Pensando a Michele è la drammatica, toccante testimonianza di una madre privata del suo amatissimo figlio che, dopo una lucida premeditazione, decide di togliersi la vita. Anzi, questa vita.
Grazie infatti alle "presenze", Anna scoprirà che in realtà Michele ha soltanto scelto una dimensione altra, dalla quale le giunge non soltanto conforto, ma soprattutto forza ed energia per cominciare a vivere un'esistenza vera e piena, dedita all'aiuto degli altri.
E lo stesso conforto potrà trarne chi ha vissuto un'esperienza simile, sollievo che inizia da una condivisione empatica della sofferenza che emerge nella prima parte della lettura, fino a un vero e proprio processo graduale di catarsi. E chi non l'ha vissuta non potrà di certo rimanere indifferente all'onda emotiva che l'opera irradia; un vero scuotimento dell'anima.
Con quest'opera l'autrice si rivolge a tutti coloro che sentono la vita come amore. «Amore per le persone, per gli animali, per le cose, per la natura.
Amore per tutto ciò che ci circonda, come un continuo dono di Dio, anche quando ogni evento sembra tramare contro di noi. C'è sempre un perché in tutto quello che ci succede nella vita, e prima o poi lo sapremo».