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I disturbi della personalità legati al consumo di cibo sono un fenomeno in crescita nella società di oggi e con ripercussioni piuttosto preoccupanti. Questo uno dei temi principali della conferenza dal titolo “Psiche e alimentazione” che il prof. Marco Ferrini, fondatore e presidente del Centro Studi Bhaktivedanta, ha tenuto sabato 8 novembre presso l’aula universitaria Ciamician dell’Istituto di chimica di Bologna.
Oltre ai disturbi della personalità legati all’alimentazione, vi sono anche altre consuetudini e atteggiamenti, meno visibili ma pur sempre sconsiderati nell'alimentazione, che screditano il valore simbolico e naturale che il cibo riveste per la salute e il benessere di ciascun individuo, non solo sul piano fisico ma anche su quello mentale ed emozionale.
Dietro al cibo e alla maniera in cui ci si accosta ad esso - ha spiegato il prof. Ferrini - si nascondono molte delle nostre dinamiche psichiche; attraverso ciò che mangiamo e come ci nutriamo, possiamo avvertire e percepire il nostro stesso atteggiamento nei confronti della vita.
Durante l’esposizione il prof. Ferrini ha descritto i fattori che spingono a rifiutare il cibo o, all’opposto, quelli che conducono al suo abuso, soprattutto in età adolescenziale, come i casi di anoressia e bulimia. Il nutrimento è strettamente connesso alla figura materna o nutrice, ossia colei che dovrebbe fornirlo non soltanto in senso fisico ma anche in senso affettivo. In ambienti dove prevalgono relazioni problematiche e conflittuogene, il cibo diviene talvolta un’arma ricattatoria da parte sia della figura nutrice sia, per riflesso, dal soggetto nutrito: un modo per imporre la propria posizione o il proprio rifiuto nei confronti non solo del cibo propriamente detto, ma di tutto un insieme di fattori da esso rappresentati.
Utilizzato come strumento di rivalsa dal più forte contro il più debole o dal più debole contro il più forte, il cibo perde tutta la sacralità del suo valore come nutrimento non solo per il corpo fisico ma anche per l’anima quando è intriso e sostanziato di amore, di empatia verso tutti gli esseri, nella consapevolezza della stretta connessione tra ogni individuo e di ogni individuo con l’ambiente e con ogni elemento del cosmo. Il rapporto con il cibo dovrebbe essere vissuto come parte integrante, fondamentale di un percorso evolutivo che permette l’elevazione della coscienza, fino al ricollegamento con il Divino, ed il miglioramento della qualità della vita su tutti i piani esistenziali. Il relatore ha approfondito il valore del cibo sul piano socio-cosmico secondo gli insegnamenti della scienza Bhaktivedantica, descrivendo le caratteristiche di differenti tipologie e qualità di cibo a seconda della natura psicologica del soggetto che lo consuma (sattvica, rajasica e tamasica). Gli alimenti vegetariani, che non prevedono l’inflizione della violenza a danno di altre creature, sono quelli più idonei per chi intende favorire la propria ed altrui salute fisica, psicologica e spirituale. La cura premurosa con la quale dovrebbero essere scelti gli alimenti, meglio se freschi e coltivati in prossimità del consumatore (quelli che generalmente si trovano sugli scaffali dei supermercati hanno attraversato una distanza media di 1500 km dal produttore al consumatore), la delicatezza e il rispetto con cui dovrebbero essere maneggiati, cucinati, offerti e infine serviti, li rendono di buona qualità, portatori di conseguenti benefici effetti sul corpo e sulla mente di chi li consuma. In particolar modo, un cibo cucinato con amore ed offerto a Dio, nel rispetto delle creature e con devozione e riconoscenza per il Creatore e il creato, permette a chi poi se ne nutre di compiere salti evolutivi davvero significativi.
Con il denaro si acquistano gli ingredienti che compongono le nostre pietanze - continua il prof. Ferrini- ma non l’amore e la coscienza giusta per preparare un’offerta grata a Dio che possa rendere l’atto del mangiare un gesto sacro, propedeutico alla crescita spirituale dei commensali riuniti attorno ad un tavola.
Ai circa trecento intervenuti alla conferenza, il relatore ha poi esposto temi di carattere storico e sociale legati all’alimentazione nelle varie tradizioni spirituali e culture ed ha dibattuto altri aspetti relativi ai rapporti tra cibo e psiche rispondendo alle interessanti domande poste dal pubblico.