerevoli e fantasiose costruzioni spiritualiste che si sono sviluppate nei secoli sono state, e sono tuttora, spesso in contrasto tra di loro ma concorrono, in una sorta di più o meno tacito accordo, alla diffusione dell’inganno di fondo riassunto in un’affermazione che ne rappresenta la sostanza: la Bibbia parla di Dio e dei mondi spirituali che, come quello materiale, da lui derivano e dipendono…

 

…Vediamo a titolo di esempio il Comandamento che si riferisce a un tema di primaria importanza, direi in assoluto il fondamento di ogni convivenza, cioè il rispetto della vita altrui, espresso nel comando chiaro e apparentemente inequivocabile: «Non uccidere ».

Ho scritto apparentemente inequivocabile perché, in piena coerenza con quanto sto evidenziando, il rabbino Dovid Bendory (Rabbinic Director of JPFO, Jews for the Preservation of Firearms Ownership) ha fatto rilevare un errore nella traduzione del suddetto Comandamento.
Fa infatti notare, molto correttamente, che l’espressione lo tirtzach non vuol dire genericamente “Non uccidere”, ma significa esattamente “Non assassinare”, ossia non compiere un atto che contiene in sé il concetto dell’uccidere una singola persona con intenzionalità e premeditazione.

Scrive il Rabbino che c’è un abisso tra il concetto di uccidere e quello di assassinare e sostiene anche che, su questa confusione derivante dall’errore di traduzione, giudei e cristiani sono stati tormentati da sensi di colpa e da rimorsi ingiustificati per le uccisioni provocate in guerra, nel corso di incidenti o per autodifesa…

Dalla non-creazione alla Croce: Adamo ed Eva non hanno dato origine all’umanità

…Nel libro Non c’è creazione nella Bibbia ho analizzato il primo capitolo della Genesi per documentare come non parli mai della creazione e, tanto meno, della creazione dal nulla, neppure nel primo versetto, quello che la tradizione dottrinale traduce con l’espressione che tutti conosciamo: «In principio Dio creò i cieli e la terra […]».

Dico subito che il significato ebraico non è questo.

Prima di vedere in sintesi il contenuto di quel racconto, desidero sgomberare il campo da equivoci: io non so come sia nato l’universo, non so se sia stato creato da un Dio con un atto unico e istantaneo, se ci sia stato il Big Bang o se sia più corretto parlare di stringhe, come fa la scienza in questi ultimi anni.

Non so cosa ci sia stato all’inizio: non so neppure se sia corretto parlare di un inizio, questa potrebbe infatti essere semplicemente una necessità dettata dal nostro sistema neurofisiologico che deve rappresentarsi e descrivere la realtà secondo modalità che la rendano a esso comprensibile…

Quello che ci è stato detto sulla Bibbia è falso?

…Come dico sempre nelle conferenze, io ‘faccio finta che’ gli autori biblici non abbiano inventato favole ma si siano impegnati a mettere per iscritto vicende vissute nei tempi antichi, e allora, dopo anni di traduzioni dell’ebraico masoretico, con mente libera mi sento di dire che appaiono sufficientemente fondate e quindi formulabili le seguenti affermazioni:

non è vero che…

 

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Mauro Biglino

Mauro Biglino cura le edizioni di carattere storico, culturale e didattico per diverse case editrici italiane. Studioso di storia delle religioni e traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collabora con diverse testate giornalistiche. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l'analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall'umanità nella sua storia.

 

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