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Anteprima Pensa diversaMENTE, agisci genialMENTE,...

Leggi in anteprima l'introduzione del cofanetto Libro e DVD di Matteo Salvo!

Anteprima Pensa diversaMENTE, agisci genialMENTE, grazie alle Mappe Mentali di Matteo Salvo

È con grande piacere che oggi sono qui a lavorare su questo nuovo progetto. Mi chiamo Matteo Salvo. Da ormai più di dieci anni mi occupo di tecniche di apprendimento efficace. In realtà è più una passione che un lavoro vero e proprio. Tutto è nato diversi anni fa, quando stavo studiando all'Uni­versità ed ero alla ricerca di strategie che mi potessero aiutare ad ottenere risultati migliori.

Questa ricerca derivava dallo sport. Nello sport se hai la for­tuna di essere affiancato da una persona che ti segue con pas­sione, con dedizione, che ci tiene ai tuoi risultati, allora ti insegnerà le cose giuste da fare per ottenere un miglioramento. E quando farai quelle cose e vedrai quel migliora­mento, diventerai dipendente da quel miglioramento. E ne vorrai di più, ne vorrai ancora. Perché è il miglioramento che ti motiva ad andare avanti e che ti dà soddisfazione.

Diventa una sfida con te stesso, non con tutti gli altri. Nello studio purtroppo tutto questo non c'è. A me non è mai successo di avere vicino una persona che mi dicesse: «Per im­parare questo hai impiegato 40 minuti, ti sei chiesto se fosse possibile riuscire ad imparala in 38? In 35? Oppure in 20?». Tante volte utilizziamo dei metodi così poco efficaci che, per fare una cosa che richiede soltanto mezz'ora con la giusta stra­tegia, impieghiamo due ore.

Perché questo? Proprio per mancanza di metodo. A scuola ho ricevuto tante nozioni, ma non un metodo di studio. È para­dossale. A mio avviso, sembra che sia l'unico settore dove cia­scuno di noi è autodidatta. Ti dicono le cose che devi sapere, ma come fare per acquisire quelle nozioni sono problemi tuoi. Qualsiasi lavoro andremo a fare in azienda, avremo subito vi­cino una persona con più esperienza che ci dirà come fare le cose. Per un'azienda la non efficacia di un dipendente è un costo. Se una persona fa dei danni o sbaglia delle procedure, per l'azienda ha un costo. Nello studio spesso non ci si rende conto del tempo che si sta sprecando perchè si sta utilizzando un metodo non efficace.

Riflettiamo un attimo: è vero o no che quando andiamo a dare un esame o quando prepariamo un colloquio o una conferenza, mai ci viene chiesto quanto tempo abbiamo impiegato ad acquisire quelle nozioni?

Mi spiego meglio: questo non è tra i parametri per valutare la nostra esposizione. Una persona ad un esame può prendere 30, sia che abbia impiegato un mese sia che abbia utilizzato cinque giorni per acquisire le stesse nozioni. Non solo, che cosa succede se una persona impiega cinque giorni a prepa­rare un esame e prende un bel voto? Il commento più comune qual è? «Ha avuto fortuna! Gli hanno chiesto le uniche cose che sapeva. Sicuramente, tra una setti­mana non ricorderà più nulla...».

Se dovessimo andare un pochino più in là e guardare oltre quello che è una semplice apparenza, probabilmente sco­priremmo che se questa persona ogni volta ottiene risultati del genere è perché ha una strategia completamente di­versa rispetto a quella che utilizziamo noi. La strategia è de­terminante.

Se dovessimo costruire una casa, qual è la prima cosa che fa­remmo? Innanzitutto, il progetto. In base a quello, i materiali verrano disposti nel cantiere in base alla loro funzionalità. Non ha senso disporre uno da una parte e l'altro dall'altra dei ma­teriali che vanno utilizzati insieme: andremmo a sprecare molto tempo.

Ora, quanto tempo abbiamo dedicato e abbiamo investito per cercare qual è la strategia più efficace nello studio? La maggior parte delle persone quasi nulla... tu lo stai facendo adesso.

Okay, facciamo un esempio: guardati intorno. Mi viene da sup­porre che probabilmente sei all'interno di una stanza e quella stanza è stata dipinta da qualcuno.

Immagina se dovessi dipingerla tu e trovassi a tua disposi­zione due tipi di pennello: uno delle dimensioni di uno spaz­zolino da denti, o anche più piccolo, e un altro, invece, molto grosso, oppure un rullo.

Quale dei due sceglieresti? Beh, la domanda è scontata, ma probabilmente la tua risposta sarà: «Quello più grande, quello che mi fa risparmiare tempo». Perché succede questo? Perché siamo a conoscenza del fatto che il pennello più grande è quello che ci permette di ottenere un risultato migliore in meno tempo.

Tante volte, nello studio non ci chiediamo: "Esiste una strate­gia più efficace? Come posso risparmiare tempo?". Ciascuno di noi è abituato a fare le cose così come gli sono state inse­gnate... Quindi, se uno sente genitori, amici, gli stessi profes­sori che gli dicono: «Leggi, sottolinea e ripeti...» oppure: «Fai degli schemi, dei riassunti», sarà logico comportarsi anche lui in quel modo.

In realtà, non ci stanno dando un metodo efficace per studiare, ci stanno tramandando qualcosa che loro hanno ricevuto in quel modo ed è anche l'unico modo che conoscono. Avere una strategia efficace è tutta un'altra cosa.

La persona efficace è la persona che fa le cose giuste; la persona efficiente è la persona che fa le cose nel modo giu­sto. C'è una grande differenza, perché una persona può essere efficiente, ma non essere efficace. La persona effi­ciente è quella che con il pennellino piccolo si sveglia tutte le mattine e con grande determinazione e senso di responsabilità inizia a dipingere le pareti della stanza. Sta facendo del suo meglio, sta facendo sì che non restino aloni, che la vernice venga data in modo omogeneo, ma sta facendo la cosa sbagliata nel modo giusto.

Ti è mai capitato di trovarti in una situazione del genere? Sen­tire che ti stai impegnando tanto, ma i risultati che stai otte­nendo non sono proporzionati né all'impegno né al tempo impiegato? Tante volte, quello che una persona prova in una situazione del genere è un senso di insoddisfazione, di fru­strazione. A volte succede di studiare tanto, passare molto tempo sui libri, ma poco dopo si accorge di aver dimenticato completamente quelle informazioni. La strategia è quella che ci permette di ottenere risultati migliori sul lungo termine. Non sto suggerendo di trovare delle scorciatoie, non sto di­cendo di trovare la via facile. Non sposo questa filosofia. Penso che dietro ad ogni grande risultato ci sia sempre un im­pegno importante, una dedizione totale. È necessario lo sforzo, l'impegno ma nel modo giusto.

Quello che sto dicendo è di andare in macchina ma non con il freno a mano tirato. È questo il concetto fondamentale. Tante volte le persone fanno più sforzo del necessario perché hanno una serie di limitazioni senza rendersi conto di averle... e solo per mancanza di strategia!

È come dire che ci hanno insegnato a guidare in questo modo, ma il motore sforza molto di più, facciamo meno strada e con­sumiamo più benzina.

Prima di tutto vediamo di togliere tutte le cose che ci stanno penalizzando, quindi togliamo il freno a mano e successivamente vediamo come si possono utilizzare tutte e cinque le marce sempre ai regimi ottimali. Questo è ciò che andremo a fare.

Adesso, andiamo a scoprire qual è il pennello migliore per poter dipingere questa stanza o meglio per poter studiare un testo in modo veloce ed efficace e trattenerlo a lungo termine.

Per ottenere dei risultati è necessario fare. Facendo, ovvia­mente si corre il rischio di compiere degli errori. Ma anche gli errori fanno parte del processo di apprendimento. Quindi, sen­titi tranquillo in questo percorso. Il mio obiettivo è quello di accompagnarti in questo viaggio nel modo più lineare, chiaro e semplice possibile.

Iniziamo vedendo il perchè una mappa mentale è così effi­cace. Innazitutto, perchè parla il linguaggio della nostra mente che è il linguaggio delle immagini, è il linguaggio dei colori, è il linguaggio della creatività, è il linguaggio dei simboli. Fin da bambini abbiamo imparato a conoscere il mondo attraverso le immagini. Poi, crescendo, abbiamo imparato a conoscere la scrittura, ma le immagini sono quelle che arrivano in modo più diretto alla nostra mente.

Hai mai sentito il detto "Un'immagine vale più di mille pa­role?" Beh, ci sarà un motivo!
Per darti la consapevolezza di questo, facciamo subito un paio dì esperimenti. Allora ti chiedo di leggere il testo che vedi nella pagina seguente e cercare di comprendere, nel miglior modo possibile, le indicazioni che vi troverai. 

Osservale bene, leggile e cerca di memorizzare le cose da fare.

Sei nello Speakers' Corner a Londra e devi andare a Westminster per un appuntamento.

Ecco le indicazioni per raggiungere il luogo dell'incontro:

  • 1. Procedi in direzione nord, prosegui per 90 m
  • 2. Svolta a sinistra in N Carriage Dr, prosegui per 100 m
  • 3. Svolta a destra per rimanere su N Carriage Dr, prosegui per 46 m
  • 4. Svolta a sinistra in Cumberland Gate, prosegui per 85 m
  • 5. Continua su Bayswater Rd/A40; continua a seguire la A40, prosegui per 180 m
  • 6. Svolta leggermente a destra in Park Ln, prosegui per 1,2 km
  • 7. Mantieni la sinistra al bivio, prosegui per 110 m
  • 8. Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca Duke of Wellington PI; prosegui per 160 m
  • 9. Svolta leggermente a sinistra in Constitution Hill, prosegui per 700 m
  • 10. Svolta a sinistra verso Birdcage Walk, prosegui per 140 m
  • 11. Svolta a sinistra in Birdcage Walk, prosegui per 650 m
  • 12. Continua su Great George St, prosegui per 220 m
  • 13. Svolta leggermente a sinistra in Bridge St/A302, prosegui per 150 m

Sei di fronte al Ponte di Westminster. Il palazzo di Westminster è sulla tua destra.

Adesso, se ti chiedessi di ripetere qual è il percorso, il tragitto che devi fare per arrivare a destinazione partendo dal punto iniziale... qual è la strada? Riesci a ripercorrerla? Probabil­mente, avrai delle difficoltà, ma non solo tu! Qualsiasi persona che deve leggere delle informazioni ha molta più difficoltà.

Osserva adesso la prossima immagine. Senti dentro la sensa­zione che provi questa volta rispetto a quando hai letto le istruzioni. È vero o no che in questo caso è molto più sem­plice? Ovviamente sì! L'immagine è universale. È un linguag­gio che vale per ogni lingua e ci fa capire subito che cosa dobbiamo fare.

Un altro esempio, che a me piace molto, è quello delle istru­zioni in alcune procedure. Immagina per esempio le procedure di evacuazione di un aereo.
Se una persona dovesse leggere tutto ciò che deve fare in caso di incidente, incendio di un motore e così via, nessuno ovviamente leggerebbe e nessuno saprebbe che cosa fare. Ma le istruzioni sono riportate sotto forma di immagini. Non solo: non c'è bisogno di traduzione. Una persona su un aereo può essere cinese, francese, giapponese, inglese... e per tutti il messaggio è lo stesso. Osserva con attenzione l'immagine della pagina seguente.

Per darti un'ultima conferma di questo che stiamo dicendo, guarda ancora l'immagine sotto.
È vero o no che, senza bisogno di utilizzare una parola, ci sono subito chiare in mente le istruzioni e le regole che dobbiamo rispettare per attraversare questo traforo?

Il linguaggio delle immagini e dei simboli è molto più forte ri­spetto al lingauggio delle parole. Questo è anche uno dei mo­tivi per il quale i cartelli stradali sono rappresentati da simboli. Vediamo un animale che salta e capiamo subito che significa "Attenzione! Pericolo di animali selvatici che possono piom­bare sulla strada da un momento all'altro".

Questo segnale indica la possibile presenza di animali selvatici sulla strada.

E cosi per tanti altri cartelli.

Immani usate nella segnaletica stradale per indicare pericoli e divieti.

 

Abbiamo visto che le mappe sono tanto efficaci perché par­lano il linguaggio della nostra mente. Quali sono le altre mo­tivazioni che le rendono così efficaci? Perché andremo a sfruttare il nostro campo visivo in modo diverso. Abbiamo un campo visivo di quasi 180 gradi. Per renderti conto di questo, ti chiedo di sollevare le braccia e di alzare i pollici e poi aprire le braccia. Se con la coda dell'occhio cerchi di vedere i tuoi pollici, ti renderai conto che hai un campo vi­sivo molto più ampio in senso orizzontale che in senso verti­cale dove perdiamo la visione dei due pollici molto prima.

Un'altra motivazione è che su una mappa metteremo in modo diretto i punti chiave di un testo.
Questa è una grande differenza perché su un libro le parole chiave, i concetti chiave sono oscurati dalla massa di altre pa­role che servono per rendere chiaro un concetto. È vero o no che osservando il testo riportato nella pagina a fianco è molto difficile capire qual è il punto chiave? Sì o no? Ovvio! Il problema è che le pagine di un libro sono tutte uguali a livello visivo, ma i concetti magari cambiano ogni tre righe. Totalmente diverso è avere una mappa mentale. Infatti, è quello che stiamo per fare.

La prima cosa che impareremo nel prossimo capitolo è come costruire una mappa mentale e la struttura che ha. In questo modo scoprirai come si costruisce e da lì vedrai come poter utilizzare la mappa. Il principio è sempre lo stesso, però ci sono diverse applicazioni. È come dire: «Ho scoperto come funziona il motore, e con questo motore possiamo co­struire un aereo, una barca, una macchina, un trattore...». Il principio però è sempre lo stesso.
Andiamo a scoprire adesso come si costruisce una mappa mentale.

 

Matteo SalvoTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Matteo Salvo

Matteo Salvo è nato a Genova il 6 novembre 1976.
Dal 2000 insegna tecniche di memoria e metodologie di studio anche all'estero sia in lingua inglese che in lingua spagnola.
Ha fondato e dirige la scuola mindperformance, con sede a Torino, specializzata in strategie di apprendimento efficace e nel miglioramento e nello sviluppo delle risorse umane.

I suoi corsi di memoria e di metodologie di studio sono frequentati da liberi professionisti, medici, avvocati, imprenditori e da tutti coloro che studiano per lavoro e vogliono migliorare i propri risultati.

Dal 2008 è docente di mnemotecnica presso la Scuola Nazionale di Metodologia della Didattica dell'Accademia Italiana di Economia Aziendale.
È master practitioner in Programmazione Neurolinguistica e, dopo la maturità classica, si è laureato in Ingegneria meccanica presso I'Università di Genova. E' il primo e attualmente unico TLI in Italia (ThinkBuzan Licensed Instuctor) ovvero istruttore certificato direttamente da Tony Buzan per insegnare le Mappe Mentali.

E' colui che rappresenta per l'Italia il World Memory Sport Council e organizzatore del primo campionato Italiano di Memoria il 22 23 Marzo 2013.

Ha scritto i libri "Il Segreto di una memoria prodigiosa", "Impara l'inglese in un mese" e il corso di inglese completo di DVD "Memo English" editi dalla casa editrice Gribaudo e il libro con DVD "Pensa diversamente, agisci genialmente grazie alle Mappe Mentali".

Oltre alla passione per tutto quello che riguarda il miglioramento e lo sviluppo delle risorse mentali nella vita personale ha portato a termine importanti traguardi sportivi in specialità estreme. Nono classificato tra gli Italiani che hanno portato a termine la gara più dura del mondo di triathlon (l'Ironman di Embrun: 3,8 km a nuoto, 185 Km in bici in montagna e 42 km di corsa in 14 h 29 minuti e 41 secondi), 55 esimo all'Ironbike (è la gara più dura al mondo in mountain bike con 620 Km di distanza e 22.000 m. di dislivello positivo). Ha partecipato a diverse ultramaratone in montagna tra cui il tor des geants (330 Km con 24.000 mt di dislivello positivo) portato a termine in 145 ore e 40 minuti.

È l'unico italiano a partecipare alle Memoriadi, (le Olimpiadi della Memoria) e ha recentemente vinto la medaglia d'argento al UK Memory Championship nella disciplina Marathon Numbers dove ha memorizzato un numero lungo 644 cifre in 30 minuti. Davanti a lui solo l'otto volte campione del mondo Dominic O'Brien con 668 cifre.

 

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