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Slow Walk - Il Manuale del Camminare Lento - Libro

Alessandro Vergari

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Modificato il 26 Novembre 2016 - Il testo, che è intitolato Slow Walk - Il Manuale del Camminare Lento - Libro, redatto da Alessandro Vergari puoi trovarlo in Medicina alternativa, approfondisce il tema Corpo, mente e spirito. Editato da Essere Felici Remainder e pubblicato nel mese di Maggio 2014 , è in stato di "Disponibilità: Immediata". Il prezzo è di € 3,95.

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Questo piccolo, eccezionale manuale ci dice tutto quello che c¹è da sapere e da imparare per riscoprire il profondo piacere di momenti intensi vissuti in comunione con se stessi e con la Natura. Quali calzature scegliere, quale abbigliamento indossare, quale sacco a pelo preferire, quale zaino, quali accessori, e ancora, come averne cura, come procurarseli o come realizzarli.

Perché un manuale del "camminare lento"?

  • Perché troppo spesso ci dimentichiamo quanto sia bello ritrovare un contatto con la natura e con noi stessi;
  • Perché solo la lentezza ci dà il tempo di meravigliarci della bellezza;
  • Perché il camminare ci invita a un viaggio dentro noi stessi che ci apre a orizzonti emozionanti e sconosciuti.

Riappropriarsi delle proprie capacità di camminare, ritrovare il contatto con la natura e con se stessi, avere il tempo di meravigliarsi del colore di un papavero o della forma di una nuvola, sono semplicemente queste le regole del camminare "lento".

Alessandro Vergari, Guida Ambientale Escursionista, fotografo e viaggiatore, organizza da molti anni, con l'associazione "La Boscaglia", viaggi a piedi e escursioni guidate per il riconoscimento delle piante spontanee utilizzabili per uso terapeutico e in cucina.

La filosofìa del camminare

Esci una sera sotto un vasto cielo stellato,
alza gli occhi a quei milioni
di mondi sopra la tua testa.
Guarda la Via Lattea.

In quella infinità la Terra si dissolve.
sparisce e con essa
sparisci anche tu.

Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi?
Dove vuoi andare?

Ti attende un viaggio lungo e difficile
e non sai se ti potrai riposare.

Ricordati dove sei e perché sei li.

Non avere troppa cura di te, e rammenta
che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
E adesso puoi metterti in cammino.

Georges Ivanovilch Gurdjieff

Indice

Ringraziamenti

Introduzione

La filosofìa del camminare

  • Il valore terapeutico del camminare
  • Viaggiare? Sì, ma a piedi
  • Camminare come terapia
  • La camminata dell'attenzione
  • «La nostra natura consiste nel movimento...»
  • Il nuovo esploratore

Lo stretto necessario

  • I vestiti
  • Le scarpe
  • Lo zaino
  • La tenda
  • Il sacco a pelo
  • Accessori
  • Il kit di emergenza
  • L'igiene personale

L'alimentazione naturale del camminatore

Le piante del camminatore

Il pronto soccorso naturale

  • Cenni di pronto soccorso

I consigli della guida

  • Pericoli, imprevisti e astuzie
  • Camminare con i bambini
  • La fotografia
  • Il turismo responsabile
  • Notizie utili

In cammino

  • I piccoli cammini da fare lentamente
  • I grandi cammini da fare lentamente
  • Le poche ma buone regole per camminare nella natura

Il memorandum

Chi sono

Il Valore Terapeutico del Camminare

di Maria Nicoletta Bucchicchio
(psicologa, floriterapeuta)

"A chi cammina non si muovono solo gli astratti pensieri nel cervello, ma si mettono in movimento carne e sangue, così le sapienze inconsce depositate negli organi possono mobilizzarsi, montare in alto e riaffiorare nella coscienza".
Mechthild Scheffer. Le piante per la psiche

Se camminare smuove la carne e il sangue, sicuramente tra i primi benefìci che possiamo riconoscere al trekking, ci sono quelli che riguardano la salute del nostro corpo fisico. Tutti i muscoli del nostro corpo, ogni articolazione, il nostro cuore, i polmoni, il sistema vasale, insomma, ogni angolo del nostro corpo dopo qualche ora di cammino inizia a subire una trasformazione, e anche le parti più ferme vengono raggiunte dal movimento e dall'ossigeno.

Aumenta il ricambio e tutte le scorie cominciano ad essere allontanate da ogni cellula ed eliminate anche attraverso il sudore. La nostra pelle, sudando, piange fuori dal corpo le nostre tossine e le nostre sofferenze.

A un livello più sottile, qualcos'altro viene smosso: la nostra sensibilità, cioè la nostra capacità di percepire attraverso i nostri cinque (o più) sensi.

Innanzitutto il tatto: tramite l'appoggio fermo e attento dei nostri piedi sulla terra, nella fatica del camminare, possiamo sentire l'energia che la terra ci rimanda, e sentirci sorretti. Se poi, ogni giorno, nelle pause o alla sera, arrivali al campo, ci togliamo le scarpe e camminiamo a piedi nudi sull'erba, quest'energia della terra sarà ancora più evidente e benefica.

Attraverso la vista, la luce, i colori della luce e, finalmente, il buio, ci arrivano stimoli continui a fluire e a cambiare punto di vista.

L'odore della terra e delle stagioni ci fa essere più vicini alla nostra parte animale.

Gustare gli aromi delle erbe e dei frutti selvatici, e l'acqua delle sorgenti, ci insegna ad essere ricettivi al nutrimento.

Ascoltare le foglie che cadono, lo scorrere di un torrente, il verso di un animale, imparare ad ascoltare il silenzio, o concentrarsi sul suono del nostre passaggio, sentire il nostro respiro sbloccato, tutto questo risveglia l'attenzione e l'abbandono.

Perche le tossine che eliminiamo a livello fisico lasciano liberi degli spazi dentro di noi, ad ogni piano del nostro essere.

Durante i miei trekking ho avuto occasione di comprendere che l'effetto terapeutico del camminare è simile a quello del digiunare, per molti aspetti: i primi tre giorni servono per eliminare, perciò in questo periodo, nel digiuno come nel trekking, è possibile avvertire disagio, dolori muscolari ed articolari, o anche depressione, a seconda di quali sono e dove si sono fissati i nostri problemi, i nostri blocchi.

Bisogna avere il coraggio e la pazienza di accettare il dolore e continuare, non arrendersi, sapendo che si tratta solo di una fase iniziale. Andando avanti nel cammino, il nostro matessere viene metabolizzato e si trasforma, i nostri confini diventano man mano più ampi, il nostro orizzonte si allarga, cominciamo a percepire quello che ci sta intorno, a comunicare in profondità con le persone con cui siamo sulla strada, mentre i pensieri negativi lasciano il posto a quelli creativi, al benessere e alla gioia.

La consapevolezza profonda "depositata negli organi" (come dice la Scheffer nella citazione iniziale) emerge alla coscienza, i nuovi spazi liberi vibrano e si riempiono di bellezza e di comprensione.

Possiamo sentirci liberi, in armonia, luminosi, poiché il "digiuno" e la disintossicazione lasciano il posto alla pienezza del nutrirsi e del sentirsi sani. Cammineremo poi più leggeri anche nelle nostre strade di ogni giorno, nella nostra vita quotidiana che possiamo imparare a leggere altrettanto piena di meraviglie, se alimentata da quella che proviene dalla natura intera, dalla terra e dal cosmo, dalla scoperta di noi stessi e delle nostre potenzialità, e della possibilità che tutti abbiamo di creare, con il nostro pensiero correttamente indirizzato, una realtà di luce.

Perché la vita è comunque sempre generosa e il sentiero è un sentiero di luce, anche se può essere diffìcile a volte ricordarsene.

Che cosa allora ci può impedire di beneficiare in maniera naturale di tutte queste potenzialità che ha il trekking rispetto al nostro essere?

Nella mia esperienza, la paura e lo scoraggiamento legato ai propri limiti fisici e la fase di depurazione dai pensieri negativi possono essere gli ostacoli maggiori a utilizzare l'esperienza del trekking in maniera totale, per quella che può essere la propria individuale totalità.

Per compensare questi limiti, consiglio di sostenersi con alcune semplici tecniche di nutrimento dell'energia attraverso i nostri principali centri energetici, o con l'uso dei rimedi floreali (i Fiori di Bach sono rimedi che ci aiutano a uscire dai nostri blocchi psichici).

Una semplice ed efficace tecnica di respirazione e l'apprendimento degli esercizi di stiramento dei meridiani sono altri validi supporti al fare del trekking un mezzo terapeutico.

Dunque, di cosa possiamo guarire durante un trekking? Da qualunque cosa noi siamo disposti a mettere in movimento e "spostare" dal nostro corpo fisico o dalla nostra mente. E il risultato può essere più duraturo se lo facciamo avvenire con consapevolezza, se camminiamo dentro e fuori contemporaneamente.

EditoreEssere Felici Remainder
Data pubblicazioneMaggio 2014
FormatoLibro - Pag 168 - 13,5x20,5 cm
Questo libro è già stato pubblicato con il titolo "Il Manuale del Camminare Lento"
Lo trovi in#Ecoturismo #Natura e Habitat #Corpo, mente e spirito
Alessandro Vergari

Alessandro Vergari, Guida Ambientale Escursionista, fotografo e viaggiatore, da molti anni è alla ricerca di un più profondo contatto con la natura. Con il suo "camminare lento" cerca di... Leggi di più...

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