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Anteprima - Risvegliare l'Anima - Libro di...

Leggi in anteprima le prime pagine del nuovo libro di Giuliano Guerra, Risvegliare l'Anima per la guarigione del corpo e della mente

Anteprima - Risvegliare l'Anima - Libro di Giuliano Guerra

L'ANIMA: IL LUOGO CHE RENDE AUTENTICA L'ESISTENZA

In un giorno di fine maggio, ricercatori e scienziati di grande notorietà, con tanti riconoscimenti accademici e titoli altisonanti, teologi, filosofi, astrofisici, biochimici, psicologi, fisici quantistici e neuropsichiatri… insomma, per essere brevi, personaggi dotati di grandi conoscenze e inusuale intelligenza, si sono incontrati nella splendida città di Venezia. In un noto centro congressi di una piccola isola della laguna veneta, sullo sfondo incantevole di un luogo pulsante di storia, arte, cultura e vita, i nostri grandi studiosi hanno parlato di anima e si sono confrontati sulle più recenti scoperte in tema di coscienza, mente, consapevolezza e mondi spirituali. 

Quel giorno, una finissima nebbiolina inumidiva e velava delicatamente i caldi raggi del sole di primavera inoltrata. Nel mare, per la verità non molto azzurro e poco pulito, il sole creava infiniti luccichii che brillavano qua e là tra grandi chiazze di luce bianca riflessa e grandi spazi grigiastri di moti ondosi uniformi. Entriamo a viverne insieme l’atmosfera. Un inusuale profondo silenzio avvolge il mare e tutta la natura, piacevolmente interrotto, ogni tanto, dal pigolio dei gabbiani e dal mormorio delle onde marine che si frangono sugli scogli posti a proteggere il pontile per l’attracco dei battelli di linea e dei motoscafi privati. Tutto è pronto nella grande sala, quella principale dello storico e signorile centro convegni: i relatori riordinano i loro appunti, verificano il funzionamento dei collegamenti tra i loro personal computer e lo schermo da proiezione. Il personale di servizio procede alle formalità per l’iscrizione dei numerosi partecipanti; distribuisce il materiale congressuale e disciplina l’incessante afflusso del pubblico. Le mogli e le segretarie dei relatori, unitamente alle solite autorità locali, vengono invitate a occupare i posti riservati in prima fila. La maggior parte dei relatori veste all’occidentale con eleganti e signorili abiti di color blu scuro o grigio e classiche camicie azzurre. Solo qualche eccentrico caposcuola si fa notare per il fatto di indossare una lunga tunica bianca, una variopinta casacca orientale o un vistoso scialle andino. 

Isaak Yehuche, famoso divulgatore in America e in Europa delle più criptiche conoscenze della cabala, è tra i primi relatori della mattinata. Vive in Israele e ha accolto con grande gioia l’invito degli organizzatori a soggiornare come ospite a Venezia durante i lavori congressuali. L’invito è esteso a tutta la sua famiglia. Eccolo, sta entrando in sala; è molto serio e concentrato. Lo accompagnano la moglie Elisabetta e i tre figli: Sarah, Joseph e Moshe. Proprio loro, i due figli maschi, da poco maggiorenni, e la sorella più piccola di solo qualche anno meritano di essere attentamente osservati. Decidono di non seguire la madre nei primi posti riservati e di sedersi in fondo e a destra rispetto ai tavoli dei relatori. Ognuno porta con sé un grande quaderno per trascrivere le informazioni che ritengono utili. Ascoltano con sincero interesse i vari relatori che si avvicendano per riferire sulle loro ricerche e conoscenze. Osservano con molta attenzione le immagini che sul grande schermo vengono proiettate e in particolare riportano nei loro appunti le parole con le quali i vari esperti definiscono, con criteri scientifici, il mondo spirituale e lo collegano alle varie filosofie, religioni e correnti psicologiche. Riportano schemi, trascrivono tabelle e classificazioni sui loro grandi quaderni che appositamente hanno scelto per prendere nota di quanto i relatori divulgano.

I quaderni sono di colore arancione e presentano in copertina delle fotografie di splendidi paesaggi in cui si fissano i movimenti delle onde marine che si frangono ai piedi di una grande scogliera o sulle rocce da cui si erge un bellissimo castello medievale. Sulle grandi pagine bianche, tenute insieme da fermagli di metallo, riportano quanto ascoltano da relatori così importanti. Gli studiosi differenziano tra anima animale, umana e spirito guida, oppure tra anima vegetativa, sensitiva e razionale. Sottolineano parole complesse come entelechia, darśana, zhong yi, shen e qi. Riportano frasi che trattano di campo energetico individuale, di campo purico, di surplus di energia presente nella materia elementare, di ruah e nefesh, di soffio vitale e pneumatikon, di psiché, animus e anima ancestrale… 

Com’è bello vederli così curiosi, attenti, appassionati. Ascoltano con tanto interesse i numerosi relatori. Quanta purezza e innocenza nel loro modo di accogliere le varie interpretazioni che i relatori chiamano scientifiche, religiose e spirituali. Con diligenza, serietà, scrupolosità prendono nota e scrivono, sottolineano e riordinano in modo riassuntivo e schematico. Sintetizzano le varie teorie che vengono esposte dai conferenzieri spesso con eccessivo dogmatismo, e a volte con troppa presunzione o eccesso di sicurezza. 

È più che comprensibile che i nostri simpatici fratelli alla fine della giornata di lavoro congressuale siano stanchi e affaticati. Il loro impegno è stato grande. La loro attenzione costante. È Sarah che per prima chiede ai suoi fratelli: «Come vi sentite? Che cosa avete capito? A voi ora è chiaro che cosa sia l’anima? Io – continua con evidente sconforto – mi ritrovo molto confusa. Mi sembra che ogni versione sia quella giusta. Vedo i relatori così sicuri di se stessi. Sono così convinti delle loro teorie, della loro interpretazione riguardante la natura dell’anima che non mettono in discussione nulla di quanto affermano. Non so voi, ma io mi sento un po’ amareggiata, confusa e ho anche un po’ di mal di testa». Interviene Joseph altrettanto deluso e sconsolato: «Condivido le tue emozioni. Ho scritto tantissimo, ma se ora mi chiedete che cos’è l’anima, onestamente non saprei cosa rispondere. Non ho capito se è immortale, se si reincarna. Non mi è chiara la differenza tra anima e spirito, tra anima e coscienza.

Se è solo individuale o se esiste anche un’anima collettiva. Per la verità anch’io avverto uno strano senso di malessere con un po’ di vertigine, di nausea e di mal di testa. Insomma, tante teorie, tante affermazioni, tante parole, tante spiegazioni mi hanno un po’ frastornato e adesso, devo essere sincero, non ho proprio voglia di continuare a parlare di anima e di tutto ciò che le è collegato. Non ci voglio più pensare. Per favore paliamo di altre cose». Tutti d’accordo sul parlare d’altro. Anche Moshe interviene: «Prima di cenare con i nostri genitori, che ne dite se passeggiamo un po’ per le calli di Venezia, andiamo su e giù per i ponti, guardiamo i negozi, partecipiamo alla vita di questa meravigliosa città? Entriamo nella sua anima, nelle emozioni che ci suscita, cogliamo la sua bellezza straordinaria, il suo fascino, la sua storia. Lasciamo poi che la notte, il sonno riarmonizzino le nostre idee sull’anima e confidiamo in qualche sogno illuminante che possa aiutarci a mettere chiarezza e ordine in tutti noi».

Il patto è sancito. Non si parla più del convegno, ma si entra nell’incanto della serata, nelle sue lunghe ombre che piano a piano avvolgono la splendida città, i suoi storici palazzi, le suggestive piazzette e le minuscole vie tanto particolari e caratteristiche. Ogni angolo è molto suggestivo, intriso di sempre nuove e diverse prospettive, carico di colori, odori, suoni, voci… insomma di una grande vita. Così continua Moshe: «Domani ci aspetta una nuova giornata piena di possibilità, di nuove prospettive. Tante cose belle ci attendono. Questa notte porterà sollievo alla nostra stanchezza, ristoro e salute ai nostri malesseri. Nuove conoscenze ci aspettano con il riposo notturno. Nuove possibilità e prospettive per aprirci a una consapevolezza profonda. Ne riparleremo domani a colazione», conclude con fermezza. Anche Sarah, la più giovane del gruppo, approva con soddisfazione le proposte del fratello maggiore. 

Il sole è già sorto quando inizia la nuova giornata per i nostri simpatici amici. Da poco più di due ore con la sua luce rende magica e splendente l’incantevole città lagunare. La sala per la colazione dell’albergo, dove ora si trovano, è posizionata su una storica terrazza affacciata sul canale marino più grande di Venezia. Da lì proviene un vivace sottofondo di suoni e rumori: sono le sirene dei battelli di linea che segnalano la loro presenza alle gondole e alle barche dei commercianti. La città è già pulsante di vita, in pieno fermento. Trepidante di attività varie, di persone in continuo movimento; forse, però, troppo occupate nel seguire i loro pensieri e gli impegni quotidiani per assaporare tanta bellezza, tanta musicalità, tanto fascino. Gli sguardi incantati dei giovani fratelli sono tutti rivolti a osservare ora l’incessante sciacquio delle onde che irregolarmente si frangono contro i bordi delle case, ora la fiabesca luminosità del cielo con le sue larghe strisce di rosa e giallo, ora il volo dei gabbiani che aleggiano sopra tetti, terrazzini, cupole e campanili. Sono conquistati dall’atmosfera incantata che si sprigiona dalla magica città veneta. Ne percepiscono intensamente tutta la forza e la bellezza. Osservano stupiti i piccoli passerotti che, per nulla spaventati, piluccano le briciole sparse sulla tovaglia del loro tavolo tra tazze e piattini della prima colazione. I loro sguardi si lasciano conquistare dal frettoloso andirivieni di barche, gondole e motoscafi lungo il canale. Si soffermano sui pittoreschi particolari architettonici dei palazzi; si attardano a seguire il camminare di qualche interessante passante che li incuriosisce per il suo modo di fare. Assaporano profondamente gli umori, i profumi e le energie che caratterizzano il risveglio dell’anima di Venezia.

Ancora una volta è Sarah a prendere la parola e a riportare il piccolo gruppo alla piacevole realtà della loro amichevole comunicazione: «Allora, avete trovato la definizione di anima? Io ho trovato la mia grazie al sogno che ho fatto poco prima del risveglio. Mi trovavo in una valle preistorica, appoggiata a una grande roccia. Ricordo di avervi visto scolpita una specie di rosa circondata da tante piccole coppette scavate nel materiale roccioso, che la rendevano come bucherellata. Uno strano personaggio, una specie di folletto, come nelle fiabe per bambini, abituato a vivere nel bosco da secoli mi diceva queste parole: “Sei a Luine. Ti trovi in un luogo sacro, incauta fanciulla. Esattamente dove tu ora poggi i piedi le popolazioni camune prima e poi quelle celtiche hanno celebrato, con devozione, i riti di iniziazione alla vita. In questo luogo si incontrano la terra e il cielo. In questo preciso punto della roccia le forze del cuore e le energie della mente, unendosi, possono risvegliare l’anima delle persone e operare ogni forma di guarigione. Ricordati che puoi guarire da ogni disturbo e puoi risanare la tua vita unendo la mente e il cuore alla magica energia del masso della guarigione. La rosa camuna e le cento sacre coppette che la circondano risvegliano la tua anima e vivificano i soffi della vita che albergano in te. Ora hai tutto ciò che serve per conoscere la realtà dell’anima”. Così è terminato il mio sogno, lasciandomi al risveglio una piacevolissima sensazione di gioia e benessere». 

«Che bello il tuo sogno! – esclama con ammirazione Joseph – ora ti è più facile conoscere la vera realtà, la vera natura della tua anima. Anche il mio sogno è molto significativo proprio come il tuo. Ora ve lo racconto: mi trovavo in un antico luogo sacro, all’incrocio tra due fiumi sotterranei. Un luogo con intense vibrazioni magnetiche che percepivo molto bene. Davanti a me c’era una specie di altare usato per cerimonie religiose. Su di esso vi era deposto un grande e antico libro, rivestito di cuoio, con stampata sulla copertina, in caratteri d’oro, la stella a sei punte del sigillo di Salomone. La punta del triangolo rivolto verso l’alto aveva iscritto il mio nome e la frase: “Tu sei l’uomofuoco che deve salire verso l’alto”. Sulla punta del triangolo rivolto verso il basso vi era riportata la scritta: “Questa è la forza del sole che va alla terra; è l’amore di Dio rivolto a te uomo; ma solo se risvegli l’anima lo puoi conoscere”. All’improvviso – così continua Joseph – una voce tranquilla e chiara che sembrava provenire dal cielo mi dice: “A pagina ventuno troverai il segreto dell’anima”. Subito, senza alcuna incertezza, cerco la pagina ventuno e, trovatala, noto che riporta in grande la frase: “Dio abita dove lo si lascia entrare ed entra se la tua anima rende vera e autentica la tua vita”. Mentre cercavo di riflettere sul significato di quanto mi accadeva ecco che il suono di un telefono che squilla ad alto volume mi riporta allo stato di veglia. La sensazione al risveglio, ed è la stessa che tuttora mi pervade, è di un piacevole stato d’animo di serenità e di grande pace».

Anche il terzo fratello, il mezzano, per il quale la mamma ha molto insistito che gli venisse dato il nome di Moshe, ritenendo che un nome così altisonante lo potesse meglio proteggere dai pericoli della vita, desidera comunicare la sua intuizione. «Questa mattina papà cercava gli occhiali ed è entrato nella mia stanza per verificare che non li avesse dimenticati da me. Lo guardavo molto stupito. Come poteva non accorgersi che li aveva sulla fronte e che bastava abbassarli per utilizzarli? Probabilmente era confuso, forse aveva trascorso una notte insonne o semplicemente era distratto e pensava ad altro. Ho riflettuto molto e ora ritengo che questo sia un segno, un messaggio sincronico datomi dall’universo per dirmi che non devo cercare l’anima chissà dove… basta osservarmi, uscire dalla confusione, dallo stordimento e scoprire che tutto è già lì, dentro di me. Non devo cercare fuori o lontano da me, ma semplicemente osservarmi e scoprire che dentro di me c’è tutto lo splendore della mia anima». In modo semplice, sereno, amichevole, continuando a discorrere sui messaggi ricevuti attraverso i loro sogni, i tre fratelli si rimettono in cammino per assistere alla seconda giornata dei lavori congressuali, convinti che l’anima sia un luogo interiore, fatto di pensieri ed emozioni, che deve essere risvegliato e continuamente alimentato dal piacere di vivere e dall’emozione dell’amore per la vita. 

Poco lontano, grandi scienziati e famosi relatori teorizzano sul tema dell’anima, comunicando certezze scientifiche o proponendo rigide visioni dogmatiche, mentre lì vicino con tanta semplicità, innocenza e spontaneità, tre fratelli cercano di definire il concetto di anima. Osservando il loro pacifico e complice modo di interagire, con tanto rispetto e amore, viene proprio da concludere affermando: «Ecco dei giovani che hanno saputo “fare anima” tra fratelli e risvegliare la loro anima». 

 

Giuliano GuerraTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Giuliano Guerra

Medico psicoterapeuta, con piena attività da oltre 30 anni, specialista in psichiatria e psicologia medica, ha acquisito esperienze professionali occupando ruoli direttivi presso istituzioni civili e militari. Fondatore e presidente di associazioni per l'evoluzione dell'uomo, privilegia nella relazione terapeutica gli aspetti psicologico-spirituali.

Ha scritto vari libri e centinaia di pubblicazioni scientifiche su temi attinenti il disadattamento giovanile, la psicopatologia e la psichiatria spirituale. Con Anima Edizioni e Capitanata ha pubblicato il libro con CD Relax per l'anima, già ristampato più volte per il successo ottenuto.

 

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