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Come usare questo libro - Estratto da...

Leggi un estratto dal libro di Osho "Meditazione per chi ha Fretta"

Come usare questo libro  - Estratto da "Meditazione per chi ha Fretta" di Osho

"Il passato era più sano, da un punto di vista spirituale, e questo perché la mente non era sollecitata da così tanti stimoli simultaneamente; non era sovraccaricata. Oggi lo è, e ciò che non viene assimilato crea nevrosi. Sarebbe come mangiare e riempire il corpo di continuo: ciò che non viene digerito si rivela un veleno. E quello che mangi è meno 'pesante' di ciò che senti e che vedi.

Dai tuoi occhi, dalle tue orecchie, da tutti i tuoi sensi, a ogni istante ricevi mille e uno stimolo. E non hai il tempo per assimilare. È come essere seduti perennemente a un tavolo da pranzo e mangiare, mangiare e mangiare, ventiquattr'ore su ventiquattro.

Questa è la situazione in cui si trova la mente moderna: è sovraccarica, un'infinità di cose la appesantisce. Non è affatto una sorpresa, quindi, che crolli, prima o poi. Ogni meccanismo ha dei limiti. E la mente è uno dei meccanismi più sottili e delicati.

Una persona veramente sana riserva il cinquanta per cento del suo tempo ad assimilare le sue esperienze. Cinquanta per cento azione, cinquanta per cento non-azione - questo è il vero equilibrio. Cinquanta per cento pensiero, cinquanta per cento meditazione - questa è la cura. La meditazione non è altro che un tempo in cui ti puoi rilassare completamente in te stesso, in cui chiudi tutte le tue porte, tutti i tuoi sensi, agli stimoli esterni. Scompari dal mondo. Ti dimentichi il mondo, quasi non esistesse più - niente giornali, niente radio, niente televisione, niente persone. Sei solo nel tuo sé più intimo, rilassato, a casa.

In quei momenti, tutto ciò che si è accumulato in te viene assimilato. E ciò che non serve a niente viene espulso. La meditazione funziona come una spada a doppio taglio: da un lato assimila tutto ciò che è nutriente, dall'altro rifiuta ed espelle tutto ciò che è pattume."

Osho

 

Oggigiorno sono i disagi psicofisici e il disordine esistenziale che spingono a prendersi cura di sé, alla ricerca di un equilibrio e di uno stile di vita più sano.

Un'informazione tra le tante può aiutare a capire la gravità della situazione: già nel 2009, uno studio dell'Università La Sapienza di Roma segnalava alcuni dati allarmanti, oggi ritenuti validi "per difetto"! In pratica, sommando i dati relativi alle malattie cardiovascolari e intestinali, ai tumori e ad altri problemi che vedono nella frenesia spasmodica che ritma le nostre giornate una delle cause principali, sette italiani su dieci muoiono per patologie legate allo stress che ne consegue.

Questo stato di cose avvicina alla meditazione partendo da uno stato di necessità - ovvero, quando risulta evidente che un danno è stato fatto! A quel punto, si deve tener conto di quei passi di troppo: il semplice disagio potrebbe essere diventato un malessere costante, oppure aver preso la forma di una malattia psicosomatica o organica. In ogni caso, è diventato qualcosa che non può più essere tenuto a bada con la noncuranza o soffocando i segnali dati dal corpo con i soliti "farmaci da banco".

Stando così le cose, è davvero importante aver chiaro che nessuno dei consigli, degli insegnamenti o dei metodi suggeriti in questo libro intende sostituire la diagnosi e/o le prescrizioni di un medico, di uno psichiatra o di uno psicoterapeuta; né tanto meno presuppone l'interruzione di una cura o si vuole sostituire ad alcun intervento che la scienza medica suggerisce, nel caso in cui la patologia abbia intaccato il corpo, soprattutto se si tratta di organi vitali come cuore, fegato, reni e intestino (le parti più colpite quando la frenesia della vita moderna arriva a logorarci al punto da alterare il naturale funzionamento dell'organismo).

Molti medici sono arrivati a comprendere - e ad accettare - che è possibile creare momenti armonici nei quali affiora qualcosa nella vita di una persona definibile come anima. Un'essenza impalpabile che i Maestri di vita dì ogni epoca e Paese indicano come l'elemento fondante della nostra esistenza; ed è questo che, in ultima analisi, dà significato al nostro agire.

In questo senso, le condivisioni di un Maestro di Realtà, quale è Osho, permettono di allargare la percezione di sé a una visione più ampia, in grado di stabilizzare la propria vita in una dimensione di benessere e di armonia, salubre per eccellenza.

In quest'ottica, le intuizioni contenute in queste pagine sono sicuramente parti integranti e fondamentali di qualsiasi cura connessa con l'acuirsi di quel "disagio della civiltà" giunto a un punto di grave criticità. Inoltre, i metodi qui consigliati sono sicuramente validi come strumenti di prevenzione, oltre che di riequilibrio; fattore quest'ultimo da non sottovalutare, in quanto spesso molti disturbi "guariscono" proprio quando si risolve lo squilibrio di cui sono un semplice segnale. Il loro utilizzo, come si vedrà, è immediato e diretto, e non richiede alcuna conoscenza a priori, né presuppone affiliazioni di sorta a tradizioni, dogmi o dottrine. Sarà la semplice pratica e la costante sperimentazione a dare il senso della loro validità e a ritmarne gli utilizzi.

Vista la tendenza a ricordarsi di sé e a prendersi cura del proprio equilibrio psicofisico in stato di necessità, è consigliabile includere queste tecniche partendo dalia prospettiva di dedicare un po' di tempo a se stessi per prendere le distanze da obblighi e impegni, coltivando una presenza consapevole - la parte di noi in grado di gestire il vorticare del mondo come un'opportunità di gioco e creatività - e attivando il semplice ascolto di sé. In questo modo, sarà facile vedere ciò che occorre nel momento per non essere più prede e vittime di impegni, responsabilità, ruoli, doveri e quant'altro scandisce una vita fortemente proiettata verso mete, conquiste e realizzazioni - orizzonti che rimangono sempre lontani e irraggiungibili.

Lo spirito con cui avvicinarsi a questo esperimento non deve essere la conquista, un dovere, un obbligo, un "fare anche questo" (pur di stare bene!) quanto piuttosto un non fare... così da iniziare a essere, e da lì incamminarsi verso i piaceri semplici che fanno la differenza e rendono la vita degna di essere vissuta.

All'inizio, si può giocare con la propria energia vitale e con l'idea della consapevolezza, utilizzando quanto suggerito in modo del tutto spensierato: la cosa migliore è provare senza impegno alcuni dei metodi istantanei, quasi fossero "pillole olistiche" prese al posto dei soliti analgesici o "corroboranti distensivi" con cui si è abituati a tener a bada quei fastidiosi segnali che il sistema utilizza per comunicare di aver bisogno di una pausa.

Ascoltare se stessi, il proprio corpo e i messaggi dell'organismo renderà più facile cogliere intuitivamente ciò che occorre per riequilibrarsi nel momento. In questo senso, è bene tener presente che, tra le tante innovazioni introdotte da Osho nel mondo della meditazione, una fa davvero la differenza: non è l'essere umano che deve adattarsi alla tecnica o al metodo di meditazione, ma sono i metodi che devono essere funzionali al singolo individuo, nel momento. Ed è per questo che molte delle strategie proposte sono funzionali all'immediatezza, ovvero sono efficaci se fatte all'improvviso, proprio per rompere lo schema mentale più integrato dentro di noi che spinge a ridurre ogni cosa a "metodologia", cosa che impedisce qualsiasi naturalezza e il normale fluire dell'energia vitale.

Neil'introdurre il gioco della meditazione nella propria vita, è importante ricordarlo e cambiare il metodo, in base a come ci si sente: alcuni potrebbero aver bisogno di sfogare un eccesso dì tensioni trattenute, altri potrebbero avere la necessità di fluire, altri ancora di risvegliare sensibilità e sensi soffocati da giornate trascorse in spazi angusti e affollati. Nulla è definibile a priori!

Non va dimenticato quanto accennato nelle premesse: nella sua realtà più intima, la vita è una corda tesa tra due abissi, e a ogni istante occorre riequilibrarsi. In quest'ottica, soltanto ciascuno di noi può sapere ciò di cui ha bisogno nel momento: riposo o azione, stare un po' con se stesso o incontrare l'altro, amare o amarsi.

Nella parte quarta del libro vengono suggerite diverse tecniche di rara efficacia, con cui fare i primi esperimenti: rilassare il respiro (vedi il metodo "Semplice e naturale" o "La prima chiave è il respiro"), sviluppare l'attenzione (vedi il metodo "L'attenzione rilassata"), liberarsi nell'immediato delle tensioni (vedi il metodo "Prenditi il tuo spazio").

L'accento posto da Osho sulla necessità di riequilibrarsi solleva la questione e la necessità di essere consapevoli di un centro, qualcosa che esiste in noi, ma che viene abitualmente ignorato. È una connessione importante, che non va sottovalutata: nella terza parte si possono trovare gli strumenti utili per un processo di integrazione fondamentale, in grado di aiutare a cambiare la prospettiva da cui guardiamo il mondo. Ed è bene ricordare che il vero stress non dipende tanto dai fattori esterni, ma è legato principalmente al modo in cui noi interpretiamo ciò che ci capita.

E per coltivare un intimo contatto con questo centro, nel quotidiano, è anche bene ricordare che il respiro è il ponte principe, in grado di fare miracoli! Nel libro vengono suggerite diverse meditazioni che usano il respiro per attivare una presenza consapevole, per un rilassamento immediato, per un cambiamento di dimensione o prospettiva, per scendere più intimamente dentro di sé, per arrestare tempeste emotive e uscire da stati emotivi negativi. Per i singoli metodi, si veda l'indice ragionato delle tecniche alla voce relativa.

In realtà, non esiste un ordine o un punto di partenza prestabilito da seguire: ciascuno può crearsi il proprio, una volta messo a fuoco ciò che si è e dove si è, nel momento. Nell'indice delle tecniche si è cercato di accorpare i tanti metodi suggeriti all'interno di insiemi primari che ne facilitino la messa a fuoco.

Il consiglio è di non sforzarsi a etichettare o a capire tutte queste cose in quanto concetti: sarà la sperimentazione a offrire una definizione, e a suggerire ciò che può essere di maggior utilità volta per volta. Non solo: ben presto, l'intuizione che sempre accompagna l'attivazione della presenza consapevole aiuterà a scegliere tra i metodi proposti quello più in sintonia con ciò che si deve sciogliere nel momento, e questo perché, passo dopo passo, risulterà evidente su cosa e dove occorre intervenire per riequilibrarsi.

Di' certo, uno dei fattori da gestire diversamente, essendo oggi il punto di maggior squilibrio, è l'alimentazione. Imparare ad alimentarsi è fondamentale per trovare nel cibo ciò che può aiutare a contrastare gli effetti dannosi di una vita troppo soggetta al disordine. Come primo passo, è bene ricordare che noi siamo ciò che mangiamo; ma soprattutto siamo come mangiamo! Nel libro vengono suggeriti alcuni comportamenti utili a cambiare modo di nutrirsi, partendo da un'attitudine consapevole (vedi la tecnica "Mangia in modo consapevole"), così da perdere l'abitudine a ingurgitare cibo, solo per riempirsi lo stomaco. Un altro modo per soffocare ciò che l'organismo vuole comunicare.

Coltivare l'arte dell'ascolto, mentre si decide che cosa mangiare, può avvicinare agli alimenti con la propensione a sentire ciò di cui il corpo ha bisogno; un percorso progressivo che può portare a includere la regola fondamentale di una vita equilibrata, suggerita secoli fa da un Maestro Zen che spiegava: "Io mangio quando ho fame e dormo quando ho sonno".

Cosa che sembra semplice, ma non è affatto facile se il quotidiano è vissuto all'insegna di ritmi frenetici, in cui il tempo non basta mai; o di perenni frustrazioni che portano a trasformare il nutrirsi in momenti di indispensabile gratificazione che spingono a ingurgitare qualcosa che fa di tutto, tranne che nutrire!

In ogni caso, se effettive alterazioni metaboliche, dovute a un'alimentazione disordinata o scorretta, sono il tuo cruccio, ricorda che soprattutto in questo caso è consigliabile partire con analisi ed esami in grado di rilevare la soglia di rischio per la tua salute; e i conseguenti passi per rimettere le cose a posto possono essere suggeriti soltanto da un medico. Di nuovo, in casi complessi è importante rivolgersi a un esperto qualificato che aiuti ad avvicinarsi ai giusti alimenti, evitando ciò che potrebbe appesantire ulteriormente l'organismo.

Sicuramente un consiglio, che può essere trasformato in un semplice esercizio di consapevolezza dì buon uso quotidiano, è bere molto: almeno otto/dodici bicchieri d'acqua al giorno, ma anche spremute di frutta fresca - è un aiuto quasi a costo zero, per eliminare le tossine con costante naturalezza. Nella sua semplicità, questo semplice impegno compensa un'inconsapevolezza di sé ormai connaturata con i ritmi frenetici che scandiscono la quotidianità collettiva.

Un altro segnale di all'erta che qualcosa non va è l'insonnia e in generale i disturbi del sonno. Le statistiche parlano, solo in Italia, di dodici milioni di persone che non riescono più a dormire serene a causa di sindromi varie. Sono sintomi che non vanno sottovalutati; se hai questi problemi, nella terza parte, trovi spunti interessanti nel capitolo "Molla la tensione" e un valido esperimento nella tecnica "La pace del cuore". E nella quarta parte può aiutare moltissimo l'esercizio "Lascia andare l'irrequietezza", ma è fondamentale ricordare di non praticare "metodi attivi" nelle ore che precedono il momento di andare a letto, privilegiando tutto ciò che è rilassante e distensivo. Inoltre, è bene aver presente che alcune delle abitudini usate per facilitare il sonno hanno in realtà effetti collaterali che peggiorano la situazione: l'alcol, per esempio, induce sonnolenza; ma poi si rischia di svegliarsi nel cuore della notte e di non riaddormentarsi più, a causa di un "effetto rebound" che sopraggiunge a circa un'ora di distanza dall'assunzione della bevanda alcolica. Oppure, chi fuma, un'abitudine indotta principalmente dal bisogno di rilassarsi, assume di fatto uno stimolante - la nicotina - privo di qualsiasi effetto sedativo!

Molti di quanti si sono avvicinati alla visione di Osho si sono resi conto della necessità di affrontare il problema del proprio squilibrio esistenziale alla radice. Ovvero, si sono resi conto che la loro vita ribolliva troppo - quasi fosse un vulcano sul punto di esplodere - di tante, troppe cose ignorate, subite, soffocate, tappate dentro di noi; un'abitudine consolidatasi nel tempo, che ha reso "normale" un comportamento repressivo, basato su un forte autocontrollo.

Molti di quanti si sono avvicinati alla visione di Osho si sono resi conto della necessità di affrontare il problema del proprio squilibrio esistenziale alla radice. Ovvero, si sono resi conto che la loro vita ribolliva troppo - quasi fosse un vulcano sul punto di esplodere - di tante, troppe cose ignorate, subite, soffocate, tappate dentro di noi; un'abitudine consolidatasi nel tempo, che ha reso "normale" un comportamento repressivo, basato su un forte autocontrollo.

Il risultato è un accumulo vertiginoso di cui si potrebbe non essere consapevoli, ma che si avverte come un peso dentro di noi, che grava proprio quando si ha bisogno di rilassarsi. Qualcosa che, paradossalmente, può anche spaventare e indurre a comprimere ancora di più il non detto, il non vissuto, il non espresso; spingendo a evitare qualsiasi reale intimità con se stessi... al solo terrore di doversi confrontare con tutto quel caos!

Se si è alla ricerca un equilibrio naturale, è bene sapere che non esiste una via di fuga: quel caos va riconosciuto, affrontato, risolto e dissolto. Ovvero, solo liberando Io spazio interiore da ogni accumulo sarà possibile una vita nuova e diversa; leggera e in grado di accogliere di nuovo il riposo come parte integrante dell'azione.

A costo di ripetersi troppo, il riconoscimento del proprio disagio e della sua gravità dipende dal singolo individuo: prenderne coscienza è in effetti il primo passo reale verso la soluzione. Se ancora si pensa di poter resistere, di tirare avanti malgrado tutto - addirittura si sceglie di guardare altrove -, ignorando se stessi... non c'è metodo che tenga!

Ed è probabile che anche la sperimentazione si riveli del tutto inefficace; oppure, come spesso accade, si potrebbe usare la meditazione come oasi felice, in cui rifugiarsi temporaneamente, per avere un po' di refrigerio. Ma non ci si deve scordare che una vita viva è un'altra cosa!

A tutti, e in particolare a coloro che sentono davvero di essere arrivati al capolinea, perfettamente scontenti di ciò che è la propria esistenza, si consiglia di iniziare la lettura - e la pratica - con quanto suggerito nella parte quinta. E questo perché le Meditazioni Attive ideate da Osho sono oggi quanto di più all'avanguardia esista nel mondo della meditazione; al punto da vantare una miriade davvero sterminata di imitazioni!

Imitazioni che si consiglia di evitare, in quanto nella proposta originale di Osho c'è quel tocco in più che fa la differenza: nel suo lavorare con centinaia di migliaia di ricercatori, egli ha potuto valutare l'efficacia di ciascuna tecnica in funzione della sua esperienza. E soprattutto è riuscito a cogliere l'intero processo a partire dalla realizzazione conseguita: un ritorno a casa, nell'essenza più intima del proprio essere, che è il senso ultimo del viaggio della nostra vita.

Inoltre, considerando l'alta propensione a estremizzare il proprio stile di vita, con il conseguente accumulo di squilibri, è consigliabile valutare con lucidità il proprio stato di salute e i propri limiti, prima di praticare Tecniche Attive che richiedono sforzi fisici particolarmente intensi. Se per qualsiasi motivo si hanno dubbi sugli effetti che questi metodi possono avere sulla propria salute, è bene chiedere consiglio al proprio medico, prima della sperimentazione.

Questo consiglio è primario per tutti coloro che sono portatori di handicap, pacemaker, protesi; o sono soggetti a particolari malattie debilitanti. In questo caso, è davvero consigliabile una visita medica e un consulto, prima di qualsiasi sperimentazione.

Osho ha sempre consigliato uno "sforzo consapevole", il che vuol dire anche, in una società votata alla sedentarietà, un impegno iniziale tale da permettere all'energia vitale di tornare a fluire, liberandola da irrigidimenti di muscoli e articolazioni.

Così si rende di nuovo fluido il proprio corpo, ma non per questo si deve esagerare, puntando tutto sullo sforzo; pertanto, qualora durante la pratica di queste meditazioni i disturbi persistano - in particolare mal di testa, senso di nausea, fitte gravi - oltre i tre o quattro giorni, non serve patire da masochisti ed è bene rivolgersi a un medico, sospendendo la tecnica.

In sostanza, sono il buonsenso, l'ascolto di sé e la consapevolezza i fattori portanti su cui basare qualsiasi sperimentazione suggerita in queste pagine. E sarà l'esperienza graduale a consigliare come procedere... tenendo presente che il primo passo può essere lasciato all'intuizione improvvisa: se, leggendo, ti senti attratto da un metodo, metti il libro da parte e sperimenta. Immediatamente! Quella è la tua soglia d'accesso privilegiata a una dimensione che da tempo ti attende per donarti stupore, meraviglia e pienezza.

Un ultimo suggerimento: non diventare un "professionista" ma gioca e divertiti, non rendere un "lavoro" questo prendere coscienza di te: non c'è nulla da conquistare. La leggerezza accompagnata alla totalità è la cosa più utile, se vuoi dare spazio a ciò che sei: un'essenza fluida, spontanea, con una propria armonia innata che attende di essere riscoperta per potersi manifestare... in poche parole, ricorda che tu sei già ciò che cerchi; ma proprio il rumore, la fretta e la furia ti hanno portato a dimenticare ciò che sei. Occorre soltanto riscoprirlo.

E anche solo sapere che è possibile qualcosa di diverso aiuta nel lungo viaggio della vita a scegliere di dedicarsi a se stessi con maggior amorevolezza, restando in uno spazio di ascolto di sé, così da prevenire il concatenarsi di eventi che porta a subire gli effetti di tanta, troppa inconsapevolezza collettiva. Non a caso, Osho suggeriva: "Scopri te stesso, altrimenti dovrai dipendere da altre persone che non sonno nulla di ciò che sono!".

Non sottovalutare, dunque, la necessità di trovare la tua voce interiore; così da avvicinarti alla lettura di questo libro con una diversa attitudine: diventerà facile connetterti a ciò che leggi in base al tuo sentire e, passo dopo passo, saprai qual è il giusto elemento di cui hai bisogno, così da procedere sereno dall'oscurità alla luce.

Buon divertimento...

Meditazione per chi ha Fretta

Meditazione per chi ha Fretta

Meditazione per chi ha fretta propone semplici strategie per ritrovare l'equilibrio, ridurre la tensione, acquietare le diverse forme di stress e rilassarsi con metodi semplici, naturali e di efficacia immediata. Nessuno ha bisogno della meditazione più di coloro che non hanno tempo per meditare.

Nel moderno stile di vita dai ritmi frenetici, non è facile fermarsi per ascoltare se stessi. La maggior parte dei metodi di meditazione tradizionali sono infatti stati sviluppati migliaia di anni fa, per persone che vivevano in un contesto del tutto diverso dall'attuale. Oggi sono necessarie nuove e diverse strategie: questo libro ne illustra molte, facili da integrare nella vita quotidiana.

"Riduci la velocità, vai più piano, e agisci in modo completo. Ad esempio smetti di camminare come cammini adesso. Cammina piano, respira piano, parla piano. Mangia piano; se di solito ti ci vogliono venti minuti, usane quaranta. Fatti il bagno con calma; se impieghi di solito dieci minuti, fallo in venti. Tutte le attività, di ogni genere, dovrebbero essere fatte a una velocità più lenta della metà.

Non è solo una questione del tuo lavoro.

In tutte le ventiquattr'ore la velocità dovrebbe essere ridotta al minimo, alla metà. Deve essere una trasformazione di tutto il tuo stile di vita. Parla con lentezza; leggi persino con lentezza."

Un libro che insegna come la guarigione dello spirito passa attraverso una brusca frenata, come il mutamento del nostro comportamento abituale significhi una rivoluzione interiore.

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Osho Rajneesh

Osho

Osho è stato un filosofo e leader carismatico e maestro spirituale indiano fra i più influenti e conoscuti del ventesimo secolo.

Mai nato - Mai morto - Ha solo visitato il pianeta Terra tra l'11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990.
Con queste parole immortali, Osho detta il suo epitaffio e allo stesso tempo elimina la necessità di una biografia.

Dopo aver cancellato il suo nome, accetta alla fine il termine "Osho" spiegando che esso deriva da "oceanico". "Non è il mio nome" afferma "è un suono di guarigione".

Le migliaia di ore di discorsi estemporanei, presentati a persone di tutto il mondo per un periodo di vent'anni, sono tutti registrati, spesso anche in video, e possono essere ascoltati da chiunque in qualsiasi posto, creando, come dice Osho, "ovunque lo stesso silenzio".
Le trascrizioni di questi discorsi sono ora pubblicati in centinaia di libri in dozzine di lingue diverse.
In questi discorsi, la mente umana viene messa al microscopio come mai prima, analizzata nelle sue pieghe più sottili. La mente come psicologia, la mente come emozione, la mente come corpo/mente, la mente come moralista, la mente come storia, la mente come credo, la mente come religione, la mente come evoluzione sociale e politica - il tutto esaminato, studiato e integrato. E poi lasciato alle spalle con grazia nel viaggio fondamentale verso la trascendenza.

Nel corso di questo processo Osho mette allo scoperto l'ipocrisia e le falsità dovunque le incontri. Come dice in modo eloquente lo scrittore Tom Robbins: "Riconosco la brezza smeraldina quando scuote le mie finestre. Osho è come un vento teso e dolce che percorre il pianeta, facendo volare via le teste di rabbini e papi, sparpagliando le bugie sulle scrivanie dei burocrati, mettendo in fuga precipitosa gli asini nelle stalle dei potenti, sollevando le gonne dei moralisti e facendo il solletico a chi è spiritualmente morto per farlo tornare in vita."

 

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