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Intervista a Deepak Chopra

Appuntamento con il SincroDestino - Tratto da Scienza e Conoscenza n.17

Intervista a Deepak Chopra

E certamente, il personaggio intervistato, oltre che sincronico è anche molto sincretico: avvicina con estrema maestria comunicativa la scienza della vita(ayurveda) alla scienza quantistica e alla nuova biologia; parla di meditazione trascendentale e cita il “grande” Rumi; cavalca il successo tra aneliti mistici e PNL. Un grande minestrone o una sintesi di più ampia saggezza? Scienza e Conoscenza è andata a conoscerlo più da vicino, a Roma, durante il suo ultimo seminario in Italia, dove, come nell’intervista, argomenta sul fatto che coincidenze, successo e salute sono attivazioni delle nostre energie archetipe. E non manca la materia amore, partendo dal “via” naturalmente: il sesso.

Il “Times” lo ha definito il “poeta-profeta della medicina alternativa”, mentre è internazionalmente conosciuto come il “guru delle star”, per la sua frequentazione con personaggi del calibro di Madonna, Liz Tailor, Bill e Hillary Clinton… Tutto questo rumore attorno alla persona di Deepak Chopra, medico endocrinologo indiano, formatosi negli Stati Uniti, che nella sua metodologia unisce olisticamente scienza occidentale e conoscenze millenarie della medicina Ayurvedica, poteva far temere un’eccessiva commercializzazione delle tematiche spirituali. E in effetti tra libri, seminari di rilievo internazionale e la clinica Chopra Center, il business è impressionante. Ma l’uomo che abbiamo incontrato, al di là delle sue indiscutibili doti di comunicatore, è rimasto un “pasionario” della ricerca spirituale e delle nuove scienze, un medico-ricercatore che crede sinceramente e fermamente nelle infinite potenzialità guaritrici della nostra coscienza, uno studioso dei nessi che congiungono corpo e mente, fisica quantistica e consapevolezza. Con lui abbiamo parlato del ruolo della meditazione della guarigione del corpo fisico, delle “emozioni tossiche”, dello strano concetto di SincroDestino, dell’impegno universale per la pace e della ricerca del successo personale, delle implicazioni della fisica quantistica nella comprensione della coscienza e della forza creativa dell’energia sessuale.

 Barbara Ainis: Nel suo approccio olistico i problemi che affliggono il corpo fisico vengono affrontati, innanzi tutto, attraverso l’apprendimento di alcune tecniche di meditazione. In particolare lei parla della possibilità di liberarsi dalle “emozioni tossiche”, che sarebbero la causa delle infermità. Come interviene la meditazione sulla nostra salute fisica?

Al di là delle idee, oltre ciò che è giusto e ingiusto, c’è un luogo.

Incontriamoci là

M.J. Rumi

                                       

Deepak Chopra: Imparare a scoprire il silenzio e riuscire a dedicargli una parte del nostro tempo è il modo per arrivare a sé e ritrovare quelle emozioni delicate, la compassione, l’empatia, la tenerezza, l’amore, che sono la chiave d’accesso alla felicità. La meditazione ha cambiato la mia vita e quella di tante altre persone. Ci sono varie forme di meditazione. Nella Meditazione Trascendentale di Maharishi Mahesh Yogi, fondata sull’antica Scienza Vedica, è possibile trovare la strada per individuare le “emozioni tossiche” che proviamo, e dalle quali siamo internamente controllati, e liberarcene. Queste emozioni sono: la rabbia e il rancore, la paura e l’ansia, il senso di colpa e, infine, la depressione. L’origine di queste emozioni è comune e riconducibile a un bisogno umano primario che non è stato soddisfatto. Può trattarsi di qualcosa che ha compromesso la nostra integrità fisica, o la sicurezza materiale, i nostri sentimenti di amore e appartenenza, la nostra autostima, la nostra creatività o il nostro senso dello scopo superiore. In ogni caso quando non riusciamo a gestire il dolore, questo non ci abbandona, sottoforma di ricordo nel caso del rancore, sottoforma di anticipazione nel caso dell’ansia, diretto contro noi stessi nel caso del senso di colpa (la depressione è, invece, l’esaurimento delle energie conseguente all’incapacità di gestire il dolore). Tutte queste emozioni sono concretamente tossiche per il nostro organismo e rappresentano la causa principale di morte prematura, ad esempio nel caso delle malattie cardiovascolari, direttamente riconducibili al rancore. Attraverso la pratica quotidiana della meditazione è possibile liberarsi emozionalmente: individuando le “emozioni tossiche” provate, risalendo al desiderio insoddisfatto, riconoscendosi il solo responsabile delle proprie emozioni, esprimendo e descrivendo il proprio stato d’animo e, quindi, realizzando il Sutra Moksha – Io sono emozionalmente libero. E solo liberandosi emozionalmente è possibile coltivare la sincronicità e il SincroDestino.

                              

 Lei descrive il SincroDestino come una “apparente cospirazione di improbabilità”. Che cosa vuole dire e come si coltiva la sincronicità?
Tutto ciò che esiste intorno a noi e la nostra stessa esistenza è il frutto di una fitta e complessa rete di coincidenze. Ma la verità è che nessuna di queste coincidenze è puro caso. Niente è isolato o indipendente e la sincronicità degli eventi, la loro orchestrazione è il risultato di una consapevolezza non locale. Quando riusciamo a stare attenti al significato reale degli eventi, riusciamo allora a muoverci nei livelli più alti della consapevolezza. Coltivare la sincronicità vuol dire essere cosciente di quanto la nostra intenzione possa contribuire all’attivazione degli archetipi, ossia al SincroDestino. Con archetipi intendo delle concentrazioni di energia fisica che esistono potenzialmente fino a quando non vengono attivati da una situazione esterna o nella vita mentale, conscia o inconscia, di una persona. L’intenzione consapevole può attivare gli archetipi e generare forze a catena che intervengono sugli eventi spazio-temporali, sul nostro corpo, sulle relazioni e le circostanze.

E’ questo il senso del suo impegno come presidente dell’Alliance for a New Humanity? La trasformazione della coscienza personale può agire a livello sociale e contribuire davvero alla costruzione della pace?
La nostra trasformazione causa la trasformazione del mondo perché noi siamo il mondo. Il mondo non è altro che la proiezione della nostra coscienza, che essa sia consapevole o meno di se stessa. Se c’è guerra è perché noi siamo d’accordo a che ci sia la guerra, perché la nostra coscienza non vi si oppone. Se vi è commercio delle armi è perché noi abbiamo accettato che vi sia. Se vi è distruzione dell’ecosistema è perché noi lo abbiamo accettato. Il mondo intorno a noi non è altro che il nostro accordo collettivo e la nostra storia, ossia la storia che noi ci raccontiamo sia come individui che come collettività, è direttamente in relazione alle nostre intime intenzioni. E’ per questo che sono convinto, e come me lo sono gli altri fondatori dell’Alleanza (tra i quali Kerry Kennedy, figlia di Robert Kennedy e attivista dei diritti umani, Oscar Arias Sanchez, ex presidente del Costa Rica e Premio Nobel per la pace, e Sarah Ozacky-Lazar co-direttrice del Jewish-Arab Center for Peace di Israele) del fatto che, se una massa critica di persone nel mondo cambiano la propria storia, questo porterà a modificare la storia del mondo. E’ questo l’obiettivo principale anzi, direi che è l’unico obiettivo dell’Alliance for a New Humanity. La parte più profonda del nostro essere non è individuale, appartiene a un dominio della coscienza, a una sfera della coscienza che è universale. Quello che noi chiamiamo spiritualità non è altro che una sfera di consapevolezza, di coscienza in cui noi viviamo e sperimentiamo la nostra essenza come natura universale. Quando noi viviamo in questa consapevolezza diventiamo immediatamente capaci di sentire amore, compassione, gentilezza, inseparabilità e di percepire la perfetta sintonia con l’ambiente.

Attualmente secondo lei quale strada sta imboccando l'umanità, quella della crescita o dell'autodistruzione?
Mi piace pensare che l’umanità voglia  e possa seguire la strada della crescita e dello sviluppo. Non dell’autodistruzione. Come ho già detto la nostra trasformazione causa la trasformazione del mondo. Ma, per far trasformarci, è necessario raggiungere un perfetto equilibrio tra corpo, spirito e mente. E, in questo senso, lo yoga, insieme alla meditazione, può offrire un valido supporto. Yoga vuol dire "unione". E' la scienza capace di unire l'anima individuale con lo Spirito Cosmico e quindi di fornire un prezioso contributo alla crescita dell’intera umanità. Con lo yoga ci si fa del bene. Si può ritrovare la forma fisica, trovare del tempo per se stessi, eliminare lo stress, imparare a respirare meglio e gestire meglio le proprie emozioni. Dobbiamo sempre ricordarci che dentro di noi esiste un grande potenziale e che, quando vi accediamo, la nostra biologia reagisce in modo positivo. Essere in sintonia con noi stessi, con la nostra mente e il nostro spirito è il primo passo sulla via del benessere. La meditazione e lo yoga possono esserci d’aiuto. Queste due pratiche, infatti, ci spingono a conoscerci meglio e a sentire il reale senso della nostra esistenza, migliorando notevolmente la qualità della nostra vita.

 Interpretare l’universo come una rete di interconnessioni ci riporta alla relazione tra ricerca spirituale e fisica quantistica. Una relazione complessa e a rischio di mode e banalizzazioni. Che cosa c’è di vero?
In effetti attualmente questa è un’area molto controversa. Tra i ricercatori e gli scienziati ci sono due scuole di pensiero. La scuola conservatrice, cui fanno capo molti, sostiene che la fisica dei quanti non abbia nulla a che fare con la coscienza. Tuttavia un gruppo emergente di fisici, che sono più radicali se vogliamo, sostiene che la coscienza abbia tutto a che fare con la fisica quantistica. Questi nuovi fisici rivoluzionari sono più allineati con i primi fisici dei quanti, come Heisemberg o Bohr, i quali erano molto interessati alla questione della coscienza. Questa seconda scuola di pensiero si pone una domanda molto semplice e per questo capace di sconvolgere: “Come è possibile escludere la coscienza dalle conclusioni delle teorie della fisica quantistica, che descrivono l’universo, dal momento in cui la coscienza è indubitabilmente parte integrante dell’universo?” C’è da chiedersi dunque che cosa sia un pensiero? Quando si esamina l’attività del cervello, quando si tenta di descrivere il processo cognitivo, i concetti della fisica quantistica dimostrano la loro adeguatezza: il pensiero non è altro che un’attività quantica, è una fluttuazione di fotoni. Questo non vuol dire che il fotone generi il pensiero, o che il pensiero generi il fotone. Entrambe potrebbero essere attività parallele, non lo sappiamo ancora. Sappiamo tuttavia che quando noi applichiamo i principi della fisica dei quanti, comprendiamo la coscienza molto meglio di quando rifiutiamo di applicare questi principi.

 Si tratta quindi di portare alle sue estreme conseguenze la formula di Einstein E=mc2?
Non direi che si tratta di una conseguenza poi tanto estrema. Anzi, oggi, che la formula della relatività ha ormai più di cento anni, sappiamo che non si può più parlare solo di energia e materia. Ora si tratta di informazione, energia e materia. E poi coscienza, informazione, energia e materia. Quindi siamo al di là della formula E=mc2. Per prima nella creazione di ciò che esiste interviene la coscienza, poi l’informazione, quindi l’energia al terzo posto e infine la materia.

 Lei definisce il successo come uno dei bisogni primari e la meditazione come una strada per realizzare appieno questo bisogno. Come si può superare l’apparente contraddizione tra bisogno di successo e desiderio di realizzazione, con la necessità di “essere”, oltre l’ego?
Innanzi tutto come definiamo il successo. Il successo è la capacità di realizzare i propri obiettivi, è la realizzazione progressiva dei propri obiettivi. Ma questo non è tutto: il successo è anche la capacità di amare e provare compassione, i successo è anche creatività. Il successo è anche uno stato di buona salute. Il successo è anche trovare un legame nei confronti delle forze creatrici dell’universo. Quando abbiamo una definizione olistica del successo ci rendiamo conto che il successo materiale a se stante è solo un tipo di successo molto squilibrato e che il successo impostato sull’ego porta a stress, infarti, problemi relazionali, violenza e tutti i problemi che conosciamo. Quindi non è possibile pensare al successo in termini esclusivamente dell’ego altrimenti per noi sarebbe un disastro.

Come definirebbe in due parole il fenomeno del Bleep?
Due parole non basterebbero. Si tratta di un fenomeno molto complesso che recentemente ha suscitato grande interesse da parte di tutti. Io ho sempre sostenuto che per capire veramente la natura della realtà dobbiamo guardare attraverso gli occhi dell'anima.Qualsiasi studioso di percezioni, oggi, vi può dire che per conoscere la natura della realtà non possiamo fidarci soltanto dell'osservazione sensoriale. Sir Arthur Eddington, un grande scienziato del secolo scorso disse: “Qualcosa di sconosciuto sta lavorando, noi non sappiamo cosa”. Più vogliamo capire le percezioni, più non le comprendiamo.Non esiste un mondo esterno in quanto tale. Tutto quello che chiamiamo universo, alberi, stelle, galassie - ogni cosa che osserviamo come mondo esterno - è una traslazione di processi fisici in codici binari,  attraverso le membrane cellulari, di fotoni in neuroni. Questo è il motivo per il quale, nella tradizione ayurvedica, diciamo che non siamo nel  mondo; il mondo è in noi. Non esistiamo nel mondo; il mondo esiste in noi. Non esistiamo nel corpo; il corpo esiste in noi. Non esistiamo nella mente; la mente esiste in noi. Ci curviamo in noi stessi e creiamo la mente, il corpo e il mondo fisico. Li manifestiamo. Produciamo tutto: la mente, il corpo e l'universo intero. Non sto parlando filosoficamente o usando una metafisica orientale. Questa è scienza.

Un tema apparentemente più leggero, ma senz’altro interessante: lei è coinvolto nel lancio di un gioco interattivo virtuale che si chiama "wild divine". Di che cosa si tratta e come sono da considerarsi i due termini "wild" e soprattutto "divine"?
A grandi linee, il gioco ripropone una versione virtuale delbiofeedback”, la tecnica di rilassamento che mira al controllo delle emozioni dannose, attraverso la consapevolezza delle funzioni vitali (a cominciare dalla pressione sanguigna). La differenza è che, se in un esperimento classico di biofeedback, il paziente impara a controllarsi per far cessare un fastidioso segnale d'allarme, in “Wild Divine” deve farlo per andare avanti nella partita. A rendergli impossibile barare, ci pensa un sensore collegato alle dita della mano che monitora le sue reazioni fisiologiche per tutta la durata del gioco. La sfida si snoda in una serie di "eventi energetici". 10 livelli tra templi, palazzi e torri da esplorare. Il percorso è simile a quello di altri videogame: per passare da un livello all'altro bisogna raccogliere oggetti, superare un dato numero di ostacoli e ogni tanto risolvere un enigma cruciale. Ma, l’elemento fondamentale del gioco sono le regole.  Muoversi tra gli "incantevoli paesaggi mistici" significa usare la forza della mente. In parole povere, se c'è una porta, andrà aperta modulando il ritmo del proprio respiro. Così anche per gli oggetti che s'incontrano sulla via: a battito cardiaco accelerato, sintomo di scarso rilassamento, sarà difficile afferrarli. Lo stress impedirà anche alle guide spirituali di manifestarsi. E senza il loro intervento è inutile pensare di riuscire nell'impresa. Lo scopo del gioco è permettere alle persone di influenzare ciò che accade al loro corpo, nella loro mente e il mondo che essi si creano ogni giorno.

 So che lei è un amante della poesia di Rumi, è vero amore? o si tratta di una curiosità intellettuale?
Rumi è stato una delle maggiori ispirazioni nella mia vita, fin da quando ero bambino. Durante la mia infanzia, sono cresciuto nutrendomi molto di poesia, sia orientale che occidentale, grazie ai miei genitori che me ne leggevano ogni sera, prima di andare a dormire. Sono stato molto influenzato dai poeti visionari. Rumi era un poeta che andavamo certamente ad ascoltare la sera, quando le persone ne recitavano i versi e danzavano. E subito dopo Rumi, c’era Tagore, il poeta indiano. Anche i suoi versi sono, per me,  davvero belli e raffinati.
La poesia mistica di Rumi parla di amore con la “a” maiuscola, di dialogo intimo con il sé supremo, con l’Amico sempre presente nell’aria fresca del mattino e nei colori del tramonto, la cui presenza si manifesta attraverso lo struggimento interiore dell’assenza, come sempre lamenta il flauto di canna dal giorno che è stato strappato dal suo letto di canne.
C’è qualcosa di incredibile nel constatare come questo poeta persiano del 1200 sia diventato, in questi anni, l’autore più letto, amato, recitato, in testa alle classifiche americane per la poesia.
Mi piace molto leggere, durante le mie conferenze, nei miei seminari, alla TV e ovunque io sia chiamato a intervenire, i versi di Rumi, accompagnato da abili musicisti di diverse etnie.

L’amore, ha detto lei all’inizio, è una delle emozioni gentili a cui si accede attraverso la consapevolezza. Ma la consapevolezza può essere incontrata attraverso l’amore? Qual è il ruolo della sessualità e dell’orgasmo nella strada della comprensione, ossia si può entrare in contatto con un sapere più alto abbandonandosi al piacere fisico?
L’orgasmo non è altro che un momento in cui viviamo una perdita totale e completa dell’ego. Vi è una naturalezza totale, il senso di dimensione senza tempo, si è totalmente nudi, fisicamente e emotivamente, e si espone la propria vulnerabilità. Si ha quella che si chiama coscienza dell’unione o dell’unità. Questa è un’esperienza di trascendenza e quindi una esperienza sacra. In molte saggezze orientali l’energia spirituale e l’energia sessuale sono la stessa cosa, sono l’energia creativa dell’universo, che esprime se stessa come vitalità, come il nostro essere allerti, eccitati, appassionati, innamorati. L’energia sessuale è energia pura. Il tema dell’orgasmo e del piacere è estremamente importante e su questo tema ho impegnato le mie ricerche degli ultimi mesi: il mio ultimo libro, pubblicato negli Stati Uniti e in Inghilterra in giugno e presto anche in Italia, è una nuova traduzione del Kama Sutra e delle leggi spirituali dell’amore. Come molti sanno, si tratta di un testo antico che interpreta il piacere (Kama) come uno dei quattro obiettivi della vita. Gli altri tre sono: Dharma, che significa armonia con l’universo; Arth (abbondanza materiale) e  Moksha (illuminazione). Questo libro rivela molte verità. La prima è che l’energia sessuale è il principio creativo primario dell’intero universo. Tutti gli esseri viventi sono una sua derivazione.Negli animali, come nelle altre forme di vita, l’energia sessuale si esprime attraverso la creatività biologica. Negli esseri umani essa assume aspetti creativi su più livelli: fisico, emotivo e spirituale. In tutte le situazioni in cui proviamo attrazione, eccitamento, risveglio dei sensi, passione, interesse, ispirazione, entusiasmo, desiderio, l’energia sessuale è all’opera. È bene dunque acquisire maggiore consapevolezza. Non appena sperimentiamo uno di questi stati emotivi, cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione sul tipo di energia e fare in modo di mantenerla viva con gioia e consapevolezza.

                                      

Chi era Mevlana Jalaluddin Rumi?
Lasciamo che ce lo narri una sua poesia



Io non sono…

Io non sono né cristiano né ebreo,
né magio né musulmano.
Io non sono dell'Est né dell'Ovest,
né della terra né del mare.
Io non provengo dalla miniera della natura
né dalle stelle orbitanti.
Io non sono della terra o dell'acqua,
del vento o del fuoco.
Io non sono dell'empireo
né della polvere su questo tappeto.
Io non sono del profondo né dell'oltre.
io non sono dell'India o della Cina,
di Bulghar o di Saqsin.
Io non sono del regno dell'Iraq
né della terra del Khorasan.
Io non sono di questo mondo né dell'altro,
non del cielo né del purgatorio.
Il mio luogo è il senza luogo,
la mia traccia è la non traccia.
Non è il corpo e non è l'anima,
perché appartengo all'anima del mio amore.
Ho riposto la dualità
e visto i due mondi come uno.
Uno io cerco, Uno conosco.
Uno io vedo, Uno chiamo.
Egli è il Primo, egli è l'Ultimo.
Egli è l'Esterno, egli è l'Interno.
Non conosco che Hhuu, nient'altro che lui.
Ebbro della coppa d'amore,
i due mondi mi scivolano dalle mani.
Non mi occupo di nient'altro
che divertimenti e bere forte.
Se una volta nella vita ho trascorso un instante senza te,
mi pento della mia vita da quel momento in poi.
Se una volta in questo mondo
otterrò un istante con te,
mi metterò i due mondi sotto i piedi
e danzerò eternamente di gioia.
Oh Shams di Tabriz, sono così ebbro in
questo mondo
che salvo la baldoria e l'ebbrezza
non ho storie da raccontare.

Vedi scheda autore: Deepak chopra

 

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Scienza e Conoscenza, la scienza che non ti aspetti. Rivista trimestrale illustrata nata nel 2002 dalla volontà dell'allora editore Giorgio Gustavo Rosso (direttore del Gruppo Editoriale Macro) di creare uno strumento di informazione capace di rintracciare le connessioni tra le indagini scientifiche di frontiera – spesso non accettate, e anzi ridicolizzate, dal mainstream – e lo sviluppo della consapevolezza su scala personale e globale.

Scienza e Conoscenza – che dal 2009 viene realizzata e curata dalla casa editrice Editing – divulga nuovi e dibattuti orientamenti in diversi campi della conoscenza: dalle neuroscienze alla coscienza, dalla medicina alternativa alla biologia, dalla fisica quantistica alla matematica, dall'astronomia all'archeologia.
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Commento di melania

Buongiorno, a coloro interessati mi permetto di consigliare il sito di un maestro straordinario per capacità ed esperienza, un vero punto di incontro vivente fra scienza e conoscenza, Howard Lee.

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