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Revisione del 14/01/2012 - Il libro, intitolato Neuroetica, ideato da Neil Levy, appare nella categoria Medicina alternativa e fa parte della sottocategoria Corpo, mente e spirito. Prodotto da Apogeo e distribuito in data Febbraio 2009, attualmente è "Disponibile in pronta consegna". Il prezzo attuale è di Euro 18,00.
Cosa implica per le teorie etiche il fatto che prima di dare un
giudizio morale, o di decidere di mettere in atto un'azione che ha
un'implicazione morale, si attivano determinare aree del nostro
cervello? Cosa vuol dire commettere un'azione volontaria e quali sono
le condizioni in cui un individuo è responsabile delle sue azioni?
Prendiamo il caso di Ken Parks. Quest'uomo ha guidato per ventitré
chilometri, ha raggiunto la casa dei suoceri e li ha accoltellati
entrambi. Accusato dell'omicidio della suocera e del tentato omicidio
del suocero, non ha negato le accuse ma ha sostenuto che era in uno
stato di sonnambulismo quando ha commesso il fatto. Alla luce dei dati
medici presentati, Parks è stato prosciolto dalla Corte Suprema in
quanto non responsabile delle proprie azioni in quel determinato
momento.
Ma il funzionamento del nostro cervello può realmente
dirci quale grado di responsabilità abbiamo nell'agire in maniera
illecita?
Neil Levy analizza tutte le problematiche della
neuroetica, mettendo in luce le implicazioni degli studi empirici sulle
basi neurologiche del senso morale e dell'utilizzo delle
neurotecnologie sulle teorie etiche esistenti.
Scommettere
sulla neuroetica vale la pena per tre ragioni: primo perché le scienze
della mente stanno sperimentando una crescita rapida che è anche più
spettacolare della crescita osservata in medicina nei decenni
precedenti alla nascita della bioetica.
Secondo, perché queste scienze
hanno a che fare con questioni che sono coinvolgenti a livello
personale: le nostre menti sono, in un senso relativamente diretto,
noi, così che comprendere la nostra mente e l’aumentare del suo potere
ci offre un grado senza precedenti di controllo su noi stessi.
Terzo, i
neuroscienziati stanno a cavallo di uno spartiacque dell’immagine che
abbiamo di noi stessi: promettono di legare la mente al cervello, il
mondo privato e soggettivo all’esperienza, sentimenti e pensieri con il
mondo pubblico e oggettivo dei dati nudi e crudi. Le neuroscienze non
offrono semplicemente la promessa di prevenire la demenza o di
migliorare le nostre capacità cognitive ma offrono un nuovo punto di
vista su ciò che significa essere umano.