Le rune sono uno degli oracoli più antichi della storia e i loro 25 segni possono essere incisi su legno, pietra o cristallo.
Ogni materiale è dotato di una propria energia che conferisce all'oracolo peculiari proprietà divinatorie.
Le rune sono contenute in un comodo sacchetto di velluto e il libretto che le accompagna consente di utilizzarle e riconoscerle con immediatezza.

L'Utilizzo delle rune fin dall'antichità
Nei tempi antichi chi operava con le rune veniva sottoposto a lunghi periodi di addestramento. All'iniziato si insegnava a sopravvivere in condizioni ostili e si fornivano sofisticate istruzioni fisiche, spirituali e magiche.
Dalle leggende vichinghe, sappiamo dei Berserker che andavano in battaglia senza paura, e non erano soltanto gli uomini ad essere addestrati in questo modo: l'esercito di Harald (700 d. C.) includeva donne guerriere chiamate "vergini degli scudi", tra cui le più famose furono Visma e Heid. Sulle spade e sugli scudi erano incise rune a scopo protettivo. Anche sulle lance venivano incise le rune, il che attribuiva loro poteri magici.
La più famosa lancia antica è la Rannja (Assalitrice) che fu ritrovata in una tomba di Dahmsdorf, nel Brandeburgo, in Germania e risale al 250 d.C. Le rune successivamente si portavano su anelli e armi di guerrieri per rappresentare l'eternità.
Oltre a capire il contesto mitico delle rune, è importante studiarne il significato a livello materiale e spirituale. La principale fonte di ispirazioni sul simbolismo runico è la Poesia delle rune, poema anglosassone in cui ciascuna delle ventiquattro strofe si riferisce ad una particolare runa. Tradotta dall'inglese antico al latino da alcuni monaci tra l'VIII e l'XI secolo, la Poesia delle rune non fu resa nota sino al XVIII secolo. Si ritiene che parte del contenuto pagano o precristiano sia stato alterato per riflettere l'ideologia dell'epoca, ma, nonostante questa manipolazione, la Poesia delle rune rispecchia il codice spirituale della popolazione dell'Europa settentrionale.