Torna su ▲

Cosimo - Estratto dal libro "In Cammino con il...

Leggi in anteprima il primo capitolo del libro di Francesco Campana e intraprendi con al protagonista un viaggio verso una nuova consapevolezza dell'esistenza

Cosimo - Estratto dal libro "In Cammino con il Maestro"

"Sono contento che mi abbiate raggiunto, desideravo tanto poter trascorrere un po' di tempo in vostra compagnia".

In effetti, erano diversi mesi che non si vedevano. Qualche telefonata, di tanto in tanto, per avere reciproche rassicurazioni sul buono stato di salute e sul buon procedere della vita. Per il resto, Michela e Matteo, figli adottivi di Cosimo, erano costantemente in viaggio per lavoro da un capo all'altro del mondo.

Ormai novantenne, Cosimo, da molti chiamato Simo e dai più intimi affettuosamente e scherzosamente Sisum per via delle sue ricorrenti dotte citazioni latine, dopo essersi dimesso da dirigente delle poste si era ritirato da circa quarantanni in un'isolata zona collinare e viveva in un grande cascinale da lui ristrutturato non troppo distante dal centro abitato.

In questo posto incontaminato, immerso nella natura, fuori dal l'incubo, dal frastuono, dall'inquinamento della città, Cosimo, dando fondo ai propri risparmi e con l'aiuto economico dei suoi facoltosi genitori, aveva realizzato una fattoria, attraverso un processo interamente ispirato a criteri di eco-sostenibilità, semplicità, essenzialità ed autosufficienza, il cui risultato finale era un perfetto incastro di soluzioni d'avanguardia e scelte virtuose: dalla produzione di energia elettrica assicurata dal fotovoltaico, alla geotermia per l'acqua calda, dall'impianto di recupero dell'acqua piovana, alla scelta dei materiali e dei fornitori.

La cascina PremaShanti, così era stata ribattezzata, unendo due termini sanscriti che significano rispettivamente amore e pace, vedeva alle proprie spalle un vasto appezzamento di terreno, destinato alla coltivazione, e poi il frutteto, l'orto e la stalla. Mentre sul fronte, al di là del bellissimo giardino, ricco di colori e profumi, un fitto bosco contribuiva a dare al luogo un nonsoché di magico, di fiabesco, e trasmetteva una sensazione di tempo sospeso.

La filosofia di vita di Cosimo lo aveva portato ad adottare, sin da giovane, vanamente contrastato dai propri preoccupati genitori, un'alimentazione vegetariana, quale espressione di un profondo rispetto per la vita, come esigenza insopprimibile di vivere in amicizia con la natura, in accordo con tutte le creature.

Nessun animale veniva soppresso per essere mangiato, o veniva in alcun modo legato o imprigionato, ma godeva di amplissima possibilità di movimento e libertà.

Dell'animale accettava, con riconoscenza, ciò che esso poteva naturalmente offrire: latte, uova, miele, senza porre in essere alcuna forma di sfruttamento, di attività finalizzata al commercio e al profitto.

Sisum riteneva che allevare, pur con tutto il rispetto e l'amore possibile, un animale per poi ucciderlo, rappresentasse, oltre a qualcosa di ripugnante, disumano ed antiestetico, una forma di tradimento verso l'animale stesso. Senza considerare poi le conseguenze negative delle nostre abitudini alimentari, della tipicamente occidentale "cultura della bistecca": abitanti di paesi poveri che muoiono di fame anche perché una parte considerevole di cereali viene utilizzata come mangime, foreste abbattute, terre fertili che si trasformano in deserti per aver fatto posto ai pascoli, l'immissione nell'atmosfera di notevoli quantità di gas ad effetto serra provocata dal bestiame.

"Mangiatori di cadaveri! - così Sisum apostrofava scherzosamente gli amici carnivori - morirete tutti di tumori, infarto o diabete".

La sua era chiaramente una concezione che richiamava quella di San Francesco, di cui era apertamente innamorato, e di cui ammirava lo stato di coscienza di unione, di comunione, di fusione con il creato.

Considerava il "poverello" di Assisi come l'antesignano dell'ecologia, un illustre alleato nella protezione della natura, contro il millenario atteggiamento utilitaristico dell'uomo, il quale, di

struttore sistematico quanto incosciente della flora e della fauna, tiene in considerazione la natura solo per il suo sfruttamento. "Questa terra non ti appartiene, tu appartieni a questa terra", era solito dire Sisum, richiamando il pensiero di un capo indiano.

La sua visione delle cose aveva inoltre portato Sisum ad adottare altre regole: la raccolta differenziata, il riciclo, e per gli spostamenti, quando possibile, l'uso di biciclette e di veicoli elettrici.

Poco distante dalla cascina, un grande edificio in legno, su più piani, era stato costruito col fine di essere destinato all'accoglienza e cura di persone in stato di bisogno, disagio, e difficoltà di ogni tipo; uomini e donne, "fratelli" e "sorelle" a cui offriva un ventaglio d'aiuto concreto: riparo, cibo, vestiti, lavoro, reinserimento, ascolto e amicizia.

Poco lontano, inoltre, c'era un piccolo, suggestivo lago, con la barca a remi che Sisum usava spesso perché, diceva, lo rilassava molto, e lo aiutava ad entrare in sé stesso per trovare ispirazione sulle cose da fare.

"Papà, ci fermeremo da te una ventina di giorni così ti aiutiamo anche nella conduzione della fattoria e della casa d'accoglienza. Sai papà - continuò Michela, la figlia quarantasettenne - come ti dicevo al telefono, mi sono molto spaventata per il tremendo terremoto di qualche giorno fa. Quando è successo sono rimasta del tutto paralizzata dalla paura e ho visto scene che non dimenticherò facilmente, la città distrutta, i morti a migliaia. Fortunatamente, proseguì ancora molto turbata dal ricordo, durante il terremoto ero in un parco e non mi sono fatta nemmeno un graffio. E stata però un'esperienza molto forte che mi ha portato, come non mai, a riflettere profondamente sul senso della vita, e ad interrogarmi sulla morte, il dolore, la malattia; su chi siamo, da dove veniamo, dove andremo".

"A voler vedere - subentrò Matteo, l'altro figlio di qualche anno più giovane - ne parlavo con gli amici qualche giorno fa, la terra sta tremando quotidianamente un po' in tutto il mondo. Assistiamo ad un'escalation di fenomeni naturali estremi, i più diversi: uragani, tsunami, eruzioni vulcaniche, alluvioni, sconvolgimenti climatici, tempeste solari, scioglimento dei ghiacciai, desertificazione, esaurimento delle riserve idriche, che creano inquietudine e stanno mettendo in ginocchio il mondo intero. I miei amici, in sintonia con ciò che affermano molti scienziati, sono del parere che tutto è normale, che queste cose ci sono sempre state. È vero, però, a me sembra, che non si siano mai verificate con questa frequenza, progressività, intensità e potenza".

"Ma cosa diavolo sta succedendo, papà? - chiese Michela - non ci staremo veramente avvicinando alla fine del mondo, come affermano tante persone? Tu ci hai parlato negli anni di tanti temi, li hai, per così dire, distillati durante la nostra crescita, dall'infanzia, attraverso l'adolescenza, fino all'età adulta. Ci hai esposto la tua filosofia, la tua visione delle cose, del mondo, della vita. Ci hai profetizzato fatti e situazioni che abbiamo visto accadere veramente in questi anni. Ci hai, in qualche modo, preparati a questi tempi difficili in cui il cuore umano si sarebbe raffreddato, indurito".

"Beh, figli miei - disse Cosimo dopo un attimo di silenzio, col suo consueto modo gentile, educato e amorevole di porgersi, con l'autorevolezza e il carisma propri delle anime che odorano di santità - ho cercato di trasmettervi, con onestà e amore, sentendomi in dovere di donarlo a mia volta, quel patrimonio di conoscenze, di acquisizioni di tante vite di profonda, appassionata ricerca spirituale. Vi ho elargito le mie verità, consapevole però che potrebbero non essere le vostre, semplicemente ho sperato, sentendole tali, che un giorno le avreste prese in considerazione, ma non necessariamente condivise ed abbracciate. Ho buttato un seme, consapevole che un giorno avrebbe portato frutto. Ma soprattutto, più delle parole e delle filosofie, più del denaro o di un patrimonio immobiliare, spero di esservi stato d'esempio. Soprattutto questo. Mi auguro che abbiate sempre potuto scorgere in questo papà, ormai alla fine della propria vita terrena, coerenza, tra il dire e il fare e congruenza, tra pensiero e azione. Questa spero sia la mia vera eredità per voi, l'eredità del vostro papà".

Cosimo si fermò un attimo a riflettere e dopo un profondo respiro proseguì: "Un'eredità che chiamerei spirituale. Ma che potremmo anche definire, per certi versi, "eretica", per non dire "blasfema", nel senso che il mio modo di vedere le cose, soprattutto in occidente, è rigettato dalle religioni che in altri tempi mi avrebbero arso sul rogo, e quindi anche dalla stragrande maggioranza delle persone; ed anche perché quanto ho fatto nella mia vita con spirito fraterno di solidarietà, di condivisione, si muove in direzione contraria a dove sta andando il mondo, sempre più egoista, cinico e barbaro".

Cosimo guardò i suoi figli con occhi velati di tristezza, e resosi conto che li aveva trattenuti a lungo, concluse la conversazione: "Adesso però mangiate qualcosa e riposatevi dal viaggio, io ne approfitterò per fare un salto in paese per delle commissioni. E se poi ne avete voglia, fate una passeggiata fino al lago e godetevi questa pa...". Cosimo non fece in tempo a terminare la parola, che in lontananza riecheggiarono degli spari.

"Pace, stavo dicendo. Purtroppo, pace relativa. Già, malauguratamente è iniziata la stagione della caccia. Quindi fate attenzione, mi raccomando. A proposito di caccia - continuò - mi farebbe piacere che leggeste le due lettere che ho inviato ai giornali qualche giorno fa, in un impeto di dolore e di indignazione. Vorrei sapere cosa ne pensate. A dire il vero il giornale a cui tenevo maggiormente, per via della maggior tiratura e per una insulsa rubrica sulla caccia, che regolarmente appare tra le sue colonne, detto per inciso un grande contenitore di stupidaggini, non le ha volute, bontà sua, pubblicare. Parlo di temi che, lo sapete bene, mi stanno particolarmente a cuore: vivisezione, caccia, ambiente. Allora ciao, ci vediamo stasera".

In Cammino con il Maestro

In Cammino con il Maestro

Cosimo, il protagonista di questo saggio-romanzo, è un semplice uomo, un grande vecchio, che dopo un’esperienza di premorte entra in contatto con uno Spirito che gli parla da oltre il “velo” e ne guida e suggerisce le parole.

La sua profonda saggezza, ispirata, seppure innata in ciascuno di noi, traccia un cammino verso l’illuminazione, verso un nuovo orizzonte di coscienza.

Acquista ora

 

Francesco CampanaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista