Un libro per riflettere sul terremoto e sull’abusivismo edilizio. E’ da questo sogno, come lo ha definito l’autore, che è nato “Terramoto”, volume edito dalla casa editrice romana Terre Sommerse. Il “sognatore” è Massimiliano De Cristofaro, appartenete alla Polizia di Stato, Volontario Specializzato del Soccorso, impegnato in diverse Unità di Protezione Civile Volontaria. Alla realizzazione dell’opera ha partecipato, come testimone oculare di quelle tragiche ore, anche Andrea Pierleoni, anche lui appartenete alla Polizia di Stato, in servizio alla Polstrada di Fano, volontario del Soccorso della C.R.I. e referente Asaps.
La riflessione verso cui l’autore vuole spingere il lettore, “non è il terremoto che ti uccide, ma la tua casa che ti cade sopra!”.
Questa volta nessuna saggistica dallo storico De Cristofaro, solo una cruda passeggiata dentro una tragedia che ha colpito duramente il popolo Aquilano e che, indirettamente, ha colpito l’intera Nazione.
L’opera è corredata di testimonianze dirette da parte di alcuni protagonisti della notte del sisma e di interventi di prestigio, tra cui si citano il Maggiore della C.R.I. Militare Emerico Laccetti, l’Artista Silvano Cristofaro, gli psicologi Francesca e Antonino La Vecchia, Simona Cenni di Primadifesa ed ancora nomi di prestigio che hanno impreziosito l’opera, tra cui, appunto, l’Assistente della Polizia di Stato Andrea Pierleoni.
Le testimonianze dirette diventano la memoria collettiva che, unite alle immagini inedite concesse dall’Ispettore della Polizia di Stato Patrizio Cardelli della Questura dell’Aquila, evocano, narrano e rivelano alcuni momenti della città de L’Aquila.
Tutti coloro che hanno aderito al progetto editoriale hanno prestato la loro straordinaria opera (e rispettivamente i propri servizi) in forma totalmente gratuita e l’intero ricavato sarà destinato a finanziare un progetto di studio per un giovanissimo Aquilano a cui il terremoto ha tolto tutto, affetti e beni.
Ciò che è accaduto all’Aquila deve rimanere nella memoria storica di questo Paese, perché tutti devono conoscere, devono vedere e, soprattutto, non devono dimenticare né ciò che è successo, né ciò che sarà.
“…L’Aquila può cadere, ma si rialza perché sa volare…”