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AGRIMONY (Agrimonia Eupatoria) - Fiore di Bach...

"Tutto bene, non c'é alcun problema!" - Estratto da "I Fiori di Bach: cure e rimedi"

AGRIMONY (Agrimonia Eupatoria) - Fiore di Bach numero 1

"Persone gioviali, allegre, persino di buon umore che amano la pace e sono afflitte dalle discussioni e dai litigi. Tanto che, per evitarli, sono pronte a rinunciare a molto"
('I dodici guaritori e altri rimedi' di E. Bach, 1941)

Nella Letteratura

Clarissa Dalloway, protagonista del romanzo "Mrs. Dalloway" di Virginia Woolf.

Donna dell'alta società, bella e intelligente, nasconde la sua omosessualità dietro una maschera cortese e un matrimonio felice in apparenza: nessuno deve preoccuparsi per lei.

Mappa psicologica

  • Si cerca di vivere in pace ed essere circondati da un'atmosfera allegra
  • I litigi abbattono
  • Si è disposti a fare molto per essere lasciati in pace
  • Ci si nasconde dietro ad una maschera allegra,
  • "Cheese!", sorridere sempre e comunque
  • Si è alla ricerca di svaghi: cinema, feste, attrazioni di ogni genere
  • Si nasconde il tormento interiore
  • Si socializza per dimenticare i propri problemi
  • Abuso di psicofarmaci, droghe, alcool per dimenticare e alleviare la tensione -> Carnevale è già passato da un po', ma la sua maschera gli è rimasta addosso: sorridere sempre per evitare impicci e musi lunghi.

La pianta

E' una pianta erbacea perenne, alta da 30 a 50 cm. L'Eupatoria cresce in terreni soleggiati, salendo dritta verso il sole, con piccoli fiori gialli.

Nell'antica Grecia era dedicata a Pallade Atena, dea della sapienza, della saggezza e degli aspetti più nobili della guerra (guerra difensiva e fatta per una giusta causa).

Le sue foglie sono pelose, indicando con ciò la tendenza a difendersi dall'ambiente. In medicina l'Eupatoria, le cui proprietà erano conosciute ai tempi di Plinio il Vecchio, è indicata per le febbri e come depuratore del fegato e delle vie biliari (possiede l'acido ursocolico).

Il suo nome deriva dal greco agros — campo e mon — habitat (letteralmente "abitante dei campi").

Il personaggio Agrimony

"Che diavolo volete? Siete ammattiti?".
"Vestiti, è l'ora di andare al lavoro!".
"A quest'ora? Vi pare il modo di disturbare la gente?".
"Tu hai sempre modi gentili, ma qui è successo un casino!".

I ragazzi della Comunità erano in subbuglio. Gli educatori in ebollizione. Lui, lo psicologo responsabile dell'equipe e reperibile per quella sventurata notte, doveva assumersi delle responsabilità.

Nonostante fossero le quattro del mattino, si vestì, si fece la doccia e si rasò.

Montò in macchina. Le luci abbaglianti illuminavano la strada Trieste-Opicina, alcuni chilometri lungo il costone carsico. In quel mentre rifletteva sulle situazioni della vita.

"Che modi! Che gente. Più ti dai da fare per gli altri e peggio è! Proprio a me... che ci metto l'anima! Metto a posto, sistemo tutto, voglio che ogni cosa sia in ordine per non pesare sugli altri... Perché nessuno abbia di che lamentarsi... e poi? Cosa ottengo? ...Non è logico, non è giusto... Domani devo partire per le ferie e questi che fanno? La rivolta dei poveri? Non c'è più religione!".

Cercò, smanettando sull'autoradio, la musica che si adattasse al suo animo ribollente d'angoscia e rabbia. Se c'era una cosa che non sopportava erano le discussioni, il malumore, i musi lunghi e i discorsi alle spalle. Chissà quanti ne facevano, in direzione: bastava una "e" accentata e fuori posto che lo spifferavano subito al direttore e lo chiamavano per la solita, immeritata ramanzina.

Quando i fari illuminarono la palazzina, parcheggiò l'auto proprio sotto il portone d'ingresso. Non c'era bisogno di fare tanta strada, a quell'ora. Il parcheggio, con la sua P bianca su fondo azzurro, era quasi vuoto.

Sapeva che ci sarebbe voluta tutta la sua diplomazia per tirare fuori le castagne dal fuoco. Non sopportava i musi lunghi.

"Che succede?" - disse, cercando di mettere a freno il tumulto del cuore.

"Era ora che arrivassi... I ragazzi si sono barricati nella camera al piano di sopra... non vogliono uscire".

La vita di comunità era anche questa.

"Sciopero della fame... da ieri sera...".
"E allora? Non potevate fare qualcosa? Avete chiesto al direttore, o alla Rossana, la segretaria?".

Salì al piano percorrendo i gradini due a due e bussò alla porta: "Se non aprite chiamo i Carabinieri! Siete tutti col permesso di soggiorno in scadenza. Aprite e parliamo...".

I ragazzi si fidavano di lui, conoscevamo la sua eleganza, i modi gentili e affabili, il suo equilibrio. Sapevano che una fetta del suo cuore batteva per loro, per i più deboli, al di là del ruolo professionale. 

"D'accordo, può entrare..." - la chiave girò nella toppa.

Una volta in camera lo psicologo cercò di calmarsi. Gli tremavano ancora le mani ma cercò di sorridere... ed allentare il nodo allo stomaco. Occorreva mediare, discutere, capire, scegliere e agire: in questo lui era un maestro.

Si versò un bicchier d'acqua e prese alcune gocce per il mal di testa.

Di fronte a lui l'atteggiamento era scuro, minaccioso. Avrebbe agito con freddezza e savoir faire. "Vogliono un lavoro, subito. Entro la settimana, prima che scada il permesso di soggiorno, altrimenti minacciano guai".

Gli albanesi avevano una diversa concezione della vita e dell'onore rispetto alla sua, ed egli sapeva che non scherzavano.

"Queste son teste dure!" — lui lo sapeva!

"Non sono stato io a decidere il vostro trasferimento ad un'altra struttura (CIE) e non credo che voi abbiate voglia di tornarvene in patria domani" - esclamò per mettere le cose a posto e sedare gli animi.

"Ne parliamo domani con il direttore. Ne parliamo domani. Ora andate a dormire. E zitti, per favore".

Commento

E' questo l'atteggiamento che piace ad Agrimony. Non so se gli piaccia davvero (a volte lo subisce! N.d.R.). Dover mediare, ascoltare, rendere tutti felici, vedere volti distesi e sorridenti sulla propria strada, al prezzo e al costo della tensione e della rigidità delle sue mandibole, strette in una morsa fino al compimento del suo dovere.

Era questo il prezzo da pagare per il "non preoccupatevi", il "va tutto bene" da affogare nei farmaci, nella droga, nell'alcool, i suoi veri compagni di viaggio. Abitudini da non dire a nessuno per non preoccuparlo, più che per la vergogna...

Il segreto del rimedio

Agrimony parla di serenità, di capacità di giudizio, di sincera guida interiore. Allontana da alcool e droga: è dentro di noi che esiste il 'faro della Vittoria' che ci guida, nella vita, verso porti più accoglienti.

Si dà il giusto peso ai problemi della vita, e si comincia più spesso a pensare a sé e al proprio benessere, indirizzando le proprie energie in senso costruttivo.

Come va a finire la storia?

Gino comincia a pensare un po' più a sé. A cercare qualche soddisfazione vera ed extra lavorativa. "Ci pensino gli altri, a sistemare le cose...". Un paio di settimane di ferie, l'iscriversi ad una palestra, imparare ad essere un po' più imbronciato, se è questo il suo sentimento, anche di fronte agli altri.

Così la mattina dopo si presenta al direttore coi ragazzi, risolve il problema e avanza sulla scrivania del capo il piano ferie: una settimana in più!

E' ora di prendersi cura di sé!

Potenziale positivo

Si riesce a ridere delle proprie preoccupazioni, si abbandona il consumo di stimolanti. Si vive una vita meno consumistica... più a contatto con la realtà e la natura.

Si torna a un ottimismo fiducioso verso il futuro, mantenendo intatta l'abilità dialettica e la capacità diplomatica di essere equilibrati e considerare, tra l'altro, le diverse esigenze degli altri.

I Fiori di Bach: cure e rimedi

I Fiori di Bach: cure e rimedi

Fiori di Bach: cure e rimedi esce dalla classica esposizione enciclopedica e sceglie, invece, una descrizione vicina al lettore che non potrebbe essere più adatta all'argomento in questione: se già la branca omeopatica e naturopatica esula dai freddi protocolli della medicina tradizionale, i Fiori di Bach se ne distaccano ancora di più, tenendo in altissima considerazione la sfera emozionale e psicologica della guarigione.

Ne nasce una raccolta esaustiva, spettacolare e illustrata, dove per ogni fiore e relativo rimedio c’è un profilo psicologico associato, con il quale ci si può facilmente identificare, aiutandoci così a comprendere meglio un mondo ad oggi ancora poco conosciuto, ma che vale la pena esplorare.

Con bellissime foto e illustrazioni completamente a colori

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Roberto Pagnanelli

Roberto Pagnanelli, nato a Milano il 17.12.1963, è medico chirurgo specialista in psichiatria, diplomato in omeopatia, e psicoterapia. Si occupa di ansia, attacchi di panico, depressione, fobie e disturbi psicosomatici. E' diplomato all'Istituto Superiore di medicina olistica presso l'Università degli Studi di Urbino in Omeopatia e presso il C.I.S.S.P.A.T. di Padova in Psicoterapia Autogena e Training Autogeno. E' inoltre diplomato in psicoterapia ad indirizzo psicosomatico presso l'Istituto RIZA di Milano. Nel corso degli studi ha ottenuto 6 premi e 2 borse di studio. E' docente di omeopatia alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza. Esercita la Terapia ad Approccio Intelligente e la Musicoterapia Cinematografica, di cui è ideatore, da oltre un decennio.

 

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Nicoletta Pagnanelli

Nicoletta L. Pagnanelli si è diplomata al Liceo Classico Dante Alighieri di Trieste col massimo dei voti. Studentessa in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Trieste, appassionata di medicina naturale, è al suo primo lavoro. Ha collaborato in particolare alla stesura degli originali capitoli sui personaggi della letteratura italiana e straniera e i fiori di Bach.