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Essere unici è meglio di essere normali -...

Leggi in anteprima il primo capitolo del libro di Francesco Campione e scopri perché ognuno di noi è utile e insostituibile

Essere unici è meglio di essere normali - Estratto dal libro "Tu Sei Unico e Insostituibile"

Abbiamo individuato un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta (1350 persone di varie età e grado di istruzione) a cui abbiamo posto questa domanda:

«Ti senti unico o normale?»

Quasi tutti hanno risposto così:

«dipende dalle situazioni»

Abbiamo poi chiesto:

«Vorresti essere unico e insostituibile o normale e sostituibile?»

La stragrande maggioranza (83%) degli intervistati ha risposto:

«Unico e insostituibile»

Nel cominciare a leggere questo libro, per prima cosa ti chiediamo (scusa il "tu") di rispondere a tua volta alle due domande che abbiamo posto al campione di intervistati.

Ti senti Unico e Insostituibile [Ul] o ti senti Normale e Sostituibile [NS]?

Vorresti essere Unico e Insostituibile o Normale e Sostituibile?

Scegli ora tra queste quattro possibilità:

  1. Ti sentì unico e vorresti essere unico.
  2. Ti sentì unico e vorresti essere normale.
  3. Ti sentì normale e vorresti essere unico.
  4. Ti sentì normale e vorresti sentirti normale.

Se ti senti unico e vorresti essere unico, questo è il tuo libro: ti aiuterà a sentirsi sempre più unico e a trovare vie sempre più efficaci per esserlo.

Se ti senti unico e vorresti essere normale, questo è tuo libro: ti aiuterà a superare la contraddizione che vivi convincendoti che sbagli a volerti sentire normale perché essere unico è meglio.

Se ti senti normale e vorresti essere unico, questo è il tuo libro: ti aiuterà a sentirti unico scoprendo in te ciò che solo tu sei e possiedi.

Se ti senti normale e vorresti essere normale, questo è il tuo libro: ti aiuterà ad "andare in crisi" facendoti sentire e desiderare di essere unico.

Ma perché scrivere un libro per sostenere l'unicità e sfavorire la normalità?

Perché essere unici (e insostituibili) è meglio di essere normali (e sostituibili)!

La formula che ripeteremo nel corso di tutto il libro per esprimere questo giudizio è la seguente:

TU HAI VALORE PERCHE' SEI UNICO E INSOSTITUIBILE.

SEI UNICO E INSOSTITUIBILE NON PER CIO' CHE SEI, CHI SEI O COME SEI,

MA PERCHE' LO SEI SOLO TU E SOLO TU LO PUOI ESPRIMERE.

di conseguenza:

SEI UNICO E INSOSTITUIBILE NELLO SPAZIO CHE OCCUPA IL TUO CORPO E NEL TEMPO CHE DURA LA TUA VITA PERCHE' SOLO TU SEI TE STESSO, E SOLO TU PUOI COMUNICARE A TE STESSO E AGLI ALTRI IL SEGRETO DELLA TUA UNICITÀ' E INSOSTITUIBILITÀ', CREANDO UNA LINGUA TUTTA TUA PER FARTI CAPIRE DAGLI ALTRI.

Penserai giustamente ora che tutto questo bisognerebbe dimostrarlo.

Hai ragione, ma prima bisogna chiarire cosa significa essere unici o normali e perché si diventa unici o normali.

Dovresti chiederti allora:

  • Che significa essere unici?
  • Che significa essere normali?
  • Perché sono unico o normale?

Ti proponiamo di riflettere sulle seguenti risposte:

  1. Essere unici significa essere qualitativamente diversi da tutti gli altri: passati, presenti e futuri. Di ognuno di noi c'è un unico esemplare qualitativamente diverso da tutti gli altri. Per essere unici bisogna possedere in modo esclusivo qualcosa di essenziale e talmente difficile da esprimere a se stessi e agli altri da risultare talvolta enigmatico.
    Tu sei unico e insostituibile perché sei padrone di te stesso in qualcosa di essenziale, misterioso e difficile da esprimere.
  2. Essere normali significa essere come gli tutti altri: passati, presenti e futuri. Ognuno di noi è una variazione quantitativa di un unico modo di essere. Per essere normali dobbiamo possedere qualcosa di essenziale in comune con tutti gli altri.

Tu sei normale perché non sei padrone di te stesso, avendo in comune con gli altri qualcosa di essenziale, conoscibile ed esprimibile.

Ora saprai rispondere anche alla domanda: Sono unico o sono normale?

  1. Sono unico se sono padrone di me stesso in qualcosa di essenziale, misterioso e difficile da esprimere. Ovvero se c'è in me qualcosa che possiedo solo io e nessun altro può rivelare (qualcosa che posso cercare di conoscere mentre lo esprimo a me stesso o agli altri).
  2. Sono normale se non c'è in me niente di essenziale che possiedo solo io (so cosa c'è in me di essenziale ma è qualcosa che ho in comune con gli altri.)

Dobbiamo ora dimostrare perché è preferibile essere unici (cioè padroni di se stessi nell'esserlo e nel cercare di comunicare a se stessi e agli altri il proprio segreto) piuttosto che normali (cioè come gli altri e quindi non esclusivamente se stessi).

Si può ovviamente non condividere questa preferenza, ma questo libro vuole favorire l'unicità. Per far sì che nella nostra Cultura non prevalga il tentativo in corso nella nostra epoca

di spingere tutti verso una normalità statistica che standardizza la vita spersonalizzandola e disumanizzandola.

Essere unici è meglio di essere normali, innanzitutto perché chi è unico in ciò che di essenziale e misterioso possiede in esclusiva, non può essere paragonato ad altri e quindi misurato, classificato, conosciuto, categorizzato, etichettato, posseduto, usato o sostituito.

Ma questa prerogativa di possedere qualcosa di essenziale e misterioso che appartiene solo a noi, è di tutti o solo di alcuni?

E' di tutti, cioè a dire anche il più umile di noi può possedere in esclusiva qualcosa (di essenziale e misterioso), e la sua unicità ha lo stesso fondamento di quella dei re o degli eroi, come dimostra la favola del quattro riportata di seguito.

Tu Sei Unico e Insostituibile

Tu Sei Unico e Insostituibile

Francesco Campione mostra ai lettori come tutti noi siamo unici e abbiamo un dono che soltanto noi possediamo.

Tu sei unic* e insostituibile perché non sei solo materia finita, ma perché porti in te l’idea dell’infinito ed esprimi agli altri il desiderio dell’impossibile.

Perché essere unici - e insostituibili - è meglio di essere normali - e sostituibili!

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Francesco Campione

Francesco Campione insegna Psicologia Clinica alla Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna.

E' direttore del Master Universitario in «Tanatologia e Psicologia delle situazioni di crisi» e del Corso di Alta Formazione nell'assistenza psicologica di base al lutto traumatico e naturale.

Ha fondato e dirige Zeta, la rivista italiana di Tanatologia, ha fondato l'Istituto di Tanatologia e Medicina Psicologica ed è tra i fondatori dell'International Association of Thanatology and Suicidology, di cui è presidente.

Coordina inoltre il Servizio di Psicologia degli Hospices di Bologna e il Progetto Rivivere (Servizio di aiuto psico-sociale gratuito alle persone e alle famiglie in lutto).