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Differenze tra proteine animali e proteine...

Leggi un estratto dal libro "Legumi, Proteine Vegetali"

Differenze tra proteine animali e proteine vegetali

I cibi animali come carne, pesce, uova e latticini sono considerati fonte di proteine di alta qualità poiché contengono tutti gli aminoacidi essenziali nella giusta quantità. I cibi vegetali spesso mancano di uno o più aminoacidi essenziali, anche se dalla loro combinazione, in particolare tra legumi e cereali, si ottengono tutti gli aminoacidi di cui un essere umano ha bisogno.

L'assunzione con la dieta di alimenti contenenti proteine complementari, infatti, compensa le limitazioni in aminoacidi essenziali che si hanno quando si considera un solo alimento per volta, fornendo così una composizione proteica completa. Per gli adulti si considera che la compensazione tra i diversi tipi di proteina vegetale possa avvenire nell'arco dell'intera giornata mentre per i bambini che fanno uno o più pasti basati esclusivamente sulle proteine vegetali è meglio che questo equilibrio si raggiunga all'interno dello stesso pasto.

In realtà ci sono alcuni cibi vegetali che contengono tutti gli aminoacidi essenziali nelle giuste quantità. Si tratta di soia, amaranto, quinoa, grano saraceno.

Cerchiamo ora di capire quali sono le reali differenze tra le proteine vegetali e quelle animali e perché queste ultime sono sempre più frequentemente messe in discussione.

Proteine Animali: i sì e i no

È inevitabile partire da una considerazione: la scienza attuale è decisamente schierata contro le proteine animali.

Dal World Cancer Research Fund all'Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla famosa scuola di nutrizione di Harvard a una sempre più diffusa letteratura giornalistica di inchiesta, non si fa altro che sentire il consiglio di ridurre al minimo possibile la carne rossa, e limitare la carne trasformata ed elaborata. Anche nei confronti della carne bianca qualcuno solleva sospetti.

Le ragioni si possono reperire in due ordini gli argomenti: la qualità del prodotto e l'industrializzazione degli allevamenti.

Le proteine animali portano con sé un'eccellente quantità di aminoacidi di ottima qualità, ma il resto della componente alimentare, escludendo l'acqua, è rappresentato per la maggior parte da grassi saturi che, se assunti in eccesso, contribuiscono all'irrigidimento delle arterie, a una circolazione generale più difficoltosa, alla maggiore vulnerabilità di ogni singola cellula e all'attacco ossidante dei radicali liberi.

Purtroppo questo è il danno minore. La nuova cultura alimentare ci ha fatto credere di aver bisogno di carne ogni giorno. Questo accade più o meno nello stesso tempo in cui la tecnologia ci porta a ridurre clamorosamente l'utilizzo del corpo. L'uomo occidentale non ha mai mangiato carne come negli ultimi 30 o 40 anni in tutta la sua storia e se c'è una cosa che è evidentemente cambiata è l'uso della struttura muscolare, là dove si concentra la maggior quantità di proteine. Per tutta la storia dell'umanità, esclusa questa briciola temporale degli ultimi anni, l'uomo faticava molto di più per procacciarsi il cibo e per eseguire i diversi lavori e mangiava carne più o meno una volta per settimana. E non per tutti i popoli. Si può ben comprendere quindi come l'eccesso attuale sia un fatto prevalentemente culturale.

Questo atteggiamento, a metà strada tra una presunta tradizione e la grande attenzione dell'industria, ha inevitabilmente portato agli allevamenti intensivi per la produzione di carne, pesce, uova, pollame e quant'altro.

Allevamenti che nel tempo sono cresciuti così tanto da essere di fronte a dei fenomeni bizzarri. Pensate che la maggior fonte di inquinamento ambientale, che provoca da un lato il riscaldamento della terra e dall'altro l'aumento dell'anidride carbonica ambientale, è rappresentata dalle emissioni di metano degli animali d'allevamento, più inquinanti di tutti i tubi di scappamento delle automobili del mondo messi insieme.

Le condizioni di questi animali sono, purtroppo e speriamo di poter dire nella maggior parte dei casi, tutt'altro che naturali. Dalla vita in cattività all'impossibilità di muoversi, dall'alimentazione prevalentemente artificiale, che include farine animali all'esposizione alle patologie legate al sovrappopolamento delle aziende (non si possono chiamare più stalle), all'inevitabile uso di farmaci per diverse ragioni che qui non analizziamo, questi prodotti portano con sé il seme di un indebolimento del nostro corpo che nell'ambito di un'alimentazione attenta e consapevole dovrebbe essere sostanzialmente evitato.

Le proteine vegetali sono valide alternative

Come dicevamo più sopra, la storia dell'alimentazione umana può essere vista e interpretata in diverse maniere.

Noi non vogliamo aggiungere prove a favore dell'una o dell'altra posizione e quindi pensiamo di distinguerci proponendo di rinunciare alla parola "alternativa". Parlare di proteine alternative equivale a fare una sorta di classifica per cui quelle animali sono importanti, ma quelle vegetali possono essere accettabilmente buone. In realtà il termine è sbagliato.

Si può scegliere l'una o l'altra direzione certamente senza il timore di morire per carenza di qualche micro elemento o di qualche vitamina. La scelta sarà fatta in base alle proprie tradizioni familiari, alla propria educazione, alla propria etica, alla propria capacità di scegliere e alle proprie convinzioni culturali.

Fatta questa precisazione, ci sentiamo di concordare con tutti i gruppi scientifici che ritengono che un eccessivo consumo di proteine animali sia pericoloso per la nostra salute e, ci permettiamo di aggiungere, che nell'ambito della scelta di queste proteine, se decidiamo di consumarle in quantità ridotta, dobbiamo prediligere quelle provenienti da animali che abbiano avuto una vita degna di tale nome e certamente mai da bestiame che abbia vissuto in allevamenti intensivi.

Possiamo altrettanto serenamente affermare che gli alimenti che forniscono proteine vegetali possono garantire una salute ottimale a bambini, adulti, sportivi e anziani.

Legumi, Proteine Vegetali

Legumi, Proteine Vegetali

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Alberto FioritoTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Alberto Fiorito

Alberto Fiorito è un medico esperto in medicine non convenzionali e nutrizione biologica, specialista in medicina psicosomatica e medicina subacquea ed iperbarica.

Il dottor Fiorito è Presidente della SENB, società Europea di Nutrizione Biologica. Docente per AIOT (Accademia Italiana di OmoTossicologia). Fiorito è anche professore a contratto presso l’Università di Chieti.

 

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Michela Zonta

Michela Zonta, conosciuta nel web come Mari Zeta, con il suo blog cucinaverdedolcesalata si occupa di cucina etica e consapevole e di alimentazione sana e naturale.

 

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