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Da seme ad alimento nutriente - Estratto da...

Leggi in anteprima il capitolo 2 del libro di Ann Wigmore "Germogli" e scopri le proprietà dei germogli!

Da seme ad alimento nutriente - Estratto da "Germogli" di Ann Wigmore

«Il seme che germina rappresenta una macchina che produce proteine a ciclo continuo
[…] insieme alle vitamine e ai minerali necessari alla loro assimilazione e al loro utilizzo».

Dottor Jeffrey Bland
biochimico, Università di Puget Sound

Alla base del concetto di alimento vivo c’è il seme.

Pieno delle sostanze nutritive di cui la pianta ha bisogno durante la crescita e ricco di enzimi vitali, il seme è il nucleo stesso della vita. Tutta l’energia e la vita di una pianta si concentrano nella produzione dei semi. Ogni singolo seme contiene vitamine, minerali, proteine, grassi e carboidrati (amidi) di riserva, in attesa dell’ambiente adatto per cominciare a crescere.

In presenza di aria, acqua, e di una temperatura adeguata, si compie un vero miracolo. Quando il seme germina, si libera un’incredibile flusso di energia: ecco allora che si verificano cambiamenti chimici naturali e si producono enzimi per convertire le sostanze nutritive immagazzinate nel seme in quelle necessarie alla crescita della pianta.

Con il progredire del processo di germogliazione, i carboidrati vengono trasformati dall’azione degli enzimi in zuccheri semplici. Le proteine complesse si convertono in amminoacidi più semplici e i grassi si trasformano in acidi grassi, composti solubili di facile digestione. Durante la germogliazione, la vitamina C, di cui, come nel caso di altre vitamine, il seme contiene solo tracce, viene prodotta in quantità più abbondanti. Inoltre i germogli assorbono dall’acqua utilizzata per coltivarli e sciacquarli minerali e oligoelementi vitali per la crescita della pianta. A ciò si aggiunga che i minerali presenti nei germogli sono chelati, il che significa che allo stato naturale sono legati chimicamente agli amminoacidi, e perciò facilmente assimilabili dall’organismo umano.

Enzimi e fattori alimentari vitali nei germogli

Durante il processo di germogliazione gli enzimi vengono fortemente attivati. Già pochi minuti dopo che i semi freschi non ancora germinati sono stati messi in ammollo nell’acqua, gli enzimi cominciano a trasformare i giovani germogli in cibo facilmente digeribile per gli esseri umani.

Nei germogli, come in altri alimenti crudi, tutte le sostanze nutritive cooperano in naturale armonia ed equilibrio per essere utilizzate in modo ottimale dall’organismo umano. La cottura distrugge questo equilibrio spezzando la disposizione molecolare dei nutrienti. A temperature superiori ai 40 °C gli enzimi, così come la maggior parte delle vitamine contenute negli alimenti, vengono distrutti. I minerali contenuti nei cibi cotti non sono più chelati e sono perciò più difficilmente utilizzabili dall’organismo. Anche le proteine vengono danneggiate dalla cottura, perché si sbilanciano i rapporti fra gli amminoacidi.

Gli alimenti proteici cotti (specialmente quelli di origine animale come le carni rosse o le uova) tendono a putrefarsi e a decomporsi producendo scorie tossiche che devono essere eliminate dall’organismo mediante i reni. Le proteine che si ricavano dai germogli e da altri alimenti crudi producono invece meno sostanze tossiche durante la digestione.

Oltre agli enzimi, che sono un prezioso aiuto per la digestione, i germogli contengono quelli che io definisco fattori alimentari vitali: le correnti di energia che fluiscono in tutti gli organismi vivi e che li differenziano da quelli morti.

Se sono pochi i dati scientifici che ci informano su come e perché i fattori alimentari vitali contenuti principalmente nei germogli e in altri alimenti vivi hanno effetto sulla salute umana, la mia esperienza personale e l’osservazione di altre migliaia di soggetti indicano la loro sorprendente capacità di rigenerare le cellule e i tessuti dell’organismo. I fattori alimentari vitali dei germogli e di altri alimenti vivi vengono rilasciati dalle cellule vegetali durante il processo della masticazione e della digestione, e diventano così utilizzabili per la rigenerazione dell’organismo umano.

I germogli sono biogenici, cioè sono vivi.
Ed è mia convinzione che una montagna di alimenti cotti non può fare per la guarigione e la rigenerazione dell’organismo ciò che un singolo seme germogliato è in grado di operare.

Immaginate un contadino che cuocia i semi prima di seminarli! E del resto, riuscite a pensare a un solo alimento compreso nella vostra dieta attuale che sia in grado di germogliare, crescere e creare una nuova vita, una volta piantato?

I cereali, i legumi e le verdure, se sono cotti, non servono allo scopo, e nemmeno i cibi di origine animale come la carne, le uova e il formaggio. Solo i semi, i cereali, i semi oleosi e i legumi, se crudi e germinati, ci possono trasmettere la loro energia vitale.

Amminoacidi (proteine) nei germogli

Le proteine vegetali sono proteine della miglior qualità in assoluto, e i germogli ne sono ricchissimi. Sono proteine facilmente utilizzabili dall’organismo, hanno un basso contenuto di grassi e non contengono grassi saturi o colesterolo.

Invece, le proteine degli alimenti di origine animale sono in genere associate a grandi quantità di grassi potenzialmente dannosi e sono più difficilmente assimilabili dall’organismo. Gli alimenti di origine animale, specialmente dopo la cottura, tendono a produrre scorie tossiche, quando vengono scomposti nel corso della normale digestione.

Fra i germogli, le lenticchie sono la più ricca fonte di proteine di alta qualità: 500 g di lenticchie germogliate contengono circa 58 g di proteine, quantità più che sufficiente a coprire la dose giornaliera ufficialmente consigliata per un maschio adulto!

Le proteine sono costituite da componenti più semplici detti amminoacidi. Gli amminoacidi essenziali sono otto: isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina, sostanze che l’organismo deve sintetizzare dalle proteine che ingeriamo con i cibi. Quando questi otto amminoacidi non vengono forniti dalla dieta, l’organismo non è in grado di rigenerare adeguatamente le proprie cellule e insorgono i primi sintomi di carenza. In realtà, gli altri quattordici amminoacidi sono altrettanto essenziali, ma l’organismo li può formare in modo autonomo.

Gli amminoacidi agiscono sulle cellule del sangue e dell’organismo nel processo di auto-rigenerazione che ci ringiovanisce e ci prolunga la vita. Sono importanti per così tante funzioni fisiologiche e sistemi dell’organismo che sarebbe impossibile elencarli tutti. Possiamo riassumerne gli effetti affermando che sono essenziali per una buona digestione e assimilazione degli alimenti, per il rinnovamento delle cellule, per l’immunità dalle malattie, per la guarigione rapida delle ferite e per una corretta funzione epatica.

La carenza di un solo amminoacido può determinare allergie, bassi livelli di energia, digestione difficile, riduzione delle difese immunitarie e invecchiamento precoce. La reintegrazione dell’amminoacido mancante può, con altrettanta facilità, attivare una completa inversione dei sintomi.

Gli amminoacidi sono presenti in abbondante varietà in tutti gli alimenti vivi. I semi, i legumi, i cereali e i semi oleosi germogliati forniscono una gamma completa di proteine, garantiscono cioè l’apporto di tutti e otto gli amminoacidi essenziali; è comunque consigliabile consumare una grande varietà di germogli, poiché ogni tipo ne contiene in diversa proporzione.

In breve, gli amminoacidi forniti dai germogli possono fare la differenza fra una salute passabile con livelli di energia inferiori alla media e un benessere e una vitalità totali.

Vitamine nei germogli

La questione riguardante la necessità di assumere integratori alimentari, comprese le vitamine, è alla base di un animato dibattito, ma senza che ve ne sia un vero motivo.

Le vitamine sono sostanze nutritive essenziali, capaci di regolare le reazioni chimiche dell’organismo. Contribuiscono a rendere accessibile alle cellule dell’organismo l’energia presente negli alimenti. E quando si consumano abbondanti quantità di germogli e di alimenti vivi, si ha un apporto copioso di tutte le vitamine necessarie alla salute.

La maggior parte degli integratori vitaminici è sintetizzata a partire dal catrame di carbon fossile e da altri derivati del petrolio. Anche se queste vitamine possono sembrare chimicamente identiche a quelle naturali, è probabile che abbiano solo una minima parte della loro attività biologica, e che siano perciò degli scadenti surrogati delle sostanze omologhe presenti in natura. Inoltre, gli integratori sintetici potrebbero anche avere effetti addizionali dannosi. I produttori di integratori vitaminici avvertono che un ampio dosaggio di preparati a base di vitamine A, del complesso B, C, D e E possono avere effetti negativi sulla salute.

Le vitamine contenute nei germogli freschi e in altri alimenti vivi sono completamente sicure e in grado di mantenerci in buona salute, nella misura in cui consumiamo quantità sufficienti dei cibi giusti. Gli esseri umani hanno ricavato le vitamine in questo modo per milioni di anni. Raccomando l’uso di svariate razioni al giorno di germogli nelle insalate, nei passati di verdura e in altri piatti.

Fino al momento in cui viene consumato, un germoglio fresco crudo aumenta e arricchisce il proprio valore nutrizionale. Le sostanze nutritive rimangono intatte fino a quando cominciamo a masticarlo.

Invece, benché anche gli altri alimenti vivi come gli ortaggi freschi contengano ampie scorte di vitamine, i loro valori nutrizionali cominciano a declinare a partire dal momento in cui vengono tagliati. La vitamina C contenuta in un ravanello crudo sminuzzato, ad esempio, diminuisce di metà nell’arco di cinque minuti, e fino al 70% nel giro di venti minuti. Con la cottura, gran parte del contenuto di vitamine (e minerali) degli alimenti freschi va perso: gettato con l’acqua di bollitura, o ossidato (vedi p. 40) a causa dell’esposizione all’aria e al calore.

Sorprendentemente, i semi di lenticchie crudi e non germogliati presentano un contenuto di vitamina C troppo basso per essere misurato, ma dopo la germogliazione il livello aumenta al punto da renderle una delle migliori fonti di questa vitamina. Questa preziosa sostanza nutritiva è importante per la salute della pelle, dei denti e delle gengive. Inoltre, contribuisce alla crescita e allo sviluppo e protegge le altre vitamine dall’ossidazione. Sul piano nutrizionale i germogli freschi di lenticchie, cavolo, fagioli di soia verde e fagioli azuki sono ottime fonti di vitamina C. Anche i ceci e i fagioli dall’occhio germogliati contengono questa vitamina.

I germogli di alfalfa sono non solo una buona fonte di vitamina C, ma anche ottimi fornitori di vitamina A. Infatti contengono dosaggi maggiori di questa vitamina rispetto a quantità paragonabili di pomodori, lattuga, peperoni verdi e della maggior parte dei frutti. I germogli sono ricchi di vitamina A e ne contengono fino a quattro volte di più rispetto ai semi crudi non germogliati. Anche i semi germogliati di cavolo, trifoglio, piselli e senape sono fonti eccellenti di vitamina A. Quest’ultima nei germogli ci viene fornita sotto forma di carotene, che nell’intestino viene poi convertito in vitamina A nella quantità richiesta. Il carotene non è tossico anche se assunto in grandi quantità, mentre la vitamina A sintetica, oppure quella contenuta negli oli di pesce, nel fegato e in altri alimenti di origine animale si accumula nel fegato e può diventarlo. La vitamina A è essenziale per una crescita e uno sviluppo normali, per la vista e per le funzioni riproduttive.

Le vitamine del gruppo B tiamina (B1), riboflavina (B2) e niacina sono presenti in abbondanza nei semi germogliati di mandorla, alfalfa, frumento, segale, girasole e sesamo. I germogli di girasole e di sesamo sono più ricchi di queste importanti vitamine del gruppo B rispetto ai semi crudi non germogliati (che di per sé sono considerati una buona fonte di vitamine B). Le vitamine del complesso B aiutano l’organismo a digerire i carboidrati e a utilizzare l’energia fornita da questi ultimi, e rinforzano anche la resistenza alle infezioni. Inoltre, le vitamine di questo complesso, a volte definite “vitamine dello stress”, coadiuvano il funzionamento del sistema nervoso, rafforzandolo contro ogni tipo di stress.

Il frumento è una delle migliori fonti di vitamina E, sostanza che funziona come antiossidante e impedisce che preziose sostanze nutritive vengano distrutte o sprecate. Inoltre, questa vitamina funge da cardioprotettore e da stimolante della fertilità. La germogliazione del frumento triplica il contenuto di vitamina E rispetto a quello del seme crudo e non germogliato. In aggiunta, il tipo di vitamina E contenuto nei semi, nei cereali e nei semi oleosi germogliati – come ad esempio avena, segale, alfalfa, sesamo, girasole e mandorle – è almeno dieci volte più assimilabile dall’organismo rispetto alla vitamina E sintetica. Nel prossimo capitolo troverete altre informazioni sui germogli e sulla vitamina E.

La vitamina K è presente in quantità abbondanti nei germogli di alfalfa. Questa vitamina poco conosciuta è importante soprattutto durante la gravidanza, poiché è responsabile della coagulazione del sangue e contribuisce alla prevenzione di emorragie e aborti spontanei. La vitamina U, un’altra sostanza nutritiva poco nota, si trova in dosi copiose nei germogli di cavolo. Attualmente è oggetto di studio per la sua capacità di prevenire l’ulcera gastrica e intestinale.

Minerali e oligoelementi nei germogli

I minerali che assumiamo con la dieta sono la nostra linfa vitale. Forniscono la base per il metabolismo generale dell’organismo, i vitali processi chimici e fisici che assicurano il regolare funzionamento dell’organismo. I minerali svolgono un ruolo di primo piano nella formazione e nel funzionamento di tutti gli enzimi dell’organismo e mantengono la carica elettrica alcalina adeguata in tutte le cellule del corpo, proteggendole dall’acidificazione e dall’invasione dei microbi nocivi che si nutrono delle sostanze acide presenti nell’organismo.

Più di due miliardi di anni fa, i minerali degli antichi oceani si mischiarono con gli amminoacidi e gli enzimi e crearono le prime forme di vita. I sali minerali complessi presenti nelle piante e negli animali sono responsabili della trasmissione dell’energia elettrica in tutto l’organismo vivente. Questi sali minerali sono minerali organici, a differenza dei minerali inorganici contenuti nelle rocce, o in un chiodo arrugginito, così come in molti integratori alimentari.

Alcuni studi hanno indicato che determinati minerali inorganici possono essere utilizzati dall’organismo per assolvere a funzioni specifiche, ma è necessario assumerne dosi dalla concentrazione da dieci a venti volte maggiore rispetto a quella degli alimenti per ottenere l’effetto desiderato. Purtroppo, le quantità addizionali di minerali creano anche un rischio di sovraccarico. Il popolo africano Bantu, per esempio, registra un’alta incidenza di intossicazione dovuta all’uso esclusivo di pentole e padelle da cucina in ferro. Il ferro in eccesso viene immagazzinato nel fegato e causa una reazione tossica che può determinare la morte. Anche l’eccesso degli altri minerali può creare nell’organismo una condizione di scompenso, turbando il delicato equilibrio dei minerali.

Per soddisfare il bisogno dell’organismo di minerali come il calcio, il potassio, il ferro, il fosforo e il magnesio in modo sano e sicuro, suggerisco di assumerli dai germogli e da altri alimenti vivi sotto forma di sali minerali organici. È così che gli umani hanno soddisfatto per millenni il proprio fabbisogno di minerali.

I germogli sono una fonte particolarmente buona di minerali facilmente utilizzabili. Le ricerche del dottor Jeffrey Bland dell’Università di Puget Sound hanno dimostrato che i germogli assorbono i minerali e gli oligoelementi (minerali necessari in piccole quantità, come iodio, zinco o selenio) dall’acqua usata per risciacquarli durante la crescita. Inoltre, i minerali e gli oligoelementi contenuti nei semi crudi non germogliati diventano più digeribili grazie al processo di germogliazione.

I germogli di sesamo sono un’eccellente fonte di calcio, un minerale essenziale che contengono in misura pari al latte di mucca e in quantità superiore a quasi tutti gli altri alimenti di origine vegetale. Anche i germogli di mandorla, girasole, alfalfa e ceci sono ottime fonti di calcio in forma organica. Il 99% del calcio che assumiamo viene depositato nelle ossa e nei denti, che vengono così mantenuti sani e forti.

Il potassio viene spesso definito il “minerale della giovinezza” perché aiuta l’organismo a mantenere una pelle liscia e tesa e un peso corporeo equilibrato, oltre a preservare la corretta alcalinità del sangue. I germogli di mandorla, sesamo, girasole, soia verde e fagioli dall’occhio forniscono più potassio di molti frutti e ortaggi.

I germogli di alfalfa, fieno greco, lenticchie, fagioli azuki e soia verde sono ottime fonti del ferro necessario alla produzione dei globuli rossi e al trasporto di ossigeno dai polmoni alle cellule. Anche i semi germogliati sono ricchi di ferro. Benché una parte del nostro ferro venga recuperata e riciclata dall’organismo, occorre assumerne dosi aggiuntive in forma organica dal cibo. Questo vale a maggior ragione per le donne, che possono sviluppare carenza di ferro a causa delle perdite di sangue mestruale.

In generale, i germogli sono fonti eccellenti di oligoelementi come iodio, zinco, selenio, cromo, cobalto e silicio.

I germogli di alfalfa e i semi germogliati di zucca sono fonti particolarmente ricche di zinco, un minerale essenziale per la sintesi delle proteine, per molte funzioni del fegato e per la guarigione delle ferite. Anche il selenio, di cui attualmente si stanno studiando le proprietà anticancro, è fornito da molti germogli, soprattutto da quelli di alfalfa.

Clorofilla nei germogli

Uno dei composti nutritivi più importanti contenuti nei germogli, la clorofilla è stata studiata a fondo per le sue proprietà nutrizionali e terapeutiche. Di per sé, la clorofilla, un composto proteico presente nelle piante verdi, compresi i germogli con foglioline verdi (come alfalfa, cavolo, trifoglio, girasole e ravanello), non sembra avere particolari qualità. Ma ci sono due aspetti vitali della clorofilla che non vanno trascurati.

Il primo è la sua capacità di creare vita nella pianta grazie alla conversione dell’energia solare, che ne fa una specie di batteria vivente; il secondo è la sua notevole somiglianza con una componente vitale del sangue umano: l’emoglobina. Circolando nel flusso sanguigno, le molecole di emoglobina trasportano l’ossigeno alle cellule di tutto l’organismo.

A differenza degli esseri umani e degli animali, che ricavano l’energia dal cibo, le piante la traggono direttamente dal sole. Nel processo noto come fotosintesi, esse creano e immagazzinano l’energia dei carboidrati grazie all’azione del sole sulle foglie. Nei germogli verdi freschi, questa energia è immediatamente disponibile all’organismo per la guarigione e la rigenerazione delle cellule.

Inoltre, gli elementi chimici contenuti nella clorofilla contribuiscono alla produzione dei globuli rossi contenuti nel flusso sanguigno. Come e perché questo processo avvenga rimane in gran parte un interrogativo, ma molte sono le teorie finora formulate. La molecola della clorofilla è piuttosto simile a quella dell’emoglobina: la principale differenza è che la clorofilla ha come nucleo uno ione di magnesio, mentre l’emoglobina è strutturata intorno al ferro.

Secondo il dottor Yoshihide Hagiwara, uno scienziato giapponese che studia il potere di guarigione delle piante e delle erbe verdi, la scienza dimostrerà presto che la clorofilla viene convertita in sangue all’interno dell’organismo. Poiché infatti questa sostanza è solubile in particelle di grasso, e dal momento che queste particelle vengono assorbite direttamente nel sangue passando per il sistema linfatico, anche la clorofilla può essere assorbita allo stesso modo. A suo parere, una volta che la molecola della clorofilla è stata assorbita, lo ione di magnesio viene sostituito dal ferro, e si avrebbe così la formazione di nuova emoglobina.

Enzimi e fattori alimentari vitali, proteine, vitamine, minerali e clorofilla: i benefìci nutrizionali dell’inclusione nella dieta dei germogli sono innumerevoli. Nel prossimo capitolo tratteremo alcuni dei loro effetti benefici sulla salute.

GERMOGLI

GERMOGLI

La famosa esperta di alimentazione crudista Ann Wigmore in questo libro ci presenta:

• la storia dei germogli
• i principi nutritivi in essi contenuti (enzimi, amminoacidi, vitamine, minerali, clorofilla)
• gli effetti sulla salute (per combattere il cancro, le qualità antiaging, per la sessualità, contro l’eccesso di peso)
• la descrizione di vari tipi di germogli e loro principi (alfalfa, girasole, sesamo, fieno greco, lenticchie, mandorle ecc.).

L’autrice ci spiega i pro e i contro dell’essiccazione e del consumo del prodotto fresco. Ci sono indicazioni di base per far germogliare i semi con il metodo nel vaso, nel sacchetto e nei germogliatori automatici. Vengono trattate le miscele di germogli e la coltivazione in casa dei semi (compostaggio, semina ecc.) in vaso.

Completano l’opera utili tabelle nutrizionali e per la germogliazione e le ricette di frullati, centrifugati o creme e infine un capitoletto sui germogli da viaggio.

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Ann WigmoreTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Ann Wigmore è un personaggio quasi leggendario nel mondo dei crudisti e dei vegani o igienisti cultori di succhi e germogli. È stata la fondatrice dell’Hippocrates Health Institute, uno dei centri di medicina alternativa più famosi al mondo.

 

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