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Dall'Aswini Mudra allo Yoga Mudra - Parte 1

Uno strumento per il risveglio di Kundalini - di Swami Joythimayananda

Dall'Aswini Mudra allo Yoga Mudra - Parte 1

Introduzione

Pratica-principi-filosofia: prima di iniziare una pratica, è meglio conoscere i suoi principi, poi la filosofia che sta alla loro base. Inoltre bisogna comprendere chiaramente “perché-come-cosa”.

Lo Yoga è una disciplina basata sull’autocontrollo; il potere dello Yoga è mistico più che scientifico.

Il mondo moderno cerca di spiegare lo Yoga esclusivamente in modo scientifico, ma in verità lo Yoga è molto personale e mistico, anche se la spiegazione scientifica porta il suo valore.

Nell’antichità l’Hatha Yoga è stato praticato in modo mistico con uno scopo spirituale, e cioè di liberare il Karma e realizzare la libertà assoluta. Le sue tecniche venivano considerate sacre e segrete, la loro conoscenza si trasmetteva solo da maestro a discepolo (Pramparava).

Poi, nel tempo, lo scopo di questa disciplina si è trasformato al fine di mantenere una buona qualità di vita, salute, tranquillità e armonia.

Ora, nel mondo moderno, lo Yoga si sta trasformando in un’attività commerciale e atletica. Comunque lo Yoga continua a custodire il suo spirito. Lo Yoga si è diffuso in tutto il mondo e ogni popolo lo modifica secondo la propria esigenza e desiderio.

Anche in India, ashram e scuole di Yoga sono molto frequentate da persone occidentali, per imparare Yogasana e Pranayama a scopo professionale. Le scuole indiane, infatti, si sono adattate a soddisfare queste richieste. Alcune di esse vengono gestite da manager occidentali e formano insegnanti yoga in tutto il mondo.

In passato, gli allievi si recavano dal maestro per imparare lo Yoga con scopo spirituale, ora la situazione sta cambiando: sono i maestri a cercare gli allievi attraverso pubblicità, pubblicazioni, conferenze…

Esistono diverse Sadana (pratiche spirituali), tra esse la pratica dell’Hatha Yoga è la più conosciuta.

La scuola Joytinat insegna il Panchanga Yoga, che comprende tecniche che coinvolgono l’essere umano nella sua interezza: corpo, mente (emozioni e pensieri), intelletto, energia e anima.

La scuola Joytinat si basa sui principi dell’Hatha Yoga (Asana – controllo delle posture, Pranayama – controllo del respiro, Banda – controllo degli organi, Mudra – controllo dell’energia e Kriya – purificazione di corpo, mente, intelletto, energia e anima) e ha creato varie Viuham (sequenze), da praticare nella vita quotidiana.

Il Panchanga Yoga comprende cinque percorsi spirituali:

  • Hatha Yoga: equilibrare il corpo strutturale e funzionale;
  • Raja Yoga: annullare la mente e suo funzionamento;
  • Bhakthi Yoga: trasformare le emozioni verso compassione e devozione; 
  • Gnana Yoga: comprendere chiaramente l’esistenza, la vita, il concetto di io, il mondo e Dio;
  • Karma Yoga: praticare la ricerca interiore attraverso l’azione e il servizio.

Il Panchanga Yoga insegnato nell’Ashram Joytinat segue gli insegnamenti del maestro Swami Joythimayananda, che ha individuato cinque concetti principali: Asana, Pranayama, Diyana, Kundalini, Chakra.

Kundalini

Il Risveglio della Kundalini è una pratica spirituale e mistica.

Al momento del concepimento, la nostra energia karmica od originale rimane nascosta nel Muladhara Chakra nella cavità pelvica. Questa energia viene chiamata “il potere della Kundalini”, che, rimasto in uno stato di inerzia, lascia fluire la vita. Il potere della Kundalini rappresenta il proprio Karma. L’anima individuale porta avanti la propria vita verso Maya o illusione secondo il suo Karma. Nella ciclicità della vita questa Karma rappresenta un fiume che scorre lungo il suo corso continuamente.

Come una freccia che, liberata dall’arco, lancia il suo scopo, così il compito (Dharma) dell’anima individuale è abolire il Karma attraverso il distacco, cioè risvegliare la Kundalini per dirigere il Karma in una direzione spirituale o elevata, distaccandosi dal flusso normale. La rinuncia e il distacco portano la leggerezza nel nostro intimo e allontanano tutte le manifestazioni (Maya); in questo modo l’anima sperimenta la sua vera essenza nella coscienza pura.

La pratica (Sadana) “dall’Aswini Mudra allo Yoga Mudra” può risvegliare l’energia Kundalini, che dà un potere supernaturale per sentirsi Divini. Aswini Mudra e Yoga Mudra sono parte dell’Hatha Yoga.

Hatha Yoga

L’Hatha Yoga abbraccia cinque discipline:

  • Asana: assumere una postura statica controllando arti del corpo e muscoli;
  • Pranayama: controllo del respiro con consapevolezza;
  • Bhanda: controllo degli organi;
  • Mudra: concentrazione di tutta l’energia del corpo e della mente in un solo punto;
  • Kriya: purificazione di corpo, mente e anima.

Asana

Asana = postura controllata del corpo che porta ad assumere varie posizioni in modo comodo e senza sforzo violento.

Le asana sono innumerevoli e devono essere praticate con la coscienza elevata; la concentrazione, il controllo e la staticità sono aspetti fondamentali per la pratica delle Asana. Le Asana consistono in allungamenti in avanti, indietro e lateralmente, torsioni, pressioni e anche posture capovolte e di equilibrio.

Esistono Asana efficaci per equilibrare il funzionamento del corpo e della mente: si possono utilizzare per calmare o stimolare e molte vengono utilizzate anche con finalità terapeutiche.

Il concetto più importante è praticare Asana con uno scopo mistico.

Pranayama

Prana significa “energia vitale”, essa è fondamentale per vivere.

L’azione di dominare saggiamente questa energia vitale è chiamata Pranayama.

Il Pranayama deve essere svolto in un’Asana. La pratica prevede il controllo e la canalizzazione del respiro, che avviene attraverso dieci tipi di tecnica, che si applicano nelle cinque cavità, di volta in volta appropriate.

Come eseguire un Pranayama

Esistono quattro gradi di respiro controllato:

1. Rechaka, l’inspirazione profonda e completa (per es. 10 secondi);
2. Puraka, l’espirazione lenta e lunga, che dura almeno il doppio dell’inspirazione (es. 20 secondi);
3. Kumbaka, apnea, in due modalità: polmoni pieni (Purna Kumbaka), polmoni vuoti (Sunya Kumbaka);
4. Murchaka, sospensione, arresto del respiro, che può avvenire a polmoni pieni o vuoti.

Nota: le tecniche “dall’Aswini Mudra allo Yoga Mudra”, Agnisara, Brahmashuddhi, Ganda shuddhi e Kapala Shuddhi Pranayama sono ideate dal Maestro Swami Joythimayananda della Scuola Joytinat.

Agnisara

Agnisara è un Pranayama eseguito in un’Asana, introdotto dalla Scuola Joytinat del Maestro Swami Joythimayananda. Questa pratica stimola gli organi e i muscoli della cavità pelvica, in particolare Svadhisthana e Muladhara Chakra, inoltre inizia a risvegliare l’energia Kundalini.

Alcuni interpretano Nauli Kriya come Agnisara, ma non è corretto: Nauli Kriya deve essere fatto a polmoni vuoti (Sunya Kumbaka) e può essere eseguito con 15/20 soffi al minuto, mentre Agnisara viene eseguito con una velocità di 120 soffi al minuto, mantenendo una respirazione veloce espirando con forza lasciando accadere l’inspirazione automaticamente senza nessuno sforzo.

Agnisara viene spesso confusa anche con Kapalabati, in Agnisara, tuttavia, durante l’espirazione l’addome è portato verso la colonna vertebrale, mentre in Kapalabati durante l’espirazione l’addome è portato verso l’esterno.

Come eseguire Agnisara 

Assumere un’asana; durante la postura, porre la concentrazione sulla cavità pelvica, dando attenzione sull’espirazione; respirare velocemente soffiando attraverso le narici con forza, compiendo circa 120 soffi al minuto.

Mentre si espira con forza, praticare la contrazione, tirando gli organi della cavità addominale e pelvica verso la spina dorsale. I muscoli della cavità pelvica, in particolare il perineo, gli organi genitali, il retto e i glutei vengono contratti. Inspirando rilassare ed espirando contrarre nuovamente; continuare per almeno un minuto o anche più. Agnisara può essere svolto in qualunque postura.

Mudra

La pratica dei Mudra consiste nel concentrare tutta l’energia di corpo e mente in un punto, come la freccia in un arco tirato che contiene un enorme potenziale silenzioso. Nello Yoga ci sono cinque Mudra: Brahma Mudra, Gnana Mudra, Sambavi Mudra, Yoga Mudra e Aswini Mudra.

Aswini Mudra

Aswini Mudra è una pratica dello Yoga Sadana (pratica spirituale), uno strumento valido e intenso, riservato solo ad aspiranti (Sadakan) ben preparati e ad allievi avanzati nella pratica Yoga Sadana.

La pratica dell’Aswini Mudra deve essere cominciata assolutamente sotto la guida di un maestro o guida spirituale.

Questa pratica, infatti, fa accumulare tutta l’energia del corpo, della mente e dello spirito in un solo punto (come in un arco tirato), generando una forza enorme.

L’allievo deve avere uno scopo puro ben definito (come è chiaro il bersaglio della freccia) per canalizzare bene questa energia enorme verso l’alto e sentire il proprie sé in uno stato supremo.

Il praticante potrà raggiungere lo scopo dopo un periodo di sei mesi, 180 giorni, la pratica deve essere costante e regolare e svolgersi ogni giorno allo stesso orario aumentando gradualmente l’intensità della pratica. Il risultato finale dipende dell’aspirante, dalla sua qualità e intensità di volontà e di pratica.

Come eseguire Aswini Mudra

Assumere un’asana; durante il mantenimento della postura contrarre e rilassare continuamente varie volte i muscoli e gli organi della cavità pelvica. Mantenere la respirazione normale e concentrare tutta l’attenzione sulle contrazioni dei muscoli del retto, perineo, glutei e tutti i muscoli e gli organi sessuali o procreativi. Mantenere più a lungo possibile senza sforzo, poi rilassare tutti i muscoli e gli organi.

Yoga Mudra

Lo Yoga Mudra comprende Asana + Pranayama (Sunya Kumbaka = apnea a polmoni vuoti) + Bhanda + Mudra. Quando abbiamo trasceso l’energia Kundalini in Sahasrara, avviene un annullamento della mente e del respiro che vengono messi in sospensione cosicché l’anima assuma uno stato supremo di pura coscienza.

Come eseguire Yoga Mudra

Assumere la posizione di Padmasana (posizione del Loto), spingere con le mani i talloni verso l’addome, tenendo gli occhi chiusi; espirando, abbassare il corpo avanti e portare la fronte a terra.

Mantenere l’asana con polmoni vuoti (Sunya Kumbaka) e sperimentare l’esperienza della coscienza pura.

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Swami Joythimayananda

Il maestro Vaidya Swami Joythimayananda, originario del Tamil (India del sud), è considerato un’autorità a livello mondiale nei campi dello Yoga e dell’Ayurveda. Ha appreso l’Ayurveda e la filosofia dello Yoga negli anni del suo lungo apprendistato in India.

Ha fondato nel 1972 lo “Yoga Ashram” nel villaggio sacro di Kataragama e nel 1977 lo “Yoga Centre” a Kalkudah, sulla costa orientale dello Sri Lanka.

Nel 1985 si è trasferito in Italia, e a Genova ha fondato il Centro Yoga e Ayurveda Joytinat, per portare avanti la sua missione di attuare un miglioramento delle abitudini quotidiane attraverso Yoga, Ayurveda e alimentazione naturale, aiutando le persone a vivere con benessere.

Attualmente vive e insegna nello Joytinat Ashram di Corinaldo (An).

Collabora con l’Institute of Indian Medicine, la Open University e la Ayurvedic Academy di Pune (India). Recentemente ha inoltre ispirato la fondazione dell'Associazione Nazionale Ayurveda per professionisti (ASS.I.A).

 

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