Descrizione di Narrare la Malattia
Mai come in questo periodo la medicina ha esibito la sua potenza tecnologica, e mai come ora ha mostrato una crisi profonda di credibilità da parte dei pazienti.
Che cosa è accaduto nel rapporto tra il medico (che ricorre a indagini di laboratorio e alla diagnostica strumentale) e il paziente? Che cosa rende l'«incontro medico» il luogo di un dialogo frammentario e frustrante? Perché la medicina è in grado di offrire tante risorse ma non riesce a rispondere alle domande piú concrete che i pazienti pongono? Forse lo sguardo di un antropologo d'eccezione come Byron Good può aiutarci a capire le ragioni di questa crisi. In un certo senso essa era già contenuta nelle premesse della medicina occidentale: il medico pretende di imporre la sua razionalità, e di catalogare le credenze della medicina popolare come superstizioni. E tuttavia, cosí facendo si impedisce di comprendere la narrazione del paziente, le sue ragioni piú profonde. Good mostra limpidamente in questo saggio come le due figure differiscano non solo per le domande che pongono, ma per come le pongono, per le figure del discorso, la forma retorica, la punteggiatura... È uno sguardo antropologico, il suo, che apre nuove vie per l'interpretazione delle vicende drammatiche e ambigue che turbano la ricerca medica e farmacologica del nostro tempo.
Le vostre recensioni su "Narrare la Malattia"
sto elaborando una tesina sul modo congiuntivo (e ottativo) di narrare la malattia (cap. VI, par. 3)per il corso di A.Medica che seguo alla Sapienza; una speranza o una porta aperta verso il futuro che viene invece negato dalla cosiddetta biomedicina occidentale che sta globalizzando la negazione della vita a chi è malato.
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