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Anteprima - La Prova Scientifica dell'esistenza...

Leggi in anteprima la presentazione del libro La Prova Scientifica dell'esistenza dello Spirito di John Edward

Anteprima - La Prova Scientifica dell'esistenza dello Spirito di Gary E. Schwartz

Quando il dottor Gary Schwartz mi ha chiesto di scrivere la prefazione per questo suo progetto, mi sono sentito onorato. Il nostro è un rapporto di carattere professionale, che non si contraddistingue per incontri sociali o amichevoli chiacchierate telefoniche. Capita forse che ci scambiamo qualche email, un paio di volte l’anno, giusto per un saluto e per aggiornarci circa la famiglia e il lavoro, ma non avrei mai immaginato di essere uno dei possibili candidati a questo compito. Ci conosciamo da una decina d’anni, nel corso dei quali abbiamo intrapreso quattro sessioni di studio nell’ambito della scienza della sopravvivenza della coscienza (com’è stato raccontato da un documentario della HBO, intitolato Life Afterlife, e in un suo precedente volume, intitolato Esperimenti sull’aldilà: la prova scientifica della vita oltre la morte), abbiamo animato diversi dibattiti e sostenuto accese conversazioni – sempre a riguardo della sua evoluzione personale e professionale o, com’è più giusto dire, della sua ri-evoluzione spirituale. 

Se parlo di ri-evoluzione non è soltanto per un gioco di parole con evoluzione, ma anche perché Gary è un grande linguista. La sua straordinaria capacità di rivolgersi a un pubblico misto, composto di gente di ogni età e ceto sociale ne fa un grande comunicatore e insegnante, ma poi sono la sua esuberanza fanciullesca e la sua passione per la condivisione del suo sapere che conferiscono profondità al suo messaggio. 

Quando si parla di uno scienziato, nella maggior parte dei casi viene in mente la figura di un tipo in camice bianco, che fa esperimenti chiuso nel suo laboratorio, in una cornice tipica mente fredda e asettica. Ci si potrebbero associare parole come rispettato, garantito e brevettato, tuttavia al mio ambito di lavoro, la medianità, si accomunano ben altri aggettivi, per esempio presunto, autodefinito e immaginario. Quando ho raccontato ai miei colleghi che stavo partecipando alle ricerche condotte da Gary, mi sono trovato sommerso dalle critiche. 

Tutta una serie di persone che si guadagna da vivere lavorando nel campo della metafisica mi ha subito messo in guardia, dicendomi che era “una trappola”, che così facendo ero “destinato al fallimento” ecc. Ho sempre risposto allo stesso modo: mi trovo di fronte a uno scienziato riconosciuto e a un’università che vuole concedermi l’opportunità di attribuire credibilità scientifica al lavoro e alla passione della mia vita, e di accrescerne la comprensione. Perché mai non dovrei prendere posizione e partecipare? 

Nel corso di uno dei nostri primi scambi d’idee, ricordo di aver detto a Gary che, di norma, la gente mi definiva un “fanatico”, oppure un “imbroglione”. Gary ha risposto, semplicemente: «Mi piacerebbe che grazie a questa ricerca, noi fossimo soltanto “amici”». Ricordo di aver pensato che non sentivo il bisogno personale di fare di Gary un amico, per quanto la sua offerta fosse gentile, ma di certo ne avevo bisogno sul lavoro. C’era necessità di un universitario erudito, che gettasse la tanto agognata luce e credibilità sullo scenario, e lo trasformasse in un luogo di condivisione e crescita personale, un ambito di autentica guarigione dell’anima, perché in caso contrario avrebbe continuato a sembrare un trucco da baraccone, qualcosa in cui credevano solo gli sciocchi. 

Non credo riusciate a immaginare la valanga di critiche e attacchi che un qualsiasi medium deve subire da parte degli scettici e da chi affonda nella paura le radici della sua determinazione a vivere il meglio possibile. Ed ecco che qualcuno che gode della reputazione di autentico scienziato si dice disposto ad applicare rigorosi esperimenti a doppio cieco alla ricerca sull’aldilà, così da misurarne la veridicità – è certo che la reputazione di medium non potrà che trarne giovamento e attrarre positività senza pari. Una sera ho partecipato a una tavola rotonda al Larry King Live, e qualcuno mi ha chiesto perché non mi sottoponevo alla prova da un milione di dollari che era stata proposta da Amazing Randi. La mia risposta è stata: «Preferirebbe essere messo alla prova da qualcuno che porta come nome un aggettivo, o da un professore riconosciuto come il dottor Gary Schwartz… proprio come sto facendo io?». 

Dopo quelle mie parole, l’aggressione verbale nei confronti di una persona che non partecipava neppure a quel dibattito, e quindi non poteva né difendersi né spiegarsi, ha raggiunto un livello da vetriolo. Una delle caratteristiche di Gary che mi hanno particolarmente impressionato è la sua capacità di comunicazione diretta con chiunque lo critichi, quale che sia la sua posizione – scettico o convinto. Non perde mai la calma di fronte alle avversità che sono il diretto prodotto del mettere in discussione il suo sistema di credenze, o ciò in cui non crede. Al contrario, si concentra sulla sua missione di innalzare il livello di consapevolezza dei dati raccolti, ed estrapolarne il massimo possibile. 

In realtà, erano molti i medium che contavano sulla legittimazione di Gary, perché erano intervenuti nell’ambito delle sue ricerche. Giacché tali ricerche hanno avuto successo, ora possono dire di aver trovato conferma scientifica. All’opposto c’erano cinici che paragonavano le sue ricerche a quelle dei fotografi del mostro di Loch Ness o del leggendario scimmione Bigfoot, oppure a degli studi sulla reale esistenza del topolino che porta un soldino ogni volta che cade un dente a un bambino. Gary ha continuato ad attenersi ai suoi principi scientifici, non ha battuto ciglio ed è andato avanti con le sue ricerche, ribadendo lo stesso concetto, ovvero che c’era così tanto su cui studiare e sperimentare, e ciò valeva sia per lui sia per chiunque altro. Soltanto chi, come Gary, si attiene alle proprie verità, riesce a mantenere l’equilibrio e a non lasciarsi dominare dalle forti intenzioni e forme pensiero degli altri. 

Ricordo che in una certa occasione uno dei medium ha detto che stavamo facendo la storia e dimostrando l’autenticità del postmortem. Mi sono fatto una risata e gli ho risposto: «Certo che no! Stiamo soltanto contribuendo al lavoro della comunità scientifica. Quando avremo dimostrato l’esistenza concreta di un regno spirituale, con cui possiamo comunicare nell’ambito di test di laboratorio, ne deriveranno molti altri settori di studio, per molti anni a venire». Fortunatamente, ho potuto constatare di aver visto giusto.

La rivoluzione spirituale avviata da Gary, sia a livello professionale che a livello personale, è un viaggio verso l’illuminazione, di cui lui è il nostro mentore terreno. Gary ha scritto un libro che, a oggi, esprime il massimo delle sue conoscenze scientifiche e accademiche. Si è messo volontariamente in una posizione difficile, addentrandosi in territori sconosciuti, tanto quanto la sua mentalità di ricercatore gli permette, senza per questo smarrire la sua umanità. Innalzare la consapevolezza del mondo fisico, e renderlo migliore attraverso il progresso del pensiero, della tecnologia e quant’altro, non costituisce forse lo scopo stesso della scienza e della ricerca? 

La Prova Scientifica dell’Esistenza dello Spirito racchiude nelle sue pagine la condizione di professore di scienze in ambito universitario, con tutta l’erudizione che ne consegue, e la coscienza personale, spirituale ed emotiva, messa a nudo così che tutti possano accedervi. È mia convinzione che Gary abbia fatto un ottimo lavoro, e sulla stessa falsariga di The Secret o di Bleep – Ma che bip sappiamo veramente?, questa sua opera ci aiuta a porci ulteriori interrogativi. 

In quanto medium, nutro profonda ammirazione per la tenacia e la passione con cui Gary include nelle sue ricerche lezioni illuminanti su argomenti così anodini come dolore e lutto. Il suo stesso lavoro l’ha indotto a tener conto e misurare scientificamente questioni che comprendono le tragedie personali, le emozioni e la personalità. Una delle sue citazioni nel corso dell’intera ricerca, una frase ricorrente con cui intendeva ribadire il suo massimo sostegno, era: «Per provare l’esistenza dei corvi bianchi, è sufficiente che ne trovi uno». Quando ho letto La Prova Scientifica dell’Esistenza dello Spirito, mi sono compiaciuto della contemporanea presenza degli aspetti scientifici della ragione e della logica, arricchiti da una realtà secondo cui forse, dico solo forse, questo mondo fatto d’energia, di cui facciamo parte tutti quanti, ha più livelli di quanti la scienza sia stata finora in grado d’illustrarci. 

Uno stimolo per la nostra mente! Una sfida per la nostra vita, di una forza tale da trasformarla! Sono queste le prime cose che mi sono venute in mente, dopo aver letto soltanto il primo capitolo. In definitiva, questa è un’opera che spinge il lettore a esaminare le esperienze della propria vita, a porsi delle domande e ad assumersi la responsabilità dei propri pensieri e azioni. È questa la via per un’esistenza che si dispiega con l’ausilio concreto di un fattore a cui non si fa mai cenno, e che chiamiamo Spirito. 

Gary Schwartz è uno degli esploratori della nostra epoca, qualcuno che ha saputo issare le vele e partire alla volta di un oceano di energia, di cui molti ancora ignorano l’esistenza. In virtù delle sue credenziali, possiamo essere certi che il viaggio sarà sicuro. E visto e considerato che i nostri oceani terreni continuano a insegnarci moltissimo, questa ricerca promette di fare altrettanto per molti anni a venire. 

Come sempre… Godetevi il viaggio! 

John Edward 

 

 

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La Prova Scientifica dell'esistenza dello Spirito - Libro

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Libro - Macro Edizioni - Settembre 2012 - Aldilà e medianità

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