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Clorella, zeolite e coriandolo per la detox da...

Scopri come evitare l’assunzione di metalli tossici e come depurare il tuo organismo con i rimedi della natura

Clorella, zeolite e coriandolo per la detox da metalli tossici

Ho già scritto di detox nello scorso numero ma visto il tema non potevo non parlare di come disintossicarsi dai metalli tossici.

Prima precisazione: metallo pesante (MP) non è sinonimo di metallo tossico! Un MP è un elemento chimico con peso specifico superiore a 5,0 (5 volte più denso dell’acqua).

Ci sono poi metalli pesanti indispensabili per l’organismo (oligoelementi) ma che in dosaggio elevato risultano tossici: il ferro, il rame, il manganese e lo zinco. Un’altra categoria di metalli pesanti è usata invece a scopo terapeutico: il bismuto, il gallio, l’oro, il litio e l’argento.

Infine abbiamo quei metalli che, in qualunque dosaggio, sono esclusivamente tossici.

Concentriamoci proprio su questi ultimi: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio.

Il problema dei metalli tossici e dell’inquinamento è particolarmente serio: si calcola che nel corso della nostra vita mangiamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio.

Anche il latte materno è contaminato e se non ci si può fidare più nemmeno di quello credo che la situazione sia davvero grave!

Ora, salvare in due minuti il mondo intero è difficile, ma ognuno può fare qualcosa per il proprio “mondo interno”. Possiamo partire dai noi stessi, tutelare corpo, mente e spirito e alla fine ne trarrà beneficio anche il pianeta!

Metalli tossici: dove li troviamo?

Sappiate che in natura non ci sarebbe una concentrazione così elevata di tali sostanze se noi, esseri umani, non ci avessimo messo lo zampino.

Ma perché i metalli tossici sono tutt’ora così tanto utilizzati? Sono facili da reperire e sono dotati di una serie di caratteristiche fisico-chimiche particolari le quali fanno sì che risultino “indispensabili” per l’industria: il mercurio è liquido a temperatura ambiente, si espande ad alte temperature e si contrae a quelle basse, inoltre è un conduttore; l’alluminio è malleabile, leggero, duttile e con una porosità elevata; il piombo è soffice.

E dove li abbiamo infilati? In deodoranti, shampoo, detergenti, dentifrici, tinte per capelli, smalto per unghie, creme corpo, cosmetici, dopobarba, e la lista potrebbe continuare.

Senza contare che in questi prodotti fanno anche capolino tutta una serie di sostanze chimiche come DDT, PFC e BPA, che nulla hanno da invidiare ai metalli in quanto a tossicità.

Non dimentichiamoci poi le famigerate otturazioni dentarie in mercurio, la frutta e verdura contaminata e chi invece, per il tipo di lavoro che svolge, è molto più esposto a questi metalli rispetto alle altre persone.

Purtroppo spesso ci si preoccupa di un’eventuale intossicazione solo quando c’è un’esposizione di più giorni ai metalli tossici e viene invece presa in minor considerazione la quotidiana e ripetuta assunzione in dosaggi minimi, ma continui: anche questo tipo di esposizione provoca seri danni, perché i metalli si accumulano pian piano nell’organismo, in modo subdolo e non sempre rilevabile.

Perché sono tossici?

Sono aggressori invisibili ma potenti, rovinano i vasi sanguigni e sciolgono i nervi. Nel nostro corpo se ne possono accumulare fino a 18 tipi diversi che in aggiunta a tossine di altro genere possono creare un cocktail molto pericoloso.

I metalli tossici spesso si sostituiscono a elementi essenziali del nostro metabolismo, agendo da antagonisti. Formano così legami con molecole organiche dando origine a composti senza funzionalità biologica, causando spesso la morte delle cellule coinvolte.

Ne è un esempio il piombo che antagonizza gli effetti del calcio nei nervi e nelle ossa e si sostituisce al ferro nell’emoglobina.

Infine danneggiano direttamente i tessuti ledendo la membrana cellulare in modo irreversibile, aumentano lo stress ossidativo e incrementano la produzione di radicali liberi.

Le terapie detox

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio prima di tutto la lettura dell’accurato libro La terapia chelante della dottoressa Fiamma Ferraro che è assolutamente esaustivo e prende in considerazione anche le terapie mediche più avanzate.

In questa sede io mi limito a consigliare quegli aiuti che la natura come sempre ci offre e che sono alla portata di tutti perché facilmente reperibili e anche non troppo dispendiosi.

Argilla verde o illite

L’argilla è un deposito di roccia finissimo ricco di sali minerali (soprattutto silice), grazie alla consistenza delle minuscole particelle che la compongono può assorbire tossine e radicali liberi che circolano nell’organismo.

L’ideale sarebbe versarne un bel cucchiaio in un bicchierone d’acqua la sera, mescolare e lasciar depositare per tutta la notte, il mattino seguente bere solo “l’acqua sporca”: da ripetere almeno per 40 giorni.

Zeolite

La zeolite è un minerale microporoso di origine vulcanica caratterizzato da una struttura molecolare a nido d’ape con una carica negativa naturale che attrae e lega tossine e metalli tossici.

Il composto ottenuto viene poi metabolizzato dal fegato ed eliminato.

Clorella

È la famosa alga d’acqua dolce con buone proprietà disintossicanti. Agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, soprattutto il mercurio, ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dagli altri organi: non raggiunge i metalli intracellulari e non attraversa la barriera ematoencefalica.

La clorella è comunque una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali. Si trova in compresse o in polvere: si può cominciare assumendo 1 cmp da 500 mg al giorno (1/4 di cucchiaino) per una settimana, poi 5 cmp da 500 mg (3/4 di cucchiaino), sempre per una settimana, prima dei tre pasti, in modo che la clorella si trovi proprio nella porzione di intestino tenue che riceve la bile a inizio pasto e possa assorbire i metalli tossici.

Dopo questa settimana di dose elevata tornare alla dose iniziale per due settimane. Il periodo di disintossicazione con la clorella può durare da 2 a 6 mesi.

Coriandolo

La tintura madre di questa pianta ha la capacità di estrarre i metalli dai tessuti, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze efficaci nell’espulsione.

Il grande vantaggio è che questa pianta attraversa la barriera emato-encefalica grazie al mercaptano, una sostanza ad azione chelante. È bene assumerlo per una settimana con un’interruzione di 2-3 settimane.

Una buona combinazione è proprio abbinare il coriandolo con la clorella in modo che il primo possa rimuovere i metalli tossici dai tessuti e la clorella proceda all’eliminazione attraverso l’intestino. Si assumono 10 gocce di tintura madre di coriandolo 3 volte al giorno, mezz’ora dopo aver assunto la dose elevata di clorella.

È consigliato assumere anche vitamina C, almeno 500 mg tre volte al giorno, il più possibile lontano dalla clorella.

Selenio

Soprattutto in forma organica, il selenio è efficace nel chelare il mercurio ma non altri metalli, inoltre bisogna fare attenzione al dosaggio.

Lo troviamo abbondante nel riso integrale e nelle noci brasiliane.

Crusca di riso

La crusca di riso è efficace in particolare per chelare il ferro grazie alla grande quantità di inositolo, il quale forma col ferro composti inorganici.

Metil-sulfonil-metano (MSM)

Il metil-sulfonil-metano contiene zolfo e si trova naturalmente in frutta, verdura (aglio, cipolla e svariate crucifere) e pesce, ma anche sotto forma di integratore: i gruppi solfidrici si legano ai metalli tossici, in particolare a piombo, cadmio e mercurio, ma non se non abbiamo prima una riserva di zolfo utilizzabile.

Un buon modo per integrare lo zolfo è assumerne mezzo cucchiaino o mezza capsula una volta al giorno per arrivare a una capsula o un cucchiaino 2 volte al giorno.

Altri metodi

Ci tengo a ricordare inoltre che le mele contengono acido malico, un ottimo depurativo intestinale; le alghe contengo alginati che aiutano la mobilitazione intestinale e di conseguenza l’eliminazione dei metalli tossici.

Lino e psillio formano dei gel anch’essi utilissimi per ripulire l’intestino.

La spirulina e la klamath sono entrambi ottimi alleati.

E infine, il disintossicante più forte: la sudorazione. Scegliete il modo che più vi piace, ma sudate!

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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Giulia SamaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Giulia Sama

Sin da piccola è sempre stata attratta dai fiori e dagli alberi, passione che l’ha portata a iscriversi alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali, laureandosi in Scienze naturali con il massimo dei voti.

È referente naturalistica del Club Alpino Italiano, sezione di Cesena, con il quale svolge corsi di escursioni e fotografia naturalistica (altra sua passione).

Ha studiato da autodidatta la fitoterapia e le più svariate discipline olistiche, approfondendo così le proprie conoscenze naturalistiche.

Attualmente lavora presso il Macrolibrarsi Store di Cesena, e nel tempo libero fa lunghe passeggiate in montagna e cucina deliziosi piatti vegan.