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Alimentazione Consapevole

Il modo in cui mangiamo è uno specchio per capire chi siamo e come ci rapportiamo con il mondo: il primo passo verso la consapevolezza e la salute, è gratis e parte da noi

Alimentazione Consapevole

Come forse molti di voi già sanno, l’olismo, termine molto in voga oggigiorno nell’ambiente naturopatico, significa “tutto”, dal greco òlos, ed è riferito alla salute come espressione dell’equilibrio dell’individuo in tutte le sue componenti fisiche, mentali e spirituali.

Partire di punto in bianco nel considerare l’individuo olisticamente non è così facile, ma si può cominciare a piccoli passi, introducendo gradatamente una maggiore consapevolezza nella nostra vita.

Proviamo ora a prendere l’alimentazione come aspetto da cui partire per sviluppare una consapevolezza che sappia migliorare la nostra vita.

Una filosofia orientale dice che l’uomo è ciò che mangia; io penso che l’uomo è come mangia. Pare che non abbia importanza solo cosa mangiamo ma anche come lo facciamo, e quindi “l’uomo è ciò che mangia” potrebbe riferirsi all’energia che entra in gioco, perché ci si può nutrire di buone energie o “condire” gli alimenti di buone intenzioni.

Mangiare con gratitudine

Da bambini siamo stati educati alla mensa scolastica pregando e ringraziando prima di mangiare. Questo è olistico perché considera il cibo un dono, un’opportunità che altri potrebbero non avere, un nostro legame con la madre terra che ci offre i suoi frutti. Questo atteggiamento di ricettività mette anche il nostro sistema digestivo in tale condizione, quindi capace di ricevere e accogliere, migliorare le secrezioni e l’assorbimento e diminuire lo stato di tensione del corpo.

Probabilmente se mangiassimo in silenzio con questo senso devozionale, trasformando l’atto di mangiare in una meditazione, portando l’attenzione sui singoli sapori, profumi, masticando accuratamente, finiremmo per saziarci prima, assimilare meglio senza gonfiori e ridurre intolleranze e allergie.

Esiste un tipo di dieta-filosofia che consente di mangiare qualsiasi alimento purché venga masticato centinaia di volte ogni singolo boccone, e sembra che questa modalità sia sufficiente per ristabilire una grande salute.

È anche vero che alcuni asceti si sono nutriti di poco riso o niente, senza ammalarsi o avere carenze, probabilmente mantenendo viva la flora batterica intestinale che in un organismo equilibrato è capace, con poco, di sintetizzare da sola vitamine e microelementi di cui il corpo ha bisogno.

Le nostre potenzialità sono incredibili e la vita serve appunto per riscoprirle. Già modificando il nostro modo di mangiare, soprattutto nell’atteggiamento, capite bene quante cose possiamo cambiare, basta solo volerlo e crederlo.

Ad ognuno il suo cibo

Rimane comunque basilare anche il cosa mangiamo, almeno finché il nostro atteggiamento non sia cambiato e il nostro equilibrio ripristinato. D’altra parte chi è in equilibrio può tollerare di mangiare quasi tutto (occorre anche vedere in che modo) mentre chi è in una condizione di squilibrio può peggiorare anche per una piccola alterazione alimentare.

Oggi c’è ancora l’idea secondo cui esista una dieta valida per tutti, mentre ogni individuo ha una propria costituzione e un proprio presente che non possono riassumersi in una unica modalità.

La costituzione personale ci può rivelare anticipatamente verso quali squilibri siamo portati e quali alimenti vanno a sovraccaricare il nostro sistema: è quindi il minimo da sapere di sé. Cerchiamo però di vivere la nostra costituzione da sani, piuttosto che fare i malati tutta la vita per paura di spostarci dal nostro centro sicuro. In fondo ogni tipologia di costituzione, quando è sana, sa adattarsi agli stimoli esterni che comunque rappresentano sempre un’opportunità di scambio e crescita.

Cereali e legumi: passato, presente e futuro dell’alimentazione globale

Se è vero che l’unica giusta dieta olistica è ad personam, è anche vero che i cereali abbinati ai legumi sono da sempre, nella storia dell’umanità, il piatto forte, la base fondamentale di sostentamento e non a caso presentano un sinergismo di nutrizione.

Addirittura i cereali possiedono delle tossine che si neutralizzano solamente con l’abbinamento a un legume. Sicuramente questo abbinamento è stato la storia e sarà il futuro anche per un discorso di ovvietà: non si può essere tutti carnivori in questo mondo, soprattutto perché pensare di consumare carne tre o quattro volte a settimana non è sostenibile né a livello ambientale né a livello di salute personale.

Forse il modo migliore di mangiare carne è quello di renderla il piatto della domenica, una tantum, in modo che oltre a stare meglio noi creiamo una richiesta di mercato che consenta di allevare in maniera più brada gli animali o magari consumarli selvatici secondo un piano di controllo delle specie.

Oggi si parla molto di come i latticini siano la causa di tanti problemi di salute, eppure esistono ed esistevano tante popolazioni che basavano la propria vita sulla pastorizia e alcuni Paesi con queste usanze avevano comunque persone centenarie.

Quindi non possiamo che tornare a pensare che la scelta della dieta, a parte i motivi etici e biocompatibili, non sia la base della salute ma solo funzionale a un determinato momento dove essa può fungere da cura, sapendo che la salute si perpetua per altri motivi.

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Noi siamo come mangiamo! Fate attenzione a come vi rapportate al cibo: è uno specchio del vostro rapporto con il mondo esterno. Siamo avidi di cibo, ingordi, oppure senza appetito, intolleranti, con senso di colpa; ricerchiamo sapori particolari, alimenti preferiti? Mangiamo di nascosto, soli o preferiamo la compagnia? Controlliamo la nostra sazietà e a volte ci strafoghiamo oppure siamo abitudinari?

Ci sono tanti modi di mangiare per tanti modi di essere. Se siamo capaci di equilibrare il nostro modo di mangiare significa che abbiamo già cambiato delle cose nella nostra vita, purché non sia la moda del momento e si retroceda a fine mese: è un cambiamento di coscienza.

Fate attenzione al modo di mangiare vostro e delle persone che vi stanno accanto: si può capire tanto. È il primo approccio olistico che potete portare gratuitamente nella vostra vita. Siate osservatori di come mangiate e comprenderete il vostro approccio con il mondo. Mano a mano che porterete consapevolezza in questo ambito, la estenderete a tanti altri campi della vostra vita.

Esistono tante interpretazioni simboliche relative agli alimenti e al modo di mangiare, ma solo noi stessi possiamo veramente comprendere il significato correlato alla nostra vita, perché siamo noi i fautori della nostra salute olistica. Tutti gli altri ci possono solo incoraggiare ad avere fiducia in noi stessi. A tante persone sarà capitato di passare da uno specialista all’altro fino a giungere da qualcuno che miracolosamente trova una cura valida.

È in questa ricerca che è maturato qualcosa capace di portare la guarigione, accettandola. Anche Cristo dopo aver compiuto un miracolo diceva: “La tua fede ti ha salvato!”. Senza generalizzare, aggiungo che ogni terapeuta porta con sé un suo messaggio personale che può creare un feeling con determinate persone piuttosto che altre.

Concludendo, sarebbe bello smettere di lamentarsi e iniziare veramente a prendersi cura di sé, magari proprio partendo dal nostro modo di mangiare e chissà che quando saremo in tanti a farlo, per riflesso o risonanza, non migliori anche il settore della sanità, che si preoccupa della malattia e non del comprendere le basi vere della salute. Osserviamo come mangiamo domandandoci perché lo facciamo proprio in quel modo: quando sapremo risponderci avremo già trasformato qualcosa della nostra vita.

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

 

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Salvatore Satanassi, naturopata, lavora per Remedia.

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