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Semina il Vento - Libro

Tra Parigi e Milano, tra integrazione e terrorismo. Il romanzo che ha immaginato ciò che oggi abbiamo visto

Alessandro Perissinotto



Prezzo: € 16,50


Aggiornato il 16 Novembre 2016 - Questo libro, dal nome Semina il Vento - Libro, il cui ideatore è Alessandro Perissinotto puoi trovarlo nella categoria Letture, approfondisce l'argomento Romanzi. Realizzato dalla casa editrice Piemme ed edito in data Gennaio 2011 , è attualmente in "Non disponibile". Il prezzo è attualmente pari a € 16,50.

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"E' vero che sono nata in Europa. La maggior parte di noi ci è nata. Ma non siamo francesi, italiani, belgi, siamo 'immigrati di seconda generazione'. Però non siamo nemmeno più iraniani o marocchini. Siamo altro, siamo i costrutti di una nuova generazione."

Shirin è iraniana, o meglio, lo sono i suoi genitori; lei è nata a Parigi. È giovane, bella, atea e disinibita, e non prova troppa simpatia per gli islamici di rigida osservanza che vivono accanto a lei, nel quartiere di Belleville, vicino al Parco delle Buttes-Chaumont dove i fanatici reclutano i nuovi combattenti per la jihad. A loro invidia soltanto il senso di appartenenza, il legame col passato.

Anche Giacomo vive a Parigi; cervello in fuga da un’Italia senza futuro, emigrante moderno, sospeso tra mille lavori.

Quando Giacomo e Shirin si incontrano, non è subito passione che travolge, ma un amore che nasce con la lentezza inesorabile delle cose fatte per durare. Si sposano, in un giorno di marzo, e poi fanno la scelta che cambia le loro vite per sempre: trasferirsi a Molini, sulle montagne piemontesi, il paesino dove lui è nato. Giacomo decide per nostalgia, Shirin perché ha bisogno di radici: quelle che non ha mai avuto, che i suoi genitori hanno reciso fuggendo da un paese, l’Iran, che ha cambiato volto e storia nel giro di pochi anni.

Tra le mura di quelle case, in quel luogo che sembra essere rimasto indenne al trascorrere del tempo, Shirin crede di aver trovato ciò che cercava. Ma si sbaglia. Anche lì non è che una straniera, guardata prima con curiosità invadente e poi con diffidenza. E allora comincia a cercare la propria identità altrove, dove non dovrebbe, nella rete protettiva e avvolgente di quel fanatismo che ha sempre respinto. La religione, il velo, i nuovi compagni: un cammino che Giacomo ricostruisce attraverso i ricordi e che affida alle pagine del suo diario, durante i lunghi giorni che seguono la morte violenta di Shirin, i lunghi giorni del carcere.

EditorePiemme
Data pubblicazioneGennaio 2011
FormatoLibro - Pag 275 - 14x22 - cartonato
Nuova RistampaFebbraio 2015
Notecon sovracoperta
Lo trovi in#Romanzi

Tratto dal primo capitolo

Mio padre mi dice che, prima o poi, ci si abitua, dice che un giorno entri, fai quello che devi fare, poi esci e, nello spazio di un gesto qualsiasi, mentre metti in moto la macchina o mentre ti soffi il naso, ti accorgi che non hai provato nulla.

E allora sai che, da quel giorno, entrando in carcere, tu non proverai più nulla, mai più.

Per me, quel giorno non è ancora arrivato e anche oggi lo stomaco mi si è chiuso, proprio come il cancello alle mie spalle. Braccio 6, massima sicurezza, guardo fi sso il punto dove il corridoio piega a sinistra: un angolo retto.

Non so quan- ti minuti trascorrano: superato il muro, si entra in una bolla nella quale il tempo si dilata. Alla fi ne, da quell’angolo del corridoio, il mio cliente spunta all’improvviso, accompagnato da due guardie che lo serrano ai fi anchi.

A vederlo così, non pare pericoloso.

Ha l’aria della brava persona, ma i secon- dini sembrano avere molta paura di lui. Aprono la stanza dei colloqui e fanno entrare il detenuto, poi mi invitano ad acco- modarmi.

Chiedo loro di togliere le manette al mio cliente; mi guardano perplessi, poi acconsentono, controvoglia, con uno sguardo di rimprovero che sembra dire: io ti avevo avvi- sato, se succede qualcosa non prendertela con me.

Finalmente le guardie escono, la porta si chiude. Siamo soli.

Gli porgo la mano: «Buon giorno signor Musso, sono l’av- vocato Di Stefano, il suo difensore d’uffi cio»

La sua stretta è debole; non molle e viscida come quella di certi prelati, direi piuttosto affaticata. «Buon giorno avvocato.»

Giacomo Musso ha la mia stessa età, trentacinque anni. Mi verrebbe voglia di dargli del tu, ma non sarebbe profes- sionale.

«Per quanto tempo possono trattenermi?» mi chiede come prima cosa. Non sembra rendersi conto della situazione, o forse fi nge, ma con maestria. «L’interrogatorio di garanzia è previsto per domani, ma le possibilità che lei venga scarcerato mi sembrano minime.»

Musso mi guarda con occhi inespressivi, poi mi chiede: «Qualcuno si è occupato di Laika?». «Chi è Laika?» «La mia cagnetta. La tengo in giardino.

Bisogna portarle da mangiare. E farle un po’ di compagnia: non è abituata a stare sola.» «Mi informerò.» «Grazie.» Rimane in silenzio e dopo un po’ sono io che riprendo la conversazione. «Lei sa perché si trova in carcere vero?» «Credo c’entri Shirin.»

Prendo dalla mia borsa una copia del «Corriere della Sera» vecchia di tre giorni, la distendo sul tavolo e gliela fac- cio vedere. (...)

Alessandro Perissinotto

ALESSANDRO PERISSINOTTO Nato a Torino nel 1964, insegna Teorie e tecniche delle scritture all’Università di Torino. Ha esordito come narratore nel 1997 ed è autore di undici romanzi. Le sue... Leggi di più...


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