Torna su ▲

David Holmgren - Anteprima - Permacultura

Dal libro Permacultura di David Holmgren, la Prefazione all’edizione italiana.

David Holmgren - Anteprima - Permacultura

 

"Non andare dove conduce il sentiero,
va' invece dove il sentiero non c'è e lascia una traccia"

Ralph Waldo Emerson, poeta e scrittore (1803 - 1882)



 

È con grande piacere che L’Accademia Italiana di Permacultura accoglie l’edizione italiana del libro Permacultura - Principi e percorsi oltre la sostenibilità di David Holmgren, di cui ha promosso la pubblicazione presso Arianna Editrice.

A tre anni dall’uscita del manuale Introduzione alla Permacultura di Bill Mollison e Reny Mia Slay (Edizioni AAM Terra Nuova, 2007), questo libro esce ora come indispensabile contributo intellettuale per chi voglia accostarsi al mondo della Permacultura e comprenderne a fondo, oltre alle indicazioni pratiche e operative, anche le motivazioni etiche e filosofiche. Di questo infatti si tratta: un’analisi lucida e precisa delle dinamiche che regolano e condizionano il nostro moderno mondo globalizzato, e l’indicazione di possibili percorsi di salvezza ad un’umanità che pare schiava del consumismo e della dipendenza dai combustibili fossili.

Holmgren ci offre una chiave di lettura della realtà contemporanea attraverso i 12 principi fondanti della Permacultura e, grazie alla sua straordinaria capacità di utilizzare il pensiero sistemico, allarga la visuale fino ad abbracciare e mettere in relazione un lontano passato, un ipotetico futuro, esotici paesi lontani e il giardino di casa propria, in una danza di tempi e luoghi che affascina e avvince il lettore. Ci porta su percorsi che vanno “oltre la sostenibilità” per non accontentarci di mantenere l’esistente ma spingerci invece a ricostruire attivamente il capitale naturale già pesantemente intaccato, in primo luogo l’humus del suolo.

Ma il libro di Holmgren si spinge oltre l’analisi delle dinamiche ecologiche e sociali, e ci offre spunti critici e di riflessione sulle scelte effettuate dalla politica e dall’economia sulla nostra vita quotidiana. Nel corso degli ultimi due secoli, l’umanità si è affrancata, almeno formalmente, dalla schiavitù dell’uomo sull’uomo. Ha sostituito gran parte del lavoro svolto con enorme fatica da persone ed animali con l’apporto energetico incredibilmente economico e funzionale di macchine e prodotti chimici derivati dai combustibili fossili. Ha sviluppato la “civiltà del petrolio” che a partire dalla Rivoluzione Industriale ha sconvolto e trasformato capillarmente la vita su tutto il globo, sia nei paesi industrializzati che da questo salto energetico traggono diretto beneficio, sia nei paesi definiti eufemisticamente “in via di sviluppo” o emergenti, cioè più poveri, che ne subiscono maggiormente i danni.

La nuova società industrializzata ha investito in pieno il settore dell’agricoltura trasformandola nel settore produttivo più dipendente dai combustibili fossili. Per lunghissimo tempo, è parso che questo modello di sviluppo non imponesse prezzi da pagare e potesse consentire alla ristretta élite mondiale, di cui noi facciamo parte, di ignorare le conseguenze delle proprie azioni e vivere in un’eterna, irresponsabile e viziata adolescenza. Ma non è così. Il riscaldamento globale, la devastazione dell’ambiente, la perdita di fertilità dei suoli, la biodiversità in pericolo, le ricorrenti crisi economiche, la scarsità delle materie prime – primo tra tutti proprio del nostro deus-ex-machina, il petrolio – ci costringono a fare i conti con problemi di portata così enorme da lasciarci senza fiato e senza forze, sentendoci impotenti e frustrati di fronte a possibili scenari futuri che non vorremmo davvero augurare ai nostri figli e nipoti, né ad alcun altro.

L’autore non offre, con le sue pagine, soluzioni semplici o consolatorie per chi sta prendendo coscienza della vastità dei problemi che abbiamo davanti. Indica però, in modo chiaro e convincente, un cammino fatto di consapevolezza, azione, autocritica, dubbi e capacità di evolversi imparando dai nostri stessi errori, che possa portare verso una futura società della decrescita conseguente alla discesa energetica. Questa è la grande sfida: come risponderà il mondo a noi conosciuto alla ridotta disponibilità di combustibili a basso costo, inevitabile una volta raggiunto e superato il picco di estrazione del petrolio? Sarà la tecnologia, il sogno tecnologico come l’autore lo definisce, a salvare un’umanità e un pianeta sull’orlo del collasso, o sarà piuttosto una trasformazione “dal basso”, generata dalle migliaia di azioni e progetti sviluppati nel territorio dai “progettisti – permacultori” a partire dalla porta di casa, e collegati e potenziati dalla loro capacità di fare rete? Ai posteri l’ardua sentenza, ma il celebre slogan “pensare globalmente e agire localmente” trova nel libro di Holmgren un’eccellente applicazione teorica e pratica.

I 12 principi della Permacultura ci mantengono però saldamente (e saggiamente) ancorati al mondo della natura e delle leggi dell’energia a cui nulla sfugge e a cui dobbiamo tornare a guardare con un po’ di umiltà per tentare di mettere ordine nella confusione e nel frastuono che ci circondano. I percorsi e le strategie pratiche che l’autore ci indica spaziano dall’ambito agricolo e rurale a quello urbano, dalla gestione del territorio alle relazioni sociali, dalla scala umana a noi familiare a quella enorme dell’intero pianeta, e a quella microscopica della trasmissione genetica.

La Permacultura è progettazione, e la capacità di progettare e riprogettare la nostra vita in modo adeguato e consono alla situazione e alle sfide attuali è nelle nostre mani. La Permacultura è anche l’arte di tessere relazioni utili tra gli elementi di sistemi a volte talmente complessi da ricordare le immagini prodotte dai caleidoscopi, o dai frattali. È necessario conoscere per capire, capire per amare e amare per proteggere. La complessità dinamica e l’incessante evoluzione degli ecosistemi naturali e umani, che Holmgren affronta e descrive nelle sue pagine, affascina come un racconto fantascientifico e commuove al pensiero di quanto poco sappiamo e capiamo dell’ecosistema Terra, da cui tutti dipendiamo. Manca, egli lamenta, una scienza ecologica globale in grado di fare previsioni attendibili sul futuro che ci attende. L’esito dei nostri sforzi rimane incerto, ci ammonisce, ma abbiamo il dovere morale e civile di impegnarci al meglio e da subito, perché la strada verso una reale sostenibilità è lunga ed il tempo a nostra disposizione è breve.

Alla lucida, e talvolta spietata, profondità di lettura del presente, l’autore unisce una capacità di anticipazione dei tempi quasi preveggente. All’età di 23 anni collaborò con Bill Mollison alla creazione e definizione della Permacultura, uno dei più significativi contributi intellettuali offerti dal suo paese, l’Australia. Da allora, egli ha incessantemente sviluppato ed applicato i principi della Permacultura alla propria vita, sia nella sua piccola (in termini australiani) fattoria di Melliodora sia nelle aziende agricole a cui offre consulenza, riunendo nella collana Collected writings 1978-2000 gli studi e le ricerche alla base di questo libro, pubblicato nel 2002 in Australia. Già allora mise in evidenza tendenze che si sarebbero sviluppate negli anni successivi, e avrebbero aperto la strada a movimenti emergenti oggi attivi in molti paesi, come le “Transition Towns” iniziate nel 2007 dal permacultore inglese Rob Hopkins. Il movimento della “Decrescita”, sostenuto dall’economista e filosofo francese Serge Latouche, affonda le radici nel lavoro dell’economista rumeno Nicholas Georgescu-Roegen (ideatore della bioeconomia) e passando per ragionamenti di natura molto diversa giunge a conclusioni analoghe.

Entrambi i movimenti hanno trovato in Italia un terreno fertile e sensibile. Le Transition Towns, da cui è nata la rete “Transition Italia”, nascono dalla grande intuizione che la sfida energetica riguarda anche e innanzitutto gli abitanti delle città e delle periferie, e che un radicale, seppur graduale, cambiamento degli stili di vita deve necessariamente coinvolgere tutti, pena l’inefficacia. Portare città e villaggi verso la transizione ad un modello sociale a basso impatto ambientale e a basso assorbimento energetico è uno sforzo senza precedenti che richiede la partecipazione attiva di tutti le componenti della società, chiamate a contribuire al grande cambiamento con creatività e senso di responsabilità verso le proprie comunità locali.

La filosofia della Decrescita ha generato in Italia due correnti di pensiero, collegate alla “Rete per la Decrescita” e al “Movimento per la Decrescita Felice”, accomunate dalla consapevolezza della totale insostenibilità del modello di sviluppo occidentale e dell’assoluta, pressante necessità di ridurre consumi, sprechi, velocità e ritmi di vita. La decrescita è la grande “eresia” che terrorizza economisti e politici insieme, perché secondo il modello economico occidentale senza crescita non c’è sviluppo, e senza sviluppo si rischia di cadere fuori dalle Colonne d’Ercole della civiltà.

Peccato che già oggi lo studio dell’impronta ecologica evidenzi con dati oggettivi che i paesi del primo mondo stanno divorando il capitale naturale della Terra, danneggiando il pianeta – in modo forse irreparabile – senza nemmeno accorgersene. La Permacultura ci porta ad osservare la natura e gli ecosistemi, facendoci comprendere che non esiste alcun modello naturale di crescita eterna ed illimitata, ma piuttosto una costante costruzione di sistemi complessi, che crescono fino al raggiungimento della massima stabilità, ed in questo stato perdurano per tempi talmente lunghi da sembrare – per la scala umana – permanenti ed eterni.

È inoltre molto attiva la Rete Italiana dei Villaggi Ecologici – RIVE, che dal 1996 riunisce le principali esperienze di vita comunitaria ed ecologica in Italia. Le comunità intenzionali, gli eco-villaggi ed i gruppi di co-housing, a cui si fa ampiamente riferimento nelle pagine del libro, rivestono per Holmgren grande importanza come esempi positivi di integrazione socio-ecologica degli elementi della vita umana, nella ricerca di ricreare quel senso di appartenenza e condivisione che scarseggia nella struttura sociale organizzata per nuclei frammentati e separati. Le comunità – molte delle quali seguono e sviluppano i principi della Permacultura – sono veri e propri laboratori che offrono alla società idee e strumenti innovativi e adeguati al percorso di discesa energetica.

L’Accademia Italiana di Permacultura, nata nel 2003, continua la propria azione di formazione e promozione sia attraverso i Corsi di Progettazione in Permacultura sia con le tutorie offerte dai suoi diplomati a chi voglia conseguire, dopo un percorso biennale di apprendimento attivo, il Diploma di Progettazione in Permacultura. Ha visto costantemente crescere nel corso degli anni l’interesse del pubblico e dei media per questa nuova scienza progettuale che abbraccia e comprende tutte le attività umane, e in primo luogo la produzione del cibo quotidiano senza cui la vita è impossibile.

Prendersi la propria responsabilità, aver cura della Terra e delle persone, imparare a condividere il surplus per creare una diffusa solidarietà sociale, sono le basi etiche della Permacultura, che ci spinge all’azione attraverso l’insegnamento dei principi progettuali e delle strategie per una buona gestione del territorio e delle risorse. Cercare un’alta qualità della vita per questa generazione e quelle future non è solo un generico diritto di tutti gli esseri umani ma un impegno da assumere, da oggi, in prima persona.

Dall’Australia Holmgren lancia il suo messaggio anche all’Italia, paese che egli conosce ed ama, e ci auguriamo che il lettore italiano accolga l’invito all’azione che la piacevole e stimolante lettura di queste pagine ispira.

Ringraziamo Arianna Editrice per avere pubblicato il libro, Giuseppe Chia per il suo lavoro di traduzione e le note esplicative, e tutte le persone che portano avanti attivamente progetti per rendere visibile e tangibile intorno a noi un modello sociale, economico ed ecologico profondamente sostenibile, solidale e gioioso.

Lucilla Borio, Stefano Soldati, Massimo Candela Accademia Italiana di Permacultura

 

I vostri commenti - Scrivi un commento!

che dire, un libro pieno di belle parole e di bei principi, che però perde molto in fluidità, quando l'autore si ricollega a mille manoscritti, testi e libri scritti da altri.. a volte sembra di leggere un indice di dove andar a prendere le informazioni,dando cosi una vaga nozionistica, e perdendosi di piu nel politichese di cio che secondo l'autore è la permacultura.. nulla di sbagliato, anzi concetti perfetti, anche se sicuramente non è da definirsi un libro pratico, ma bensi molto piu teorico..

Rispondi al commento

Tra tutti i libri di permacultura in lingua italiana è a mio parere per molti aspetti il migliore; è molto denso di contenuti... forse troppo concentrati, i quali per essere compresi a pieno dovrebbero essere argomentati in maniera più esaustiva (molto scomoda la consultazione a fine libro delle innumerevoli e interessantissime note). Il pensiero di Holmgren su molti punti è estremamente profondo, acuto e molto stimolante, è un vero peccato che il libro non abbia pagine per contenerlo meglio! Un ottimo libro comunque

Rispondi al commento

Tutti i commenti...
Scrivi un commento!

 

Macrolibrarsi Assistenza Chat

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI