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Com'è nato il Metodo RQI®?

Leggi l'introduzione di "RQI - Il Segreto dell'Auto-Star-Bene", libro di Marco Fincati

Com'è nato il Metodo RQI®?

Devo ringraziare le due ernie che nel 1999 resero la mia vita un po’ meno agiata e la mia schiena un po’ più dolorante se cominciai ad appassionarmi alla medicina energetica e informazionale, dalla quale poi è derivato il Metodo RQI®.

A quei tempi lavoravo in fabbrica come operaio specializzato, ma dato che il lavoro comportava molti sforzi fisici, fui costretto a licenziarmi.

Indeciso su quale altro lavoro intraprendere, mi iscrissi all’università e, dopo essermi pagato gli studi e mantenuto grazie a svariati lavori occasionali (pizzaiolo, cameriere, facchino...), iniziai a lavorare come informatore scientifico - dapprima part-time, e poi, ottenuta la laurea, a tempo pieno - per un’importante azienda di prodotti fitoterapici.

Parallelamente, per mia passione, mi divertivo ad approfondire le conoscenze in ambito salutistico come ricercatore indipendente.

Ogni giorno toccavo con mano come certi prodotti - la cui validità scientifica era più che dimostrata - avessero tuttavia risultati molto diversi a seconda delle persone che li utilizzavano: per alcuni funzionavano, per altri no. Questo fece nascere in me lo stimolo a comprendere come mai ciò si verificasse.

In quegli anni sentivo parlare di discipline “olistiche”. Esse avevano un approccio molto diverso rispetto alla medicina accademica, in quanto ricercavano la causa del problema, piuttosto che limitarsi al solo sintomo.

Inoltre, rimasi colpito dal fatto che la maggior parte dei medici e del personale ospedaliero o sanitario non usasse i farmaci tradizionali per curarsi, ma ricorresse proprio alle medicine cosiddette “alternative”.

Iniziai quindi a frequentare numerosi corsi, delle più svariate discipline: yoga, meditazione, reiki, shiatsu, agopuntura... Mi dedicai con la curiosità di uno studente universitario alla lettura di libri su medicina vibrazionale, kinesiologia applicata, biotecnologie olistiche, epigenetica e psicologie energetiche.

È stato un percorso lungo e appassionante, e anche molto oneroso.

Più studiavo e più volevo sapere, indagare, scoprire, scavare in profondità.

L’obiettivo era offrire un servizio migliore alle persone con le quali avevo a che fare ogni giorno, nella mia attività lavorativa, ma fu anche una sfida con me stesso. E con le mie due ernie.

Nel 2007 ci fu un momento che segnò uno spartiacque nella mia lunga ricerca.

Fu quando partecipai a una conferenza organizzata a Rimini e dal titolo “La Fisica Quantistica al servizio della salute”. Qui sentii per la prima volta alcuni rinomati professori introdurre il concetto di “biofotoni” e spiegare le applicazioni pratiche derivate dalla loro conoscenza.

Fu illuminante ascoltare un nuovo tipo di approccio alla cura dell’essere umano:
un approccio che partiva dal vedere l’uomo come un sistema biofisico prima che un sistema biochimico.

In effetti, a pensarci bene, ogni apparecchiatura medica atta a diagnosticare una patologia legge il corpo dal punto di vista biofisico: anche le mie due ernie erano state diagnosticate grazie a una risonanza magnetica. Perché allora la terapia aveva poi previsto un approccio biochimico, con la somministrazione di antinfiammatori e miorilassanti?

Quel giorno conobbi anche un personaggio piuttosto originale. Faceva il rabdomante e il radioestesista (di professione era un terapista nonché un ricercatore olistico).

Mi disse di essere in grado di mettersi in comunicazione con le frequenze del corpo delle persone, attraverso delle bacchette, e di individuare quelle corrette e quelle squilibrate. Una volta trovate le frequenze squilibrate, era capace di indirizzare le persone all’auto-guarigione attraverso tecniche olistiche.
Sia in fase di diagnosi sia in fase di scelta della terapia, utilizzava la comunicazione inconscia.

Al momento ero un poco scettico, ma non avevo nulla da perdere.
E poi quello che il rabdomante diceva, aveva una certa coerenza, almeno dal punto di vista teorico, con quanto era stato appena esposto durante il congresso. Così prevalse la mia curiosità. Fissai un appuntamento nel suo studio e mi feci visitare.

Lui mi consiglió l’utilizzo di generatori di frequenza, indicò quali frequenze mi occorrevano e disse che il mio corpo sarebbe entrato in risonanza con esse. Mi diede i tempi e i modi con cui somministrarle. E nel giro di sette mesi le ernie guarirono del tutto. Da allora, la sciatalgia è un lontanissimo ricordo.

Non solo: ai tempi ero miope e stavo perdendo molti capelli. Le biofrequenze di quel generatore mi aiutarono a recuperare le diottrie che avevo perduto quando ero ancora adolescente e arrestarono il principio di calvizie, stimolando il cuoio capelluto a una ricrescita di capelli oramai insperata.

Fu allora che capii il principio dell’auto-guarigione:
il nostro corpo è semplicemente un’antenna che risponde agli stimoli esterni.

Se lo sottoponiamo agli stimoli giusti, favoriremo in lui le risposte giuste,
e la salute si ristabilirà di conseguenza.

Cominciai a fare un percorso di formazione che comprese sia l’apprendimento di metodologie per la comunicazione con l’inconscio sia l’apprendimento di abilità e conoscenze per imparare a riequilibrare le informazioni e le frequenze del corpo umano.

Allargai i miei campi di interesse in due direzioni: da una parte, abbracciai le antiche filosofie orientali (la Medicina Tradizionale Cinese in primis), dall’altra esplorai i nuovi confini della Fisica Quantistica.

Dall’esperienza accumulata e dal grande valore che riuscirono a trasmettermi queste discipline ho ideato il Metodo RQI®.

Negli anni che seguirono, affinai il Metodo attraverso continue visite di persone con i più svariati problemi, fisici e psicologici; misurai il campo energetico di oltre 1000 persone con un’apposita apparecchiatura, chiamata Bodyscanner, e verificai il risultato ottenuto da tale macchina con il risultato ottenuto dai miei test kinesiologici. In tutti i casi, i risultati furono identici, e perciò realizzai che era inutile affidarsi a una macchina, quando un test muscolare eseguito in maniera corretta è altrettanto affidabile. Ho

Ho comunicato con l’inconscio di nascituri nel liquido amniotico e con quello di anziani fino a 95 anni di età. Non ho mai trovato una persona che non avesse bisogno di un riequilibrio energetico.

Questi primi 1000 test – e altri 1000 almeno che ne seguirono – mi misero di fronte a un’altra verità: tutti coloro che avevano un problema fisico, avevano in realtà un problema di squilibrio energetico. Questo confermò ciò che le antiche filosofie orientali sostenevano circa il concetto di salute e, allo stesso tempo, avallava quanto la moderna medicina informazionale ci dice attraverso i suoi principi.

Tuttavia, se dieci soggetti da me testati avevano lo stesso problema, non a tutti serviva la stessa soluzione per ripristinare il proprio stato di salute.

E questo mi confermò ancora una volta la bellezza e la complessità dell’essere umano e l’inscindibile rapporto tra il corpo e la mente (tant’è che la medicina olistica parla di “corpomente”).

Ognuno di noi è unico e irripetibile:
non può essere catalogato dentro protocolli “standard” uguali per tutti.

Ed è questo il grande errore della medicina allopatica.

Sebbene mi trovassi di fronte a una complessità di squilibri e ad una altrettanto vasta possibilità di soluzioni, la coscienza collettiva di tutte le persone assistite mi indicò che vi erano sempre tre grandi macro-aree entro le quali circoscrivere e risolvere i problemi e che esse corrispondevano alle tre dimensioni del nostro essere: materia, energia, spirito.

Le tre soluzioni del Metodo RQI® nascono da qui.
Quello che ho ideato è un metodo pratico, semplice e accessibile a tutti, che permette attraverso la comunicazione con l’inconscio (che è responsabile per il 95% delle nostre azioni) di individuare le vere cause che hanno generato ogni situazione di squilibrio e individuare qual’è la miglior soluzione per sé stessi.

Questo Metodo non si può paragonare ad altre tecniche. Sono partito da principi della Fisica Quantistica, ho attinto da diverse altre scuole (Psych-K, Ho’oponopono, Quantum Entrainement, …), mi sono ispirato ad alcuni celebri pensatori (Lipton, Brizzi, Castaneda) e ho poi delineato un approccio pratico, affinandolo sul campo, con le persone. E ho semplificato la kinesiologia per comunicare con l’inconscio, in modo che chiunque possa applicarla da solo.

Il Metodo RQI® non guarisce la malattia, ma dà al corpo gli strumenti necessari affinché si riattivi un processo di autoguarigione.

Non si eliminano i sintomi di un disagio, ma le sue cause.

Eliminate le cause, il corpo ristabilisce il proprio equilibrio, a volte anche in pochi minuti!

Voglio precisare che non tutti gli scienziati e ricercatori citati nel mio libro conoscono il mio Metodo. Pertanto non lo avvallano. Semmai, lo hanno ispirato. Non sono loro che seguono me, ma sono io che ho seguito loro, con molta umiltà e profonda gratitudine.

Alcuni di questi scienziati o ricercatori, hanno condotto studi prettamente teorici, e dalle loro basi teoriche ho studiato un approccio pratico, con fini salutistici. Altri, invece, hanno conseguito eccellenti risultati anche in campo pratico, seguendo strade parallele alla mia.

Voglio inoltre precisare che in questo libro non offro – e non mi interessa offrire - una dimostrazione scientifica del Metodo: non è mai stata la mia priorità. Ritengo che uno studio scientifico sia meno importante dell’effettivo, reale riscontro che il Metodo ha avuto e sta avendo sulle persone (nel libro puoi leggere alcune loro testimonianze).

Tuttavia, in futuro non escludo il fatto di cimentarmi in uno studio scientifico ampio e articolato che possa servire non tanto a dare più autorevolezza al Metodo, quanto a offrire un ulteriore strumento alle persone che, sentendone parlare per la prima volta, desiderano avere “numeri” alla mano.

Il primo obiettivo del Metodo è lo stesso che nel 2007 mi fece iniziare questa splendida avventura di ricerca: rendere le persone il più autosufficienti possibile.

La salute è importante, ed è il primo passo per l’autosufficienza. È logico che, se non si sta bene, non si può fare nient’altro.

Ma una volta riconquistata la salute, si può (si deve) espandere l’autosufficienza in ogni ambito della propria vita: economico, sociale, ambientale. E così scoprirai come il percorso suggerito dal Metodo RQI® ti porterà a ripensare a concetti quali lavoro, carriera, sussistenza, ambiente e denaro.

Allora, se sei d’accordo con me, possiamo iniziare. Sarà un grande onore poter condividere con te le mie esperienze. Spero tu possa farne tesoro.

Buona lettura!

Marco Fincati

 

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Marco Fincati

Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI®, è ricercatore, formatore e terapeuta. Esperto di discipline e tecniche per il benessere e l'auto-guarigione, dopo aver sperimentato con successo le sue scoperte su sè stesso, ha applicato e insegnato il suo Metodo a migliaia di persone. Nel 2013 ha co-fondato Q Institute, il primo istituto al mondo nato per diffondere conoscenze e tecniche per rendersi indipendenti e felici.

 

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