Torna su ▲

Di dove e quando ci siamo sentiti la persona...

Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro "Ma Chi Ti Credi di Essere?" di Tiberio Faraci

Di dove e quando ci siamo sentiti la persona giusta al posto giusto...

«La vita è fatta di giorni che non significano niente
e di momenti che significano tutto...».
Anonimo

Un caro abbraccio a te se ci siamo già ritrovati in passato nei miei libri o nei miei centri di crescita personale, e un benvenuto nella mia vita – dove spero ti troverai benissimo – se invece questa è la prima occasione in cui ci incontriamo. Accomodati, è tutto pronto per Te! Già questa prima distinzione ci permette di vedere ciò che sempre accade: ogni situazione che viviamo è, ovviamente, o conosciuta o nuova.

Di conseguenza, in base alle esperienze vissute al riguardo, il nostro atteggiamento potrà essere più o meno in linea con ciò che viviamo nel presente. Saremo preoccupati o rilassati a seconda di quanto quello che ci apprestiamo a fare risulti sconosciuto o consueto per noi. E sentirsi la persona giusta al posto giusto rappresenta una scorciatoia incredibilmente privilegiata per accedere al ponte di comando della nostra esistenza e ai risultati che ne potrebbero conseguire. È quando siamo a nostro agio che di solito siamo disponibili a portare nelle nostre relazioni la migliore espressione di quello che siamo. Quando ci troviamo in sintonia con quello che vorremmo essere sempre. In quei momenti siamo disposti ad aspettarci facilità. Se ci sentissimo bene in quello che facciamo, se non complicassimo il momento del raccolto e se, oltre a questo, non ci dimenticassimo volutamente di esprimere gratitudine ogni qual volta si presenta la possibilità di farlo nel nostro quotidiano, le circostanze, di conseguenza ci fornirebbero sempre più nuove occasioni per essere grati: quindi ancora facilità e ancora benessere e ancora e ancora!

Spesso, invece, non riconoscendoci il potere di decidere che cosa vorremmo, siamo più propensi ad accontentarci di ciò che accade.

Ecco una formula che potremmo ripetere all’infinito se volessimo migliorare la nostra vita fin da subito:

a) Attesa della facilità percependoci adatti alle situazioni;
b) Espressione di gratitudine per quello che viviamo;
c) Accogliere altre occasioni per essere grati, le quali derivano dalla confidenza con il concetto di facilità.

Così diverremmo finalmente noi i competenti piloti della nostra esperienza sul pianeta Terra!

Considera che, più tempo trascorrerai sulla “casella della gratitudine”, più otterrai dalla tua esistenza (molto più di quello che avevi immaginato fino ad oggi). Ma ciò avverrà esclusivamente a patto che tu possa ammettere che ciò che non aveva funzionato fino a ieri dipendeva solo e soltanto dalle tue percezioni e dai tuoi atteggiamenti.

«C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere, magia. Incominciala adesso»(Cit. Johann Wolfgang von Goethe)

Se hai letto qualcosa di mio in precedenza, saprai che, da queste ammissioni di responsabilità, deriverà solo un meraviglioso aumento del tuo potere e delle tue possibilità. Una volta apprese le modalità per accedere da comandante alla cabina di pilotaggio del tuo percorso, ecco che sarai felice già durante le operazioni di controllo che precedono il tuo veloce decollo, che questa volta, se lo vorrai, sarà deciso e verticale come quello di un elicottero Apache J. Intanto potrai cominciare a sorridere e a interagire con il team di volo che è con te. In questo modo, rassicurerai indirettamente anche i “passeggeri” che ti sono stati affidati e, energeticamente, anche i tuoi cari e i tuoi amici (trasmettendo loro la sensazione di essere nelle migliori mani che avrebbero mai potuto accoglierli). Comincerai con gioia a stabilire un’intesa con chiunque altro rientri nello scenario in cui ti troverai a vivere oggi (i tuoi pari, i colleghi, i conoscenti e i parenti). Ci sarà bisogno di connettersi con gli addetti alla torre di controllo (i tuoi superiori, le figure di riferimento) e con chiunque altro – dal personale di sicurezza fino all’ultimo addetto alla pulizia dei bagni – abbia a che vedere con questo aeroporto metaforico che è l’esperienza trasformativa che noi intraprendiamo oggi e nel periodo che seguirà: vivere al meglio della nostra potenzialità. Noi abbiamo bisogno di tutti, ma nella cabina di pilotaggio della vita, della nostra vita, dobbiamo esserci solo noi, consapevoli e competenti di quello che faremo, saremo, sceglieremo. Pochi altri addetti alla rotta avranno accesso a questa cabina, tuttavia chi ne sarà totalmente responsabile saremo sempre e solo finalmente noi, grazie a Dio. Così davvero, se ce ne sarà bisogno, e se lo vorremo veramente, tutto quello a cui sceglieremo di non fornire energia cambierà e finirà per non riguardarci più! Perderemo solo quello che smetteremo di scegliere. Spesso, quando ci siamo sentiti contenuti entro i confini protettivi creati da altri per noi, abbiamo avvertito di trovarci, magari provvisoriamente, nel luogo giusto. Sappiamo che quel luogo, percepito come il più adatto a noi, “quel punto senza tempo” (quello in cui avremmo anche voluto rimanere per sempre, se solo avessimo potuto, anche se a volte può costarci molto ammetterlo), probabilmente, è ancora oggi rappresentato da persone che, in quel dato momento, forse sopravvalutandole, abbiamo amato ancora più di noi stessi! Ma quasi mai riceveremo in cambio quello che siamo disposti a dare da chi vediamo più grandi di quanto in realtà essi siano. Talvolta quel luogo che rimpiangiamo, anche se non sempre ci parla di semplice serenità, è legato al momento in cui eravamo bambini: l’energia della nostra famiglia primaria.

J.M. Barrie, l’autore delle avventure di Peter Pan, descrive in un modo ineguagliabile la sensazione che vive un bambino la prima volta che incontra la slealtà. L’ipocrisia è tipica del mondo degli adulti, anche se non occorre sforzarsi molto per considerare che, persino nel mondo infantile, talvolta, non vengono risparmiate cattiverie e colpi bassi. Peter però, a differenza degli altri bambini, non sembrava uscirne apparentemente ferito. Anche se, il prezzo che pagherà poi sarà, se possibile, ancora più alto: sceglierà di non crescere:

«Restò immobile, a occhi spalancati, inorridito. Tutti i bambini restano colpiti così la prima volta che sono trattati con slealtà (sono persuasi che la lealtà sia dovuta loro di diritto, allorché si avvicinano a voi con fiducia). Se sarete sleali con loro, vi ameranno ancora, ma non saranno mai più gli stessi ragazzi di prima. E inoltre nessuno dimentica la prima slealtà ricevuta; nessuno tranne Peter. Egli aveva già sofferto atti sleali, ma sempre li aveva dimenticati. Credo che qui stia la differenza tra lui e tutti gli altri ragazzi».

In questo passo, tratto appunto dalle avventure di Peter Pan, vediamo che, in effetti, la sua reazione sfocia in un risultato particolarmente devastante: Peter sceglie di non diventare grande.
Di rimanere un eterno ragazzo.

E molti tra noi uomini restano così per sempre!
Quanti ne avete incontrati voi donne?

Ma allora Peter, e chi come lui non vuol rischiare di divenire adulto, lo fa forse per non perpetrare la catena di sofferenza derivante dalla possibilità di deludere chi non lo meriterebbe una volta divenuto adulto? È quello il motivo per cui sceglie forse di restare un eterno ragazzo? E per questa scelta, cioè per non rischiare di far male ad altri, finirà poi col distruggere ogni donna che si innamorerà di lui?

Se sei una donna che vive sulla sua pelle questo tipo di problema e sai di cosa parlo, incoraggia allora il tuo eterno uomo/ ragazzo a farsi aiutare a risolvere.

È forse questa la condizione che rappresenta il confine tra l’innocenza e l’irreversibile condizione ambigua e carica di compromessi che l’essere divenuti adulti comporta?

Quindi, potrebbe tutto ciò derivare da una forma di slealtà subìta e non metabolizzata che avrebbe bloccato la crescita e paralizzato il soggetto in questione? Una possibilità più che probabile!

Ma Chi Ti Credi di Essere?  

Ma Chi Ti Credi di Essere?

Occorre accettare tutto quello che non possiamo cambiare, che è già accaduto, o che ha a che vedere con il volere di altri, anche se questo volere non corrisponde a ciò che noi desideriamo.

Ma non dobbiamo arrenderci mai di fronte ai risultati che è nelle nostre capacità poter migliorare.

Se vedi qualcosa che ti sembra possibile, credici e impegnati con tutte le forze affinché i tuoi desideri si realizzino.

Ma se non ci crediamo non riusciremo mai a incidere davvero in modo positivo nella nostra vita e vivremo solo di riflesso grazie ai successi e alle decisioni altrui.

Se invece ci crederemo saremo noi alla guida della nostra vita e otterremo i sogni che abbiamo sempre desiderato.

Vai al libro >

 

Tiberio FaraciTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Tiberio Faraci

TIBERIO FARACI opera in Svizzera dal 1978. Da sempre si occupa di crescita personale e di attività filantropi­che: ha infatti sommato esperienze pluride­cennali operando con associazioni diverse, attente all'ascolto delle persone in difficol­tà. È Life Counselor membro del "Comitato Italiano Sicool", riconosciuto N.B.C.C. (National Board for Certified Counselor) ed E.A.C. (Association European Counselor), riconosciuto dall'Istituto Ricerche di Gruppo Svizzero. È Personal Coach e Rebirther Professionale. È Tutor alla Scuola Superiore Europea di Rebirthing e Docente dell'Istituto Ricerche di Gruppo di Lugano. È socio dell' Associazione Psicologia Generativa. Ha pubblicato dieci libri, tra cui Innamorati di Te tradotto in dieci lin­gue e in Braille, presente in Paesi come Francia, Repubblica Ceca, Lituania, Argentina. Ha collaborato al fianco dei più im­portanti nomi della crescita personale internazionale.