Autori Vari
Osho Times n.184
Numero doppio dicembre/gennaio.
La rivista è corredata da "Di Fronte all'Oceano", un inedito ed originale libro di Osho di 176 pagine, il primo diario di darshan tradotto e pubblicato in italiano. L'interessante resoconto di alcuni incontri a tu per tu con il Maestro!
Alcuni contenuti della rivista:
• Passo a passo nel mistero: il fascino del "quieora"
• Scoprire altre possibilità: guardare la realtà con "occhiali diversi"
• Questioni di pancia: una meditazione sull'Hara
• ...e tanto altro ancora!
"In Oriente, si è insistito sul fatto che essere semplicemente vicino a un maestro, a un illuminato, è molto, molto prezioso. E' sufficiente essergli vicino, alla sua presenza. In Occidente non si riesce a capire che cosa significa "alla presenza". In Oriente si dice: 'Andiamo a un darshan'...."
Osho
Di Fronte all'Oceano

Un libro inedito di Osho, che è in assoluto la prima traduzione italiana di un diario di darshan, le trascrizioni degli incontri serali a tu per tu con discepoli e visitatori che Osho ha tenuto nella prima Pune, alla fine degli anni '70, fino al 1981.
Un Osho diverso, a colloquio con persone che gli parlavano dei loro problemi, gli facevano domande sulla loro vita... o semplicemente decidevano di diventare suoi discepoli, prendendo un nuovo nome e il mala.
Per completare il quadro e aiutare il lettore a cogliere la fragranza di quegli incontri, abbiamo voluto anche includere nel libro alcune condivisioni di chi a quei darshan ha partecipato. Un documento imperdibile su Osho e quei giorni... qualcosa di unico.
Porto gli occhiali fin da piccolo, fin da quando, a scuola, si sono accorti che non riuscivo proprio a vedere cosa ci fosse scritto sulla lavagna. Un motivo in più che mi faceva felice quando potevo andare al darshan, era quello di poter finalmente vedere bene Osho, da vicino e non da troppo lontano, com'era invece durante i discorsi mattutini nella grande Buddha Hall, dove c'erano centinaia o anche migliaia di persone!
I darshan erano gli incontri che, nella "prima Pune", Osho teneva ogni sera con un numero ristretto di discepoli e visitatori, nello spazio raccolto del Chuang Tzu Auditorium. Che non si trattasse comunque solo di una questione di vista era già evidente dall'espressione di gioiosa attesa che avevano tutti quelli che si radunavano fuori dai cancelli di Lao Tzu (la "casa di Osho"), pronti per entrare al darshan.
Qualche tempo dopo il mio arrivo a Pune aiutavo una volta alla settimana nella preparazione e nella procedura per il darshan: c'erano da mettere le panche dove i fortunati che avevano "un appuntamento" con Osho quella sera si sarebbero accomodati prima e dopo il controllo nella lista dei nomi e la canonica "annusata": Osho era estremamente sensibile agli odori e non si doveva proprio averne alcuno (niente sigarette quel giorno!).
L'atmosfera che si respirava prima dei darshan era quella di una trepida preparazione a qualcosa di difficile da definire a parole, ma sicuramente importante: un incontro fondamentale – non solo con Osho ma, avremmo scoperto più avanti, anche con noi stessi – una festa!
E l'anticipazione si vedeva negli occhi di tutti quelli seduti sulle panche: un'energia che iniziava a crescere dentro per poi magari "esplodere", durante il darshan, in lacrime, risate o anche solo semplici, incredibili "sorrisi" che nascevano dal cuore per illuminare gli occhi e tutto il volto!
Sahaja