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Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro "Il grande Libro delle Ricette Senza Lattosio e Proteine del Latte" di Marica Moda

Alternative al latte vaccino - Estratto da "Il grande Libro delle Ricette Senza Lattosio"

Siamo stati cresciuti con la convinzione che il latte sia un prodotto indispensabile per la nostra salute.

Da sempre persiste la convinzione che il latte sia utile per la crescita, lo sviluppo e l’equilibrio del nostro corpo, che sia un cibo completo e che per crescere sani bisogna consumarlo ogni giorno a partire dalla prima colazione.

Le stesse industrie casearie, o quelle che realizzano prodotti contenenti il latte, spendono ogni anno milioni di euro in pubblicità per mantenere questo stato di convinzione, facendo un vero e proprio lavaggio del cervello a ogni consumatore, in maniera più o meno consapevole, per pilotare le sue scelte al consumo.

La convinzione che mangiare cibi contenenti latte sia sano è talmente radicata in noi che non accettiamo nemmeno l’ipotesi che alcuni problemi o malattie possano derivare dal consumo di questo prodotto o di prodotti che lo contengono.

La scelta di consumare latte e latticini si sta rivelando sempre più sbagliata, fino a potersi definire dannosa per il nostro organismo.

Essendo un prodotto di origine animale, può facilmente contenere agenti infettivi che possono essere trasmessi all’uomo, come ad esempio la brucellosi, la listeriosi, la salmonellosi e la tubercolosi.

Inoltre, può subire contaminazioni di origine ambientale (ad esempio residui di pesticidi, diossine e tossine di origine fungina che l’animale ingerisce tramite l’alimentazione) o sofisticazioni, come l’aggiunta di sostanze azotate per elevare il contenuto proteico del latte.

In realtà il calcio contenuto naturalmente nelle verdure è molto più sano e di facile assorbimento rispetto a quello contenuto nel latte.

Il latte contiene ormoni e antibiotici che precedentemente sono stati somministrati alle mucche per aumentare in maniera esponenziale la loro produzione giornaliera, e questo può diffondere malattie infettive una volta che l’essere umano lo ingerisce.

Gli ormoni della crescita somministrati agli animali creano un aumento innaturale della crescita anche negli esseri umani, e sono inoltre una delle cause principali dell’incremento di neoplasie mammarie, che possono trasformarsi in tumori maligni.

Un altro terribile danno che il consumo di latte può provocare è il sovrappeso o addirittura l’obesità, in quanto ricco di grassi saturi e colesterolo.

Secondo gli studi del dottor Benjamin McLane Spock, uno dei padri della moderna pediatria, l’unico latte utile alla crescita dell’essere umano, l’unico batteriologicamente puro, che non viene sottoposto a trattamenti chimici di alcun tipo, che non è pastorizzato ed è ricco di vitamine e nutrienti, è quello materno, consigliato ai bambini fino all’età di 2 anni.

Dopo i 2 anni si dovrebbe evitare di consumare qualsiasi tipo di latte.

Ogni madre produce il latte adatto alla propria progenie: l’essere umano produce il latte adatto ai bambini, come la mucca produce il latte adatto al suo vitello e non agli esseri umani.

Il latte e i sui derivati sono prodotti messi in primo piano come cause di malattie di vario genere, quali allergie, flatulenza, stipsi, obesità, tumori, cardiopatie, malattie infettive e osteoporosi.

Il dottor Kurt J. Isselbacher – gastroenterologo, direttore del Massachussets General Hospital Cancer Center – ha eseguito una serie di studi su 25 mila campioni di sangue, dimostrando che i soggetti che consumano latte ne ricavano più problemi che benefici.

Una volta ingerito, il latte stimola la produzione di muco, che va a intasare gli intestini e con il tempo forma uno strato solido che non permette alle sostanze nutritive di essere assorbite e assimilate. I dati emersi dai suoi studi hanno dimostrato che gli esseri umani adulti che fanno uso abituale di latte non assorbono le sostanze nutrienti come invece accade nei soggetti che non lo consumano.

È vero, il latte è ricco di calcio, ma l’idea che esso sia utile alle nostre ossa è errata, anzi può addirittura innescare il processo inverso. Lo ha dimostrato il dottor William Ellis, a seguito di quarant’anni di studi sul latte.

Le persone che bevono latte o consumano latticini sono più soggette a osteoporosi rispetto alle persone che invece non ne consumano. Questo processo è dovuto alla lisciviazione del calcio: se il sangue viene acidificato dalle proteine, il corpo, per mantenere il sangue alcalino, preleva il bicarbonato di calcio dalle ossa utilizzandolo come tampone, e siccome il latte oltre al calcio è ricco anche di proteine, la sua assunzione determina la lisciviazione del calcio e quindi l’indebolimento delle ossa.

Le alternative vegetali al latte prodotto da mammiferi sono molte, dalla soia al riso, all’avena, alla mandorla, che oltre a essere molto buoni sono anche eccezionalmente ricchi di nutrienti.

L’avena è un cereale ricco di proprietà benefiche, fonte di carboidrati a lenta digestione – che quindi danno energia distribuita meglio nel tempo e non provocano picchi di insulina – è tollerata anche dai celiaci.

È un alimento nutritivo e rinforzante, per questo consigliato ai bambini e ai convalescenti. È ricco di zuccheri e potassio, fibre e vitamine E e B, ha un basso contenuto calorico e ha proprietà diuretiche e tonificanti.

È un cereale utile al fegato, all’intestino, all’apparato cardiocircolatorio e al sistema nervoso.

Il suo elevato contenuto di fibre garantisce il corretto funzionamento dell’intestino e aiuta la digestione, riduce sensibilmente il colesterolo con una conseguente diminuzione di sviluppo di malattie cardiache grazie al betaglucano (una fibra solubile), sostanza gellosa che intrappola nell’intestino il colesterolo e lo porta con sé durante la defecazione.

L’avena facilita la normalizzazione del peso in quanto ricca di proteine e acidi grassi essenziali che placano l’appetito e aiuta persino a prevenire i tumori grazie agli avenantramidi (composti fenolici azotati), antinfiammatori e inibitori di cellule tumorali.

Il latte di riso è il meno grasso tra tutti i tipi di latte vegetale, è ricco di zuccheri semplici, ha un minor contenuto proteico e lipidico, e contiene vitamine A, B e D, fibre e minerali.

Aiuta a regolarizzare l’intestino, e in particolare la mobilità del colon, è altamente digeribile grazie agli zuccheri semplici, che lo rendono anche una fonte di energia immediata, ed è completamente privo di colesterolo.

Il latte di farro ha un discreto livello proteico, contiene sali minerali e vitamine, ha un basso livello di zuccheri ed è una fonte di energia immediata.

Il latte di soia ha un alto valore proteico, contiene vitamina B1, ferro, pochi grassi, isoflavoni (che aiutano a ridurre il colesterolo) e ha proprietà antiossidanti prevenendo lo sviluppo di cellule tumorali.

Fin dai tempi antichi le mandorle erano considerate un alimento adatto alla pulizia intestinale, per le loro proprietà lassative e diuretiche. Il latte di mandorla è altamente energetico, contiene molta vitamina E e B, grassi insaturi (che limitano i rischi di problemi cardiocircolatori), antiossidanti e minerali e ha proprietà antidepressive e riequilibranti per l’umore.

Il latte di miglio è povero di colesterolo, ricco di proteine e povero di grassi (che aiuta persino a eliminare), contiene vitamina B, lecitina e minerali, ha un’azione riequilibrante per il sistema nervoso e favorisce la buona salute della pelle, delle unghie, dei capelli e dei denti. Inoltre previene i problemi cardiocircolatori, svolgendo un’azione protettiva per i vasi sanguigni.

Il latte di noci e nocciole è ricco di amminoacidi, vitamine A e B e sali minerali.

Sul mercato, purtroppo, i vari tipi di latte vegetale hanno ancora costi molto elevati rispetto al latte vaccino ma la speranza, per chi ne fa uso per necessità o per scelta, è che si arrivi a una maggiore considerazione verso coloro che consumano prodotti alternativi a quelli di largo e tradizionale uso, verso coloro che hanno maggior rispetto del proprio corpo, per necessità o per scelta etica, perché «siamo ciò che mangiamo», e dovrebbero cominciare a rendersene conto anche le grandi industrie alimentari.

A ogni modo, come potrete leggere sfogliando queste pagine, è possibile produrre in casa i vari tipi di latte vegetale, che va poi consumato nei 3/4 giorni successivi e conservato in frigorifero.

 

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Marica Moda

Marica Moda, da sempre appassionata di cucina, a 14 anni diventa allergica al lattosio e alle proteine del latte, ed inizia a scontrarsi con la poca informazione e la totale assenza di libri di ricette che possano aiutare lei e la sua famiglia a preparare piatti idonei alle sue nuove esigenze.

Con il passare degli anni studia, si specializza e inizia a creare e modificare piatti, secondo le necessità degli allergici come lei.

 

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