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AAA abbronzatura cercasi

Tutto quello che devi sapere per esporti al sole in sicurezza, e ottenere i maggiori benefici in termini di bellezza e salute

AAA abbronzatura cercasi

Nei secoli, fino ai primi anni del '900, il biancore della pelle era misura di bellezza femminile e le donne si proteggevano il più possibile dalla luce solare.

L’emancipazione della donna, i vestiti corti, i bagni di mare sconvolsero in breve questo concetto: ebbe così inizio la moda dell’abbronzatura.

Moda sì, ma anche salute. Ogni anno 200 milioni di persone trascorrono le loro vacanze al sole e un famoso dermatologo tedesco scrisse: «il bisogno urgente che tutta questa gente ha di andare al sole è fondata su alcuni imperativi biologici. In altre parole: se stiamo bene al sole, significa che dobbiamo starci, anche se con certe precauzioni!».

Il sole è una fonte inesauribile di energia ed esplica benefiche azioni su tutto l’organismo:

  • è essenziale per il metabolismo del calcio e aiuta a debellare in pochi anni la piaga del rachitismo;
  • ha un’azione analgesica sui dolori muscolo-scheletrici;
  • aumenta la circolazione superficiale con benefici sul trofismo della pelle;
  • stimola la sudorazione che favorisce l’eliminazione delle tossine;
  • influisce positivamente sull’umore.

Benefico sì, ma attenzione alla pelle

Ma, lo sappiamo tutti, l’esposizione ai raggi solari presenta anche dei rischi che riguardano soprattutto la pelle. Infatti ha ripercussioni importanti sulla senescenza cutanea, sulle pigmentazioni e sulle neoformazioni cutanee.

Il sole genera un flusso di radiazioni elettromagnetiche immaginabili come onde che solcano lo spazio a velocità altissima, a seconda dell’energia posseduta.

Noi percepiamo solo i raggi visibili che sono circa il 50% delle radiazioni totali, poi ci sono i raggi infrarossi che producono calore e sono circa il 40%, raggi gamma e raggi x e un 5% di raggi ultravioletti che sono i principali responsabili delle modificazioni cutanee osservabili dopo l’esposizione al sole.

Quando la cute è colpita dalle radiazioni, queste sono in parte riflesse e in parte assorbite.

I raggi ultravioletti (UV) sono composti dai famosi UVA e UVB: i primi abbronzano senza irritare o arrossare la pelle, ma penetrano profondamente fino al derma per almeno il 50% e sono i veri responsabili delle lesioni al collagene e dell’elastina, dell’invecchiamento cutaneo e quindi, delle rughe; i secondi sono assorbiti soprattutto dallo strato basale e sono eritematogeni, cioè responsabili delle classiche “scottature”, arrossamenti e irritazioni, possono anche produrre ustioni di secondo grado.

Quanto brucia il sole: i fattori ambientali

Ovviamente ci sono vari fattori che condizionano l’effetto dei raggi solari sulla pelle.

  • Altitudine e latitudine: in montagna i raggi solari devono percorrere un tragitto minore per arrivare a contatto della pelle, per questo ci si abbronza di più in alta montagna, ma attenzione agli eritemi! Ogni 300 metri di altitudine l’effetto degli UVB aumenta del 4%, quindi un’ora di esposizione a 3000 m equivale almeno a un’ora e mezza di esposizione al mare. Per lo stesso motivo i raggi che giungono sulla terra ad angolo retto (equatore) sono piu aggressivi rispetto ai raggi obliqui sui poli.
  • Orario di esposizione: verso mezzogiorno i raggi solari giungono sulla terra più perpendicolari e devono attraversare meno atmosfera perciò sono più aggressivi: i raggi UVB irradiano la terra soprattutto tra le ore 11 e le 15 ma quelli UVA sono, in realtà, costanti.
  • Natura del terreno: i raggi del sole provengono non solo direttamente dal sole ma anche dal riverbero delle zone circostanti: la neve ad esempio riflette fino all’80% dei raggi, la sabbia il 20-30% e l’acqua il 10-20%. Al contrario il verde dei boschi, prati e della vegetazione in generale riduce il potere lesivo delle radiazioni.

Tralascio lo strato dell’ozono e il pulviscolo atmosferico anche se meriterebbero non poca attenzione!

E tu di che fototipo sei?

Altri fattori sono di tipo individuale in quanto gli effetti biologici dei raggi solari dipendono anche dal tipo di pelle dell’individuo: il famoso fototipo.

Sulla base del proprio fototipo l’organismo pone in atto diversi processi che rappresentano mezzi di difesa delle radiazioni.

  • Ispessimento dell’epidermide: le cellule basali si riproducono di più, stimolate soprattutto dagli UVB, creando una barriera più forte alla penetrazione dei raggi solari.
  • Sudorazione: il sudore porta con sé, sulla superficie della pelle, l’acido uronico che è in grado di assorbire una parte di raggi UVA, ma non offre comunque una protezione sufficiente. Anche per questo è comunque importante bere molta acqua prima e dopo l’esposizione.
  • Abbronzatura: aumenta la quantità di melanina presente nell’epidermide, questa funge da filtro, trattenendo e riflettendo un’abbronzatura “ritardata” che inizia un paio di giorni dopo l’esposizione e raggiunge il suo massimo dopo 6-7 giorni perché i melanociti sono stimolati a produrre nuova melatonina e l’abbronzatura sarà così persistente e protettrice.
  • Eritema: è un fenomeno indesiderato che ci avverte che ci stiamo esponendo al sole troppo e male.

Come proteggere la pelle: schermi, filtri, alimentazione e altro

Quanto detto fin qui dimostra la necessità di proteggere la nostra pelle in base al proprio fototipo e alle condizioni ambientali, perché i filtri naturali della cute in certe condizioni non sono sufficienti.

Ci sono alcuni modi per integrare o sostituire le naturali difese della pelle.

  • Schermi solari: agiscono riflettendo i raggi e proteggano la pelle totalmente. Sono creme coprenti a base di ingredienti naturali come: biossido di titanio, ossido di zinco oppure caolino e carbonato di magnesio. Proteggono ottimamente da UVA e UVB.
  • Filtri solari: non riflettono i raggi, ma ne trasformano la lunghezza d’onda trasformandoli in raggi luminosi. I più noti sono i derivati del PABA (una vitamina del gruppo B), i cinnamati (si trovano dell’olio essenziale della cannella, nello storace, nel burro di karitè, ma possono essere prodotti anche sinteticamente) e altri filtri sintetici altamente discutibili come i benzofenoni e triazonici che sembrano fare più danni che proteggere. Anche diversi prodotti naturali, che vedremo meglio dopo, hanno proprietà filtranti: alcuni oli vegetali, il gel di aloe, gli oleoliti di camomilla, iperico e calendula (potete visionare le ricette degli oleoliti su ViviConsapevole #36 e #37).
  • Alimentazione: in genere tutti gli alimenti di colore gialloarancio e rosso scuro sono ricchi di betacarotene, bioflavonoidi e vitamina E che accelerano (entro certi limiti) la produzione di melanina. Qualche mese prima di esporsi al sole è buona consuetudine comprendere nella dieta: arance, avocado, uva, uva sultanina, melone, mango, albicocche, carote, papaya, mirtilli, more, lamponi, fragole, ciliegie, pomodori, peperoni, zucche, cocomero, olio di germe di grano, cereali integrali. Ancora meglio in abbinamento ad alimenti ricchi in vitamina C che ne potenziano l’effetto: prezzemolo, limone e agrumi vari, kiwi, peperoncino, more, fragole, cavoli, spinaci.
  • Integratori alimentari: se non è possibile seguire una dieta varia e ricca di frutta e verdura fresca si può ricorrere all’uso di qualche integratore di vitamine A, E, bioflavonoidi e betacarotene (provitamina A) che aumentano le naturali difese della pelle, si accumulano nella pelle ed esplicano un leggero effetto filtrante. Tutti questi elementi possiedono anche un’azione antiossidante. Si può anche stimolare e intensificare l’abbronzatura con degli intensificatori melaninici come l’amminoacido tirosina.
  • Idratazione: bere tanto aiuta a mantenere la pelle idratata e a permettere una regolare sudorazione che, come abbiamo visto in precedenza, funge anch’essa da leggero filtro solare.

Gli oli vegetali per la pelle esposta al sole

Come vi ho anticipato molti oli vegetali sono schermi solari naturali.

Se si ha una pelle sensibile, alcune protezioni solari che contengono filtri chimici possono rovinarla e, in alcuni casi, apportare danni gravi permanenti. Una buona alternativa ai filtri solari sintetici, pieni di sostanze nocive, sono gli oli naturali da usare nelle creme solari. Molti oli di semi e oli vegetali possiedono un elevato contenuto di antiossidanti e vitamina E, che proteggono e idratano la pelle esposta al sole.

Gli studi mostrano che gli oli più efficaci per bloccare i raggi pericolosi sono nell’ordine:

  • Olio di germe di grano: rappresenta una delle migliori fonti di vitamina E e K, vitamine del gruppo B e colina (o vitamina J). Se spalmato sulla cute, l’olio di germe di grano contribuisce a idratare i tessuti e agisce come antiossidante, prevenendo i danni provocati dai radicali liberi. Secondo una ricerca pubblicata dal Pharmacognosy Magazine, le protezioni solari contenenti germe di grano e vitamina E possiedono un SPF naturale pari a 20.
  • Olio di semi di soia: proviene dalla Cina e contiene elevate quantità di acidi grassi essenziali, lecitina, proteine, calcio e ferro. L’utilizzo topico dell’olio di soia idrata la pelle e ha un SPF naturale di 10.
  • Olio di macadamia: le noci di macadamia sono originarie dell’ Australia. Sono ottime fonti di ferro, potassio, fosforo, magnesio e vitamina E. Queste noci contengono inoltre una sostanza chimica naturale conosciuta come acido cinnamico, che fornisce un livello variabile di SPF pari a 6.

Articolo tratto da Vivi Consapevole 41

 

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