Torna su ▲

Anteprima del Libro "108 Semi di Saggezza del...

Anteprima del Libro "108 Semi di Saggezza del Cristo" di Daniel Meurois

Carta 9

«Credere per fede è molto bello, sapere dopo aver sperimentato è molto utile, ma conoscere avendo invitato dentro di sé il silenzio è qualcosa di ancora più grande»
(Il metodo del Maestro Gesù, pag. 16).

Il cammino della crescita è a più stadi: fede cieca, sperimentazione, abbandono. Ciascuno di essi esprime un diverso livello di coscienza e ha le sue particolarità e la sua bellezza.

Il primo è spesso comune a tradizioni e religioni che promuovono un'adesione fideistica ai loro dogmi e al loro credo, ed è rispettabile quanto gli altri perché la fede umile è una virtù che permette al cuore umano di coltivare se stesso e di donarsi in modo generoso. La trappola di questa fase è costituita dall'infantilismo e dal sonno.

Il secondo stadio è quello della "ricerca spirituale", dove si ha il bisogno di capire il perché della propria fede intanto che la si vive. E uno stadio affascinante per via della sensazione di crescita che si prova, ed è caratterizzato da molte scoperte e iniziazioni. La trappola, qui, è costituita dall'orgoglio intellettuale che si ammanta degli attributi della saggezza.

Il terzo stadio è quello in cui si placano gli appetiti: a lungo abbiamo voluto appropriarci di Dio cercando di compenetrarne gli ingranaggi, o di attirarcene i favori. E' lo stadio del mistico, che riesce a conciliare in sé tutte le fedi e le conoscenze ad esse soggiacenti, cominciando di fatto a vivere in uno spazio interiore lontano dal mondo illusorio.

E' qui che ha inizio la tanto attesa fusione con la pura luce del cuore e dello Spirito; vi si accede con la progressiva caduta delle scaglie della personalità incarnata. E' lo spazio cristico nel quale siamo invitati a spogliarci di quello che non siamo, ossia delle credenze e degli effimeri saperi, per Conoscere, infine, immergendoci nel silenzio dell'Uno.

La chiave sta nel l'abbandonarsi alla semplicità del cuore.

Carta 46

«In realtà ho smesso di fare... Ciò non vuol dire che io non abbia agito, ma che ho smesso di gesticolare. Appena si è schiavi di un ruolo, per quanto piccolo, si comincia a gesticolare, convinti che quel ruolo ci faccia esistere; e tuttavia questo è un errore; "essere" significa rivelare una via per la trasparenza, essere uno col vento: il vento abbraccia e compenetra con uguale forza tutto ciò che è...»
(Il testamento delle tre Marie, pag. 58).

Ciò di cui si parla, qui, è l'agitazione, una sindrome molto diffusa; non tanto quella fisica quanto l'agitazione mentale, quella sorta di cronica instabilità endemica nella nostra specie, che ci impedisce continuamente di ri-centrarci interiormente, o che, peggio ancora, fa sì che ci sia sconosciuto il concetto stesso di centratura, così raramente insegnato...

Ne consegue una dispersività manifesta sul piano del pensiero, delle emozioni e degli atteggiamenti; siamo continuamente intrappolati nel ruolo che indossiamo come una maschera per la durata di una vita, ci identifichiamo con esso e con ciò che immaginiamo di dover dimostrare per sentirci vivi.

E il turbine delle illusioni e delle vanità di questo mondo a tenderci questa trappola, tenendoci perlopiù lontani da noi stessi in una sorta di movimento centrifugo.

Accorgersene è una salvifica presa di coscienza, perché evidenzia questa nostra ebbrezza della dispersività. Per uscirne e avvicinarci alla quiete e all'armonia - le colonne del tempio da ricostruire - occorre ridefinire le nostre priorità.

Vogliamo prendere le distanze dall'universo degli artifizi, o ancora non siamo sazi? Con ciò, non ci viene richiesta una vita da asceti per raggiungere la gemma che abbiamo nel cuore: solo di por fine alle elucubrazioni dell'ego, dietro la giusta misura di quanto offre la vita.

Carta 92

«Come tutti coloro che soffrono in questo mondo, hai fatto del tuo meglio. Anche se quel "meglio" non era ad immagine del "meglio" che portavi in te, era comunque, malgrado tutto, il tuo meglio. La Vita non punisce niente e nessuno. La Vita insegna se stessa dentro di te!»
(L'uomo che piantò il chiodo, pag. 169).

Imparare a liberarsi dai sensi di colpa è un altro grande insegnamento del Cristo che la tradizione ufficiale sembra aver messo decisamente da parte, optando per l'auto-accusa con il famoso mea culpa. Così facendo, la Chiesa ha purtroppo sviluppato, nella nostra cultura, una tendenza cronica alla disistima di sé.

Possiamo facilmente immaginare quanto questo atteggiamento freni la crescita della coscienza, giacché genera peccatori che generano peccatori, invece di esseri in cammino verso l'espansione e la liberazione. 

Le parole del Cristo ci suggeriscono di uscire dal circolo vizioso che ci limita e ci asservisce a una sempiterna imperfezione, giacché cambiare il modo con cui ci percepiamo è una tappa decisiva per la nostra crescita. Contrariamente a un diffuso preconcetto, accettarsi pienamente e provare tenerezza per noi stessi sono il "concime" di cui l'anima ha bisogno per avanzare.

Non si tratta di alimentare il motore dell'egoismo, dell'egocentrismo e del narcisismo. Si tratta solo di imparare a rispettarsi e amarsi come "cellula" partecipe del grande corpo di Dio, una cellula che tenta di recuperare la memoria e a cui spesso capita di cadere durante questo apprendimento. Ma il diritto all'errore è uno dei diritti dell'uomo...

Diciamo tutti che "sbagliando s'impara", ma poi pensarlo, viverlo e accettarlo anche negli altri è un altro paio di maniche. Proviamo a ripetercelo ancor una volta: il Divino è in noi. Quindi si espande e cresce attraverso di noi, attraverso le nostre esperienze, quelle felici e quelle meno felici. 

Senza abbandonare la forza dell'umiltà, impariamo a sentire il Divino dentro di noi: Egli ci sorride quando abbandoniamo le nostre resistenze.

108 Semi di Saggezza del Cristo

108 Semi di Saggezza del Cristo

Ecco 108 gocce di saggezza per il nostro moderno presente. Del Cristo sappiamo ufficialmente solo quello che dicono i Vangeli ufficiali, ma sottesa alla tradizione e lontana dai dogmi esiste l’Akasha, la Memoria del tempo, che ha preservato l’insegnamento originale...

Da 35 anni Daniel Meurois, franco-canadese, è uno dei migliori “rivelatori” dell’Akasha, a cui ha accesso da uno stato di coscienza particolare. Le sue incursioni nell’Akasha hanno come missione estrarne il maggior numero possibile di insegnamenti originali del Cristo.

L’Autore commenta ciascuna delle carte, sulle quali sono riportate citazioni dalle parole del Cristo tratte dai precedenti testi di Daniel. Le carte possono essere usate a mo’ di “gioco” per trarre ispirazione e guida, ogni giorno o in occasione di una scelta importante; il commento aiuta a chiarire il significato della citazione per noi.

Acquista ora

 

Daniel MeuroisTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Daniel Meurois

Daniel Meurois-Givaudan , francese, residente in Canada, questo autore è un personaggio straordinario!
Autore e coautore di una ventina di libri tradotti in tutto il mondo, tiene conferenze e seminari, da quando gli è stato chiesto di mettere al servizio degli altri le sue capacità di viaggiatore astrale e di lettore dell’aura.
Alcuni anni fa, partito per un viaggio nei paesi himalayani, venne contattato dai Maestri di Shambhalla e decise di votarsi, insieme ad Anne Givaudan, alla divulgazione del Loro messaggio, pur senza mai fare opera di proselitismo.