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Coltivare la propria indipendenza - Estratto dal...

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Frederic Ploton e scopri perché l'uomo dovrebbe adottare la filosofia di vita felina per essere felice

Coltivare la propria indipendenza - Estratto dal libro "Felice come il mio Gatto"

Sì, il gatto è libero. Autonomo. Indipendente.

Ad affermarlo è un luogo comune e nel contempo, proprio per la sua domesticità, una verità assolutamente relativa.

Infatti, quantunque esistano gatti randagi, questo animale dipende completamente dall'uomo, che si tratti di fornirgli un soddisfacente livello di comfort, un habitat degno di questo nome, un punto di riferimento dove ritornare dopo le lunghe passeggiate, di nutrirlo in maniera regolare e abbondante o di prodigargli quelle cure elementari che renderanno la sua quotidianità più piacevole (vaccinazioni, trattamenti antiparassitari ecc.).

Eppure, anche nei gatti più sedentari e coccoloni questa indipendenza affascina. E suscita in noi ammirazione e invidia.

E allora da dove deriva questa reputazione di indipendenza, che si attacca al pelo del gatto meglio della polvere più tenace?

II motivo principale sta nel periodo di familiarizzazione con le altre specie durante le prime settimane di vita del gattino; un periodo brevissimo, all'incirca dalla seconda alla settima settimana dopo la nascita. Se il gattino non viene sufficientemente preso in braccio, coccolato e addomesticato in quel momento, conserverà per tutta la vita una forma di diffidenza nei confronti di tutto ciò che non è felino.

Inoltre, anche all'interno della sua stessa specie il gatto non socializza facilmente come gli altri mammiferi. A parte i branchi di femmine, è raro vedere questo animale vivere in una comunità costituita con i propri simili, a meno che il padrone umano non lo costringa.

Essendo in grado di provvedere da solo ai suoi bisogni elementari (nutrirsi attraverso la caccia, pulirsi da sé, trovarsi un riparo), il gatto conserva di natura un temperamento solitario. Ciò non gli impedisce di coltivare relazioni sociali, come pure di trarne piacere e vantaggio.

Diciamo però che se un cane ritrovandosi solo deperisce, un gatto in circostanze analoghe può sopravvivere, anche se magari non è felicissimo.

Perché diventare "gatto" anch'io?

Si può quindi dire che nel gatto l'indipendenza non è tanto una scelta ponderata o un atteggiamento scontroso, quanto una capacità acquisita. È per questo che possiamo trarre direttamente ispirazione dal suo stile di vita. Perché?

Perché dipendere materialmente dagli altri è un ostacolo: è infatti difficile condurre a termine i progetti che ci motivano, incamminarci lungo i percorsi che ci attraggono, soprattutto professionali, quando dipendiamo dagli altri per soddisfare i nostri bisogni primari.

Se avendo davanti agli occhi l'immagine del gatto mi chiedo continuamente come posso fare le cose da solo, anziché sollecitare sistematicamente l'assistenza altrui, mi concedo le capacità di raggiungere i miei obiettivi.

Non dover niente a nessuno vuol dire essere responsabili al 100% dei propri successi così come dei propri fallimenti, gioire appieno dei primi e accettare i secondi. Essere padroni del proprio destino.

Perché dipendere emotivamente dagli altri e dall'opinione che hanno di noi è una debolezza: per rimanere nel mondo animale, si può fare il paragone con il dolore avvertito da un cane abbandonato dal suo padrone. Il cane è così dipendente dall'affetto di quest'ultimo che tutto il suo mondo crolla se il suddetto padrone gli viene a mancare.

Cionondimeno, il gatto non è insensibile. Anche lui gradisce e ricerca le manifestazioni d'affetto. Ma se ne viene improvvisamente privato, nella maggior parte dei casi riesce a superare questa prova e a trovare dentro di sé le risorse necessarie alla propria sopravvivenza.

Analogamente, nessuna opinione su di noi, nemmeno quelle benevole, dovrebbe contare al punto da inibirci completamente o addirittura distruggerci se all'improvviso ce ne ritroviamo privi.

 

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Frédéric Ploton

Giornalista e scrittore, Frédéric Ploton è autore di numerose opere su problemi di coppia, sessualità, nuovi incontri, benessere e felicità. In italiano ha pubblicato Manuale di siestologia.