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Conoscenze di base in breve - Tratto da "Omeopatia...

Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro di Renè Prummel "Omeopatia per Bambini"

Conoscenze di base in breve - Tratto da "Omeopatia per Bambini" di Renè Prummel

L’alternativa terapeutica efficace

I riconoscimenti sempre più numerosi tributati all’omeopatia e il fatto che un numero sempre più elevato di persone ne comprenda il valore e l’importanza sono dovuti a molteplici fattori.

Il primo è la crescente insoddisfazione nei confronti delle modalità correnti adottate dai medici proprio nell’ambito del trattamento terapeutico dei bambini. «Ancora antibiotici!», rimproverano spesso molti genitori ai pediatri, e bisognerebbe prendere finalmente sul serio i loro conflitti di coscienza!

Un fattore ulteriore è costituito dai successi riscossi dall’omeopatia in campo terapeutico e dal riconoscimento del fatto che si tratta di una alternativa terapeutica estremamente efficace e allo stesso tempo economica.

Questo vale non soltanto per le urgenze, ma anche per molte malattie croniche, premesso che la scelta del rimedio omeopatico sia adeguata.

Fondamenti dell’omeopatia

Tali risultati positivi hanno naturalmente contribuito moltissimo a un riconoscimento sempre più netto dell’omeopatia come modalità terapeutica alternativa. Inoltre, molti pazienti apprezzano sicuramente il fatto che i medicinali omeopatici, se utilizzati in modo scientificamente corretto, sono privi di effetti collaterali.

Che l’omeopatia si possa definire come la variante dolce della medicina allopatica, però, come si sente troppo spesso dire, è del tutto inappropriato. L’omeopatia e l’allopatia sono due metodi di cura sostanzialmente diversi, sia per quanto riguarda i fondamenti che per quanto riguarda la comprensione, la valutazione e il trattamento delle malattie; risulta difficile, perciò, paragonarle tra loro.

Omeopatia e allopatia

L’allopatia considera la malattia come un nemico da combattere con ogni mezzo. Poiché la nostra mentalità è, in misura maggiore o minore, impregnata dalla medicina allopatica, spesso ci risulta difficile vedere le cose in modo diverso. Eppure, se vogliamo davvero impiegare i metodi e i medicinali omeopatici, questo tipo di comprensione troppo unilaterale non ci aiuta molto.

Dunque, se non ci accontentiamo più di alleviare superficialmente i sintomi, di reprimerli o di spostare la loro manifestazione, ma vogliamo effettivamente curare, dobbiamo innanzitutto decidere di ampliare le nostre vedute.

Curare il simile con il simile

Il modo di procedere della medicina allopatica, a tutti noi molto familiare, si basa sul fondamento costituito dall’affermazione: «Contraria contrariis curentur», cioè «Si curi l’opposto con il suo opposto». Quindi si curano le ustioni con il freddo, la stitichezza con medicinali che inducono diarrea e il dolore con gli antidolorifici.

L’omeopatia invece cura il malato secondo il principio fondamentale sintetizzato dall’affermazione «Similia similibus curentur», cioè «Si curi il simile con il simile». Questo significa che, in caso di malattia, si prescrive una sostanza in grado di provocare in una persona sana i medesimi sintomi manifestati da una persona malata.

Come può curare, però, un medicinale di questo genere?
Comprendere questo significa innanzitutto imparare a distinguere tra:

  • malattie basate su un danno organico, come, ad esempio, un infarto cardiaco, uno strappo muscolare o una frattura ossea; in questi casi si richiedono interventi che soltanto la medicina allopatica può eseguire;
  • malattie che non sono da ricondurre a un’infermità e che generalmente si possono neutralizzare e regolarizzare agendo sul sistema immunitario; tra queste si annovera la maggior parte delle malattie.

La malattia non è una condizione passiva

Se il nostro corpo non fosse fondamentalmente in grado di adattarsi agli influssi esterni (clima, ambiente, contatto con altre persone), di difendersi contro agenti patogeni, come i virus o i batteri, e di rigenerarsi continuamente, l’umanità non sarebbe sopravvissuta nella storia dell’evoluzione.

Ci ammaliamo, quindi, soltanto quando la capacità di reazione del nostro organismo è troppo sollecitata e diminuisce.

Questo non accade soltanto quando una sollecitazione improvvisa mette sotto pressione il nostro sistema immunitario, come nel caso delle malattie gravi e dei ferimenti, ma anche quando un influsso negativo cronico paralizza il nostro sistema difensivo per lungo tempo. Ciononostante, per quanto ci possiamo sentire fiacchi e privi di capacità di reazione quando siamo ammalati, il processo che definiamo come malattia è da valutare positivamente in sé. Perché la malattia non è assolutamente una condizione passiva e impotente, ma piuttosto un tentativo attivo da parte dell’organismo di rigenerarsi nuovamente tramite la capacità di reazione rimasta.

I sintomi, indicatori per la terapia

Resta ancora ampiamente da spiegare scientificamente ciò che accade esattamente all’interno del nostro organismo durante questo processo, ma tutti possiamo riconoscere chiaramente come si configura questa autoguarigione dai sintomi che il paziente stesso manifesta.

L’approccio terapeutico omeopatico si inserisce esattamente a questo punto, perché i sintomi sono per l’omeopata classico il segnale indicatore verso la scelta del medicinale giusto. La capacità di reazione dell’organismo ha qualcosa a che fare con l’energia, altrettanto i nostri medicinali omeopatici, che sono diventati apportatori di energia grazie alla loro speciale modalità di preparazione, il potenziamento. E qui si chiude il cerchio (Similia similibus curentur). Se la forza energetica del medicinale è in accordo con la forza di reazione del paziente, lo coadiuva nel processo di autoguarigione del corpo con una spinta energetica mirata e la guarigione può avere luogo.

Questo è il nocciolo del fondamento omeopatico «Si curi il simile con il simile».

Le radici dell’omeopatia

Il fondatore dell’omeopatia moderna fu Samuel Hahnemann (1755-1843), infaticabile ricercatore e brillante scienziato nel campo della chimica e della medicina. Hahnemann era un medico, ma ben presto abbandonò il suo primo ambulatorio, perché giudicava i metodi terapeutici allora in voga, come il salasso, troppo primitivi.

Risvegliare le energie di rigenerazione: anche la febbre, particolarmente frequente nei bambini in tenera età, rappresenta un tentativo attivo da parte dell’organismo di combattere una malattia allo stadio acuto.

Uno scettico sperimenta su se stesso

La data di nascita dell’omeopatia risale al momento in cui Hahnemann si imbatté, lavorando a una traduzione, nell’affermazione di Cullen, un farmacologo famoso, secondo cui l’efficacia curativa del chinino nei casi di malaria fosse da ricondurre all’azione rinforzante esercitata da questa sostanza sullo stomaco. Hahnemann, da scienziato originale quale era, non poteva assolutamente risolversi ad accettare questa spiegazione e perciò decise di testare gli effetti del chinino su una persona sana, cioè su se stesso, con un esperimento assolutamente non convenzionale.

Assunse questa sostanza per alcuni giorni e trascrisse dettagliatamente gli effetti che poteva osservare. «I piedi, le punte delle dita, mi diventarono dapprima freddi, sopraggiunse una grande spossatezza e sonnolenza, poi il cuore cominciò a battermi forte, il polso accelerò violentemente; un’insopportabile ansietà, un tremore, uno sfinimento diffuso in tutte le membra; infine pulsazioni al cervello, vampate al viso, sete, in breve tutti i sintomi altrimenti abituali comparvero uno dopo l’altro, senza però dei veri e propri brividi di febbre».

Così Hahnemann scoprì il vero motivo per cui il chinino può guarire la malaria, cioè perché possiede la facoltà di provocare sintomi simili in una persona sana.

Il passo verso l’evoluzione dei medicinali

Entusiasmato da questa scoperta Hahnemann proseguì i suoi esperimenti con altre sostanze e ogni volta poté rinnovarsi la convinzione della validità della Legge dei simili.

Forse più importanti ancora di questa prima scoperta furono i suoi esperimenti per produrre medicinali che agissero in modo dolce ma, ciononostante, in modo effettivamente efficace. Infatti, benché potesse sempre confermare la veridicità del principio della similitudine, l’effetto delle sostanze medicinali somministrate fino a quel momento era abbastanza grossolano, spesso molto più forte di quanto Hahnemann desiderasse.

Soltanto dopo aver scoperto il procedimento del potenziamento, dopo una lunga serie di esperimenti, poté cambiare radicalmente questa situazione.

Incoraggiato dal fatto di potere ora aiutare meglio i suoi pazienti, riprese a praticare la professione medica e, in anni e anni di attività, fornì la prova di avere sviluppato con l’omeopatia non soltanto un metodo terapeutico completamente nuovo, bensì anche estremamente efficace.

Energia curativa concentrata – I gradi di diluizione

Spesso i medicinali omeopatici vengono qualificati come diluizioni, ma questa definizione non è corretta. Non è la diluizione in sé a essere determinante per la loro efficacia, bensì una procedura di strofinamento, di diluizione e di succussione. Soltanto questa dinamizzazione o potenziamento, come viene definita questa procedura, crea un medicinale omeopatico efficace.

I diversi modi e stadi di preparazione dei medicinali omeopatici sono chiamati potenze o potenziamenti. Tutti i medicinali disponibili in commercio hanno quindi la denominazione potenziamento D, C oppure LM, laddove per ognuna di queste forme di preparazione esistono caratteristiche peculiari.

La maggior parte dei medicinali omeopatici è di natura vegetale o minerale, una parte ha origine dai metalli, mentre un piccolo gruppo, i cosiddetti nosodi, proviene da tessuto malato.

Il potenziamento

Per produrre un medicinale omeopatico efficace la procedura è la seguente: dapprima la sostanza di partenza si tritura, se necessario, quindi si fa macerare in una soluzione di acqua e alcol, poi si filtra. Questa soluzione viene denominata la tintura madre di un medicinale.

  • Per produrre le potenze C si scioglie quindi una goccia di questa tintura madre in 99 gocce di una soluzione di acqua e alcol e si agita il tutto più volte con robuste succussioni o dinamizzazioni. Così nasce la potenza C1.
  • Se si mescola di nuovo una goccia della potenza C1 con 99 gocce della soluzione di acqua e alcol e si scuote anche questa miscela, nasce una potenza C2 e così via.
  • Se la miscela non ha un rapporto di 1:99 ma di 1:9 si parla di potenze D.
  • Nel caso delle potenze cosiddette LM o Q si ha un rapporto di 1:50.000.

La trasformazione in materia energetica

Nel corso di questo processo di trasformazione molto intenso, il cosiddetto potenziamento, i componenti materiali sono progressivamente eliminati dalla sostanza di partenza, mentre, al contempo, il suo potenziale energetico ne risulta sempre più rafforzato. Si sviluppa così gradatamente, a partire da una pianta, da un metallo, da un minerale, una materia energetica sempre più potente, che, in ultimo, esercita la sua influenza laddove si situa il controllo delle funzioni organiche, cioè nell’ambito energetico.

Limiti delle cure fai-da-te

Curare i bambini significa assumere responsabilità in situazioni dove competenza, occhio clinico e prudenza per il benessere di altre persone, bisognose di protezione, sono decisivi!

Questo vale in particolare per la terapia omeopatica, perché essa non si limita soltanto a combattere le fasi acute delle malattie. Il suo obiettivo va ben al di là ed essa ha la possibilità di contribuire a un rafforzamento globale dello stato di salute generale del bambino.

In omeopatia definiamo l’accompagnamento di un bambino in questo senso come trattamento secondo il tipo costituzionale.

Riconoscere chiaramente la causa della malattia

Le malattie non nascono da sole.
Hanno sempre una causa e sempre un senso, ma non sempre un fattore scatenante chiaramente riconoscibile.

Esistono malattie che si sviluppano dall’interno, rivelando quindi una debolezza costituzionale, di cui però non possiamo dire esattamente perché compaiano proprio in quel preciso momento. D’altra parte quando un bambino si lamenta di avere mal di pancia dopo avere mangiato mezzo chilo del suo gelato preferito, la causa della malattia è a portata di mano.

Credo che sia consigliabile far valere la linea di separazione che intercorre tra queste due forme di malattia anche come limite per la cura omeopatica fai-da-te, perché procedere in modo errato in presenza di punti deboli a livello costituzionale, può condurre a correre dei rischi inutili! Nei casi di fasi acute di una malattia, dove un fattore scatenante è chiaramente riconoscibile (ad esempio, mangiare del gelato), si riesce, per lo più, con un po’ di intuizione in campo omeopatico, a capire quale sia la medicina più appropriata, quindi non esistono controindicazioni per una cura fai-da-te eseguita nel rispetto delle regole dell’omeopatia.

Necessità di competenze specifiche

Le malattie di cui la causa non è chiara oppure di cui non si riesce del tutto a stabilire l’origine hanno per lo più un carattere di cronicità. In questi casi sapere adottare la medicina giusta spesso è molto difficile, perché bisogna considerare molti particolari e la valutazione del processo terapeutico sottostà ad altri criteri rispetto alle malattie in fase acuta.

Può anche essere prescritto un medicinale assolutamente sconosciuto al profano oppure si può rendere necessaria la prescrizione di potenze molto elevate per accelerare la guarigione.

In questo caso è richiesta la competenza di un omeopata classico esperto, che abbia ricevuto una formazione scientifica in questo ambito e che pratichi secondo le regole descritte dettagliatamente e i princìpi di questo metodo terapeutico. Chi in questo caso cura il suo bambino autonomamente non soltanto risparmia nel settore sbagliato, ma agisce anche in modo irresponsabile.

Come scegliere i medicinali

Siccome l’omeopatia funziona secondo la Legge dei simili, di ogni medicinale si deve conoscere la sintomatologia che può provocare e quindi anche curare. Per questo motivo un medicinale omeopatico, prima di essere messo in commercio, viene testato su persone sane. Il risultato, cioè il protocollo di tutti i sintomi provocati e confermati ripetutamente, viene definito quadro sintomatico sperimentale di una medicina.

Dosi elevate di medicinali curano di più? Questo principio non è valido in omeopatia. Quantità minime di sostanze efficaci sono già sufficienti

Sintomi e personalità determinano la cura

L’omeopatia conosce diverse migliaia di rimedi controllati, dei quali soltanto trecento circa sono impiegati regolarmente.

Nel caso dei medicinali più importanti, i rimedi che si basano sui tipi morfologici, riscontriamo non soltanto una quantità di sintomi fisici, bensì anche molte caratteristiche peculiari sul piano psichico ed emozionale. Così il quadro sintomatico di un rimedio omeopatico si legge come la descrizione di una persona, con tutti i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Troverete alcuni rimedi che si basano sui tipi morfologici utilizzati più frequentemente con i bambini a partire da p. 97.

Importante è considerare il fatto che nei quadri omeopatici si presentano sempre insiemi di sintomi verificati complessivamente, in un singolo paziente, tuttavia, questi non verranno mai alla luce tutti insieme e per lo più anche non in modo così marcato come nelle descrizioni.

Si tratta però di riconoscere l’idea che sta dietro un rimedio per poterlo prescrivere correttamente ed è proprio questo il motivo per cui l’omeopatia è un campo così difficile.

Omeopatia per Bambini

Omeopatia per Bambini

In Omeopatia per bambini puoi trovare l’elenco dei disturbi e delle malattie più comuni dell’infanzia e i rimedi per curarli. Per ogni patologia le cure omeopatiche sono disposte in ordine alfabetico per una veloce ricerca della terapia più indicata.

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Una comoda guida, che si rivelerà preziosa e indispensabile per curare da soli il proprio bambino in maniera naturale e senza effetti collaterali.

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Renè PrummelTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

René Prümmel è stato prima giornalista per diversi giornali e riviste nei Paesi Bassi e poi, dopo una formazione presso la Scuola Internazionale di Omeopatia Classica a Henchtel in Belgio, ha aperto un proprio studio di terapia omeopatica in Germania, dove oggi lavora.

 

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