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Casentino che Cambia

Alla scoperta dell’Italia che non c’era: scopri le persone che stanno rivoluzionando la penisola con idee e azioni innovative

Casentino che Cambia

Quando mi telefonò Sandra, nell’inverno 2014, mi trovavo su una strada buia di qualche anonima periferia italiana. «Vuoi venire a presentare il tuo lavoro in Casentino» mi disse? E io, con un pizzico di ipocrisia, le risposi a colpo di sicuro: «Con piacere! Quando?».

In realtà non avevo mai sentito nominare quel luogo prima di allora e, tornato a casa, mi misi subito alla ricerca su google maps.

Pochi mesi dopo, il 4 aprile 2014, mettevo per la prima volta piede in questa meravigliosa terra circondata per tre lati dalle montagne, incastonata tra Arezzo, Firenze e la Romagna.

Allora non sapevo che proprio questa valle a me sconosciuta, situata nel cuore dell’Appennino toscano, sarebbe diventata sede del nostro primo progetto territoriale: Casentino che Cambia.

A guidarci in questa esplorazione, scoperta, reportage, incontro, proprio lei: Sandra Baracchi, vicepresidente della Fondazione intitolata ai suoi genitori, Giuseppe e Adele Baracchi, il cui obiettivo costante è la valorizzazione e la rivitalizzazione della valle.

Tutto è avvenuto nell’arco di un anno. Il 24 maggio 2015, abbiamo inaugurato presso il C3 (Centro Creativo Casentino di Bibbiena) il primo portale territoriale italiano di racconto, valorizzazione, mappatura e messa in rete di quell’Italia che Cambia che da anni incontriamo a tutte le latitudini e che troppo spesso è trascurata o addirittura cancellata dal racconto monotematico dei mass media.

Il portale

Casentino che Cambia è il primo dei portali territoriali di Italia che Cambia, una rete di siti interconnessi tra loro che riusciranno a dare voce alle singole regioni e territori d’Italia e alle persone che li vivono quotidianamente, facendoli comunicare tra loro.

Il Casentino, con i suoi territori incontaminati, le sue foreste, il suo legame forte con le tradizioni è un luogo ideale per lanciare, in anteprima assoluta, uno strumento che si ripromette di cambiare il rapporto delle persone con il territorio, valorizzando pratiche sostenibili e resilienti.

Ma il Casentino che Cambia non è soltanto un sito internet. È, soprattutto, un insieme di persone che amano questa splendida terra e che ogni giorno contribuiscono a valorizzarla con le loro iniziative. Per questo, al C3 ogni giovedì dalle 17,30 alle 19,30 è possibile partecipare a iniziative promosse dai protagonisti del cambiamento locale, promuoverne di nuove e incontrare la Redazione di Casentino che Cambia.

Questo luogo, inoltre, si candida a essere uno spazio di incontro per chi vuole conoscere persone con le quali realizzare progetti, cambiare il mondo, cambiare la propria vita, avviare un’impresa lavorativa o sociale, difendere il territorio, valorizzare l’agricoltura, l’artigianato, la cultura, innestare processi di innovazione e così via.

Le sedi locali e gli agenti del cambiamento

Oltre al portale web i nostri progetti di Italia che Cambia prevedono delle sedi fisiche in cui far incontrare e conoscere persone pronte ad attivarsi per cambiare in meglio il territorio in cui vivono. Noi chiamiamo queste persone “agenti del cambiamento”.

Definiamo, inoltre, questi luoghi “sedi simboliche di Italia che Cambia” perché non intendiamo aprire nuove sedi e spingere le persone a diventare socie di un’ennesima realtà. Ci poniamo piuttosto come uno strumento trasversale che di volta in volta, di territorio in territorio, viene utilizzato dai protagonisti locali e ospitato da una delle realtà attive in loco.

In questo modo, un’associazione, un’azienda, un negozio, un privato, per due ore a settimana diventano sede locale di questi fermenti, di questi processi di attivazione territoriale e noi ci “limitiamo” a fare ciò che sappiamo fare meglio: raccontare e facilitare questi processi, impollinando un territorio con quanto di più concreto e appagante abbiamo incontrato nel resto del Paese.

Il Casentino

Ma torniamo in Casentino. Qui, come in molti luoghi del Sud, come in molti territori montani o collinari, il processo di abbandono, di fuga – in particolare dei giovani – pare da molti anni inarrestabile. Eppure proprio da questi territori, solo da questi territori, può ripartire il nostro Paese.

La valorizzazione della Natura, del turismo, del patrimonio artistico e culturale, insieme alla promozione dello spirito di innovazione e ricerca ingegneristica e scientifica, sono l’unica possibilità di costruire un futuro degno di essere vissuto alle nostre latitudini.

E in Casentino i primi semi di questo processo stanno germogliando. Ho incontrato giovani che stanno recuperando antichi mestieri:

  • chi lavora con l’asino, chi con le biciclette;
  • chi organizza festival teatrali e cinematografici;
  • chi imbottiglia i profumi di queste terre;
  • chi apre gallerie d’arte;
  • chi lavora la lana come una volta e sogna di recuperare le pecore del posto;
  • chi valorizza i prodotti biologici tipici della zona;
  • chi fa industria convertendo pian piano la propria realtà verso i sentieri della sostenibilità.

Ho visto centri culturali per i giovani e i meno giovani, progetti di accoglienza e di turismo, fotografi innamorati della propria terra che ti guidano in percorsi difficili da scovare e impossibili da dimenticare. Ho visto questo e molto altro in Casentino, in tutti i Casentino d’Italia.

Ho visto questo e molto altro in Casentino, in tutti i Casentino d’Italia. Questo viaggio, questi viaggi, li stiamo raccontando sul sito www.casentinochecambia.org. Qui troverete un documentario, una mappa, un giornale web, un social orientato all’azione.

Se vorrete, potremo replicare questo processo anche da voi, basta che ci contattiate su italiachecambia.org. Intanto buona scoperta, buon viaggio, buon cambiamento.

Cosa puoi trovare sul sito www.casentinochecambia.org

  • una mappa sempre aggiornata, in cui sono geolocalizzate tutte le realtà che abbiamo incontrato in questo territorio, con schede di approfondimento e video realizzati dallo staff di Italia che Cambia;
  • un giornale aggiornato quotidianamente dalla nostra redazione locale;
  • una sezione “social” in cui ogni utente registrato può interagire con gli altri e con le realtà della mappa, commentare gli articoli, proporre le sue iniziative e organizzare eventi.

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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Daniel Tarozzi

Daniel Tarozzi, direttore Responsabile de Il Cambiamento, giornalista e documentarista. Autore, per Chiarelettere, del libro "Io faccio così - Viaggio in camper alla scoperta dell'Italia che Cambia". Dal 2012 cura un blog sul Fatto Quotidiano.

 

 

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