Nel dicembre del 1900 nella fisica classica c'era un posto per ogni cosa e quasi ogni cosa era al suo posto. Poi Max Planck, durante un esperimento sui filamenti delle lampadine, si imbatté nel quanto, e tutto cambiò.
Lo scienziato tedesco fu costretto ad ammettere che l'energia della luce e di tutte le altre forme di radiazione elettromagnetica potesse essere emessa e assorbita dalla materia soltanto in frammenti, «confezionati» in vari formati, i quanti, appunto, che rappresentavano una rottura radicale con gli schemi interpretativi della scienza fino allora assodati e aprirono nuovi orizzonti alla ricerca.
E ancora oggi i fisici stanno lottando per venire a patti con questi nuovi arrivati...
Con acume critico e pregnanza argomentativa, Kumar colloca la scoperta della meccanica quantistica nel contesto dei grandi sconvolgimenti dell'epoca moderna e illustra in maniera chiara e rigorosa il processo evolutivo della nuova disciplina; non solo ci aiuta a capire il ruolo essenziale svolto da pensatori e scienziati a volte trascurati, ma offre anche una lettura irrinunciabile per chiunque sia affascinato da questa avventura della conoscenza umana complessa ed emozionante.
stefano
Il testo traccia una visione storica dello sviluppo della fisica quantistica dai primi del '900. Ci fa capire come persone fortemente motivate abbiano speso energie per la "scoperta". Indispensabile a mio parere per re-inquadrare cio' che abbiamo studiato a scuola e per capire come si sia arrivati a cio' che sappiamo oggi. La fisica si fonde con la flosofia e con i risultati sperimentali...
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