Leggi la prefazione di Ubah Cristina Ali Farah
“Nessuno considera clandestino lo straniero irregolare che bada a sua madre, gli pota la vigna o fa le pulizie nel condominio. Clandestini sono sempre gli altri: buttateli fuori!” (Gad Lerner).
Non tutti i viaggi terminano con la destinazione sognata, e non tutti quelli che partono riescono a realizzare il loro progetto. Per tanti migranti il miraggio diventa un incubo, una trappola da cui non riescono più a uscire.
Lo raccontano i protagonisti di questo libro corredato da splendide foto, che con i loro volti ci raccontano che cosa c’è – in questo caso in Algeria – prima di Lampedusa.
Partiti dal Congo, dal Niger, dal Mali, dal deserto del Sahara, sono tanti, sempre di più, quelli che non vedranno mai l’Europa. Perché rimangono bloccati nei Paesi del Maghreb, in un limbo da cui non riescono più a uscire.
Scoprire il viaggio prima del viaggio, la loro vita prima della partenza, può aiutarci a comprendere, a smontare pregiudizi e stereotipi. Prima di diventare migranti, irregolari o clandestini, sono persone. Come noi.
“Non è vero che questi giovani migranti non hanno nulla da perdere. Hanno solo il coraggio di rischiare. Buttarsi a capofitto con quel briciolo di incoscienza necessario per affrontare l’impossibilità” (dalla prefazione di Ubah Cristina Ali Farah).