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Psicologia delle Visioni del Mondo - Libro

Karl Jaspers



Prezzo: € 28,00

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Modificato il 02 Dicembre 2016 - Il testo, che si intitola Psicologia delle Visioni del Mondo - Libro, fatto da Karl Jaspers, ha come tema Psicologia e tratta di Manuali di psicologia. Distribuito dalla casa editrice Astrolabio Ubaldini Edizioni e pubblicato in data Dicembre 1950 , si trova in stato di "Non disponibile". L’importo è Euro 28,00.

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Attraverso queste letture della Psicologia delle visioni del mondo di Karl Jaspers e in generale attraverso lo studio della filosofia cerchiamo di scoprire in noi, nel nostro spirito ciò che i filosofi intendevano con le loro parole. Fino a quando non interiorizziamo le affermazioni del filosofo, egli intende.

Solo dopo che queste affermazioni generano, illuminano un mondo nel nostro spirito, il filosofo dice. Così dovremmo investire la maggior parte del tempo dedicato allo studio della filosofia in un confronto diretto con le parole del filosofo, perché solo attraverso le sue parole questo mondo può nascere in noi. Per questo le parole del filosofo, quando sono parole di filosofo, non sono sostituibili da una qualsiasi spiegazione di altri.

Per questo vogliamo occuparci il più possibile con le parole di Karl Jaspers.

Altri dati sono qui secondari. Immaginiamo di essere contemporanei di Jaspers.

Gli faremmo domande del tipo "quando è nato Professor Jaspers?", "quando morirà?". Non ci chiederemmo chi lo ha influenzato, a quale scuola egli appartenga, quali correnti della filosofia e dell'arte ci siano attorno a lui, da quali opere sia composta la sua edizione completa, ecc.

Nel nostro modo di averci a che fare, la filosofia ci parla da fenomeno contemporaneo, ha qualcosa di importante da dirci a prescindere dal tempo in cui è stata espressa. Così come ha avuto qualcosa da dire a molte generazioni precedenti. È una filosofia fuori dal tempo, ma proprio per questo paradossalmente sempre dentro il tempo, perché la forza dello spirito che l'ha generata riaccende altri spiriti e in questi la fa rivivere. Così, se ora ci trovassimo di fronte al filosofo Jaspers, staremmo a sentire le sue parole, ci faremmo guidare dalla grande energia che sempre le accompagnava. E vogliamo che sia così anche ora, come se Jaspers fosse ancora fra di noi. E se attraverso le sue parole cominciamo a cercare in noi nuovi mondi, allora saremo riusciti a farlo rivivere. Certo marginalmente capiterà di occuparsi di altre sue opere, dei suoi contemporanei o dei suoi predecessori, ma sempre a margine. Centrale rimane la nostra occupazione con i suoi pensieri espressi in questo libro.

Ciò che praticheremo qui è scienza umanistica, cioè un imparare, che non può fare a meno della partecipazione del nostro spirito. Il sapere che si conquista attraverso le scienze umanistiche non solo occupa il nostro spirito, ma anche lo amplifica. Ci sono molte interpretazioni della parola filosofia. Giorgio Colli ci insegna che Platone con la parola filosofia ha inteso un amore per una sapienza passata, la sapienza dei cosiddetti presocratici. Questi sapienti erano soliti tramandare il loro sapere oralmente. Lo scrivere di Platone, ci dice Colli, è una sorta di decadenza, perché cerca di salvare qualcosa, non sta essa stessa al centro.

Allora che cosa intendiamo noi con la parola filosofia? La sapienza originaria, la testimonianza scritta di Platone o qualcos'altro? Immaginiamoci l'espressività della lingua come una piramide. Alla base c'è la quantità maggiore di lingua, quella che si usa per esprimere le cose più evidenti e usuali della realtà.

Quelle con le quali trascorriamo più tempo e che ci occupano di più. Man mano che si scende ­ o che si sale ­ verso strati dell'accadere più rarefatti e meno percepibili normalmente, anche la lingua si fa più rara e sempre più carica di significato. Fino al punto in cui ­ al vertice della piramide ­ la percezione umana cosciente cessa e rimane il silenzio. Un silenzio dunque più significativo di ogni espressione linguistica. È questo che intendiamo noi con la parola filosofia. La lingua nei pressi del vertice della piramide, che nasce dalla tensione ad esprimere qualcosa che è al limite della facoltà percettiva e comprensiva dell'uomo e che è estremamente, profondamente reale.

Le parti scritte in caratteri più piccoli sono citazioni dall'opera di Jaspers. Le altre sono commenti miei. La traduzione dal tedesco del testo di Jaspers è mia. In nota metto sempre i riferimenti alla pagina da cui è tratto il testo.

EditoreAstrolabio Ubaldini Edizioni
Data pubblicazioneDicembre 1950
FormatoLibro - Pag 567 - 15X21
Lo trovi in#Manuali di psicologia

Karl Theodor Jaspers (Oldenburg 1883 –1969) è stato un filosofo e psichiatra tedesco. Ha dato un notevole impulso alle riflessioni nel campo della psichiatria, della filosofia, ma anche della... Leggi di più...

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