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5 punti per un obiettivo vincente!

5 punti per un obiettivo vincente!

“Nel 2016 farò più sport e non voglio più mangiare schifezze.” Hai formulato anche tu questa intenzione per il nuovo anno? Se sì, fai attenzione: per come funziona la tua mente, espressa così potresti mollare prima ancora di cominciare!

Questa breve ed innocua frase contiene i 5 motivi per cui questo e tanti altri obiettivi che hai fissato andranno difficilmente a buon fine. Sono 5 punti molto semplici; eppure sei così allenato ad ignorarli o distorcerli che ti servirà tempo e disciplina per entrare in una nuova abitudine efficace.

Iniziamo subito a seminarne i semi.
Chi ben inizia è a metà dell’opera!

1. Sì ma no

“Non voglio più mangiare schifezze”
Il tuo obiettivo è ciò che vuoi o ciò che NON vuoi?

Quando giochi a freccette e ti trovi davanti al bersaglio, punti verso il centro o la periferia per mandare la freccetta al centro del tabellone? E’ su quello che vuoi che punti l’attenzione: ti sembra così scontato nel gioco, ma non lo è altrettanto per tutti gli altri tuoi obiettivi.

Non vuoi più mangiare schifezze o piuttosto vuoi mangiare sano ed equilibrato?
Mi sa la seconda...

Per favore, rileggi lentamente la domanda qui sopra nelle sue due parti e nel mentre fai attenzione a come ti senti, alle sensazioni nel tuo corpo, alle immagini che compaiono nella tua mente, ai ricordi che emergono. Rileggila più volte lentamente e raccogli tutti i messaggi che il tuo corpo ti manda.

E’ successo anche a te che leggendo la prima parte della domanda ti sentivi ingolfato, pesante, stracolmo di grassi e zuccheri? E che invece leggendo la seconda ti vedevi sorridente, ti sentivi scattante e in forma?

La tua buona intenzione di non voler più mangiare schifezze non è il tuo obiettivo, non è il centro del bersaglio. Il centro è stare bene mangiando in modo sano ed equilibrato.

Concentrandoti sul non voler mangiare schifezze rafforzi in te giorno dopo giorno l’immagine e le sensazioni di quando mangi schifezze e allora il tuo subconscio risponde a quel messaggio e ti tiene in quella condizione. E’ come se gli impostassi il navigatore verso la meta “mangia da schifo” ogni giorno.

Risultato? Frustrazione... perché ce la stai mettendo tutta per rimetterti in riga, ma com’è come non è, ti ritrovi ciclicamente nel tunnel della malnutrizione.

Non è la tua volontà a far cilecca: è il non sapere come dirigere la parte inconscia della tua mente, quella più potente di te, verso ciò che vuoi veramente.

Non sottovalutare questa abitudine al “non”! (nota la prima parola che ho usato in questa esortazione e nella frase precedente..) Il nostro modo di esprimerci è talmente intriso di negazione che è un attimo scivolare e suona così normale!

Me ne accorgo io stessa quando sono “distratta” e i pensieri vanno liberi. Emergono veramente tanti non e ciò che non desideriamo più vivere. Ci siamo educati a concentrarci sul dolore da cui scappare e questo ci porta ad esprimerci al negativo.

Come mai ci siamo addestrati in questo modo?
E’ un effetto collaterale della predominanza di “emisfero sinistro”, la parte razionale del nostro cervello legata alle parole, ai numeri, alla logica, alla scienza, all’organizzazione.

E’ giunto il tempo di ribilanciare questa parte alimentando la parte destra del nostro cervello con della sana creatività, arte, fantasia, interazioni, sensazioni. Inizia creando nuove abitudini focalizzate su ciò che vuoi.

Punto #1: esprimi quello che vuoi ottenere.

2. Lo “voglio”

Se ci dessero un centesimo per ogni volta che utilizziamo il verbo “volere”, saremmo tutti stramiliardari.
Voglio a destra e voglio a sinistra. E’ tutto un volere unico!
Una vera e propria ipnosi che porta a... volere e solo volere...

Perché continui a dire “voglio fare” invece di “faccio”? “Voglio iniziare” invece di “inizio”?

Fai come prima: leggi lentamente più volte la frase qui sopra e senti / vedi la differenza tra le sue due parti.

Percepisci anche tu un senso di fatica in “voler fare”? Come se fosse così dura da dover sottolineare la tua volontà a farlo. Ma tutto questo impegno è un grande sforzo. A furia di “volere” tutto il giorno tutti i giorni ti ritrovi stremato/a dai tuoi stessi pensieri.

Inoltre, grazie a “voglio fare” puoi procrastinare alla grande; mentre con “faccio” sei lì a un passo dall’azione, c’è proattività.Come è invece più efficace e veloce, pulito e chiaro usare il verbo di azione senza il “voglio” davanti, sei d’accordo?

Passo #2: usa direttamente il verbo dell’azione necessaria.

3. Mischiare come e cosa

Ritorniamo al tuo obiettivo di partenza: “Nel 2016 farò più sport e non voglio più mangiare schifezze.”

Cosa vuoi ottenere con queste due intenzioni? Entrambe queste azioni sono finalizzate ad un obiettivo che fa da cappello ad entrambe: stare bene, essere in forma, vivere in un benessere psico-fisico, ecc. Lo puoi formulare in vari modi a seconda della sfumatura che vuoi evidenziare.

Rimane comunque che questo è l’obiettivo finale. Fare sport e mangiare sano sono funzionali allo stare bene in corpo e mente. Queste due attività sono il modo, il “come” vuoi arrivare al tuo obiettivo, il “cosa”.

Fai ancora questa prova con me.
Pensa ripetutamente “Farò più sport” e osserva quello che accade in te: senti le sensazioni nel tuo corpo, riconosci le immagini che sopraggiungono nella tua mente, riconosci le tue emozioni.

Ora pensa ripetutamente “Sono in forma smagliante” e, come sopra, osserva quello che accade in te: senti le sensazioni nel tuo corpo, riconosci le immagini che sopraggiungono nella tua mente, riconosci le tue emozioni.

Quale dei due pensieri accende di più la tua spinta a praticare sport?
La seconda, vero? E l’aspetto particolare è che la frase non contiene affatto la parola sport.

Con questo semplice esercizio hai sperimentato la forza che proviene dal focalizzarti sul risultato finale che vuoi ottenere.

Ecco il punto più importante dei 5.

Il tuo obiettivo acquisisce molta forza nel momento in cui rappresenta il risultato finale che vuoi ottenere.

Ricapitolando usando l’esempio di partenza, intendi fare sport ed alimentarti bene con l’obiettivo ultimo di stare bene.

Punto #3: il tuo obiettivo descrive il risultato finale che vuoi realizzare.

4. In un futuro chissà quando

La declinazione del verbo al futuro va a braccetto con il verbo “voglio” nel tenerti lontano dal raggiungere i tuoi obiettivi.

Così come “voglio” sviluppa il volere e non l’azione cui si riferisce, allo stesso modo la declinazione al futuro sposta sempre in avanti il traguardo.

Sai già cosa ti propongo ora: l’esercizio del sentire. Oramai sei esperto/a e puoi farlo senza istruzioni.
Ti invito quindi ad applicarlo a “farò” e “faccio”.
Meglio anche per te il secondo, vero?

Il presente è l’unico tempo che esiste per la mente. Anche quando fantastichi sul futuro o ripensi al passato, nella tua mente è “ora”. Addirittura S. Agostino parlava nelle sue “Le Confessioni” del presente del futuro e del presente del passato.
E’ così.

Punto #4: formula il tuo obiettivo al tempo presente.

5. Parole noiose

Quando desideri raggiungere un obiettivo, provi emozioni molto positive al riguardo.
Perché allora limitare la descrizione del tuo risultato finale a parole sottotono?

Alla fine stai utilizzando delle parole per contenere un tuo desiderio molto sentito. Contenerlo in parole non deve banalizzarlo o razionalizzarlo. Fai in modo dunque che il tuo obiettivo rifletta la vitalità che senti quando ci pensi. Arricchisci la tua frase con aggettivi e parole molto evocative e terrai sempre vive le tue emozioni.

Perché? Perché sono proprio queste a spingerti all’azione e a sostenerti nei momenti di stallo.

Per esempio, “star bene” descrive l’obiettivo finale ma come sarebbe usare altre parole come “stare alla grande” oppure “stare meravigliosamente”?

Stimola molto di più!

Punto #5: usa parole vitali ed evocative.

Insieme abbiamo piantato 5 semplici semi che possono fare veramente la differenza nel fissare e raggiungere i tuoi obiettivi. Ora spetta a te farli crescere con acqua, luce, tanta dedizione e tanto ascolto.

Gli esercizi che abbiamo fatto per “sentire” ti possono essere utili per verificare cosa risuona giusto per te; usali ogni volta che sei nel dubbio.

Ciò che realmente desideri vivere nella tua vita è dentro di te e tutto il tuo corpo te lo può indicare. Spesso la mente non è allineata, ma solo perché l’hai educata inconsciamente e consciamente ad andare per i fatti suoi e non seguire le indicazioni del cuore.

Il passo importante è rieducare la tua mente, in particolar modo quella inconscia.
E’ semplice, ma non semplicistico. Occorre forza di volontà, coraggio, disciplina e focalizzazione.

In questo senso, per la mia esperienza, Goal Mapping è uno strumento incredibile che può accompagnarti in questa inversione di marcia, perché

  • rispetta i 5 punti di cui sopra e ne aggiunge altri importanti;
  • stimola sia l’emisfero sinistro con le parole sia quello destro con le immagini attivando tutte le tue risorse innate;
  • mantiene viva la focalizzazione sulle tue mete;
  • comunica direttamente con la tua parte subconscia attraverso le immagini.

Goal Mapping è di certo un grande acceleratore nella tua rieducazione mentale, perché rispetta le regole della tua mente e le usa a tuo vantaggio per fissare abitudini efficaci e per farti arrivare fino al traguardo!

Goal Mapping

Goal Mapping

Goal Mapping è un metodo collaudato per realizzare i propri obiettivi in ogni settore della vita e per ogni attività, sia essa personale o di gruppo. Imparare a stabilire obiettivi in modo corretto e a raggiungerli è l’abilità prima della vita, poiché permette di conseguire tutte le altre. Ogni intenzione, dalla più basilare alla più strutturata, è in sé un obiettivo.

Questo sistema è unico ed efficace perché:

• rappresenta la fusione tra saggezza antica ed apprendimento accelerato, integrata con i principi di definizione degli obiettivi;
• a differenza delle tradizionali tecniche, esso utilizza anche immagini e simboli, che sono il linguaggio dell’inconscio.

Le sole parole agiscono solo sull’emisfero sinistro, legato alla razionalità. Unire parole ed immagini attiva tutto il cervello conferendo al sistema un potere straordinario. Metterle su carta poi rafforza ancora di più la loro efficacia.

Goal Mapping è il manuale pratico che ti insegna in cosa consiste il sistema, come funziona e come usarlo.

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Sara Barison

Sara Barison conosce Brian Mayne a luglio 2013 e viene immediatamente conquistata dalla sua persona e dal suo messaggio.

Diventa Practitioner Certificato di Goal Mapping a settembre 2013 e, grazie alla sua professionalità in Marketing e Comunicazione, decide di dare il suo contributo nella divulgazione della tecnica in Italia ed organizza insieme a Fabrizia Aulisi ed Alessandra Barison i primi eventi di Brian in Italia ovvero Workshop del Successo di Goal Mapping, Practitioner Programme di Goal Mapping e Workshop di Life Mapping.

Il suo scopo è quello di poter divulgare in Italia il sistema di Brian Mayne, il cui obiettivo è aiutare le persone a ritrovare il proprio sogno e a realizzarlo.

Ha coordinato la pubblicazione del libro di Goal Mapping in italiano con Macro Editore, insegna la tecnica di Goal Mapping e Life Mapping e continua ad organizzare eventi per Brian Mayne in Italia.