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Anteprima - Il Grande Libro dell'Autosufficienza -...

Leggi un estratto dal libro di John Seymour "Il Grande Libro dell'Autosufficienza"

Anteprima - Il Grande Libro dell'Autosufficienza - John Seymour

Premessa di Will Sutherland

Ho incontrato John Seymour per la prima volta nel 1991. Mi ero appena licenziato dal mio lavoro di Senior Management Consultant alla City di Londra e stavo organizzando una conferenza su alcune proposte politiche alternative di cui John era uno dei massimi portavoce. Avevo scoperto in precedenza gli scritti di John ed ero stato immediatamente attratto dal suo buon senso, dalla sua saggezza e ampia conoscenza del mondo. Il messaggio di John era diretto e semplice: le persone (come voi e me) possono cambiare il mondo cambiando quello che fanno nelle loro vite. Non abbiamo bisogno di attendere che i governi o le grandi multinazionali ci dicano come fare. L’unico problema è che la maggior parte delle abilità e delle conoscenze di cui abbiamo bisogno è stata dimenticata nella frenesia consumistica degli ultimi cinquant'anni. Il manuale The complete book of self-sufficiency rimane, la risposta di John al problema.

Dopo aver partecipato al primo Summit della Terra a Rio decisi che era ora di esplorare in prima persona la filosofia espressa in quel libro. Non dimenticherò mai quel mio primo viaggio per far visita a John e alla sua compagna Angela. La più nera delle notti d’inverno inghiottiva la mia vecchia moto BMW che sbandava continuamente attraversando in modo malfermo una remota aia irlandese sprofondando di mezzo metro nei liquami di mucca. Con tutta la ponderata obiettività dei miei anni trascorsi come funzionario a Whitehall, considerai la possibilità di finire il mio primo viaggio in Irlanda disperso in un enorme mucchio di letame! Ma il destino fu clemente, il liquame mi lasciò andare e una premurosa famiglia irlandese mi reindirizzò verso un piccolo podere a Killowen. La cena fu deliziosa, la stufa era accesa e mi ritrovai parte di un approccio alla vita e all'esistente completamente diverso. Mangiammo carne di manzo allevato sul posto, bevemmo birra fatta in casa e sorbimmo un gelato casalingo veramente delizioso. Dopo aver sorseggiato un whisky, John mise mano alla sua fisarmonica e Angela cantò delle canzoni.

Molti anni dopo, John purtroppo è morto, nel 2004, alla bella età di 90 anni. L’abbiamo seppellito nella sua vecchia fattoria in Galles e abbiamo eretto una lapide nel suo angolino preferito, di fronte all'Atlantico, nel cimitero della chiesa della Stella del mare a Duncannon.

Fortunatamente, con l’aiuto di Dorling Kindersley, siamo stati in grado di migliorare e ampliare The complete book of self-sufficiency sino a farlo diventare The new complete book of self-sufficiency nel 2003. In questo modo l’opera di John continua a vivere e, in effetti, probabilmente non è mai stata così importante. Le sue idee possono essere sembrate marginali o addirittura stravaganti quando sono comparse per la prima volta sulla carta stampata, ma ora stanno rapidamente diventando opinioni correnti.

Naturalmente il mio viaggio non è finito a Killowen. Mi rendo conto ora che quello era solo l’inizio di un nuovo e migliore stile di vita. Mi sono poi trasferito in Irlanda e mi sono innamorato di Angela, che è diventata mia moglie. C’era molto da imparare allora e c’è ancora molto da imparare oggi. Insieme, con i nostri due bambini, Roisin e Liam, continuiamo a mandare avanti l’azienda agricola che John e Angela avevano avviato tanti anni fa. È divenuta ora la nostra casa e sede del nostro lavoro attraverso i corsi che teniamo e gli scritti che redigiamo, con i quali mostriamo agli altri un diverso approccio alla vita.

La maggior parte di coloro che partecipano ai nostri corsi è costituita da persone che in termini convenzionali si possono definire già di grande successo. Sono al culmine della loro carriera in tutti i tipi di lavori professionali e vengono da tutto il mondo. L’unica cosa che hanno in comune è la sensazione che la loro vita sia carente di qualche elemento chiave che il denaro non può comprare. Vogliono riprendere il controllo delle loro vite, mangiare cibo salutare e vivere in modo meno stressante. Si può dire che hanno l’intima convinzione, che sognano di poter raggiungere questo obiettivo uscendo dal percorso convenzionale, avvicinandosi alla natura e fuggendo dall'ufficio per approdare all'aria aperta.

Naturalmente, i sogni possono abbastanza facilmente diventare incubi, come molte sitcom popolari ci hanno mostrato! Scopo di questo libro è proprio garantire che il sogno non diventi incubo. Noi vi daremo la conoscenza e, spero, l’ispirazione, per trasformare almeno una parte del vostro sogno in realtà. Ma non siate frettolosi e non stupitevi se il vostro desiderio di cambiamento vi spingerà verso direzioni inaspettate. È l’imprevisto, dopo tutto, che dà alla vita il suo splendore. Quindi prendete la vanga e iniziate a vivere!

Prefazione alla Prima Edizione (1976)

Dottor E.E. Schumacher, Comandante dell’Ordine dell’Impero britannico

Possiamo fare le cose da soli o possiamo pagare qualcuno perché le faccia al posto nostro. Questi sono i due “sistemi” che ci permettono di vivere; potremmo definirli “sistema di autosufficienza” e “sistema dell’organizzazione”. Il primo tende a formare uomini e donne autosufficienti; il secondo a produrre persone che fanno parte esistenti si strutturano su una combinazione dei due sistemi, ma le proporzioni variano.

Nel mondo moderno, durante gli ultimi cent’anni circa, si è assistito a un cambiamento enorme ed epocale: il passaggio dall'autosufficienza all'organizzazione. Come risultato, le persone stanno diventando sempre meno capaci di fare da sé e sempre più dipendenti da altri di quanto non si sia mai visto prima nella storia. La gente può anche affermare che oggi si è molto più colti ed educati di qualsiasi altra generazione precedente, ma sta di fatto che non si sa veramente far più nulla da soli. Le persone dipendono completamente da organizzazioni di vasta complessità, da macchine strabilianti, da introiti di denaro sempre più elevati. E quando si è di fronte a un impedimento, un guasto, uno sciopero o alla disoccupazione? Lo Stato fornisce forse tutto ciò che serve? In alcuni casi sì, in altri no. Molte persone restano imbrigliate nelle maglie di questa rete di sicurezza e soccombono. E dunque cosa accade loro? Soffrono, si abbattono, cadono nello sconforto. Perché non provano a reagire? Generalmente, la risposta è fin troppo ovvia: non sanno come fare, non l’hanno mai fatto prima e non sanno nemmeno da dove cominciare.

John Seymour ci può dire come possiamo aiutare noi stessi e in questo libro ce lo dimostra. Egli è uno dei grandi pionieri dell’autosufficienza. I pionieri non devono essere imitati, ma occorre imparare da loro. Dovremmo forse metterci tutti a fare quello che ha fatto John Seymour? Naturalmente no. L’autosufficienza totale è una situazione di squilibrio e fondamentalmente invalidante, come l’organizzazione totale. I pionieri ci mostrano quello che può essere fatto e spetta a ognuno di noi decidere quello che deve essere fatto, ovvero che cosa dobbiamo fare per ristabilire un determinato equilibrio nella nostra esistenza.

Dovrei mettermi a produrre tutto il cibo che occorre a me e alla mia famiglia? Se cercassi di farlo, probabilmente riuscirei a far ben poco d’altro. E che fare per tutte le altre cose di cui abbiamo bisogno? Devo provare a diventare un tuttofare? Nella maggior parte degli ambiti mi rivelerei assolutamente incapace e terribilmente inefficiente. Invece, che divertimento, che euforia e che sensazione di liberazione dalla totale dipendenza dalle organizzazioni, il poter far crescere o poter fabbricare qualcosa da sé! E quel che forse conta ancor più: che scuola per una persona che vuole essere autentica! È come riuscire a mettersi in contatto con i processi reali della creazione.

L’innata creatività dell’essere umano non è per nulla irrilevante o accidentale; trascuratela o lasciatela da parte e potrà diventare una causa interiore di avvelenamento che potrà distruggere voi e tutte le vostre relazioni umane; e, su grande scala, potrà – e anzi sarà inevitabile – distruggere la società.

Di contro, niente può fermare il fiorire di una società che riesce a dare libero sfogo alla creatività dei suoi membri, di tutti gli individui. Ciò non può essere organizzato e ordinato dall'alto. Non possiamo aspettare che sia il governo a farlo, dobbiamo preoccuparci noi in prima persona di realizzare un tale stato di cose. E nessuno di noi può continuare ad “aspettare Godot”, perché Godot non arriva mai. È interessante pensare a tutti i “Godot” che l’umanità moderna sta aspettando da tempo: questa o quella fantastica innovazione tecnica o automazione che permetta a tutti, o quasi, di non muovere più un dito; una politica governativa che risolva, una volta per tutte, qualsiasi problema; compagnie multinazionali che facciano grossi investimenti nei migliori e più recenti ambiti della tecnologia; o più semplicemente “la prossima ripresa dell’economia”.

John Seymour non è mai rimasto fermo “aspettando Godot”. È questa l’essenza della fiducia in se stessi che potete avviare subito e senza aspettare che accada qualcosa dall'alto. Magari la tecnologia che sta dietro all'autosufficienza di John Seymour è ancora in gran parte rudimentale, ma può certamente essere migliorata. Maggiore sarà il numero di sostenitori dell’autosufficienza e più velocemente aumenterà l’indice di perfezionamento e la creazione di tecnologie pensate per indurre le persone ad avere fiducia in se stesse, più si proverà gioia nel lavoro e più sarà favorita la creatività, quindi in pratica una buona vita. Questo libro rappresenta un notevole passo avanti su questa strada, per questo ve lo raccomando con il cuore.

Prefazione all'Edizione del 2003

di John Seymour

Questo libro ha visto per la prima volta la luce venticinque anni fa, grazie a Dorling Kindersley, con un piccolo aiuto da parte mia, ma è stato editato da Faber & Faber. Ora viene traghettato in un nuovo millennio animato da resistenze e contraddizioni! Da quando l’ho scritto, ha sicuramente circolato parecchio. Da allora ho viaggiato in almeno una dozzina di Paesi (nei quattro continenti) e in ognuno di essi le persone mi avvicinavano con la loro copia perché la autografassi. Mi ha reso felice vedere macchie di vino sulle pagine in cui si parlava di vinificazione e le pagine dedicate al giardinaggio imbrattate di buona e onesta terra. Ho aggiornato il libro per adeguarlo al nuovo millennio, ma non ho sacrificato alcuna delle tecniche e dei consigli che sono stati per me di così grande beneficio e continuano a esserlo.

La prima versione di questo testo è datata 1975 e oggi penso che ci sia ancora più bisogno di un lavoro come questo. Ben poche persone possono ormai ignorare l’insostenibilità della direzione intrapresa dal genere umano. Stiamo modificando la nostra atmosfera con preoccupante rapidità – stiamo alterando il clima mondiale – stiamo bruciando tutte le enormi riserve di carbone della Terra con una velocità spaventosa. Siamo totalmente dipendenti dai combustibili fossili più scadenti, in tale misura che ogni interruzione negli approvvigionamenti rischia di portare al disastro. Provate a pensare a come si potrebbero fornire cibo e servizi alle nostre enormi città se i combustibili si esaurissero! È quindi quanto mai urgente e necessario smantellare l’intera struttura del commercio globale e sostituirla con sistemi decisamente meno energivori, meno inquinanti e meno pericolosi.

La maggior parte delle persone lo sa, ma tutti temono che la loro qualità della vita possa peggiorare se si cambiano le cose. Ebbene, l’obiettivo di questo libro è dimostrare che non è così. Possiamo vivere senza saccheggiare il nostro pianeta, peraltro vivendo molto bene! Abbiamo permesso che si arrivasse a questo punto perché ci siamo abbandonati ai “ciechi meccanismi del mercato”. Ma noi non siamo ciechi, quindi ora dobbiamo cominciare a usare il nostro buon senso per «frantumare questo infausto schema di cose e rimodellarlo più vicino ai desideri del cuore», come diceva il vecchio Omar Khayyam.

È una pazzia indulgere nella dipendenza dalle cose materiali creata ad arte dai Mercanti di avidità. È tempo di eliminare ciò di cui non abbiamo bisogno, in modo da vivere più semplicemente e felicemente. Buon cibo, abiti comodi, una casa funzionale e vera cultura – queste sono le cose importanti. L’unico modo affinché ciò accada è attraverso la mobilitazione delle persone comuni, noi, con il boicottaggio delle grandi multinazionali che stanno distruggendo la Terra e con l’avvio di una nuova Era, l’Era della guarigione al posto dell’attuale Era del saccheggio.

Vorrei qui ringraziare i cari amici sostenitori di questa scelta di autosufficienza, Will Sutherland e Angela Ashe, per l’aiuto che non mi hanno mai fatto mancare in questi tre decenni. Hanno condiviso tribolazioni e fatiche ma anche le gioie di questo modo di vivere, e hanno collaborato con me per far partire una scuola di autosufficienza in Irlanda, dove sono benvenuti tutti gli uomini e le donne onesti e tutti i bambini, purché provvedano a pagare la retta!

Senza dubbio ho imparato moltissimo da quando ho scritto questo libro (quando si finisce di imparare è perché ci portano via in una cassa) e continuo a vivere seguendo i dettami dell’autosufficienza. Ci sono ben pochi passaggi racchiusi in queste pagine che non ho sperimentato in prima persona – benché forse qualcuno mi sia riuscito proprio male. Mi sono imbarcato in molte nuove imprese senza avere la minima idea di come fare – ma sono sempre arrivato in fondo con le cose finite e con un bagaglio di conoscenze molto maggiore di quando avevo iniziato.

Volete sapere se consiglierei ad altre persone di seguire questo stile di vita? Non mi va di consigliare niente ad alcuno. L’obiettivo di questo libro non è quello di modellare le vite degli altri ma semplicemente di aiutare le persone a fare le cose se decidono di farle. Questo modo di vivere mi si confà – mi ha permesso di continuare a essere un combattente e mi ha conservato l’assennatezza fino ai miei 88 anni, inoltre ha evitato che facessi troppi danni al nostro povero pianeta.

Vorrei regalare questo consiglio: non cercate di fare tutto contemporaneamente. Questo è un modo di vivere organico e i processi organici tendono a essere lenti e costanti. Vorrei anche proporvi questo motto: «Io sono uno solo. Posso fare solo ciò che uno solo può fare. Ma quello che uno può fare, io lo farò!». L’augurio? Di raggranellare cibo (meglio che soldi, sempre e comunque!).

Prefazione a questa edizione

di Anne Sears (figlia di John Seymour)

Fin da quando io ricordi, si è sempre avvertita una sensazione di abbondanza e di attività gratificanti nella nostra azienda agricola, quel genere di attività che per secoli si sono svolte con spontaneità e naturalezza nelle piccole fattorie. Nel nostro caso si è trattato di una vita scelta consapevolmente da John e Sally, con la volontà di imparare i metodi antichi dei piccoli contadini integrandoli con nuove idee e nuove tecnologie. È stata una decisione informata per arrivare a condurre un’esistenza sobria e virtuosa in un mondo di crescente stravaganza e spreco.

Con l’aiuto dei suoi libri, soprattutto di The complete book of self-sufficiency, The self-sufficient gardener e The fat of the land, John è riuscito a raggiungere migliaia e migliaia di persone, incoraggiandole ad avere fiducia nei cambiamenti positivi che sarebbero riuscite a innescare. Ha permesso loro di comprendere che assumendosi le giuste responsabilità e maturando la fiducia in se stessi, questo stile di vita può regalare divertimento e soddisfazione.

Per la maggior parte della sua esistenza, John ha lavorato instancabilmente cercando di diffondere la consapevolezza del danno che stiamo infliggendo al nostro pianeta. Ha cercato di dimostrare che esiste un modo di vivere più semplice e più appagante, quello che ci vede in armonia con la natura, non contro di essa. Gli scritti di John sono sempre stati semplici e scanzonati, ma il messaggio sotteso è assolutamente serio, ignorarlo è a nostro rischio e pericolo.

Il Grande Libro dell'Autosufficienza

Il Grande Libro dell'Autosufficienza

Questo classico senza tempo resta ancora il punto di riferimento per imparare a vivere delle risorse della terra. Ricchissimo di informazioni pratiche, di suggerimenti collaudati e di preziosi consigli, il visionario manuale di Seymour spiega come vivere dei prodotti dell’orto, come mietere un raccolto, come rispettare la terra, come rimanere in salute e non produrre rifiuti. 

Nei primi capitoli di questo libro imparerete come si prepara la terra per il raccolto, come si coltivano verdure e frutti, come si alleva il bestiame e come si raccolgono i frutti selvatici.

Sia che si tratti di come coltivare i propri pomodori o di godersi i funghi appena colti, o ancora di come gestire le api per ottenere il miele o di come mungere la propria mucca – a qualsiasi livello si intenda vivere l’autosufficienza, tutte le informazioni di cui avete bisogno sono qui. 

Imparerete a conservare il vostro raccolto nella maniera migliore e a fare il pane, imparerete a preparare la marmellata e a produrre la birra per averne una buona scorta durante i mesi più grigi dell’anno. Scoprirete modalità ormai consolidate di produrre energia dal vento, dal sole e dall’acqua e come riciclare e ridurre i rifiuti.

Questo libro è fonte di ispirazione per tutti coloro che vogliono perseguire e realizzare il sogno dell’autosufficienza.

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John Seymour

John Seymour ( 1914 -2004) è stato un personaggio influente nel movimento di autosufficienza.

John Seymour è stato educato in Inghilterra e in Svizzera. Dopo aver studiato in una scuola agraria, ha lavorato in alcune aziende agricole in Inghilterra per due anni e poi ha trascorso una decina d'anni in Africa dove, tra le altre cose, ha gestito una fattoria.

Dopo la guerra, ha viaggiato molto, vissuto su una barca da pesca  e studiato il modo di vita delle popolazioni rurali. Poi, con la sua prima moglie, Sally, si stabilì nel Suffolk. Dopo otto anni di esperienza rurale nel Suffolk, si trasferisce a Pembrokeshire dove acquista 62-acri di terra, che divengono una scuola nelle arti dell'autosufficienza.

Negli ultimi anni di vita ha condiviso un "holding" in Irlanda con Angela Ashe.

 

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