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Come pregare per i defunti - Estratto dal libro...

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Jakob Lorber e scopri le rivelazioni sulla vita dopo la morte di questo grande mistico e scrittore

Come pregare per i defunti - Estratto dal libro "Morte la Grande Illusione"

Quella che ora segue è una delle migliori preghiere che si possano fare per i defunti. Ricordiamoci di loro e aiutiamoli nel modo indicatoci dal Signore Stesso.

(dal libro IL GRANDE VANGELO DI GIOVANNI, voi. 8, cap.38)

Della preghiera per i morti

(Continua il Signore:) «Dunque, spiriti del genere, che sono appunto di una specie né buona, né pura, non possono diventare pericolosi per l'uomo, ed è bene pregare per tali anime. Infatti la preghiera dell'uomo, piena di amore e di misericordia e fatta in piena fiducia d'amore in Me, ottiene un buon effetto su tali anime, veramente povere nell'Aldilà, poiché essa forma intorno a loro una sostanza eterea vitale, nella quale essi riconoscono, come in uno specchio, le loro manchevolezze ed imperfezioni, e così si migliorano e diventa loro più facile salire verso la Luce della Vita.

Ed Io Stesso offro a voi questa occasione, affinché possiate diventare veramente utili ai vostri fratelli e sorelle trapassate.

Ma, come dovete pregare per loro?

È molto facile! Quando pregate, non dovete supporre che voi potete smuovere Me ad una maggiore Misericordia, dato che Io Stesso, in verità, sono già infinitamente più misericordioso di tutti gli uomini del mondo presi insieme, per quanto ottimi e pieni d'amore possano essere; al contrario, voi dovete esporre loro il Vangelo con fede e dalla vera base dell'amore del vostro cuore, ed essi lo percepiranno e si regoleranno a seconda di esso! E in questo modo voi predicherete a questi poveri di spirito il Vangelo, ciò che sarà a loro di grande vantaggio.

Ogni altro modo di pregare e di biascicare vuote parole non porta la minima utilità ai trapassati, anzi piuttosto li danneggia, perché si irritano quando se ne accorgono, visto che questo tipo di preghiere per le anime dei defunti, come spesso accade addirittura per legge presso i farisei, devono venire pagate con grosse offerte.

Il modo che vi ho indicato di pregare per i trapassati e di avere cura della loro povertà spirituale è certamente una benedizione fruttuosa per loro, mentre la preghiera dei farisei pagata cara è per loro una vera maledizione, che essi fuggono e che disprezzano profondamente.

Di questo voi dovete prendere buona nota non solo come di un buon consiglio datovi da IVfe, ma anche da metterlo bene in pratica, dato che in tal modo voi vi procurerete nel grande Aldilà dei veri, grandi e potenti amici molto riconoscenti, cosicché se voi doveste incappare in qualche difficoltà, essi non vi abbandoneranno né qui, né nell'Aldilà! Tali amici poi diventeranno i vostri veri protettori, che si preoccuperanno sempre del benessere del loro benefattore.

Però voi potete procurarvi ciò se vi occuperete di loro nel modo da Me indicatovi. Però non è necessario che per fare questo vi rechiate nei vecchi castelli e fattorie, ma voi potete farlo in ogni tempo ed in ogni luogo per quante più anime trapassate potete, poiché la vostra fede ed il vostro amore e la vostra misericordia, nonché la Verità proveniente da Me, raggiungono distanze infinite... [...]

Morte la Grande Illusione

Morte la Grande Illusione

Nel testo Morte la Grande Illusione sono state concentrate le visioni di Lorber sulla vita dopo la cosiddetta morte.

Nel testo si illustrano i mondi esistenti oltre il mondo fisico e il percorso delle entità che non hanno più un corpo.

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Jakob Lorber

Jakob Lorber nacque il 22 luglio 1800 a Kanischa, nella Stiria inferiore (Austria) da una famiglia di contadini. Lorber passò i primi anni della sua infanzia partecipando ai lavori della campagna. Da ragazzine manifestò un grande desiderio di istruirsi e una particolare predilezione per la musica. Si applicò dunque negli studi e nella musica, diventando maestro elementare, insegnante di pedagogia e maestro di violino. Il suo impulso verso una cultura spirituale superiore lo portò alla lettura delle opere di Kerner, Stilling, Swedenborg, Bòhme, Tennhardt e Kerning.
Dopo aver vissuto molti anni guadagnandosi da vivere con lavori provvisori di supplente, di maestro privato in una famiglia benestante, suonando l'organo in una chiesa o dando lezioni private di violino, Lorber era comunque sempre alla ricerca di una posizione stabile. Non riuscendo però a trovare un posto di insegnante presso una scuola superiore, che avrebbe garantito la sicurezza del suo avvenire, Lorber decise di dedicarsi totalmente alla musica; divenne un ottimo violinista ed ebbe l'onore di conoscere il celebre Paganini, che gli diede anche alcune lezioni di perfezionamento. La sua fama crebbe: tenne un concerto alla Scala di Milano e a quarantanni ottenne l'importante incarico di maestro di cappella al Teatro di Trieste. Lorber accettò con gioia e prese tutte le disposizioni per la partenza, ma la sua vita, all'improvviso, prese una direzione completamente diversa.

 

Il 15 marzo 1840, alle ore 6 del mattino, sentì risuonare una voce nel cuore che gli disse: «Alzati, prendi la penna e scrivi!».
Egli ubbidì subito a questa misteriosa chiamata, prese la penna in mano e trascrisse parola per parola quanto gli veniva dettato interiormente. Questo era l'inizio dell'opera "II Governo della Famiglia di Dio" ovvero "Storia della creazione primordiale del mondo spirituale e materiale, nonché dei primi patriarchi". E le prime frasi di questa Voce misteriosa dicevano:
«Chi vuol parlare con Me, quegli venga a Me, ed lo gli metterò la risposta nel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno il suono della Mia Voce. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con quello lo voglio camminare a braccetto. Egli Mi vedrà sempre come un fratello vede l'altro fratello, e come Io lo vedevo fin dall'eternità, prima ancora che egli fosse».

Dopo questo avvenimento, Lorber declinò l'offerta fattagli e da quel momento, nel corso di ventiquattro anni, fino alla sua morte, egli servì da zelante scrivano a questa misteriosa Voce, definendosi umilmente un servitore del Signore.
Lorber scriveva quasi ogni giorno già di buon mattino e faceva scorrere la penna con discreta velocità, senza fare una pausa per riflettere oppure per correggere un passo dello scritto.
Egli, oltre a sentire la Voce interiormente, aveva anche la visione figurativa di quanto udiva. A questo riguardo Lorber scrisse ad un amico:
«Quanto alla parola inferiore, posso dire che io percepisco la santissima Parola del Signore sempre nella regione del cuore come un pensiero chiarissimo, luminoso e puro, come parole espresse. Nessuno, per quanto possa essermi vicino, può percepire un qualcosa di una qualche voce. Per me, però, questa Voce di Grazia risuona più limpida di qualsiasi altro suono materiale, per quanto forte esso sia».

Dopo aver dedicato 24 anni della sua vita a mettere per iscritto la più importante opera mai comunicata all'umanità, si avvicinò anche per Lorber la fine della sua peregrinazione terrena. Il 24 agosto 1864 il servitore di Dio si addormentò dolcemente e il suo spirito fece ritorno a quel mondo superiore al quale già da lungo tempo apparteneva. La sua spoglia venne deposta nel cimitero di St. Leonhard presso Graz, dove una semplice lapide rammenta la missione dell'eletto servitore e "scrivano di Dio".