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Alimentazione alchemica ed elisir di lunga vita

Alimentazione alchemica ed elisir di lunga vita

L’alchimia può definirsi la ricerca del significato profondo della vita, che prevede una preliminare e radicale trasformazione del composto psicofisico dell’uomo, della sua parte visibile e della sua parte meno visibile.

Lo scopo di questa ricerca è quello di trovare un punto di contatto, sia interiore che esteriore, con la propria origine spirituale, esplorando il campo energetico e il sistema cibernetico dell’uomo, e quelli estremamente più vasti della natura, di cui l’uomo è parte integrante.

Il successo nel lavoro alchemico non può prescindere da una corretta conoscenza della struttura complessa dell’uomo e della sua alimentazione, che non è soltanto un corpo di carne e ossa, regolato da processi fisiologici meccanici. L’uomo è anche un’anima individuale, un complesso energetico e sensibile, collegato a un’analoga anima del mondo, che lo circonda e lo compenetra.

Da un corpo in buona salute, da un sistema sensoriale e da un’anima passionale purificati, da un intelletto ispirato e raffinato, si sviluppano un sentire, un amare, un pensare e un volere superiori.

A tal fine i quattro componenti dell’uomo, che sono legati rispettivamente all’elemento terra, all’elemento acqua, a quello dell’aria e a quello del fuoco, vanno alimentati in maniera equilibrata, sia in stato di veglia che in stato di sonno, con un afflusso e una circolazione costante di questi elementi, in quantità proporzionate agli effettivi bisogni del composto umano.

L’alimentazione sottile e armonica

Per mezzo di un’alimentazione sottile e armonica, l’alchimista lavora il proprio composto eterogeneo, rendendolo più omogeneo e sinergico, convertendo parte della terra in acqua, parte dell’acqua in aria e parte dell’aria in un fuoco elevato, il tutto per formare la quintessenza.

Con ciò l’alchimia perfeziona la natura dell’uomo, di per sé imperfetta, realizzando il quinto elemento, l’elisir capace di mantenere un equilibrio costante e prolungato tra i quattro elementi.

L’ordinaria alimentazione è basata su notevoli quantità di materia grezza, in gran parte legata all’elemento terra, che l’organismo deve trasformare e assimilare, per trarre energie necessarie al suo funzionamento. L’alimentazione dovrebbe invece essere integrata con l’assorbimento di una materia più fine, destinata ai centri sottili dell’uomo, legata agli elementi acqua, aria e fuoco.

Data la visione materialistica dell’attuale società, è ormai comunemente accettato il concetto secondo il quale l’uomo è solo ciò che mangia. Secondo l’ottica ermetica, l’uomo è soprattutto ciò che pensa, immagina e concretizza, secondo una volontà coerente con lo spirito.

Pertanto le diete naturali o biologiche, vegetariane o vegane, che tanto vanno di moda oggigiorno, non incidono più di tanto sulla salute del composto umano, se non sono accompagnate da una trasformazione realizzata con l’alimentazione metafisica.

L’alchimista come medico di se stesso

Con l’ispirazione proveniente dal piano spirituale, sempre più attivo, l’alchimista diviene medico di se stesso e può ottenere un prolungato stato di salute psicofisica. Se in sintonia con i processi e i cicli della natura, l’operatività alchemica mette in equilibrio corpo e anima, sanando i relativi conflitti degenerativi, potenziando la forza vitale e intelligente del metabolismo e i relativi processi di rigenerazione cellulare.

L’alchimista attiva nel corpo processi di disintossicazione e guarigione, senza allarmarsi per i passeggeri contraccolpi fisici e psichici. In caso di malattia, si attende che la natura eserciti i suoi poteri di guarigione, che i farmaci hanno la funzione di sollecitare, considerando la stessa malattia un passaggio nel percorso di purificazione dell’anima.

I poteri della natura sono attivati dall’immaginazione attiva e dal pensiero positivo, mentre sono bloccati dalla paura e dal pessimismo.

La produzione di un farmaco, distillato secondo la prassi alchemica, avviene tramite una relazione sottile tra l’anima dell’operatore e l’anima del prodotto naturale manipolato, tra l’intelligenza dell’alchimista e l’intelligenza del mondo vegetale o minerale, di cui occorre riconoscere le segnature planetarie e zodiacali, le cui energie possono riequilibrare il metabolismo.

Un farmaco alchemico è la realizzazione di una piccola opera alchemica, che prefigura e predispone la realizzazione della Grande Opera, di ciò che corona l’intera esistenza dell’alchimista.

l’intera esistenza dell’alchimista. Il famoso e mitico elisir di lunga vita degli alchimisti è in realtà un atteggiamento attivo nei confronti delle malattie, che si manifestano periodicamente nel corso dell’esistenza e spesso fanno parte del processo di crescita interiore.

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 43

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Giorgio Sangiorgio è scrittore ed esperto praticante di Alchimia. Dopo aver frequentato per molti anni il gruppo alchemico "Il Corpo dei Pari", diretto da Gianmaria Gonella, promuove e coordina dal 2001 l'attività del Centro Studi Ermetici il Convivio. Ha scritto numerosi saggi.

 

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