Siddharta vive di qualche traduzione ma soprattutto della rendita del suo appartamento di Roma. A suo modo è una persona molto spirituale ma non crede in Dio…e nemmeno nell’uomo. Odia la città ed ama le comuni e gli stili di vita “alternativi” ma ha le idee decisamente confuse.
Lascia la sua donna, Camelia e conosce una crisi profonda. Seguendo la sua attitudine nomadica, girovaga tra una comune, una casa di amici, una comunità spirituale…sino ad approdare in India.
Vive qualche tempo a Varanasi, dove gli hindu sperano di morire per l’ultima volta e nella futuribile ed ecologica città di Auroville, in fondo al subcontinente. Si ritrova più di una volta solo per perdersi ancora.
La storia di un’inquietudine profonda, di una ricerca — antica come l’uomo — del paradiso perduto.