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Cosa succede quando si è "acidi" - Estratto da...

Leggi un estratto di "Dieta Alcalina: la Salute a Tavola" libro di Giuliana Lomazzi

Cosa succede quando si è "acidi" - Estratto da "Dieta Alcalina: la Salute a Tavola"

I danni dell'acidificazione dell'organismo si vedono sul lungo termine; ecco perché bisogna intervenire il prima possibile, quando le vere problematiche non sono ancora nate e si può rimediare con più facilità.

Effetto a catena

Quando i valori restano costantemente bassi subentrano sintomi diversi: stanchezza, infiammazioni dei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso. Unghie e capelli si indeboliscono, le energie calano, i denti diventano sensibili, diminuisce la resistenza alle infezioni, si è più esposti alla depressione. Aumentano cefalea, dolori articolari, reumatismi, crampi. La lingua si ricopre di una pa­tina grigiastra, l'alito si fa pesante, le flatulenze sono più frequenti. Peggio ancora, possono insorgere malattie cardiocircolatorie, obesità, allergie, calcolosi.

Come può avvenire questo effetto a catena? Tramite vari meccanismi.

Prendiamo per esempio l'apparato gastrointestinale.

Il cibo spazzatura, gli orari irregolari sono tutti elementi che rendono difficoltosa la digestione. Quando lo stomaco non riesce ad alcalinizzare i cibi come dovrebbe, questi arrivano ancora troppo acidi nell'intestino, fermentano e putrefanno. Da qui cattivi odori, aria, gonfiori (per inciso lo stesso effetto lo provoca l'abuso di farmaci antiacidi indotto dall'eccesso di junk food).

Ma queste sostanze sono anche tossiche e rendono porosa la mucosa intestinale, consentendo ai veleni di fuoriuscire nell'organismo, infiammandolo. La situazione si aggrava se la cattiva alimentazione causa anche stitichezza e quindi il ristagno delle scorie nell'intestino.

Ne risulta inoltre danneggiato il sistema immunitario, rendendo più probabile l'insorgere di malattie più o meno gravi - effetto accresciuto anche dal maggior numero di radicali liberi, che favoriscono poi l'invecchiamento precoce. Gli acidi accumulati nei tessuti li infiammano, facilitando la formazione di cellulite e la secchezza della pelle (quest'ultima, tra l'altro, non riesce più a svolgere il suo compito di barriera contro le aggressioni esterne); attaccano i tessuti ossei, consumandoli e stimolando l'insorgere di artrite e reumatismi.

Mangiare presto la sera

La cena tardiva, soprattutto se abbondante e seguita dal divano o dal letto, mette in difficoltà il fegato. Infatti la sera quest'organo ha completato il processo digestivo diurno di assimilazione e, una volta smaltito rapidamente il pasto serale, può dedicarsi a un altro compito importante: la pulizia notturna delle tossine.

Chiaramente se si mangia tardi e molto il povero fegato è costretto a un superlavoro; si vendicherà facendoci dormire male e regalandoci al risveglio un alito poco gradevole!

Prosperare nell'acidità: i tumori

L'ambiente acido è favorevole per batteri, funghi, muffe e microbi, insomma ci espone maggiormente alla possibilità di infezioni di varia natura. Ma è anche ideale per lo sviluppo di neoplasie.

Già nel 2008 la dottoressa Licia Rivoltini, responsabile dell'Unità di Immunoterapia dei tumori umani dell'Istituto nazionale tumori di Milano, ha avviato una sperimentazioni in collaborazione con Stefano Fais, direttore del Reparto farmaci antitumorali dell'Istituto superiore di sanità: lo scopo è capire il ruolo dell'acidità in varie tipologie neoplastiche, come il melanoma, i linfomi e il cancro della mammella.

"L'ambiente acido paralizza letteralmente i linfociti X, le cellule che difendono l'organismo dall'attacco di agenti estranei e dalla crescita tumorale, e impedisce loro di penetrare nella lesione cancerosa e di distruggerla. I linfociti T sopravvivono comunque all'assalto acido, ma le loro capacità aggressive sono quindi bloccate" spiega la specialista. Una lesione tumorale ha il pH intorno al 6, o meno.

Intervenendo sull'acidificazione si potrebbe quindi combattere meglio il cancro, agendo direttamente sul micro-ambiente in cui prospera.

Possibili segnali di acidosi tessutale

Sfera fisica Sfera psichica
Stanchezza e affaticamento Ansia
Difficoltà digestive Nervosismo
Crampi e dolori muscolari Irritazione
Cefalee Disturbi del sonno
Problemi cutanei Mancanza di concentrazione
Tendenza alle infezioni Malumore
Dolori articolari Tristezza
Pesantezza degli arti Agitazione
Freddo anomalo Depressione
Raffreddore cronico  
Unghie fragili o con macchie bianche  
Denti sensibili o tendenti alla carie  
Pallore  
Capelli opachi e sfibrati  

Come sapere se si è acidi?

L'organismo manda moltissimi segnali, che però spesso sono generici e possono essere attribuiti a problematiche diverse. Occorre quindi misurare l'acidosi tessutale, un valore che a differenza di colesterolo, glicemia e pressione non viene nemmeno preso in considerazione.

Esiste un test molto semplice, che si può effettuare a casa con poca spesa: è la misurazione del pH delle urine.

Perché proprio le urine? In precedenza abbiamo visto che un importante sistema tampone per l'eliminazione dell'acidità è il rene, che poi attraverso la minzione si libera delle sostanze indesiderate. Tramite questo semplice test si misura cosi l'equilibrio dei fluidi dentro e fuori le cellule.

La misurazione

È sufficiente munirsi di una cartina tornasole con scala pH 5-8, che si acquista in farmacia, in erboristeria o sul web.

È importante sapere che i valori delle urine sono più variabili di quelli ematici e possono oscillare tra 5 e 9. L'ideale è che si posizionino su 7,3. Anche una basicità troppo elevata è negativa: infatti, per una serie di meccanismi, se il pH ematico tende all'acidosi quello tessutale punta all'alcalinità e viceversa.

Il test si effettua bagnando con una goccia di urina un pezzetto di carta tornasole per tre volte al giorno (seconda urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena) per circa una settimana, annotando regolarmente i valori (troverete più avanti un diario che serve allo scopo). Non appena la cartina viene bagnata cambia colore; questo va confrontato con la scala cromatica riportata sulla confezione, che dà il valore relativo.

Se si rileva una condizione di acidosi occorre intervenire sull'alimentazione aumentando considerevolmente le verdure e facendo attività fisica all'aperto per favorire l'ossigenazione. Non è detto che basti, ci vuole tempo perché i valori rientrino nella norma. In questo caso si può intervenire con l'assunzione di citrati e/o con bagni alcalinizzanti (vedi oltre).

Naturalmente se i valori non sono nella norma occorre insistere nella misurazione finché non sono ristabiliti. Quando è tutto in regola il test può essere effettuato saltuariamente.

La saliva

La saliva ha un pH compreso tra 6,5 e 7,4, un po' più acido per gli uomini che per le donne.

Grazie al contenuto di bicarbonati, questo fluido del cavo orale contribuisce a una prima alcalinizzazione del bolo (sempre che mastichiamo abbastanza!), favorendo la digestione. Inoltre tiene sotto controllo il pH della bocca per evitare che questo si abbassi troppo, causando l'erosione dello smalto, la carie e la sensibilità dei denti - per inciso, se si alza eccessivamente si formano più depositi minerali intorno ai denti e aumenta la placca batterica.

Per misurare il pH i organico si può ricorrere alla saliva: ne basta un goccio sulla cartina tornasole (senza toccarla con la lingua). I valori ideali sono tra 7 e 7,4. Gli orari migliori per la misurazione sono quelli tra i pasti. Il test delle urine rimane comunque più sicuro e affidabile.

Dieta Alcalina: la Salute a Tavola

Dieta Alcalina: la Salute a Tavola

Una dieta ricca di cibi acidi (cereali raffinati, formaggi, carni, zucchero bianco) disturba il naturale bilancio acido-base dell’organismo, promuovendo la perdita di minerali essenziali come calcio e magnesio dalle ossa.

Al contrario, privilegiare alimenti alcalini come vegetali, frutta fresca, tuberi, noci, legumi consente di promuovere la salute generale e di prevenire numerose malattie.

Il libro si suddivide in due parti: la prima contiene una breve introduzione alla dieta alcalina e ai suoi pregi, la seconda oltre 100 ricette per portare in tavola la salute.

Le ricette, tutte vegane, impiegano frutta fresca di stagione, legumi, germogli, semi oleosi e suggeriscono tanti accorgimenti per accoppiare gusto e benessere.

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Giuliana Lomazzi

Giuliana Lomazzi è giornalista pubblicista, autrice e traduttrice letteraria.

Si occupa di terapie, benessere e alimentazione naturale, senza trascurare l'aspetto ludico (gastronomia e viaggi).

Cura articoli di alimentazione e salute per il mensile Aam Terra Nuova e collabora con varie altre testate.

Ha all'attivo vari libri che spaziano dall'alimentazione alla medicina naturale.