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Scienza e Conoscenza - N. 10

Nuove Scienze e antica saggezza per svelare i misteri della vita



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In questo numero vengono trattati argomenti che al profano potrebbero apparire sconnessi tra loro. In realtà, tematiche concernenti la relatività e i tunnel spazio-temporali, la teoria delle superstringhe, il tempo, la teoria della gravità, la meccanica quantistica, la fisica atomica, la fisica dei plasmi anomali e i suoi paradossi, le piramidi, alcune tecniche esperimentate della medicina alternativa, la biochimica, l’acqua, il sole, il rapporto di coppia, la meditazione, sono legate da un sottile filo conduttore. Questo filo conduttore è l’essere umano come entità cosciente e dotata di intenzionalità, l’essere umano come osservatore ed artefice della propria realtà e co-creatore della realtà circostante, l’essere umano come contenitore di realtà eterne che emergono come per magia dalla mente dei fisici teorici del terzo millennio, l’essere umano come indagatore di realtà fisiche che crede sempre esterne a lui ma che a volte non si manifestano per caso.
In un’intervista di Peter Tyson al fisico teorico Brian Greene, emerge la necessità di concepire un universo multidimensionale e supersimmetrico per consentire l’esistenza delle stringhe, recente parto e forse ultima spiaggia della fisica teorica che, seppur in maniera ancora speculativa e non ancora comprovata sperimentalmente, costituisce un solido e autoconsistente strumento e il reale trampolino di lancio per permettere di giungere in un futuro forse non troppo lontano ad una reale teoria di campo unificato armonizzando tra loro gli assunti della relatività, della meccanica quantistica e della fisica sub-particellare.
Il fisico Massimo Corbucci espone un modello particolarmente originale e completo inerente ai tunnel spazio-temporali previsti dalla teoria della relatività, non limitandosi agli assunti a tutt’oggi ben accettati, ma inglobandovi la struttura stessa della materia dove gli atomi conterrebbero un’area rappresentata da una specie di pozzo senza fondo attivabile dalla stessa forza di gravità e dalle conseguenti proprietà delle particelle subnucleari quando vengono a stretto contatto tra loro, rendendo così tutti gli atomi esistenti delle vere e proprie porte comunicanti che in condizioni estreme possono essere aperte.
L’astrofisico Massimo Teodorani espone la fisica dei misteriosi fenomeni anomali di luce della valle norvegese di Hessdalen, discutendone i risultati più recenti sulla base delle “teorie standard” più accreditate, risultati che hanno visto l’utilizzo di tecniche e metodologie normalmente usate per studiare gli oggetti celesti, in questo caso impiegate per studiare fenomenologie terrestri. Per quanto sia stato possibile dimostrare la natura di plasma del fenomeno e la sua origine geofisica, uno studio attento e accurato ha mostrato nel corso degli anni che qualcosa sfugge all’indagine standard, dal momento che alcune “anomalie nell’anomalia” sembrano far pensare alla possibilità di una interazione diretta tra osservato e osservatore, e che la prima vera causa di innesco del fenomeno possa avere a che vedere con fluttuazioni quantistiche del campo del punto zero.
In un breve ma interessante articolo di Giuseppe Mancini viene evidenziata la disposizione e orientazione non casuale delle piramidi di Giza, con sorprendenti analogie con la disposizione delle stelle di una costellazione ben precisa. Opere non solo architettoniche, le piramidi, ma che testimoniano l’intima connessione con il cosmo di alcune antichissime civiltà.
Gli studiosi Amrit e Ilaria Sorli mostrano come il fattore “tempo” venga percepito in maniera lineare come una realtà indiscutibile solo per chi vive vincolato al mondo materiale e contingente, e come in realtà una percezione dell’universo nella sua interezza porti a esperimentare che il flusso degli eventi scorre in uno spazio fisico a-temporale quadridimensionale, dove il tempo effettivamente scompare. Il tempo è solo un concetto della mente, in un universo senza inizio, senza fine e senza distruzione di energia, e dove la materia e lo spazio si alimentano a vicenda. Sullo stesso argomento, un breve articolo di Paolo Manzelli sull’opera dello scienziato Giorgio Piccardi riprende in mano il concetto che la natura nella sua totalità non si comporta secondo il meccanicismo temporale, ma in base ad un concetto di tempo concepito come memoria.
La giornalista Barbara Stahura riprendendo i contenuti di un film piuttosto rivoluzionario proiettato di recente nelle sale americane, parla del concetto di “intenzionalità” come meccanismo motore cosciente che genera tutti gli eventi dell’universo e quelli della nostra vita di ogni giorno, sulla base di concetti della meccanica quantistica che stanno emergendo in maniera sempre più prorompente e cosciente nell’ambiente dei fisici, e che vedono l’osservatore stesso della realtà come il creatore della realtà.
Ben cinque articoli che hanno come tema l’acqua, di Peter Tyson, Fereydoon Batmanghelidj, Arrie Issar, Luigi del Mondo e Stefania del Principe, mostrano le proprietà di questo elemento vitale da vari punti di vista. Vengono in particolare discusse le fondamentali proprietà biochimiche dell’acqua, il ruolo dell’acqua come elemento indispensabile per garantire la vita e la salute degli organismi viventi, l’importanza di estrarre l’acqua che si sa esistere nel sottosuolo di zone desertiche, iniziativa così importante per garantire gli equilibri geopolitici utilizzando risorse terrestri ancora del tutto inesplorate, la capacità dell’acqua, come da recenti esperimenti dello scienziato giapponese Masaru Emoto, di percepire vibrazioni positive e di manifestare come risposta la sorprendente formazione di cristalli variamente strutturati, ed infine l’utilizzo dell’acqua a scopo terapeutico per la sua relazione con i campi quantici non hertziani.
Sempre in tema di salute, un articolo a cura di Nityama Masetti ripropone il caso del medico tedesco Ryke Geerd Hamer, di recente incarcerato per essere riuscito a curare con successo uno smisurato numero di pazienti ammalati di cancro, utilizzando, a differenza della medicina tradizionale, tecniche non invasive. Il dr. Hamer aveva semplicemente scoperto, prima sulla propria pelle e poi su quella dei pazienti, che tra l’insorgere del cancro e lo stato psichico corre un legame molto stretto. In questo articolo, sulla base di una perizia approfondita del prof. Niemitz dell’Università di Lipsia, si mostra come in realtà la medicina tradizionale, a differenza delle tecniche e dei risultati ben documentabili del dr. Hamer, non sia mai stata fondata su assunti scientifici verificabili sperimentalmente ma soprattutto su “abitudini” pigramente consolidate e spesso accettate acriticamente che nel corso dei secoli ne hanno fatto un dogma che nessuno poteva discutere. L’incredibile incarcerazione del dr. Hamer per essersi semplicemente opposto ad un monolitico paradigma non sufficientemente scientifico da essere verificato efficacemente e sistematicamente, a favore di una ricerca reale e puntualmente verificabile empiricamente che portasse alla guarigione dei pazienti dal cosiddetto “male del secolo”, deve far pensare e riflettere, soprattutto su come la medicina tradizionale, più ancorata alla cura di un organo specifico del paziente e al business miliardario delle case farmaceutiche, che non alla cura del paziente come essere globale, sia saldamente innestata o se si vuole, intrappolata, in un sistema di potere dove l’essere umano in quanto tale viene sistematicamente ignorato.
Un articolo dello scienziato Bruce Lipton descrive come le più recenti scoperte della biochimica dimostrino che, a differenza di quanto si è creduto per decenni, il DNA non è il principale meccanismo di controllo della vita. Il nucleo della cellula non è il reale cervello della cellula, e il corpo vivente non è solo una macchina materiale. Il materialismo della vecchia biochimica sviluppatosi di pari passo con il determinismo newtoniano, viene ora trasceso alla luce degli ultimi approfondimenti della meccanica quantistica dove il vivente non è nient’altro che una diramazione puramente energetica dell’universo, e dove la supremazia del DNA viene soppiantata dalla supremazia dell’ambiente. Alla luce di questo, i recettori ovvero gli organi di senso della cellula, rispondono a segnali energetici provenienti da un tutt’uno quantistico, dove non c’è spazio per il riduzionismo, il meccanicismo e il materialismo, ma solo per una immanente matrice spirituale che genera al contempo incertezza e intenzionalità.
Lo studioso indiano Hira Ratan Manek intervistato da Giovanni Gatti, ripropone il tema della comunione dell’essere vivente con l’ambiente naturale in cui esso vive, esponendo il nocciolo delle sue esperienze curative basate su una bilanciata e graduale esposizione alla luce solare, luce che sembra esercitare sul vivente un effetto analogo alla fotosintesi nelle piante. Un’intervista di Rebecca Brown a Marnia Robinson, mostra come molti dei nostri malesseri dipendano dal nostro non saper affrontare in maniera corretta l’evoluzione nel tempo della vita di coppia, e soprattutto dalla nostra ignoranza su come il normale decremento temporale della libido abbia una ragione biologica, che se ampiamente riconosciuta e affrontata ci può permettere di attuare tecniche che riavvicinano la coppia e la fanno crescere. Ciò si esplica non nell’esasperare le fantasie sessuali con iperproduzione di dopamina, quest’ultima sorgente di nevrosi, ma adottando un’interazione rilassata e non compulsiva al sesso, che, asservendo il corpo allo spirito e quindi valorizzando la vera essenza dei partner, genera un’interazione positiva che ha la sua spiegazione scientifica nella liberazione di ossitocina.
Un illuminante articolo di Ramtha ci riporta alla nostra natura di “esseri spirituali viventi nella materia”, dove il cervello, inteso come tramite inter-dimensionale tra il nostro essere materia e il nostro essere spirito, può portarci a quella condizione di “buddhità” che è la levitazione. Una condizione e uno stato fisico che sono teoricamente raggiungibili se riusciamo a pilotare il pensiero in uno stato tale da riuscire a visualizzare immagini e simboli universali di armonia come i petali di un fior di loto, immagini nate dall’intenzionalità cosciente e interagenti con il campo quantico che possono effettivamente annullare la forza di gravità.
UN SOLO CONSIGLIO: NON PERDERLO!!!

Alcuni argomenti di questo numero: Gallerie direttissime intergalattiche e viaggi nel tempo; Il Dott. Hamer imprigionato per fermare le sue ricerche sulle cause e le cure del cancro?; Stringhe e superstringhe, l’elegante ordito dell’universo; Il peso condizionante delle credenze e la loro biologia; Fenomeni di luce dal nulla; Universi senza tempo, è davvero il tempo quello che scorre?; Acqua, che disseta e che guarisce; Il deserto rifiorirà? Sensibilità e memoria dell’acqua; Le reti neurali e la levitazione del Buddhae molto altro!

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EditoreScienza e Conoscenza
Data pubblicazioneGennaio 2005
FormatoRivista - Pag 80 - 19.5x29
NoteArretrato
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