Il libro tratta il recupero del potente e vitale archetipo della Madre eterna nella cultura cristiana delle origini. Partendo dai Vangeli apocrifi, l’autrice dimostra come ai tempi di Gesù fosse ancora vivo il culto della Dea e il suo potere autonomo.
Nell’esplorazione di questo contesto emerge, in modo sorprendente, la venerazione della Madre (Sofia per gli Gnostici, Spirito Santo per i Cristiani e Ruah per gli Ebrei) come base segreta degli insegnamenti di Gesù.
Non solo, quindi, un attento studio dei Vangeli, ma anche delle concezioni religiose monastiche medievali, della Divina Commedia, dei simboli e dei miti che, come il rapporto tra la Maddalena e Gesù, sottintendevano una realtà religiosa articolata, in cui la Dea e i suoi misteri costituivano linfa per la vita spirituale dell’individuo.
Dora Nardi
L'ho letto anche io finalmente, dopo che una persona ha tanto insistito che lo facessi. Il libro è molto articolato, talvolta rischia di perdere un po' il filo del discorso, ma solo perchè si percepisce la cultura molto vasta dell'autrice. Illuminanti sono alcuni passaggi, per esempio la lettura in chiave nuova di alcuni passi finanche dei Vangeli apocrifi, che sfugge ai più. Non so se il Cristianesimo sia stato anch'esso culla del culto della Dea, ma a leggere il libro della Ghiggini l'ipotesi sembra non fare una grinza. Da leggere! Rivolgo una proposta all'editore: farne spunto per dibattiti e seminari, essendo l'argomento piuttosto nuovo e poco esplorato.
Angelica Todi
Ho trovato questo libro estremamente interessante, non avrei mai immaginato di trovare tracce del culto della dea madre perfino nella storia del Cristianesimo. L'autrice conduce un'analisi approfondita e documentata di ciò, senza lasciare nulla al caso.
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