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Leggi in anteprima la Prefazione del libro I Poteri Curativi della Vitamina D, Come prevenire e curare: osteoporosi, diabete, rachitismo, sclerosi multipla, influenza, cancro, dolore cronico, asma, deterioramento cognitivo senile, fibromialgia... e molto altro

Anteprima I Poteri Curativi della Vitamina D di Soram Khalsa

Sta per verificarsi una rivoluzione nella medicina. È cominciata in sordina più di dieci anni fa nei laboratori di ricerca più nascosti. Poi, nei sei mesi che hanno preceduto la realizzazione di questo libro, la consapevolezza del fenomeno ha iniziato ad approdare su tutti i giornali, le riviste e i siti web del mondo. E io vi dico che non passerà molto tempo prima che tutti sulla Terra divengano consapevoli e comprendano la potenza di questa rivoluzione e come potrà cambiare il mondo.

Questa rivoluzione è il risultato di nuove ricerche sulla potenza della vitamina D che ci consente di migliorare la nostra salute e favorisce la longevità. La carenza di vitamina D è stata collegata a diciassette tipi di cancro, oltre che a malattie cardiache, pressione alta, ictus, malattie autoimmuni, diabete, dolore cronico e osteoporosi. In una prima fase gli studi hanno dimostrato come esistesse una forte correlazione tra la vitamina D e queste malattie. Ora si è arrivati ai cosiddetti studi clinici randomizzati, molto più significativi e che rappresentano lo standard di riferimento per la ricerca medica, anche sulla vitamina D. E già intuisco che tutto ciò trasformerà il modo in cui la medicina viene praticata.

Ho lavorato per oltre trent’anni come medico internista, con un’attenzione particolare alla medicina integrata, e ho potuto osservare diversi orientamenti. Negli anni Settanta del secolo scorso tutti erano ipoglicemici. Negli anni Ottanta c’era la sindrome da fatica cronica, negli anni Novanta tutti avevano la fibromialgia. Tutte queste diagnosi erano reali e anche oggi ho in cura molti pazienti in queste condizioni. Ma, in tutto questo arco di tempo, non ho mai visto diagnosi medica così diffusa 14 e con così pesanti effetti sulla salute della gente come l’attuale epidemica carenza di vitamina D.

Mi sono reso conto per la prima volta cinque anni fa del ruolo fondamentale che ha la vitamina D sulla salute umana. È successo mentre ascoltavo il CD audio realizzato dal mio collega e amico, il dottor Jeffrey Bland; fu lì che appresi l’importanza della vitamina D per il sistema immunitario.

Poco dopo, a un seminario all’Institute for Functional Medicine, mi capitò di ascoltare una lettura del dottor Michael Holick della Boston University. La sua relazione iniziò con un video di forte impatto dove c’era un sole che sorgeva e la musica, regolata ad alto volume, di Così parlò Zarathustra. Sentii i brividi percorrermi la spina dorsale e capii che ero lì per qualcosa di sensazionale. Era diverso da ogni altro intervento cui avessi mai assistito. Il dottor Holick spiegò che il dosaggio raccomandato di routine (RDA) per la vitamina D si basava su ricerche ormai datate in tema di rachitismo e che era necessario aggiornarlo sulla base degli studi più recenti. Spiegò anche la ragione per la quale la quantità di vitamina D nel sangue che gli era stata indicata come normale alla facoltà di medicina – all’incirca 20 nanogrammi per millilitro (ng/ml) – era da ritenersi insufficiente, stando alle ricerche più aggiornate.

Tornai a casa da quel seminario e iniziai a leggere tutto quello che riuscii a trovare sulla vitamina D, riviste mediche e libri. Partecipai ad altri seminari sullo stesso argomento che aumentarono la mia consapevolezza e il mio apprezzamento riguardo la potenza di questa cosiddetta vitamina. Mi sottoposi anche all’analisi del sangue per misurare i miei livelli di questa sostanza e scoprii – io, con la mia pelle chiara e i miei abiti sikh che mi ricoprivano pressoché totalmente – di essere incredibilmente carente di vitamina D.

Iniziai quindi a sottoporre al test anche i miei pazienti. Mi trovavo a Los Angeles (più di recente, mi sono spostato a Beverly Hills), la “terra del sole”, e pensavo che tutti i miei pazienti, che non indossavano gli abiti coprenti che usavo invece io, avessero livelli normali. Wow! Quanto mi sbagliavo! Da quel momento, ho continuato a misurare i livelli di vitamina D su tutte le persone che prendevo in cura, oltre che sui pazienti che già avevo, prescrivendo l’esame di prassi ogni anno. Secondo i dati raccolti in questi anni, posso dire che il 75% di tutti i miei nuovi pazienti aveva livelli insufficienti di vitamina D.

Siccome il sole è la nostra fonte principale di questa vitamina e nel sud della California ce n’è in abbondanza, avevo supposto che la gente avrebbe potuto appunto ottenere tale vitamina grazie al sole. Ma poi mi sono ricordato che molti dei miei pazienti si sottopongono regolarmente a visite dermatologiche e questi specialisti, ormai da anni, continuano a mettere tutti in guardia dai pericoli dell’esposizione al sole e dal rischio di cancro alla pelle. Ci hanno abituato a coprirci prima di uscire all’aperto. Persino alcuni cosmetici per uso femminile oggi hanno una protezione solare. E ho scoperto che molti dei miei pazienti, che avevano bassi livelli di vitamina D, facevano uso di prodotti per proteggersi dal sole.

Mi sono reso conto che dobbiamo creare una nuova relazione con il sole. Valutando prima a quale dei sei tipi di pelle esistenti ciascuno di noi corrisponde, è comunque importante esporsi al sole con regolarità (su questo imparerete molto altro continuando a leggere). Inoltre, ho capito quanto sia cruciale sottoporsi all’analisi che misura i livelli ematici di vitamina D. Infatti, chi li ha molto bassi, potrà esporsi intensamente per un breve periodo in modo da riportarli alla normalità, per poi assumere solo dosi di mantenimento.

Sto seguendo proprio questo principio, ormai da cinque anni, e sono stato testimone di risultati miracolosi ottenuti semplicemente normalizzando i livelli di vitamina D. Mi dilungherò su questo più avanti.

Un po’ di tempo fa, mi sono imbattuto nella pubblicità di un apparecchio che effettuava la misurazione tramite un ago che pungeva il dito per estrarre una goccia di sangue; era di un laboratorio con il quale avevo collaborato strettamente per altre analisi. I test potevano essere eseguiti a casa dai pazienti, che poi li inviavano direttamente al laboratorio. Siccome nel mio ambulatorio maneggiamo sangue ogni giorno, non mi ero soffermato più di tanti a pensarci.

Poi un giorno, durante la mia meditazione, mi sovvenne che in effetti un test domestico sarebbe stato perfetto per i milioni di pazienti che non vanno regolarmente dal medico o i cui medici non effettuano normalmente tali test. Realizzai anche che avrei potuto mettere a disposizione della gente questi kit a prezzi ragionevoli. Ma poi mi chiesi: Come faranno i pazienti a sapere cosa fare dei loro risultati?

Ecco che allora è diventato assolutamente indispensabile per me scrivere questo libro. Sapevo che avrei dovuto scriverlo con un linguaggio adatto ai profani, semplice e che andasse dritto al punto, garantendo anche una lettura piacevole e veloce. In un libro, pensai, avrei dovuto spiegare ai miei lettori come correggo nei pazienti i livelli di vitamina D e li riporto a valori ottimali, secondo la loro personale condizione di salute e le loro specifiche neces17 sità. Permettere alle persone di avere accesso a un kit per l’esame, le mette in grado di prendere il controllo della loro salute e accertare la loro situazione riguardo la vitamina D.

Ebbene, da questo libro si possono trarre informazioni sui dosaggi che io raccomando ai miei pazienti per raggiungere valori normali e ottimali. E grazie al kit con il test, si può ripetere l’esame dopo un certo periodo di tempo in modo da tenere una tabella sui progressi compiuti.

Mi si presentò però anche il problema di come ottenere capsule a base di vitamina D di qualità. Uno studio recente comparso in letteratura scientifica, condotto dal dottor Holick, parlava di un paziente che aveva acquistato un integratore di vitamina D in un negozio di alimenti naturali; sull’etichetta non erano riportate informazioni corrette. La quantità di principio attivo presente nelle pillole era all’incirca 100 volte quanto era dichiarato in etichetta!

Poiché la vitamina D in eccesso può rivelarsi tossica, questo paziente aveva sviluppato sintomi dovuti proprio a questa tossicità ed ebbe bisogno del ricovero in ospedale, malgrado si sia poi ripreso. Questa è una delle ragioni per cui è così importante misurare il proprio livello di vitamina D – non solo potete riportarlo a un livello ottimale, ma potete farlo senza rischiare un sovradosaggio.

Voglio comunque chiarire che non è così facile arrivare al sovradosaggio tossico. In questi ultimi anni, diversi miei pazienti hanno assunto dosi più alte di quelle che avevo raccomandato loro e, malgrado avessero livelli riconducibili al range più elevato, nessuno ha mai mostrato sintomi di intossicazione.

Per ovviare al problema della possibile inaffidabilità della vitamina D che si trova nei negozi, ho contattato un’azienda 18 che si occupa di integratori nutrizionali e che rifornisce esclusivamente professionisti. Quest’azienda effettua controlli di qualità estremamente rigorosi, segue le “norme di buona fabbricazione” (regole imposte dalla Fda*) e ha al proprio interno laboratori in cui gli scienziati controllano ogni lotto e confermano la dose con il cosiddetto “certificato di analisi”. Hanno accettato di collaborare con me per mettere a disposizione integratori di vitamina D di elevata qualità, a un prezzo ragionevole e con dosaggio garantito; in questo modo il lettore di questo libro potrà essere certo che il dosaggio del prodotto che si procurerà sarà preciso.

Dottor Soram Khalsa Beverly Hills, California

 

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Soram Khalsa

Specializzato in medicina internistica, il dottor Soram Khalsa è docente di medicina e già responsabile della commissione consultiva dell’Environmental Medicine Center of Excellence al Southwest College of Naturopathic Medicine di Tempe, in Arizona. Nel 2007 ha ricevuto negli Stati Uniti per i suoi studi il riconoscimento di “Best doctor” ed è impegnato come consulente per la medicina integrata.

Nella sua pratica come medico privato, integra la fitoterapia, la nutrizione, l’omeopatia, l’agopuntura e la medicina ambientale con la medicina internistica convenzionale.

 

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