Torna su ▲

Bruciare essenze: un’azione benefica per...

Leggi le pagine iniziali del libro "Incensi" di Susanne Berk

Bruciare essenze: un’azione benefica per l’umanità - Estratto dal libro "Incensi" di Susanne Berk

Bruciare le essenze fa parte della storia dell’umanità fin dalle origini. L’uomo ha scoperto molto presto la forza del calore del fuoco, ma anche l’arte meravigliosa di mettere delle erbe, delle radici e delle resine sulla cenere calda e lasciare sprigionare i loro profumi.

Nei tempi antichi l’uomo dipendeva molto di più di quanto faccia oggi dal suo olfatto. I cacciatori e i raccoglitori dovevano poter letteralmente fiutare il pericolo, che poteva essere rappresentato da un temporale in arrivo o da bestie feroci, per potervi sfuggire. Grazie al senso dell’olfatto si riusciva anche a distinguere che cosa era commestibile da ciò che non lo era.

In quei tempi antichi la connessione con la natura era ancora molto intensa. I nostri antenati scoprirono sicuramente molto presto quali forze sprigionassero certe piante una volta lasciate bruciare, e come il profumo delle sostanze che bruciavano potesse avere degli effetti profondi su di essi.

Si sviluppò così molto presto una vera e propria cultura delle essenze da bruciare:

  • gli uomini crearono una connessione con le sfere sottili e comunicarono con le forze divine;
  • purificarono l’atmosfera da ogni sorta di demoni e di stregonerie;
  • curarono malattie sul piano fisico, mentale e spirituale;
  • bruciarono essenze per disinfettare, per arginare le epidemie e scacciare gli insetti nocivi.

Ora, come allora, gli odori ci influenzano e ci guidano molto più di quanto ne siamo consapevoli. L’odore è legato strettamente alla nostra percezione e al nostro corpo emozionale.

Tuttavia, quando si fanno bruciare delle parti vegetali, accade molto più del momentaneo stordimento causato dal profumo che si sprigiona.

L’elemento igneo contribuisce a questo, in opposizione all’evaporazione, agendo come tramite e come trasformatore. Delle sostanze materiali grezze, bruciando, si trasformano in fumo, il quale trasporta l’essenza della sostanza bruciata a un livello più sottile. In questo modo si instaura un collegamento con i piani più elevati e più sottili. Le componenti aromatiche sottili, contenute nelle sostanze bruciate, vengono liberate e spinte verso il cielo, in una nuvola di fumo. Inalandole, le lasciamo penetrare in noi profondamente, e al nostro interno esse vengono a contatto sia con il nostro corpo sia con la nostra anima e il nostro spirito. Allo stesso tempo siamo innalzati nelle regioni celesti; la trasformazione inizia.

Usare le essenze e gli incensi fa accadere qualcosa in noi.

Dovremmo lasciare agire nuovamente questa magia nella nostra vita!

La nostra anima ama i profumi celestiali. Alcune erbe e alcune resine hanno il potere di strapparci dalla depressione spirituale, di aiutarci a rielaborare i dolori dell’animo e a lasciarli andare. Altre stimolano i nostri sensi, anzi proprio la nostra sensualità.

Usare gli incensi aiuta la nostra mente a liberarsi dagli eventi della quotidianità, così da potersi collegare liberamente con le dimensioni superiori e da lì riuscire ad entrare in contatto con i mondi mistici. I problemi del quotidiano si allontanano e noi scorgiamo il senso più profondo della nostra esistenza.

Naturalmente usare gli incensi può anche essere utile per contrastare dei disturbi fisici.

Si pensi all’inalazione della canfora che, che vi piaccia o no il suo aroma, libera le vie respiratorie e stronca sul nascere alcuni tipi di influenza. Ricordiamo anche l’assafetida, detta anche sterco del diavolo: quasi nessuno percepisce il suo odore penetrante, amaro, come un profumo gradevole, tuttavia è impiegata da secoli come calmante per i nervi e contro il senso di pesantezza allo stomaco; usata come incenso sviluppa perfino un’azione afrodisiaca. La mirra e il garofano hanno un effetto antisettico; il lemongrass agisce come neurotonico e come antidepressivo; il rododendro himalayano è un cardiotonico e potenzia la circolazione; il mastice e l’olibano hanno un’azione disinfettante e anticoagulante.

Si potrebbe continuare all’infinito a elencare le proprietà curative delle piante.

Una volta ero in Nepal con il dottor Christian Rätsch, un etnofarmacologo, con il quale andammo a trovare degli sciamani e dei dhoopwalas (i raccoglitori di erbe) locali e per condividere le loro conoscenze. Dai dhoopwalas recuperammo ogni sorta di sostanze da usare come incensi e molte di queste erano già state miscelate secondo antiche ricette.

Abbastanza spossati, dopo una giornata lunga e stressante, portammo tutti i nostri tesori nel porticato dell’albergo e, malgrado la nostra mancanza di energie, non potemmo esimerci dall’immergerci subito nel mondo dei profumi. Così ci facemmo portare un grande braciere, pieno di carboni ardenti, e ci sedemmo sul pavimento della grande terrazza. Per poter beneficiare al meglio dell’effetto, usammo le essenze senza parsimonia. Le gettammo generosamente a piene mani sui carboni fumanti e mettemmo le nostre teste sul braciere proprio in mezzo alle volute di fumo dense e profumate. Sentivo come la mia energia aumentava sempre più.

Le piante himalayane portavano i loro messaggi: semplicemente scacciavano via i malesseri fisici e ci ricolmavano di energia nuova, aiutandoci a ritrovare nuovamente la centratura in noi stessi. Ci caricammo tanto di energia che, malgrado l’ora avanzata, provammo tutte le sostanze che avevamo portato con noi.

Un’altra volta eravamo presso degli sciamani sui monti del Nepal: essi raccoglievano personalmente le sostanze da bruciare e nel farlo, naturalmente, tenevano molto in considerazione i cicli della natura, ad esempio andando a raccogliere certe sostanze soltanto in presenza della luna piena. La luna crescente attrae le energie delle piante dalle radici fin sull’interno della pianta; l’apice si raggiunge quando c’è la luna piena, poi le energie si ritraggono gradualmente nelle radici fino alla luna nuova.

Per ogni pianta esiste un periodo ottimale in cui essere raccolta, un periodo in cui essa cede di buon grado qualcosa delle sue foglie, della sua resina o delle sue radici.

Gli sciamani del Nepal prendono molto sul serio la loro vocazione e la loro formazione, e dedicano la completa esistenza principalmente alla guarigione delle malattie.

Noi avemmo la fortuna di essere in compagnia di uno sciamano durante un suo viaggio in stato di trance. Oltre a noi c’erano delle persone afflitte da diverse malattie. Con delle campane, dei sonagli e dei tamburi venne introdotta la seduta, poi si accesero degli incensi.

Gli sciamani nepalesi utilizzano prevalentemente resina di sal (shorea robusta), cedro himalayano, rododendro himalayano e tulsi come mezzo per il viaggio. Danzando, si percuotono i tamburi e i sonagli nelle quattro direzioni del cielo e verso i tre mondi, quello sotterraneo (regno astrale inferiore), quello mediano (regno astrale attivo) e quello superiore (regioni celesti), e intanto si inalano le sostanze profumate. Percepii come si instaurava gradualmente lo stato di trance.

Il viaggio si svolse nei mondi inferiori, laddove il chiasso che stordiva doveva allontanare i demoni, e le dense nuvole di fumo delle sostanze profumate dovevano proteggerci e accompagnarci. Tuttavia il mio spirito non entrò sulla soglia del mondo inferiore, perché all’epoca ero abituata a collegarmi consapevolmente soltanto con i mondi superiori. Gli sciamani spiegarono successivamente che era loro compito viaggiare principalmente nei mondi inferiori, perché là si trattenevano i demoni delle malattie, dall’unione dei quali essi dovevano separare e liberare gli uomini.

Questa visita mi ha dimostrato ancora una volta come la vita possa essere stimolante, ricca di esperienze e visionaria quando non si pongono dei limiti a se stessi e ci si mantiene aperti all’esplorazione di questi mondi diversi, queste energie e queste dimensioni invisibili ai nostri occhi umani.

 

Susanne BerkTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Susanne Berk

Susanne Berk si occupa da 20 anni dell’importazione e del commercio di incensi. Ha viaggiato negli angoli più reconditi della terra per apprendere le tradizioni relative agli incensi delle culture antiche e tradizionali.

 

Articoli correlatiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Incensi - Libro

Un viaggio tra le antiche tradizioni: usi, effetti benefici, ricette

Susanne Berk

(7)
€ 6,72 € 7,90 (-15%)
Disponibilità: Immediata

Libro - BIS Edizioni - Dicembre 2014 - Aromaterapia

Un manuale agile e affascinante che ci porta a scoprire gli incensi delle culture antiche e tradizionali, i loro aromi, gli effetti benefici del loro utilizzo e le differenze tra le varie tipologie che si trovano in... scheda dettagliata

 

Macrolibrarsi Assistenza Chat

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI