Sette Racconti Iniziatici dallo Yogavasistha

Michel Hulin

Sette Racconti Iniziatici dallo Yogavasistha

Il grande poema dell'Advaita

   
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Aggiornato il 14 Gennaio 2012 - Il testo, denominato Sette Racconti Iniziatici dallo Yogavasistha, fatto da Michel Hulin, ha come tema Terapie e discipline orientali, in particolare tratta di Tradizioni indiane. Stampato dalla casa editrice La Parola dal Maggio 2009, attualmente è "Disponibile in pronta consegna". L’importo è € 25,00.

Dettagli

Lo Yogavasistha, del quale l’autore e l’esatta epoca di composizione ci rimangono ignoti, si presenta come la controparte filosofica della grande epopea indù del Ramayana: se quest’ultimo narra le gesta terrene dell’eroe divinizzato Rama, lo Yogavasistha ne narra in forma dialogica l’addestramento filosofico e spirituale per opera del precettore Vasistha, uno dei grandi veggenti della mitologia vedica.

L’insegnamento di quest’ultimo è caratterizzato dall’alternarsi dell’esposizione dottrinale a racconti che la esemplifichino. Una scelta di racconti, efficace ma per forza di cose limitata — lo Yogavasistha è opera di sconcertante vastità, — è qui presentata dall’insigne indologo e sanscritista Michel Hulin.

Tali racconti sono atti a suscitare nel lettore occidentale il più vivo interesse per almeno due ragioni: in primo luogo quali esempi eccellenti della grande letteratura d’arte indiana (kavya) e in secondo luogo per la loro inquietante intensità metaforica, che va ben oltre il mero senso simbolico.

Le sezioni narrative dello Yogavasistha sono innanzitutto illustrazioni del discorso filosofico attribuito a Vasisitha, che è quello della corrente idealistica più radicale della storia del pensiero indù. La morale delle storie narrate da Vasistha è che l’essenza del mondo è puramente fittizia: l’intero mondo (sarga) è solo un quadro dipinto, e su nessuna tela, oltretutto (un film proiettato su nessuno schermo, diremmo noi oggi), perché nulla esiste — se non forse la pura immota trasparente coscienza (cit), — e tantomeno qualcosa che possa fare da sostrato alla rappresentazione di un mondo di cose.

Tutto ciò che ci si manifesta è dunque frutto d’immaginazione. In secondo luogo, tuttavia, ciascuno di questi racconti descrive, o piuttosto forgia, proprio quell’universo del quale si predica incessantemente l’inesistenza.


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